Mattia Cielo

La Rugiada colorata di Mattia Cielo




La Rugiada cambia colore secondo le stagioni e secondo quanto decide Mattia Cielo. Il designer di gioielli di avanguardia, che fa parte di una famiglia di gioiellieri con alle spalle una lunghissima tradizione attiva con la capogruppo Cielo Venezia 1270. Un paio di anni fa Mattia Cielo ha lanciato a Baselworld la collezione Rugiada. Sono gioielli realizzati in oro e titanio, con sottili fili di metallo che sono flessibili. Su queste spirali sono fermati dei diamanti che sembrano, appunto, gocce di rugiada.

Anello in oro rosa della collezione Rugiada con diamanti, tormaline e ametista
Anello in oro rosa della collezione Rugiada con diamanti, tormaline e ametista

Nel corso dei due anni successivi Mattia Cielo ha allargato la collezione aggiungendo pietre colorate accanto ai diamanti. Sono così comparse tormaline e ametiste, che sembrano aver reso la rugiada non solo invernale, ma anche con le sfumature della primavera. Il concetto di gioielli che si muovono, caro al designer di Vicenza, è rimasto però inalterato. Unica differenza: parte dei gioielli della collezione destinati al mercato Usa sono prodotti direttamente in America, forse per evitare la tagliola dei dazi introdotti per alcuni prodotti. Altri modelli, però, continuano a essere prodotti in Italia. In fondo la rugiada è uguale in tutto il mondo.

Bracciale con ametiste e tormaline verdi e rosa
Bracciale con ametiste e tormaline verdi e rosa

Anello in oro rosa della collezione Rugiada con diamanti
Anello in oro rosa della collezione Rugiada con diamanti

Anello in oro rosa  a spirale con diamanti
Anello in oro rosa a spirale con diamanti

Collana Rugiada versione tennis
Collana Rugiada versione tennis

Anello in titanio, oro bianco rodiato e diamanti
Anello in titanio, oro bianco rodiato e diamanti
Orecchini Rugiada versione tennis
Orecchini Rugiada versione tennis
Bracciale in oro, titanio e diamanti
Bracciale in oro, titanio e diamanti
Orecchini a cerchio  in oro rosa e diamanti
Orecchini a cerchio in oro rosa e diamanti







Concorso di Miluna con Miss Italia

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Una leggenda di gioielli. È quella della famiglia Cielo, secondo cui il legame con il mondo dell’oro risale al 1270, a Venezia. In quell’anno il poeta Cielo d’Alcamo incontra il giovane Marco Polo, da cui acquista alcune gemme portate dal lontano Oriente. Il poeta, che probabilmente era ispirato anche dal commercio avrebbe poi portato le pietre alla corte di Palermo, dover regnava Carlo D’Angiò. Sempre secondo questa ricostruzione, sono nati così i primi gioielli in un certo senso firmati Cielo.

Orecchini in argento placcato oro con perla coltivata della collezione Miss Italia 2020
Orecchini in argento placcato oro con perla coltivata della collezione Miss Italia 2020

Sette secolo dopo, il discendente di Cielo D’Alcamo, Sergio Cielo, ha fondato Cielo Venezia 1270, azienda orafa veneta. L’azienda gestisce diversi brand, a partire da quello di alta gioielleria di design Mattia Cielo. Ma anche marchi più popolari, come Miluna, che da decenni è sponsor del concorso di bellezza Miss Italia. E proprio in occasione di Miss Italia 2020 del 2020 Miluna ha lanciato un concorso, questa volta destinato alle acquirenti dei gioielli Miluna che invieranno un racconto sulla felicità entro il 15 dicembre. In palio ogni settimana cinque bracciali in perle coltivate personalizzati con il pendente dell’iniziale del nome in argento e topazi, oltre all’estrazione finale di un collier in oro 18 carati con diamante.

Bracciale in argento placcato oro rosa con perla coltivata della collezione Miss Italia 2020
Bracciale in argento placcato oro rosa con perla coltivata della collezione Miss Italia 2020
Collana in argento diamantata con perla coltivata della collezione Miss Italia 2020
Collana in argento diamantata con perla coltivata della collezione Miss Italia 2020
Bracciale in argento con perla coltivata
Bracciale in argento con perla coltivata
Anello solitario
Anello solitario con diamante
Collana in argento  carati con 16 perle coltivata
Collana in argento carati con 16 perle coltivata
Collana in argento placcato oro rosa 18 carati con perla coltivata
Collana in argento placcato oro rosa 18 carati con perla coltivata







Gioielli e segreti di Massimiliano Bonoli

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Disegni, segreti e innovazioni di Massimo Bonoli, vincitore dell’Andrea Palladio come The Best Italian Jewellery Designer 2018. È la «matita» di Mattia Cielo, Breil, Recarlo… ♦︎

Lavora in un angolo appartato d’Italia, la Romagna. O, meglio, a Forlì: una città al di fuori dalle consuete rotte della gioielleria. Eppure Massimiliano Bonoli si è conquistato il premio Andrea Palladio come The Best Italian Jewellery Designer 2018.

Leggi anche: I 9 vincitori dei Palladio Awards

Il suo lavoro è noto, mentre alcuni aspetti della vita di Bonoli lo sono meno. Il designer è proprietario di una gioielleria, la Ororé di Forlì, ma ha il suo studio nello storico palazzo Guarini. È in queste stanze che ha concepito e disegnato alcuni dei gioielli di maggior successo per tanti brand famosi. Un esempio è, senza dubbio, Armadillo, l’anello snodabile che è una delle icone di Mattia Cielo, per cui ha progettato anche la linea Pavone e la collezione Rugiada, con l’utilizzo di materiali innovativi come titanio o carbonio. Altri suoi gioielli sono quelli della collezione Stones di Breil, le linee Love Me o Eternity di Recarlo, il bracciale Kiara.

Recarlo, bracciale contrarié
Recarlo, bracciale contrarié Eternity Royal

Bonoli opera come designer di gioielli indipendente da oltre 25 anni, ma la sua esperienza è iniziata anni prima, nella gioielleria di famiglia. Nel suo curriculum non compare il nome di scuole come la Central Saint Martins di Londra, ma il meno noto Istituto d’Arte di Forlì. Si è poi specializzato in gemmologia e restauro delle pietre dure. Solo grazie alla sua creatività ha iniziato a lavorare come designer e direttore creativo per le importanti Maison della gioielleria, come quelle citate. Una curiosità: porta la firma di Massimiliano Bonoli anche la corona indossata da Miss Italia. Cosimo Muzzano

La collezione New Snake, indossato
La collezione New Snake, indossato
Mattia Cielo, bracciale Rugiada, oro e diamanti
Mattia Cielo, bracciale Rugiada, oro e diamanti
Bracciale della linea Pavone di Mattia Cielo
Bracciale della linea Pavone di Mattia Cielo
Anello in oro rosa e diamanti della linea Pavone di Mattia Cielo
Anello in oro rosa e diamanti della linea Pavone di Mattia Cielo
Anello in oro rosa e diamanti della linea Pavone di Mattia Cielo
Anello in oro rosa e diamanti della linea Pavone di Mattia Cielo
Anello Armadillo by Mattia Cielo
Anello Armadillo by Mattia Cielo
Bracciale e orecchini in oro rosa, titanio e diamanti della collezione Rugiada
Bracciale e orecchini in oro rosa, titanio e diamanti della collezione Rugiada
Breil Stones, anello con pietra rossa
Breil Stones, anello con pietra rossa
Collezione Love Me
Collezione Love Me di Recarlo
Massimiliano Bonoli (immagine da Pinterest)
Massimiliano Bonoli (immagine da Pinterest)







I nuovi gioielli hi-tech




Non solo oro e argento: ecco perché i materiali super tecnologici sono sempre più utilizzati in gioielleria

Fibra di carbonio, titanio, nanoceramica, lava vulcanica e persino la riscoperta dell’alluminio: è sempre più frequente l’utilizzo della tecnologia e di materiali di nuova generazione nel mondo della gioielleria. I motivi sono diversi. Un metallo come il titanio, per esempio, è resistente e molto leggero.  Non solo: il titanio può anche assumere colori diversi senza doverlo smaltare o placcare con qualche galvanica. Per contro, è molto difficile da lavorare: ecco perché non è facile trovare un gioiello in titanio.

Suzanne Syz, bracciale Asparagus in titanio, oro, diamanti, ametiste
Suzanne Syz, bracciale Asparagus in titanio, oro, diamanti, ametiste

Il titanio, in ogni caso,  è uno dei materiali che negli ultimi anni è diventato simbolo di ricerca e innovazione nella gioielleria. Lo utilizzano maestri come Wallace Chan, Suzanne Syz, oppure Maison come Giovanni Ferraris, o aziende orafe come la vicentina Mattia Cielo, che dopo aver sperimentato i fili di titanio per esaltare la flessibilità dei suoi prodotti ha puntato anche sul carbonio. Così come un altro designer di avanguardia, Fabio Salini: anche lui usa la fibra di carbonio accanto al titanio.

Anello titanio, diamanti, zaffiri blu
Giovanni Ferraris, anello titanio, diamanti, zaffiri blu

Il carbonio piace anche alla Maison austriaca Adler, che crede molto in questo materiale grigio cenere e ha creato un’intera collezione, battezzata Eclipse, costituita da microscopiche fibre di carbonio intrecciate, dalla patina serica e leggermente argentata. Il contrasto del fondo scuro con i diamanti incolori e l’oro bianco e rosa danno ai gioielli un aspetto quasi lunare. Gli svizzeri di Bogh-Art, invece, utilizzano fili ultrasottili di titanio «cuciti», ossia compattati, con raggi di fibra ottica a una precisa temperatura e pressione. Lo strato ricavato viene poi tagliato per dare forma alle ali e ai petali di farfalle, libellule e fiori che compongono anelli e orecchini. Un modo per rendere più scintillanti disegni e montature classici.

Mattia Cielo, bracciale Vulcano con fibra di carbonio
Mattia Cielo, bracciale Vulcano con fibra di carbonio

Un’altra frontiera della gioielleria è la resina nanoceramica, frutto di una miscela di acqua, alcol butilico e il sovente metossipropanolo, copre come una pellicola sottilissima anelli, orecchini e pendenti della collezione Mistero di De Grisogono, con il vantaggio di renderli inscalfibili. Ma è utilizzata anche da Roberto Demeglio, oppure da Vhernier, anche se in modo diverso. Infine, la tecnologia può essere utilizzata per poter lavorare un materiale antico come la lava vulcanica solidificata, ancora poco diffusa, ma utilizzata da David Yurman, che ha trasformato i detriti di un’eruzione in perle per una collana con diamanti.

Orecchini Mistero di de Grisogono, con zaffiri rosa rivestiti di nanoceramica
Orecchini Mistero di de Grisogono, con zaffiri rosa rivestiti di nanoceramica

Un altro materiale antico, ma riscoperto grazie alla tecnologia che lo trasforma è l’alluminio. Lavorato e fuso con raffinati metodi che ne permettono la colorazione, anche l’alluminio si è trasformato in metallo prezioso. Leggero, resistente, molto malleabile, è stato scelto per esempio da un giovane designer d’avanguardia come Emmanuel Tarpin, ma in via sperimentale anche da Vhernier per alcune collane della collezione Calla. E anche una Maison di alta gioielleria come la tedesca Hemmerle propone gioielli come gli orecchini in alluminio anodizzato con cavità nelle quali sono inserite acquamarine. Federico Graglia





Niarchos, collezione Reptilia, collier Lady Caiman in argento placcato con rodio nero e nanoceramica verde e 415 diamanti
Niarchos, collezione Reptilia, collier Lady Caiman in argento placcato con rodio nero e nanoceramica verde e 415 diamanti

Roberto Demeglio, bracciali della collezione Scacco in ceramica nera e diamanti
Roberto Demeglio, bracciali della collezione Scacco in ceramica nera e diamanti

Garavelli, collier della collezione Drago, in oro rosa e ceramica
Garavelli, collier della collezione Drago, in oro rosa e ceramica

Calla in titanio e diamanti
Vhernier, collana Calla in titanio e diamanti

Hemmerle, orecchini in alluminio anodizzato con cavità in cui sono inserite acquamarine
Hemmerle, orecchini in alluminio anodizzato con cavità in cui sono inserite acquamarine

Orecchini a forma di foglie di geranio venduti da Christie's, alluminio e diamanti
Emmanuel Tarpin, orecchini a forma di foglie di geranio venduti da Christie’s, alluminio e diamanti

Collana con perle di lava vulcanica diamanti di David Yurman
Collana con perle di lava vulcanica diamanti di David Yurman

Orecchini Eclipse in fibra di carbonio, oro bianco e diamanti di Adler
Orecchini Eclipse in fibra di carbonio, oro bianco e diamanti di Adler

Anello in oro bianco, diamanti e titanio di Bogh-Art
Anello in oro bianco, diamanti e titanio di Bogh-Art

Wallace Chan, anello Onde. Diamanti e titanio
Wallace Chan, anello Onde. Diamanti e titanio







Ecco i 12 designer di VicenzaOro September





I 12 gioiellieri della Design Room di VicenzaOro September. Tra le new entry Tomasz Donocik e Yeprem. In arrivo anche Stephen Webster ♦︎

Ieg, la società che organizza VicenzaOro, ha osservato la lezione di Baselworld: comunicare ed evitare un precipitoso declino. Giusto, quindi, che si promuova con largo anticipo e dimostri di essere viva e vegeta. Anzi, con interessanti novità. Per esempio, quelle che riguardano la Design Room, lo spazio dedicato alle boutique di gioiellieri estrosi e meritevoli di attenzione. Una formula, tra l’altro, che è stata replicata in altre manifestazioni fieristiche.

L'area Design Room a VicenzaOro September
L’area Design Room a VicenzaOro September

Ecco, quindi, le prime novità di VicenzaOro September, che quest’anno è anticipata dal 7 all’11 settembre. The Design Room, collocata all’interno del padiglione Icon, affiancherà a presenze ormai consolidate a Vicenzaoro come Marie Mas, Lydia Courteille e Alessio Boschi, alcune novità di rilievo internazionale. Tra queste, Tomasz Donocik, designer polacco che risiede e lavora a Londra, già nominato Gioielliere dell’anno del Regno Unito, di chio abbiamo scritto altre volte su gioiellis.com. Stilisticamente molto contemporaneo, con un linguaggio che parla ad un pubblico sofisticato e maturo, lavora in modo artigianale, esclusivamente in oro 18 carati, rosa o bianco, utilizza le migliori pietre preziose ed è riuscito nel tempo a innovare nel rispetto dell’armonia delle forme.

Leggi qui: Le sorprese di Tomasz Donocik. 

Alessio Boschi
Alessio Boschi

Sarà presente nella Design Room anche Yeprem, designer libanese famoso per le sue creazioni con diamanti, e il greco Margaritis Lefteris. Tornano anche Sicis, Mattia Cielo e Alessa Jewelry. Infine, sono previste le presenze di Eclats Jewelry, Cedille Paris e Netali Nissim, con la sua iconica collezione di talismani prêt-à-porter. Un’altra novità di rilievo è prevista, invece, nel resto dell’area Icon: per la prima volta debutterà a Vicenzaoro Stephen Webster, designer inglese della gioielleria rock.




Lydia Courteille. Copyright: gioiellis.com
Lydia Courteille. Copyright: gioiellis.com

Tomasz Donocik
Tomasz Donocik

Yeprem, il bracciale Ararad della Y-Conic collection, vincitore dei Couture Awards
Yeprem, il bracciale Ararad della Y-Conic collection, vincitore dei Couture Awards

Orecchini di Marie Mas indossati
Orecchini di Marie Mas indossati

Yuvraj Pahuja co-fondatore di Alessa
Yuvraj Pahuja co-fondatore di Alessa

Mattia Cielo
Mattia Cielo

Netali Nissim
Netali Nissim







In 12 nella Design Room





Ecco chi sono i 12 creatori presenti nella Design Room a VicenzaOro January 2019 ♦︎

VicenzaOro scalda i motori e anticipa i nomi dei 12 creativi che saranno nella Design Room a gennaio. La Design Room, introdotta un paio di anni fa dalla precedente gestione dell’evento, è uno spazio dedicato a brand di nicchia, ma di alto valore. Giovani designer, ma anche nomi affermati nel panorama della gioielleria, sempre però con spiccate doti creative.

Ecc chi sono, quindi, i 12 designer di VicenzaOro January: Alessio Boschi,

, Anna Maccieri Rossi, Bee Goddess, Cedille, Lydia Courteille, Eclats Jewels, Mattia Cielo, Magerit, Marie Mas, Monica Rich Kosann, Sicis.

L'area Design Room a VicenzaOro September
L’area Design Room a VicenzaOro September

Alcuni, come Alessio Boschi, Alessa o Magerit, sono già stati presenti alla Design Room di VicenzaOro, mentre altri sono al debutto. Per Mattia Cielo, per esempio, è un ritorno a VicenzaOro dopo molte stagioni di Baselworld, mentre per i micromosaici di Sicis è una prima assoluta.

Molto differenti anche le caratteristiche dei designer: Alessio Boschi o Lydia Courteille fanno parte del mondo dell’alta gioielleria, anche se con caratteristiche creative che ne fanno degli unicum assoluti. Bee Goddess oppure Anna Maccieri Rossi propongono, invece, una originale fine jewelry, Magerit predilige uno stile scultoreo tardo barocco, Monica Rich Kosann è un brand di fine jewelry di largo consumo, Cedille mette l’accento su uno stile etnico, e Mattia Cielo su un design tecnologico.




Alessio Boschi
Alessio Boschi
Anello Flamingo, oro rosa, rodocrosite, zaffiri, rubini, diamanti neri e bianchi, zaffiri orange e rosa
Lydia Courteille, anello Flamingo, oro rosa, rodocrosite, zaffiri, rubini, diamanti neri e bianchi, zaffiri orange e rosa
thumb alessa
Anello di Alessa
Bee Goddess, anello in oro rosa con diamanti bianchi, blu e neri
Bee Goddess, anello in oro rosa con diamanti bianchi, blu e neri
Daniel Calvo, designer di Magerit
Daniel Calvo, designer di Magerit
Bracciale della linea Pavone di Mattia Cielo
Bracciale della linea Pavone di Mattia Cielo

Sicis, anello Arabesque in micromosaico, oro bianco, diamanti e rubino
Sicis, anello Arabesque in micromosaico, oro bianco, diamanti e rubino







VicenzaOro, tra le novità c’è l’addio di Marzotto





Il vice presidente di Ieg, Matteo Marzotto, lascia con polemica, mentre si prepara l’edizione di VicenzaOro January ♦︎

Si annunciano già le prime novità per la prossima edizione di VicenzaOro January. Ma all’appuntamento dell’edizione invernale della fiera dedicata al gioiello brillano anche le polemiche. Che non possono lasciare indifferenti gli addetti ai lavori.

Qualche giorno fa, infatti, Matteo Marzotto, vice presidente di Ieg, società nata dall’unione di Fiera Rimini con Fiera Vicenza, si è dimesso dalla carica, in polemica con l’ottuagenario presidente di Italian Exhibition Group, Lorenzo Cagnoni.

Da sinistra, Matteo Marzotto, Lorenzo Cagnoni, Ugo Ravanelli
Da sinistra, Matteo Marzotto, Lorenzo Cagnoni, Ugo Ravanelli, ad di Ieg

Non è un addio da poco, visto che a Marzotto va riconosciuto il merito di aver rilanciato VicenzaOro, oltretutto in un momento difficile per l’economia italiana. Nuove idee, dinamismo e le relazioni personali di Marzotto sono state la ricetta per il nuovo volto del format, esportato poi con successo all’estero. Tutto questo, però, non sembra essere bastato alla nuova gestione dell’azienda fieristica. Più che una fusione tra due soci, è il senso dell’addio di Marzotto, si è trattata di un’Opa di Rimini su Vicenza. E per Ieg, che ha come traguardo la quotazione in Borsa, quello di Marzotto non è un addio di poco conto.

La distanza era già apparsa palese durante l’ultima edizione di VicenzaOro September, in cui Marzotto non era coinvolto.

Matteo Marzotto, presidente di Fiera Vicenza (a sinistra) e Corrado Facco, direttore generale
Matteo Marzotto, ex presidente di Fiera Vicenza (a sinistra) e Corrado Facco, ex direttore generale

L’imprenditore veneto, in ogni caso, non ha usato mezzi termini e ha denunciato in una lettera il mancato «rispetto istituzionale del socio di minoranza, troppo spesso mal tollerato a tenuto in disparte, anche in occasioni di importanti decisioni, come quella dell’assegnazione della progettazione per gli ampliamenti dei quartieri fieristici, portata in cda dall’ad Ravanelli a cose ampiamente fatte e per mera informativa».

La lettera di Marzotto sottolinea anche quanto gli addetti ai lavori commentano negativamente da tempo: il frettoloso licenziamento dell’ex direttore di Fiera Vicenza, Corrado Facco, braccio destro di Marzotto e co-artefice del rilancio di VicenzaOro.

«Il nostro modo di vedere è opposto praticamente su tutto, tranne che sulla bontà della fusione delle due società fieristiche e della loro quotazione in Borsa», ha concluso con amarezza Marzotto.

VicenzaOro September
VicenzaOro September

Forse anche per stendere un velo su questo epilogo poco commendevole, Ieg inizia ad accendere le luci sul prossimo appuntamento. Ecco le novità: Roberto Coin presenterà le nuove versioni della collezione Princess Flower, Damiani le estensioni delle collezioni D.Side, Eden e dell’iconica Belle Epoque (chissà se le aziende sono contente di perdere l’effetto sorpresa). Nell’area Icon non mancheranno Fope, Crivelli, Leo Pizzo, Tamara Comolli, Djula. Una conferma è anche quella di Alessio Boschi nell’area Design Room, nella quale si troverà anche la designer-artista parigina Lydia Courteille, il vicentino Mattia Cielo (per lui un ritorno) e Monica Rich Kosann. Conferme anche per Giovanni Raspini, Rue de Milles, Victoria Cruz, Bronzallure, Crieri. Cosimo Muzzano





VicenzaOro January
VicenzaOro January 2017

L'area Design Room a VicenzaOro September
L’area Design Room a VicenzaOro September

Alessio Boschi
Alessio Boschi

Jessica Kahawaty e Roberto Coin
Jessica Kahawaty e Roberto Coin

Interno di Fiera Vicenza September. Foto di Carolina Nobile
Interno di Fiera Vicenza September. Foto di Carolina Nobile







Mattia Cielo per 16

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Mattia Cielo presenta il bracciale Rugiada, che si avvolge per 16 volte attorno al polso ♦︎
Se qualcosa piace, piace. E se un gioiello piace, perché non riproporlo? Ma, allo stesso tempo, cercando di sorprendere ugualmente. Possibile? Possibile. Ed è quello che ha fatto Mattia Cielo in occasione di Baselworld 2018. Invece di proporre qualcosa di completamente diverso ha mostrato qualcosa di completamente sorprendente. Cioè un pezzo speciale della collezione Rugiada. Si tratta di un bracciale a filo che si arrotola attorno al braccio per ben 16 giri. È un pezzo unico, che completa una delle collezioni di maggior successo del gioielliere veneto. Che, è bene ricordarlo, è anche uno di quelli che uniscono la gioielleria alla tecnologia.

La collezione Rugiada, come molte altre del brand, utilizza oro rosa, giallo, bianco, assieme a diamanti o, in altri casi, pietre di colore. Sono spirali che si snodano e avvolgono il braccio quando si indossano, per poi tornare alla forma originale. Un effetto che Mattia Cielo ottiene utilizzando all’interno dei gioielli un’anima in una speciale lega di titanio utilizzata anche dall’industria aerospaziale. Lavinia Andorno





Mattia Cielo, bracciale Rugiada, oro e diamanti
Mattia Cielo, bracciale Rugiada, oro e diamanti

Rugiada versione tennis
Rugiada versione tennis
Bracciale Rugiada, oro rosa e diamanti
Bracciale Rugiada, oro rosa e diamanti
Il bracciale a 16 giri di Mattia Cielo
Il bracciale a 16 giri di Mattia Cielo

Bracciale della collezione Rugiada
Bracciale della collezione Rugiada







Mattia Cielo: il mio tech-design




L’intervista rilasciata tempo fa a Gioiellis.com di uno dei designer italiani più innovativi: Mattia Cielo ♦

«Se pensate che la gioielleria sia immutabile nel tempo, figlia di antiche tradizioni e basta, vi sbagliate», esordisce Mattia Cielo. Il designer e orafo vicentino è, in effetti, quasi un’anomalia nel panorama italiano della gioielleria. A differenza della maggior parte dei suoi colleghi, infatti, non ha paura di legare il tema del lusso e del bello con quello della tecnologia. Ma la strada non è inserire l’elettronica nella collana o nell’anello: sarebbe un’idea semplice. L’idea perseguita (con successo) da Mattia Cielo, infatti, è un’altra, più complessa ma anche più affascinante. «La verità è che siamo fortunati: da Torino a Venezia è un susseguirsi di aziende capaci di utilizzare la tecnologia e innovare. Basta cercarle e andarle a trovare, verificare sul posto le loro proposte, le invenzioni, gli strumenti. Perché in molti settori l’Italia ha la leadership mondiale. Per questo ho pensato che utilizzare nuovi materiali e soluzioni d’avanguardia potesse essere una reale innovazione nella gioielleria. Per esempio, micro viti, fili in titanio o elementi che sono utilizzati nei settori aerospaziale, micromeccanica e automazione, offrono la possibilità di un design diverso e una maggiore creatività», spiega il gioielliere vicentino, che ha alle spalle una lunga storia familiare all’insegna della classica lavorazione di oro e gemme.

Mattia Cielo
Mattia Cielo

Il risultato della ricerca di Mattia Cielo è sorprendente. Uno dei primi esperimenti fu Armadillo, un anello con un’inconsueta corazza che si muove, simile a quella dell’animale a cui si ispira: delle molle interne controllano il movimento degli scudi d’oro con viti a vista che compongono l’anello. Poi venne la lega in titanio dell’industria aerospaziale, con la sua capacità di cambiare forma ma poi tornare alla posizione originaria applicata ai bracciali a spirale della collezione Rugiada. «Ecco, il movimento: solo il matrimonio tra materiali preziosi e la tecnologia più avanzata permette di raggiungere certi risultati. Ma non è facile spiegare ad aziende impegnate in settori industriali così differenti le esigenze di un orafo, come il limitato numero di pezzi, il materiale da impiegare o il design che deve rispettare ovviamente quello che rende bello e prezioso un gioiello», aggiunge Cielo. «Il confronto però, alla fine, dà i risultati giusti». Come nel caso del nuovo bracciale Pavone, formato da archetti collegati tra loro che oscillano, perfettamente sincronizzati, seguendo il movimento del corpo. O le new entry della collezione Vulcano, grandi volumi in oro 18 carati resistenti ma confortevoli sempre grazie alla tecnologia: una sorta di tessuto fatto fibre di carbonio modellato in stampi rivestiti di resina consente di realizzare gioielli sovradimensionati senza avere il problema del vuoto interno che li rende fragili o del pieno che li rende pesanti. La prova concreta sono gli ampi bracciali e le donanti collane groumette impreziositi di diamanti, piacevolissimi da guardare e da indossare. Monica Battistoni



Bracciale Ghiaccio
Bracciale Ghiaccio
Bracciale Nebula in oro rosa con elementi scorrevoli anulari in oro e diamanti della collezione Nebula
Bracciale Nebula in oro rosa con elementi scorrevoli anulari in oro e diamanti della collezione Nebula
Vulcano, bracciale in oro rosa e diamanti
Vulcano, bracciale in oro rosa e diamanti
Collana Vulcano
Collana Vulcano
Bracciale Pavone in oro rosa e diamanti
Bracciale Pavone in oro rosa e diamanti
Anello Armadillo by Mattia Cielo
Anello Armadillo by Mattia Cielo
Mattia Cielo Les Facettes
Mattia Cielo, anelli
Mattia Cielo, bracciale con pitre
Mattia Cielo, bracciale con pitre
Mattia Cielo 3
Mattia Cielo, bracciale in oro e diamanti
Mattia Cielo 1
Mattia Cielo, bracciale







Nebula e Sole per Mattia Cielo

Le novità di Mattia Cielo si ispirano al cielo: Nebula e Sole ♦

Prima ci sono stati l’Armadillo, il Vulcano, il Pavone. A che cosa poteva ispirarsi uno dei più innovativi designer italiani, Mattia Cielo? In un certo senso a Baselworld 2017 ha presentato qualcosa che si ispira a se stesso o, meglio al cielo. Due novità sono costituite, infatti, dalle collezioni Nebula (it means cloud in latin language) e Sole. Due elementi che dominano il cielo, appunto.

Come in passato, l’immagine delle creazioni di Mattia Cielo è stata affidata Fred Leveugle, uno dei fotografi più quotati per soggetti femminili, che ha giocato molto sul contrasto di luci e ombre. E come in passato, le nuove proposte del gioiellerie di Vicenza giocano sia sul piano della forma, che su quello della invenzione, che non dimentica la sfida tecnologica. Nebula, per esempio, raggiunge l’obiettivo di produrre riflessi e leggerezza con l’utilizzo di materiali come il titanio e carbonio, accanto al pavé di diamanti mobile e all’oro bianco. La collezione Sole, invece, punta sul movimento degli elementi che la compongono: è realizzata in oro bianco e rosa, ammorbidita da bordi arrotondati che moltiplicano le riflessioni, mentre la componente mobile è sia un pavé rettangolare di diamante o di un singolo diamante.

Anello in oro bianco con pavé rettangolare di diamanti della collezione Sole
Anello in oro bianco con pavé rettangolare di diamanti della collezione Sole
Bracciale in oro rosa con elementi scorrevoli anulari in oro e diamanti della collezione Nebula
Bracciale in oro rosa con elementi scorrevoli anulari in oro e diamanti della collezione Nebula
Fred Leveugle per Mattia Cielo
Fred Leveugle per Mattia Cielo
Bracciali con elementi mobili
Bracciali in oro rosa e diamanti con elementi mobili. Immagine di Fred Leveugle
Anello Pavone. Immagine di Fred Leveugle
Anello Pavone. Immagine di Fred Leveugle
Bracciale in oro bianco. Immagine di Fred Leveugle
Bracciale in oro bianco. Immagine di Fred Leveugle
Collana Ghiaccio in oro bianco, titanio e diamanti. Bracciale in oro bianco. Immagine di Fred Leveugle
Collana Ghiaccio in oro bianco, titanio e diamanti. Bracciale in oro bianco. Immagine di Fred Leveugle
Collana con pendente Ghiaccio, in oro rosa e diamanti. Immagine di Fred Leveugle
Collana con pendente Ghiaccio, in oro rosa e diamanti. Immagine di Fred Leveugle
Girocollo in oro e diamanti. Immagine di Fred Leveugle
Girocollo in oro e diamanti. Immagine di Fred Leveugle



I big di The Italian Jewelry Festival

Ci sarà anche il designer Marco Dal Maso con il suo marchio Marco Ta Moko, tra i gioiellieri selezionati da Neiman Marcus per The Italian Jewelry Festival, dedicato ai «maestri gioielleria italiana» durante il mese di ottobre. Il festival si svolge nei Precious Jewels Salons di Neiman Marcus sparsi in 41 località degli Stati Uniti. L’iniziativa è in collaborazione con l’Ice (istituto del commercio estero italiano) e celebra gioielli di lusso progettati e realizzati a mano in Italia. «Porterà alla luce l’arte e la storia di gioielli preziosi italiani», dice Larry Pelzel, vice presidente di Neiman Marcus. «Si tratta di un’opportunità eccezionale per testimoniare molti pezzi esclusivi da alcuni dei più talentuosi artigiani di tutto il mondo e designer. La portata di questa meravigliosa storia è certamente la pena l’attenzione di ogni appassionato di gioielli». Marco Ta Moko sarà direttamente coinvolto in molti degli eventi e feste di lancio che Neiman Marcus ospiterà per celebrare questo evento. Accanto al giovane designer ci sono una schiera di firme affermate della gioielleria italiana: Adolfo Courier, Buccellati, Bulgari, Crivelli, Leo Pizzo, Marco Bicego, Mariani, Marina B, Mattia Cielo, Mattioli, Miseno, Pasquale Bruni, Picchiotti, Pomellato, Roberto Coin, Staurino Fratelli, Utopia, Vendorafa, Vhernier, e Zydo.

Anello Andrea Collection
Anello Andrea Collection. Man ovale divine ring made of 18K black gold and ruby corundum cabochon sorrounded by blue sapphires spiral pavé
Catena della Warrior collection
Catena della Warrior collection. Man link necklace made of 18kt black gold and red fire sapphires pave, carved and with a specific rock surface texture which makes it unique and eterna
Anello della Half collection
Anello della Other Half collection. Man band ring made of 18kt white gold and white diamonds double line pave, half polish and half with a specific rock surface texture which makes it unique and eternal
Gioiello firmato Marco Ta Moko
Askari collection di Marco Ta Moko. Man eclectic tie,jacket and hat pin, made of 18kt yellow mat gold, mix color sapphires beats, emerald eyes, and icy diamonds pavé





Il paradiso dell’alta gioielleria

Per gli appassionati di alta gioielleria ecco l’indirizzo giusto: Les Facettes. È in rue du Rhône 40, a Ginevra, ed è stato appena inaugurato. È un centro che vende esclusivamente nove marchi di gioielli di alta gamma, ideati da designer di fama internazionale. I magnifici nove sono Bao Bao Wan, Gb Enigma, Masterstrokes, Mattia Cielo, Michele della Valle, Roxalana, Scavia, Thee Wild, Wendy Yue. Tutti condividono lo stesso spazio. Il team centro, composto da gemmologi, aiuta i clienti nella scelta e fornisce spiegazioni: «Li accogliamo come faceva un tempo il gioielliere di famiglia», spiega Vivien Yakopin, responsabile dello sviluppo del business di Les Facettes. Il concetto di salone multimarca, che ha avuto un certo successo in Paesi come gli Stati Uniti, sembra avere qualche difficoltà in Italia, perlomeno a sentire i commenti (non ufficiali) di chi ha partecipato allo store di Brian & Barry in piazza San babila, a Milano. Ma Ginevra è tutta un’altra cosa. Federico Graglia

Bao Bao Wan, Angel
Bao Bao Wan, Angel
Bao Bao Wan, pipistrello
Bao Bao Wan, pipistrello
Bao Bao Wan, fagiolo
Bao Bao Wan, fagiolo
Bao Bao Wan, bicicletta
Bao Bao Wan, bicicletta
Bracciale di GB-Enigma
Bracciale di GB-Enigma
Orecchini di GB-Enigma
Orecchini di GB-Enigma
Pendente di GB-Enigma
Pendente di GB-Enigma
L'interno di Les Facettes
L’interno di Les Facettes
Bracciale di Masterstrokes
Bracciale di Masterstrokes
Anello di Masterstrokes
Anello di Masterstrokes
Gioielli Masterstrokes
Gioielli Masterstrokes
Mattia Cielo, anelli
Mattia Cielo, anelli
Mattia Cielo, bracciale
Mattia Cielo, bracciale
Mattia Cielo, bracciale in oro e diamanti
Mattia Cielo, bracciale in oro e diamanti
Mattia Cielo, bracciale con pitre
Mattia Cielo, bracciale con pitre
Collana di Roxalana
Collana di Roxalana
Roxalana, anello
Roxalana, anello
Roxalana, anello
Roxalana, anello a forma di fiore
Collana di Scavia
Collana di Scavia
Orecchini di Scavia
Orecchini di Scavia
Bracciale di Scavia
Bracciale di Scavia
Thee Wild, Ariete
Thee Wild, Ariete
Thee Wild, Toro
Thee Wild, Toro
Wendy Yue
Wendy Yue
Wendy Yue, orecchini
Wendy Yue, orecchini
Wendy Yue, bracciale
Wendy Yue, bracciale
Michele della Valle, particolare di orecchini
Michele della Valle, particolare di orecchini
Michele della Valle, collana
Michele della Valle, collana
Michele della Valle, fragoline, particolare
Michele della Valle, fragoline, particolare

Video: Jennifer Lopez in Cielo

A Jennifer Lopez i gioielli piacciono. Oltre a firmare una linea per Endless Jewels, ne indossa parecchi altri, come il paio di orecchini firmati dall’italiano Mattia Cielo (ne abbiamo già parlato qui: https://gioiellis.com/mattia-cielo-nel-terzo-millennio). La quarantacinquenne attrice e cantante ha scelto di indossare gli orecchini a cerchio della collezione Rugiada nel nuovo video musicale Back It Up, che ha già riscosso uno straordinario successo. Ecco il video e, naturalmente, gli orecchini di JLo. G.N.

Jennifer Lopez con gli orecchini Rugiada di Mattia Cielo
Jennifer Lopez con gli orecchini Rugiada di Mattia Cielo
Bracciale e orecchini in oro rosa, titanio e diamanti della collezione Rugiada
Bracciale e orecchini in oro rosa, titanio e diamanti della collezione Rugiada

Cielo, c’è un Pavone

Il vero lusso secondo Mattia Cielo? Un gioiello in sintonia con il corpo di chi lo indossa, che diventi unico e personale per superare come concetto il valore dei materiali preziosi. Insomma, il pregio sta nell’oro e nei diamanti, ma non solo. Così a Baselworld il gioielliere presenterà un’evoluzione della linea Pavone, costruita inizialmente con le classiche fedine in movimento perfetto attraverso meccanismi invisibili, ora si basa su archetti che oscillano in libertà. In oro rosa o bianco, lucidi o tempestati di diamanti. Matilde de Bounvilles

Pavone, bracciale in oro rosa e diamanti
Pavone, bracciale in oro rosa e diamanti

 

Mattia Cielo nel Terzo millennio

Fibre di carbonio, oro bianco e diamanti bianchi: i materiali utilizzati da Mattia Cielo per le sue nuove creazioni si affacciano, volutamente, in un’altra era, la prossima. Il futuro è già iniziato e coniuga estetica, lusso e tecnologia. Il brand che fa base a Olmo di Creazzo (Vicenza), propone quella che chiama «gioielleria del Terzo millenio. Con la collezione Vulcano, per esempio: bracciale e orecchini composti da fibra di carbonio, oro e diamanti. Oppure con Ghiaccio: titanio, materiale utilizzato nelle tecnologie aerospaziali e dell’auto, e diamanti bianchi. O, ancora, con la linea dei gioielli Rugiada, con un bracciale a sette giri e orecchini in oro rosa, in titanio e diamanti bianchi. Il tutto con un optional: una sagoma che consente ai gioielli di tornare nella forma originale dopo essere stati utilizzati. M.d.B.

Bracciale e orecchini della collezione Ghiaccio. Titanio, oro bianco e diamanti
Bracciale e orecchini della collezione Ghiaccio. Titanio, oro bianco e diamanti
Bracciale e orecchini in oro rosa, titanio e diamanti della collezione Rugiada
Bracciale e orecchini in oro rosa, titanio e diamanti della collezione Rugiada

Cielo con Rugiada per Eva Longoria

Una Rugiada su Eva Longoria. Non si tratta della condensa mattutina che si adagia sui prati, ma di un braccialetto, Rugiada, firmato dal brand italiano Mattia Cielo. La star ha indossato il gioiello ed è stata fotografata per un servizio di moda sulle pagine della rivista spagnola ¡Hola!. Eva Longoria ha scelto di indossare uno dei braccialetti della collezione, ma all’altezza di metà braccio, sul bicipite. Non più casalinga disperata, Eva Longoria sembra felicissima: è il produttore esecutivo della commedia-dramma Devious Maids, ora in procinto di entrare nella sua terza stagione. Nella foto, Eva Longoria indossa un braccialetto a 3-coil da Rugiadacollection, con oro rosa, diamanti bianchi e tormaline. All’interno del bracciale c’è una lega di titanio leggero che permette di essere tirato quasi totalmente tesa ancora, ritorna alla sua forma originale. G.N.

Bracciale Rugiada di Mattia Cielo
Bracciale Rugiada di Mattia Cielo
Collezione Rugiada
Collezione Rugiada
Bracciale collezione Rugiada
Bracciale collezione Rugiada

Come diventare designer di gioielli

Volete diventare designer di gioielli? Ecco il corso che fa per voi: a gennaio 2015 inizia la nuova edizione (la nona) del Corso di Alta Formazione in Design del Gioiello, organizzato da Poli.design, Consorzio del Politecnico di Milano e diretto da Alba Cappellieri, presidente del corso di laurea in Design della Moda alla Scuola del Design del Politecnico di Milano. Il corso dura due mesi, con lezioni teoriche e pratiche. Alla fine ne escono professionisti in grado di gestire tutto il processo, dal disegno alla produzione del gioiello. Anche per questa edizione è confermata la collaborazione di alcune aziende del lusso, che possono a loro discrezione chiamare gli studenti più creativi per uno stage: Breil, Mario Buccellati, Bulgari, Mattia Cielo, Chimento, CieloVenezia, Damiani, De Beers Marketing Group, Fiera di Vicenza, Gruppo Roberto Giannotti srl, LiuJo Luxury, Mattioli, Nardelli, Platinum Guild, TJF Group, Vhernier e Vogue Gioiello. Per informazioni:  formazione@polidesign.net. Lavinia Andorno 

Alcuni dei prototipi prodotti alla fine del corso
Alcuni dei prototipi prodotti alla fine del corso
Corso di formazione del Polimi
Corso di formazione del Polimi
Disegno di gioielli
Disegno di gioielli

Cielo è Black (anche su Marte)

Quando il Cielo è nero, vuol dire che la tecnologia ha sposato il gioiello. Si chiama Black il bracciale hi-tech di Mattia Cielo. È davvero una novità, a partire dal materiale utilizzato: il carbonio. D’altra parte, il designer non è nuovo agli esperimenti che uniscono la tecnologia all’estetica della gioielleria: con la collezione Armadillo, ricorda la maison, l’industria aerospaziale ha permesso sorprendenti colorazioni all’oro. Con Ghiaccio e Rugiada ha utilizzato l’ingegnerizzazione del titanio. Adesso è la volta della collezione Vulcano, di cui fa parte Black. Il carbonio è già utilizzato per gli impieghi più diversi: dalla orologeria alle automobili, fino alle navicelle spaziali. I gioielli della collezione Vulcano sono realizzati «in carbonio strutturale». Il procedimento prevede la creazione di fogli di fibra intrecciata, inseriti in stampi imbevuti di resine per stabilizzare la forma. Il risultato sono oggetti che assomigliano a una scultura. Per esempio, il bracciale Black, oppure catene che diventano collane o bracciali, in un gioco di lunghezze e effetti lucidi o mat. Tra l’altro, sono gioielli molto resistenti e non vi faranno sfigurare nel vostro prossimo viaggio su Marte. Matilde de Bounvilles 

Brian & Barry, risiko dei gioiellieri

Pandora e Queriot, Vhernier e De Vecchi, Pasquale Bruni e ReCarlo, Chopard e Mattia Cielo, David Webb e Veschetti, Pippo Perez e Zancan, Lenti Villasco e Dodo, Ole Lynggaard e Shamballa, Nanis e Marco Valente. Sono i brand di gioielleria presenti al secondo piano dello store Brian & Barry in piazza San Babila, a Milano, che è dedicato ai gioielli e agli orologi, con un concept mutuato dai migliori department store americani: «È il primo esperimento di questo genere in Europa: ogni marchio, invece di allestire il proprio spazio come avviene negli altri store multi brand, ha a disposizione un format preciso che include l’arredamento, volutamente essenziale per evidenziare i prodotti, e nei corner anche l’assistenza alla vendita.

L'interno dello store Brian & Barry, secondo piano dedicato ai gioielli
L’interno dello store Brian & Barry, secondo piano dedicato ai gioielli

Insomma, in questo caso l’uniformità serve a esprimere una filosofia, quella del lusso senza barriere: chi non vuole entrare in una gioielleria, ma desidera acquistare un oggetto prezioso qui lo può fare sapendo di poter scegliere il meglio», commenta Marco Valente, fondatore dell’omonima azienda di alta gioielleria, che ha introdotto il gruppo BBB nel settore e contribuito a selezionare i partner. Ed è proprio questa idea che ha convinto un brand come Vhernier a partecipare: quello dello store milanese di Brian & Barry è un modo per un nome prestigioso ma di nicchia, per farsi conoscere anche da un pubblico più vasto senza timore di abbassare il target. Una formula che potrebbe indurre anche il gruppo Kering a investire ulteriormente nel progetto, secondo quanto raccolto da Gioiellis.com ufficiosamente: la presenza di Dodo nello store è la prova dell’attenzione ai piani di sviluppo dell’azienda fondata da Giuseppe Rabolini e ora entrata a far parte dell’ex colosso Ppr (ora Kering, appunto). In futuro, forse, anche Pomellato potrebbe avere una sua vetrina nello store.

Brian & Barry, esterno
Brian & Barry, esterno

Per la storica gioielleria bresciana Veschetti, che accanto ai suoi bracciali, anelli e collane, propone pezzi vintage, tra cui una croce in oro prodotta su commissione da Cartier a fine 800′, quello milanese è invece il trampolino di lancio dell’americano David Web, marchio acquisito in esclusiva per l’Italia. Se i danesi Ole Lynggaard e Shamballa guardano al cliente italiano, la location è sicuramente un vantaggio anche per chi all’estero è già conosciuto, come Pippo Perez, gioielliere partenopeo amico di famiglia dei fratelli Zaccardi, che ha colto l’occasione per supportare i piani di internazionalizzazione. Stessa motivazione per Mattia Cielo, che qui prosegue la strategia di apertura nei migliori luxory store del mondo, e mostra Armadillo, anello icona del movimento, caratteristica dei suoi gioielli. In attesa, è il pensiero comune a tutti, dell’Expo. M.d.B. 

Lo store il giorno dell'inaugurazione riservata alla stampa
Lo store il giorno dell’inaugurazione riservata alla stampa

 

 

Anello Armadillo by Mattia Cielo
Anello Armadillo by Mattia Cielo