La gioielleria flessibile di Mattia Cielo, tra design e leggerezza.
«Jewelry so soft that it’s a pleasure to wear». Gioielli così soffici che è un piacere indossarli. Il claim di Mattia Cielo accosta i suoi gioielli alla morbida lana cachemire: sono gioielli flessibili, leggeri, quasi eterei. Con questa idea, nel 2026 il brand italiano ha ottenuto il secondo posto nella categoria Best in Diamonds Below $40K ai Couture Design Awards di Las Vegas. Il gioiello arrivato in finale è stato Rugiada ring, un anello flessibile ribattezzato dai giudici slinky ring, con riferimento al passatempo costituito da una grande molla elicoidale capace di estendersi e contrarsi.

Mattia Cielo fa parte di una famiglia di gioiellieri con alle spalle una lunghissima tradizione attiva con la capogruppo Cielo Venezia 1270. I flessibili fili d’oro che compongono i suoi gioielli sono spesso arricchiti da pietre preziose o semi preziose, come nel caso della collezione Rugiada, lanciata qualche anno fa. Sono gioielli realizzati in oro e titanio, con sottili fili di metallo che sono flessibili. Sulle spirali sono incastonati dei diamanti che sembrano, appunto, gocce di rugiada.

Nel corso dei due anni successivi Mattia Cielo ha allargato la collezione aggiungendo pietre colorate accanto ai diamanti. Sono così comparse tormaline e ametiste, ma anche smeraldi, che sembrano aver reso la rugiada non solo invernale, ma anche con le sfumature della primavera. Il concetto di gioielli che si muovono, caro al designer di Vicenza, è rimasto però inalterato. Unica differenza: parte dei gioielli della collezione destinati al mercato Usa sono prodotti direttamente in America, forse per evitare la tagliola dei dazi introdotti per alcuni prodotti. Altri modelli, però, continuano a essere prodotti in Italia. In fondo la rugiada è uguale in tutto il mondo.



