money — January 3, 2013 at 8:00 pm

Damiani, i conti brillano un po’ meno

© Paolo Della Bella/LaPresse
02-12 Milano
Spettacolo
Sharon Stone al suo arrivo nel negozio Damiani
Nella foto Sharon Stone
«All’inizio dell’esercizio 2011/2012, e più precisamente in data 21 aprile 2011, i Consiglieri Guido Grassi Damiani, Giorgio Grassi Damiani e Silvia Maria Grassi Damiani hanno volontariamente rinunciato ai compensi per l’esercizio 2011/2012 deliberati dal Consiglio di Amministrazione ai sensi dell’art. 2389, comma 3, del codice civile, al fine di manifestare in tal modo, ancor di più, la propria viva affezione all’azienda». In tempi duri bisogna dare un segnale inequivocabile al mercato. E come direbbe Bersani-Crozza: «Signori, non siamo qui a lucidare il guscio delle cozze». Insomma, non si perde tempo e si manda a dire che gli azionisti di riferimento sono pronti a rinunciare allo stipendio per il bene della società. Decisione previdente. Perché già nella primavera 2011, con il governo Berlusconi in pieno avvitamento, la crisi dei consumi aveva bussato alla porta delle aziende del lusso. Le quali, al contrario di quanto è lecito credere, non sono immuni dalla recessione. Lo testimoniano i conti del gruppo di oreficeria quotato alla Borsa Italiana, che ha visto nel 2012 una difficile tenuta, ma non senza difficoltà. L’azienda, comunque, rimane sana e propositiva nonostante il perdurare delle difficoltà congiunturali. Forse anche grazie al beau geste dei proprio soci e manager.

Giorgio Damiani, SIlvia, la madre Gabriella e Guido Grassi Damiani
Giorgio Damiani, SIlvia, la madre Gabriella e Guido Grassi Damiani

Il gruppo. Ha (quasi) 90 anni, ma non li dimostra. La Damiani è stata fondata a Valenza nel 1924 da Enrico Grassi Damiani. È lui che ha iniziato a disegnare e produrre gioielli per le famiglie nobili dell’epoca e i ricchi borghesi della zona. La bottega orafa è stata ereditata da Damiano Grassi Damiani, il figlio, che ha continuato la tradizione di famiglia. I gioielli Damiani hanno acquistato sempre maggiore notorietà grazie anche all’idea, innovativa per quel tempo, di garantire il prezzo ai clienti e di creare cataloghi con tutte le collezioni. Negli anni Ottanta è invece cominciato il carosello dei volti dello star system, testimonial per un’azienda che ormai era proiettata sui mercati internazionali. Nomi come Isabella Rossellini, Brad Pitt, Nastassja Kinski, Chiara Mastroianni, Milla Jovovich, Jennifer Aniston, Gwyneth Paltrow, Sophia Loren o Sharon Stone sono stati (e sono ancora) abbinamenti che affermano il marchio in tutto il mondo. Oggi l’azienda, cresciuta fino a diventare un gruppo multibrand, è guidata dalla terza generazione dei Damiani. E ai gioielli ha affiancato gli orologi di alta gamma. Oltre a Damiani, del gruppo fanno parte i marchi Calderoni 1840, Salvini, Alfieri & St. John, Bliss, oltre alle linee in licenza (come Ferrari, Ducati e Maserati, Galliano Jewellery). La catena Rocca 1794 (oltre 200 anni di storia) è specializzata nel retail di orologeria e alta gioielleria. Ma il Gruppo Damiani è presente in Italia e nei principali mercati mondiali con 47 punti vendita diretti posizionati nei principali vie della moda italiana e internazionale.  Dal 2007 il gruppo è quotato sul listino di Piazza Affari.

Jennifer Aniston, Isabella Rossellini, Gwyneth Paltrow
Jennifer Aniston, Isabella Rossellini, Gwyneth Paltrow

I conti. Damiani chiude il bilancio al 31 marzo. I conti, quindi, sono sfalsati rispetto all’anno solare. Nel corso dell’esercizio terminato al 31 marzo 2012, l’azienda ha realizzato ricavi consolidati per 151,6 milioni di euro, con un ebitda (margine lordo) negativo per 4,3 milioni e un risultato operativo (ebit) anch’esso con il segno meno per 7,4 milioni. In rosso anche il risultato netto di gruppo per 11,9 milioni di euro. Ciò premesso, può sembrare curioso che l’azienda punti il dito contro i provvedimenti del governo Monti, accusato di deprimere i consumi, per giustificare i propri risultati economici. Insomma, se anche il 2011 (quando Monti non c’era) è stato chiuso in rosso, non si può certo additare lo spauracchio della Guardia di finanza per spiegare il calo delle vendite. Eppure è quello che si legge nella semestrale dei conti 2012, chiusa al 30 settembre. «Nel mercato domestico prosegue invece la contrazione dei consumi e una generale incertezza che determinano una minore propensione all’acquisto da parte della clientela wholesale», si legge nella relazioni di bilancio del semestre. «La contrazione dei consumi in Italia è dovuta anche ad un clima di sfiducia sicuramente non aiutato dal provvedimento del tetto massimo dei mille euro per i pagamenti in contanti imposto dal Governo. Per un settore come quello del lusso questo tetto frena le vendite e affossa i consumi. A ciò si aggiunge anche un generalizzato atteggiamento ostile ai beni di lusso che sono stati e sono tuttora una risorsa molto importante per il Paese e bandiera del Made in Italy». Il clima di ostilità al lusso è senza dubbio reale. Ma la lettura del conto economico andrebbe, diciamo così, più articolata. Poche righe prima, infatti, si spiega che «nel semestre i negozi monomarca Damiani gestiti direttamente in Italia e all’estero, seguendo un trend che si protrae ormai da tempo, hanno continuato a crescere registrando complessivamente ricavi in incremento del 27,4% a testimonianza dell’apprezzamento delle collezioni e del brand da parte del consumatore finale». Insomma, si dice che 1) ci sono più negozi, 2) i ricavi al dettaglio sono aumentati di quasi un terzo. Non è proprio coerente con il timore di essere tracciati oltre i mille euro. Non solo: «Anche le boutique multibrand hanno registrato un buon andamento, in miglioramento rispetto al 30 settembre 2011 anche in Italia». Eppure, i conti non sono brillanti, è il caso di dirlo: «Nel corso del primo semestre dell’esercizio 2012/2013, il Gruppo ha conseguito Ricavi da vendite e prestazioni pari a 57,7 milioni di euro, rispetto ai 61,2 milioni di euro registrati nell’analogo periodo dell’esercizio precedente, con una variazione negativa del -5,8%, a tassi di cambio correnti». Il vero problema è invece che sono calati, di parecchio, i ricavi del canale all’ingrosso. Il fatturato del wholesale nel semestre è  infatti sceso  a quota 34,150 milioni, contro i 40,090 del corrispettivo periodo precedente, con un calo del 15%. Da notare che l’incidenza di quest’area di business è passata da 65,4% a 59,1%. Insomma, se le vendite al dettaglio sono aumentate e invece è diminuito l’acquisto da parte dei rivenditori, è forse qui che, si potrebbe presumere, ha inciso l’obbligo di usare pagamenti tracciabili con il conseguente taglio del «nero»? La logica può portare in questa direzione, ma l’ipotesi è, naturalmente, tutta da verificare. Di sicuro, come afferma il gruppo, si è ridimensionato il peso del mercato italiano da 74 al 67,5% sui ricavi totali. È aumentato invece il ruolo del Giappone dal 7,6 al 9,6% del fatturato, così come quello catalogato Resto del mondo (da da 13,6 a 18,6%), mentre risulta in leggero calo il business in America Nord e Sud (da 4,7 a 4%). I sei mesi di Damiani, insomma, sono in bianco e nero, con un risultato operativo consolidato  negativo per 4,0 milioni di euro, che però è in contenuto miglioramento rispetto ai –4,8 milioni al 30 settembre 2011. Le vendite natalizie diranno quanto questo margine è stato recuperato.

Damiani, Baci
Damiani, Baci

Il futuro. Il domani è oggi, ma non qui. Damiani, come molte altre realtà del lusso, punta sullo sviluppo dei Paesi emergenti, ma non solo. Nel febbraio 2012 il gruppo ha annunciato un accordo strategico con Itochu, colosso giapponese con oltre 70mila dipendenti presente in 80 Paesi. L’accordo prevede l’ingresso di Itochu nel capitale della filiale giapponese Damiani Japan K.K. con una partecipazione di minoranza del 14% tramite un aumento di capitale riservato. L’obiettivo è rafforzare la presenza del gruppo Damiani in Giappone. Non poteva mancare una puntata in Cina: a maggio del 2012, Damiani ha infatti concluso un contratto esclusivo con il gruppo Hendgeli, leader nella distribuzione di alta orologeria e gioielleria in Cina. È il primo passo, si presume, di una lunga marcia nel Paese di mezzo, dove il gruppo è già presente. Federico Graglia

Medusa, anello di oro bianco, brillanti e zaffiri
Medusa, anello di oro bianco, brillanti e zaffiri

ukDamiani balance sheet 2012

“At the beginning of the year 2011/2012, and more precisely on 21 April 2011, the Directors Guido Grassi Damiani, Giorgio Grassi Damiani and Maria Silvia Grassi Damiani have voluntarily waived the fees for the year 2011/2012 approved by the Board of Directors pursuant to Art. 2389, paragraph 3, of the Italian Civil Code, in order to manifest in this way, even more, its deep attachment to the company. ” In tough times you have to give a clear signal to the market. And how would Bersani – Crozza : “Gentlemen, we are not here to polish the shells of mussels.” In short, do not waste time and sends word that the shareholders are ready to give up the salary for the good of society. Sighted decision. Why in the spring of 2011, with the Berlusconi government in full spin, the consumption crisis had knocked at the door of luxury companies. Which, contrary to what is reasonable to believe, are not immune from the recession. As reflected in the accounts of the group of gold quoted on the Italian Stock Exchange, which has seen a tough estate in 2012, but not without difficulty. The company, however, remains healthy and purposeful despite the continuing economic difficulties. Perhaps thanks to the beau geste of its members and managers.

The group. It has (almost) 90 years, but does not show. Damiani was founded in Valencia in 1924 by Enrico Grassi Damiani. It was he who began to design and produce jewelry for the nobility and the wealthy bourgeoisie of the time in the area. The goldsmith was inherited by Damiano Grassi Damiani, his son, who continued the family tradition. Damiani jewelry have gained more and more notoriety thanks to the idea, innovative for the time, to ensure the price to customers and create catalogs with all the collections. In the eighties, the carousel is started instead of the faces of the star system, testimonial for a company that already was projected in the international markets. Names like Isabella Rossellini, Brad Pitt, Nastassja Kinski, Chiara Mastroianni, Milla Jovovich, Jennifer Aniston, Gwyneth Paltrow, Sophia Loren or Sharon Stone were ( and still are) combinations which assert the brand across the world. Today, the company grew to become a multi-brand group, is led by the third generation of Damiani. And the jewelery has added the high-end watches. In addition to Damian, the group includes the brands Calderoni, 1840, Salvini, Alfieri & St. John, Bliss, as well as licensed ( such as Ferrari, Maserati and Ducati, Galliano Jewellery ). The chain Rocca 1794 ( over 200 years of history ) specializes in the retail of watches and jewelry. But the Damiani Group is present in Italy and in major world markets with 47 direct points of sale located in the main streets of the Italian and international fashion. Since 2007, the group is listed on the Milan stock list.

Financials. Damiani closes the year ended 31 March. The accounts, therefore, are staggered with respect to the solar year. During the year ended March 31, 2012, the company achieved consolidated revenues of € 151.6 million, with an EBITDA ( gross profit ) loss of 4.3 million and an operating profit ( EBIT ) also with the minus sign to 7.4 million. In red even net income of 11.9 million euro group. That said, it may seem curious that the company points the finger at the government’s measures Monti, who is accused of depressing consumption, in order to justify their economic performance. In short, if even in 2011 ( when there was no Monti ) was closed in the red, you can not hold up the specter of the Financial Police to explain the decline in sales. Yet it is what we read in the half-year accounts 2012, closed on 30 September. ” In the domestic market, however, continues the decline in consumer spending and a general uncertainty, resulting in a lower propensity to buy from the wholesale customers,” reads the annual reports of the semester. “The drop in consumption in Italy is also due to a lack of confidence certainly not helped by the decision of the ceiling of the thousand euro for cash payments imposed by the Government. For an area such as this luxury roof curbs sales and ditching consumption. In addition, a generalized hostility to luxury goods that have been and still are a very important resource for the country and the flag of Made in Italy. ” The climate of hostility to luxury is undoubtedly real. But the reading of the income statement should be, let’s say, more articulate. A few lines before, in fact, it is explained that ” in the first half of the Damiani brand stores managed directly in Italy and abroad, following a trend that has been going on for some time, have continued to grow total revenues recorded an increase of 27.4% in testimony to the appreciation of the collections and the brand by the end consumer. ” In short, it says that 1 ) there are more shops, 2 ) the retail revenues increased by almost a third. It is not really consistent with the fear of being tracked over a thousand Euros. Not only that: “Even the multi-brand boutiques have performed well, an improvement compared to 30 September 2011 in Italy.” Yet, the accounts are not brilliant, it is appropriate to say : ” During the first half of the year 2012/2013, the Group achieved Revenues from sales and services amounted to 57.7 million euro, compared to 61.2 million euro in the same period of the previous year, a decrease of -5.8%, at current exchange rates. ” The real problem is that instead fell, a lot of revenues in the wholesale channel. The wholesale turnover in the first half is in fact down to 34.150000000 share, compared with 40.090 in the previous corresponding period, a decrease of 15%. It should be noted that the incidence of this business has increased from 65.4% to 59.1%. In short, if retail sales have increased and decreased instead buying by retailers, it is perhaps here that one might assume, he recorded the obligation to use payments resulting trackable with the cutting of the ‘black’ ? The logic can lead in this direction, but the assumption is, of course, be verified. Of course, as the group has reduced the weight of the Italian market from 74 to 67.5% of total revenues. It is instead the role of Japan increased from 7.6 to 9.6 % of sales, as well as that cataloged Rest of the world (from 13.6 to 18.6 %), but decreased slightly with the business in North America and South ( from 4.7 to 4%). The six-month Damiani, in short, are in black and white, with a consolidated operating loss of EUR 4.0 million, which, however, is slight improvement compared to 4.8 million at 30 September 2011. Christmas sales will tell how this margin has been recovered.

The future. Tomorrow is today, but not here. Damiani, like many other companies in the luxury flagship development in emerging countries, but not only. In February 2012, the group announced a strategic agreement with Itochu, the Japanese giant with more than 70 thousand employees in 80 countries. The agreement provides for the entry of Itochu in the capital of the Japanese subsidiary Damiani Japan KK with a minority stake of 14 % through a capital increase reserved. The objective is to strengthen the group’s presence in Japan Damiani. We could not miss an episode in China in May 2012, Damiani has in fact entered into an exclusive contract with the group Hendgeli, a leader in the distribution of luxury watches and jewelry in China. It is the first step, it is assumed, in a long march in the middle of the country, where the group is already present.

france-flagLes comptes de la Damiani 2012

«Au début de l’année 2011/2012, et plus précisément le 21 Avril 2011, les administrateurs Guido Grassi Damiani, Giorgio Grassi Damiani et Maria Silvia Grassi Damiani ont volontairement renoncé aux frais pour l’année 2011/2012, approuvés par le Conseil de administration conformément à l’art. 2389, alinéa 3, du Code civil italien, afin de manifester de cette façon, encore plus, son profond attachement à l’entreprise. ” Dans les moments difficiles que vous avez à donner un signal clair au marché. Et comment pourrions – Bersani Crozza : «Messieurs, nous ne sommes pas ici pour polir les coquilles de moules. ” En bref, ne perdez pas de temps et envoie le mot que les actionnaires sont prêts à abandonner le traitement pour le bien de la société. Décision aperçu. Pourquoi au printemps de 2011, avec le gouvernement Berlusconi en pleine rotation, la crise de la consommation avait frappé à la porte des entreprises de luxe. Qui, contrairement à ce qui est raisonnable de croire, ne sont pas à l’abri de la récession. Comme indiqué dans les comptes du groupe de l’or coté à la Bourse italienne, qui a vu une succession difficile en 2012, mais non sans difficulté. La société reste cependant sain et utile, malgré les difficultés économiques persistantes. Peut-être grâce à la beau geste de ses membres et les gestionnaires.

Le groupe. Il a ( presque ) 90 ans, mais ne montre pas. Damiani a été fondée à Valence en 1924 par Enrico Grassi Damiani. C’est lui qui a commencé à concevoir et produire des bijoux pour la noblesse et la riche bourgeoisie de l’époque dans la région. L’orfèvre a été hérité par Damiano Damiani Grassi, son fils, qui a continué la tradition familiale. Damiani bijoux ont acquis de plus en plus de notoriété grâce à l’idée, novatrice pour l’époque, pour que les prix pour les clients et de créer des catalogues de toutes les collections. Dans les années quatre-vingt, le carrousel est démarré à la place des faces du système d’ étoiles, un témoignage pour une entreprise qui a déjà été projeté dans les marchés internationaux. Des noms comme Isabella Rossellini, Brad Pitt, Nastassja Kinski, Chiara Mastroianni, Milla Jovovich, Jennifer Aniston, Gwyneth Paltrow, Sophia Loren ou Sharon Stone étaient (et sont encore ) les combinaisons qui affirment la marque à travers le monde. Aujourd’hui, l’entreprise a grandi pour devenir un groupe multi- marque, est dirigé par la troisième génération de Damiani. Et les bijoux a ajouté les montres haut de gamme. En plus de Damian, le groupe comprend les marques Calderoni, 1840, Salvini, Alfieri et St. John, Bliss, ainsi que la licence ( tels que Ferrari, Maserati et Ducati, Galliano Bijoux ). La chaîne Rocca 1794 ( plus de 200 ans d’histoire ) se spécialise dans la vente au détail de montres et de bijoux. Mais le groupe Damiani est présente en Italie et dans les principaux marchés du monde avec 47 points de vente directe situé dans les rues principales de la mode italienne et internationale. Depuis 2007, le groupe est inscrit sur la liste de Milan.

Comptes. Damiani termine l’année terminée le 31 Mars. Les comptes sont donc décalés par rapport à l’année solaire. Au cours de l’ exercice clos le 31 Mars 2012, la société a réalisé un chiffre d’affaires consolidé de € 151,6 millions, avec un EBITDA ( bénéfice brut ) perte de 4,3 millions et un bénéfice d’exploitation (EBIT ) également le signe moins à 7,4 millions. En rouge le revenu net de même 11,9 millions Eurogroupe. Cela dit, il peut sembler curieux que la société met le doigt sur les mesures du gouvernement Monti, qui est accusé de la consommation déprimant, pour justifier leur performance économique. En bref, si même en 2011 ( quand il n’y avait pas de Monti ) a été fermée dans le rouge, vous ne pouvez pas tenir le spectre de la police financière pour expliquer la baisse des ventes. Pourtant, c’est ce que nous lisons dans la demi- année représente 2012, clos le 30 Septembre. ” Sur le marché intérieur, cependant, continue la baisse des dépenses de consommation et une incertitude générale, résultant en une plus faible propension à acheter des clients de gros », lit les rapports annuels du semestre. ” La baisse de la consommation en Italie est également due à un manque de confiance certainement pas aidé par la décision du plafond de millier d’euros pour les paiements en espèces imposées par le gouvernement. Pour une région comme ce toit de luxe bordures ventes et la consommation d’amerrissage forcé. En outre, une hostilité généralisée des produits de luxe qui ont été et sont toujours une ressource très importante pour le pays et le drapeau du Made in Italy “. Le climat d’hostilité luxe est sans doute vrai. Mais la lecture du compte de résultat devrait être, disons, plus articulée. Quelques lignes avant, en fait, il est expliqué que ” dans la première moitié des magasins de la marque Damiani géré directement en Italie et à l’étranger, suivant une tendance qui dure depuis un certain temps, ont continué à augmenter les revenus totaux ont enregistré une hausse de 27,4% en témoignage de l’appréciation des collections et de la marque par le consommateur final “. En bref, il est dit que 1 ) il ya plus de magasins, 2 ) les revenus de détail ont augmenté de près d’un tiers. Ce n’est pas vraiment compatible avec la peur d’être suivis plus d’un millier d’euros. Non seulement cela : ” Même les boutiques multi-marques se sont bien comportés, une amélioration par rapport au 30 Septembre 2011 à l’Italie. ” Pourtant, les comptes ne sont pas brillants, il est approprié de dire : ” Au cours de la première moitié de l’année 2012/2013, le Groupe a réalisé des revenus de la vente et des services s’est élevé à 57,7 millions d’euros, par rapport à 61,2 millions d’euros à la même période de l’année précédente, soit une baisse de -5,8%, à taux de change courants. ” Le vrai problème est que la place est tombé, beaucoup de recettes dans la vente en gros. Le chiffre d’affaires de gros dans le premier semestre est en fait vers le bas pour 34,150000000 parts, comparativement à 40,090 pour la période correspondante précédente, soit une baisse de 15 %. Il est à noter que l’incidence de cette activité a augmenté de 65,4 % à 59,1 %. En bref, si les ventes au détail ont augmenté et diminué au lieu d’acheter par les détaillants, il est peut-être ici que l’on pourrait penser, il a enregistré l’obligation d’utiliser les paiements résultant traçable avec la coupe du «noir» ? La logique peut mener dans cette direction, mais l’hypothèse est, bien sûr, être vérifiée. Bien sûr, comme le groupe a réduit le poids du marché italien de 74 à 67,5 % des recettes totales. C’est plutôt le rôle du Japon a augmenté de 7,6 à 9,6 % du chiffre d’affaires, ainsi que celle catalogué Reste du monde ( de 13,6 à 18,6 % ), mais a légèrement diminué avec l’ entreprise en Amérique du Nord et Sud (de 4,7 à 4% ). Les six mois Damiani, en bref, sont en noir et blanc, avec une perte d’exploitation consolidée de 4,0 millions d’euros, ce qui, cependant, est légère amélioration par rapport à 4,8 millions au 30 Septembre 2011. Les ventes de Noël seront dire comment cette marge a été récupéré.

L’avenir. Demain, c’est aujourd’hui, mais pas ici. Damiani, comme beaucoup d’autres entreprises dans le développement phare de luxe dans les pays émergents, mais pas seulement. En Février 2012, le groupe a annoncé un accord stratégique avec Itochu, le géant japonais avec plus de 70 mille employés dans 80 pays. L’accord prévoit l’entrée d’Itochu dans le capital de la filiale japonaise Damiani Japan KK avec une participation minoritaire de 14 % grâce à une augmentation de capital réservée. L’objectif est de renforcer la présence du groupe au Japon Damiani. Nous ne pouvions pas manquer un épisode en Chine en mai 2012, Damiani a en effet conclu un contrat d’exclusivité avec le groupe Hendgeli, un chef de file dans la distribution de montres de luxe et de bijoux en Chine. Il s’agit de la première étape, on suppose, dans une longue mars dans le centre du pays, où le groupe est déjà présent.

german-flagDie Konten der 2012 Damiani

“Zu Beginn des Jahres 2011/2012, genauer gesagt am 21. April 2011 hat der Verwaltungsrat Guido Grassi Damiani, Giorgio Grassi Damiani und Maria Silvia Grassi Damiani freiwillig auf die Gebühren für die Jahre 2011/2012 durch den Verwaltungsrat genehmigt Directors gem. 2389 Absatz 3 des italienischen Zivilgesetzbuches, um auf diese Weise zu manifestieren, mehr noch, seine tiefe Verbundenheit mit dem Unternehmen. ” In schwierigen Zeiten muss man ein klares Signal an den Markt zu geben. Und wie würde Bersani – Crozza : “Meine Herren, wir sind nicht hier, um die Schalen von Muscheln zu polieren. ” Kurz gesagt, keine Zeit und sendet Wort, dass die Aktionäre sind bereit, für das Wohl der Gesellschaft geben, die Gehalt. Gesichtet Entscheidung. Warum im Frühjahr 2011, mit der Berlusconi-Regierung in voller Spin, der Verbrauch Krise an der Tür des Luxusunternehmen geklopft hatte. Welche, entgegen dem, was vernünftig ist, zu glauben, immun gegen die Rezession nicht. Wie in den Konten der Gruppe von Gold an der italienischen Börse, der eine harte Anwesen im Jahr 2012 gesehen hat, aber nicht ohne Schwierigkeiten zitiert wider. Das Unternehmen bleibt jedoch gesund und ziel trotz der anhaltenden wirtschaftlichen Schwierigkeiten. Vielleicht dank der beau geste seiner Mitglieder und Führungskräfte.

Die Gruppe. Es hat (fast) 90 Jahren, aber nicht zu zeigen. Damiani wurde in Valencia im Jahr 1924 von Enrico Grassi Damiani gegründet. Er war es, zu entwerfen und zu produzieren, Schmuck für den Adel und das wohlhabende Bürgertum der Zeit in der Gegend begann. Der Goldschmied wurde von Damiano Damiani Grassi, sein Sohn, der die Familientradition weiter vererbt. Damiani Schmuck haben immer mehr Bekanntheit dank der Idee, innovativ für die Zeit gewonnen, um die Preise für die Kunden zu gewährleisten und Kataloge mit allen Kollektionen. In den achtziger Jahren ist das Karussell statt der Gesichter des Sternsystems begonnen wird, Testimonial für ein Unternehmen, das bereits in den internationalen Märkten projiziert. Namen wie Isabella Rossellini, Brad Pitt, Nastassja Kinski, Chiara Mastroianni, Milla Jovovich, Jennifer Aniston, Gwyneth Paltrow, Sophia Loren oder Sharon Stone waren ( und sind) Kombinationen, die die Marke auf der ganzen Welt zu behaupten. Heute hat sich das Unternehmen zu einem Multi -Marken- Gruppe, wird von der dritten Generation der Damiani geführt zu werden. Und der Schmuck ist die High-End- Uhren aufgenommen. Neben Damian, umfasst die Gruppe die Marken Calderoni 1840 Salvini, Alfieri & St. John, Bliss, sowie (wie Ferrari, Maserati und Ducati, Galliano Schmuck ) lizenziert. Die Kette Rocca 1794 (über 200 Jahre Geschichte ) ist spezialisiert auf den Einzelhandel mit Uhren und Schmuck. Aber die Gruppe ist Damiani in Italien vorhanden und in wichtigen Märkten der Welt mit 47 Direktverkaufsstellenin den Hauptstraßen der italienischen und internationalen Mode entfernt. Seit 2007 ist die Gruppe an der Mailänder Börse Liste aufgeführt.

Konten. Damiani schließt das Geschäftsjahr zum 31. März. Die Konten sind daher in Bezug auf das Sonnenjahr gestaffelt. Im Geschäftsjahr zum 31. März 2012 erzielte das Unternehmen einen Konzernumsatz von 151.600.000 €, bei einem EBITDA (Bruttogewinn ) Verlust von 4,3 Mio. Euro und ein Betriebsergebnis (EBIT) auch mit das Minuszeichen auf 7,4 Millionen Euro. In rot, auch Nettogewinn von 11,9 Mio. Euro-Gruppe. Das heißt, es scheint merkwürdig, dass die Gesellschaft weist mit dem Finger auf die Maßnahmen der Regierung Monti, der von deprimierend Verbrauch beschuldigt wird, um ihre Wirtschaftsleistung zu rechtfertigen. Kurz gesagt, wenn auch im Jahr 2011 ( als es noch kein Monti ) wurde in der rot geschlossen, kann man nicht halten, das Gespenst der Finanzpolizei, um den Umsatzrückgang zu erklären. Doch es ist das, was wir in der Halbjahres lesen Konten 2012, geschlossen am 30. September. ” In den heimischen Markt, aber weiterhin den Rückgang der Konsumausgaben und eine allgemeine Unsicherheit, was zu einer geringeren Neigung, aus dem Groß- Kunden kaufen “, lautet die Jahresberichte des Semesters. ” Der Rückgang des Verbrauchs in Italien ist auch auf einen Mangel an Vertrauen sicherlich nicht durch die Entscheidung der Decke der tausend Euro bei Barzahlungen von der Regierung auferlegten geholfen. Für ein Gebiet wie dieses Luxusdachrandsteine​​Vertriebs-und Notwasserung Verbrauch. Zusätzlich ist eine generalisierte Feindseligkeit gegen Luxusgüter, die waren und sind immer noch eine sehr wichtige Ressource für das Land und die Flagge des Made in Italy. ” Das Klima der Feindseligkeit bis zum Luxus ist zweifellos echt. Aber das Lesen der Erfolgsrechnung sein sollte, sagen wir mal, mehr artikulieren. Ein paar Zeilen vor, in der Tat, wird erklärt, dass “in der ersten Hälfte der Damiani Markengeschäfte verwaltet direkt in Italien und im Ausland, nach einem Trend, der nun schon seit einiger Zeit, haben sich weiter Gesamtumsatz wächst ein Plus von 27,4% im Zeugnis für die Wertschätzung der Sammlungen und der Marke durch den Endverbraucher. ” Kurz gesagt, heißt es, dass 1) gibt es mehr Geschäfte, 2 ) die Einzelhandelsumsatzum fast ein Drittel erhöht. Es ist nicht wirklich im Einklang mit der Angst, verfolgt über tausend Euro. Nicht nur das : “Auch die Mehrmarken- Boutiquen haben auch eine Verbesserung im Vergleich zum 30. September 2011 in Italien durchgeführt. ” Dennoch sind die Konten nicht brillant, ist es angebracht zu sagen: ” In der ersten Hälfte des Jahres 2012/2013 erzielte der Konzern Umsatzerlöse aus Lieferungen und Leistungen beliefen sich auf 57,7 Millionen Euro im Vergleich zu 61,2 Millionen Euro im gleichen Zeitraum des Vorjahres, ein Rückgang von -5,8 %, zu aktuellen Wechselkursen. ” Das eigentliche Problem ist, dass anstelle fiel, eine Menge Umsatz im Großhandelskanal. Der Großhandelsumsatz im ersten Halbjahr ist in der Tat bis auf 34,150000000 Aktien, verglichen mit 40,090 in der vorangegangenen Periode, ein Rückgang von 15%. Es sei angemerkt, dass die Häufigkeit von diesem Unternehmen hat von 65,4 % auf 59,1 % erhöht werden. Kurz gesagt, wenn die Einzelhandelsumsätze erhöht und verringert stattdessen den Kauf von Einzelhändlern, ist es vielleicht hier, dass man annehmen könnte, er die Verpflichtung hat, Zahlungen resultierende Trackbar mit dem Schneiden der “schwarzen” verwenden erfasst? Die Logik kann in dieser Richtung zu führen, aber die Voraussetzung ist natürlich, überprüft werden. Natürlich, wie die Gruppe das Gewicht des italienischen Marktes von 74 bis 67,5 % des Gesamtumsatzes reduziert. Es ist vielmehr die Rolle von Japan von 7,6 auf 9,6% des Umsatzes, sowie dieser katalogisiert Rest der Welt ( 13,6 bis 18,6 %), aber leicht zurückgegangen mit dem Geschäft in Nordamerika und S ( 4,7-4 %). Die Sechsmonats Damiani, kurz gesagt, sind in Schwarz und Weiß, mit einem operativen Konzernverlustvon 4,0 Mio. Euro, was im Vergleich zu 4,8 Mio. zum 30. September 2011 ist jedoch leichte Verbesserung. Weihnachtsgeschäft wird zeigen, wie diese Marge hat sich erholt.

Die Zukunft. Morgen ist heute, aber nicht hier. Damiani, wie viele andere Unternehmen in der Luxus- Flaggschiff der Entwicklung in den Schwellenländern, aber nicht nur. Im Februar 2012 kündigte die Gruppe eine strategische Vereinbarung mit Itochu, der japanische Riese mit mehr als 70.000 Mitarbeitern in 80 Ländern. Die Vereinbarung sieht für den Eintritt von Itochu in der Hauptstadt der japanischen Tochtergesellschaft Damiani Japan KK mit einer Minderheitsbeteiligung von 14% durch eine Kapitalerhöhung vorbehalten. Das Ziel ist, die Präsenz der Gruppe in Japan Damiani stärken. Wir könnten eine Episode in China Mai 2012 nicht verpassen, hat Damiani in der Tat zu einem exklusiven Vertrag mit der Gruppe Hendgeli, einem Marktführer im Vertrieb von Luxus-Uhren und Schmuck in China eingetragen. Es ist der erste Schritt, wird davon ausgegangen, in einem langen Marsch in der Mitte des Landes, wo die Gruppe bereits vorhanden ist.

flag-russiaСчета 2012 Дамиани

” В начале года 2011/2012, а точнее на 21 апреля 2011, Директора Гвидо Грасси Damiani, Джорджио Грасси Damiani и Мария Сильвия Грасси Damiani добровольно отказалось от сборов за 2011/2012 год, утвержденные Советом директоров в соответствии со ст. 2389, пункт 3, Гражданского кодекса Италии, для того, чтобы проявить таким образом, еще больше, свою глубокую привязанность к компании. ” В тяжелые времена вы должны дать четкий сигнал для рынка. И как бы Берсани – Crozza : “Господа, мы здесь не для того чтобы отполировать раковины мидий. ” Короче говоря, не тратьте время и посылает слово, что акционеры готовы отказаться от зарплаты на благо общества. Досмотрена решение. Почему весной 2011 года, с правительством Берлускони в полном спина, кризис потребления был постучал в дверь роскошных компаний. Который, вопреки тому, что есть основания полагать, не застрахованы от рецессии. Как отражено в счетах группы золота котируются на Итальянской фондовой бирже, который видел жесткую недвижимости в 2012 году, но не без труда. Компания, однако, остается здоровым и целеустремленным несмотря на продолжающиеся экономические трудности. Возможно, благодаря денди Гесте его членов и руководителей.

Группа. Он имеет ( почти ) 90 лет, но не показывает. Дамиани была основана в Валенсии в 1924 году Энрико Грасси Дамиани. Именно он начал проектировать и производить украшения для знати и богатой буржуазии того времени в этом районе. Ювелир был унаследован Дамиано Грасси Дамиани, его сын, который продолжил семейную традицию. Дамиани ювелирные изделия получили больше и больше известность благодаря идее, инновационной для того времени, чтобы цена для клиентов и создавать каталоги со всеми коллекциями. В восьмидесятых годах, карусель запускается вместо лицах звездной системы, свидетельским для компании, которая уже была прогнозируемой на международных рынках. Такие названия, как Изабелла Росселлини, Брэд Питт, Настасья Кински, Кьяра Мастроянни, Милла Йовович, Дженнифер Энистон, Гвинет Пэлтроу, Софи Лорен или Шэрон Стоун были ( и остаются) комбинации, которые утверждают бренд по всему миру. Сегодня компания росла, чтобы стать мультибрендовый группа, во главе с третьего поколения Дамиани. И украшения добавил высокого класса часы. В дополнение к Дамиана, в группу входят бренды Calderoni, 1840, Сальвини, Альфьери и Сент-Джон, Bliss, а также лицензию (например, Ferrari, Maserati и Ducati, Galliano Ювелирные изделия ). Цепь Рокка 1794 ( более 200 лет истории ) специализируется на розничной продаже часов и ювелирных изделий. Но Дамиани Группа присутствует в Италии и в основных мировых рынках с 47 прямых торговых точках, расположенных в главных улиц итальянской и международной моды. С 2007 года группа котируются на фондовом списке Милан.

Учетные записи. Дамиани закрывает за год, закончившийся 31 марта. Счета, следовательно, расположены в шахматном порядке по отношению к солнечного года. В течение года, закончившегося 31 марта 2012, компания достигла консолидированный оборот компании составил 151 600 000 €, с EBITDA ( валовая прибыль ) потеря 4,3 млн. иоперационной прибыли (EBIT) также с знак минус 7400000. В красный даже чистая прибыль 11900000 группе евро. Тем не менее, это может показаться любопытным, что компания указывает пальцем на меры правительства Монти, который обвиняется в удручающем потребления, с тем чтобы оправдать свои экономические показатели. Короче говоря, если даже в 2011 году ( когда не было никакой Монти ) был закрыт в минусе, вы можете не выдерживают призрак финансовой полиции объяснить спад продаж. Тем не менее, это то, что мы читаем в полугодие составляет 2012, закрыт по 30 сентября. ” На внутреннем рынке, однако, продолжает снижение потребительских расходов и общей неопределенности, что приводит к снижению склонности, чтобы купить от оптовых покупателей, ” читает годовые отчеты семестра. ” Падение потребления в Италии также в связи с отсутствием доверия, конечно, не помог решением потолка тыс. евро для наличных платежей, введенных правительством. Для такой области, как этот роскошный крыши продаж бордюры и канав потребления. Кроме того, обобщенная враждебность к предметов роскоши, которые были и до сих пор являются очень важным ресурсом для страны и флагом Сделано в Италии “. Климат враждебности к роскоши, несомненно, реальны. Но чтение о прибылях и убытках должны быть, скажем, более четко. Несколько строк до этого, в самом деле, он пояснил, что ” в первой половине фирменных магазинов Damiani управляется непосредственно в Италии и за рубежом, после тенденция, которая продолжается уже в течение некоторого времени, продолжают расти общий доход зарегистрирован рост на 27,4% в свидетельством признательности коллекций и марки по конечному потребителю “. Короче говоря, это говорит, что 1) есть больше магазинов, 2) розничные выручка увеличилась почти на треть. Это на самом деле не соответствует страха отслеживается более тысячи евро. Мало того, что : ” Даже мультибрендовые бутики добиваемся хороших результатов, улучшение по сравнению с 30 сентября 2011 года в Италии. ” Тем не менее, счета не блестящий, уместно сказать : ” В первой половине года 2012/2013, группа достигла Доходы от продаж и услуг составил 57,7 млн. евро, по сравнению с 61,2 млн. евро за тот же период прошлого года, снижение на -5,8 %, по текущему обменному курсу “. Реальная проблема заключается в том, что вместо упал, много доходов в оптовой канала. Оптовый оборот в первом полугодии на самом деле до +34,150000000 акцию, по сравнению с 40,090 в предыдущем аналогичном периоде, снижение на 15%. Следует отметить, что частота этого бизнеса увеличилась с 65,4 % до 59,1 %. Короче говоря, если розничные продажи увеличились и уменьшились вместо покупки розничной торговли, это, пожалуй, вот что можно было бы предположить, он записал на себя обязательство использовать платежи в результате отслеживаются с резки”черный” ? Логика может привести в этом направлении, но предположение, конечно, быть проверены. Конечно, как группа сократила вес на итальянском рынке с 74 до 67,5 % от общей выручки. Это вместо того, чтобы роль Японии увеличилось с 7,6 до 9,6 % от объема продаж, а также, что в каталог Остальной мир ( с 13,6 до 18,6% ), но несколько снизился с бизнесом в Северной Америке и South (от 4,7 до 4% ). Шестимесячный Дамиани, короче говоря, в черно-белом, с консолидированным операционным убытком 4,0 млн. евро, что, однако, является незначительное улучшение по сравнению с 4,8 млн. на 30 сентября 2011 года. Рождественские продажи покажет, насколько эта разница была возвращена.

Будущее. Завтра сегодня, но не здесь. Дамиани, как и многие другие компании в развитии роскоши флагманского на развивающихся странах, но не только. В феврале 2012 года группа объявила стратегическое соглашение с Itochu, японского гиганта с более чем 70 тыс. сотрудников в 80 странах мира. Соглашение предусматривает вступления Itochu в столице Японии дочерней Дамиани Япония KK сминоритарный пакет в 14% через увеличение капитала защищены. Цель состоит в том, чтобы укрепить присутствие группы в Японии Дамиани. Мы не могли пропустить эпизод в Китае в мае 2012 года Дамиани фактически заключила эксклюзивный контракт с группой Hendgeli, лидер в области распределения роскошных часов и ювелирных изделий в Китае. Это первый шаг, предполагается, в дальний поход в середине страны, где группа уже присутствует.

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