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I 9 colori dell’oro

Sapete perché l’oro può avere diversi colori?

Può essere bianco, giallo, rosa, ma anche blu o viola. Imparate a conoscere i colori dell’oro, anche quelli che provocano allergie. Si fa presto a dire oro. Il metallo più utilizzato nella gioielleria di lusso, da secoli considerato il bene più prezioso, custodito in lingotti nei caveau delle banche, ha in realtà molte facce. Perché da quando è stato utilizzato per realizzare anelli e collane, bracciali e orecchini, l’oro ha subito diverse trasformazioni. Innanzitutto può essere più o meno puro.

Quando un gioiello è al 100% d’oro ha 24 carati, mentre se è al 75% è a 18 carati. Il restante 25% è composto da altri metalli.

Trasformista, bracciale convertibile in oro 18kt e diamanti. Inciso manualmente utilizzando un bulino
Trasformista, bracciale convertibile in oro 18kt e diamanti di Nanis. Inciso manualmente utilizzando un bulino

Una percentuale del 58% indica una lega di 14 carati e, infine, quando di oro ne rimane solo il 38% si hanno i 9 carati. Quando è unito in lega con altri metalli, inoltre, l’oro può cambiare colore, secondo il tipo di metallo che viene aggiunto. Tutti conoscono le tre principali tonalità: oro giallo, bianco e rosa, colori che possono essere più o meno intensi. In realtà molti gioiellieri utilizzano percentuali differenti, che donano all’oro anche sfumature completamente diverse. Nello schema in questa pagina abbiamo riassunto le principali combinazioni che scaturiscono dalla unione dell’oro con altri metalli, in particolare argento e rame.

In natura, infatti, l’oro ha un colore giallo intenso, tendente all’arancio, ed è un metallo molto morbido, che si deforma facilmente (1 grammo può essere trasformato in un foglio di 1 metro quadrato).

Anelli in oro giallo, rosa e brunito
Anelli in oro giallo, rosa e brunito

Anche per questo, oltre che per abbassarne il costo, l’oro è quasi sempre unito con altri metalli. Per esempio, assieme all’argento può diventare oro bianco o giallo pallido, ma anche leggermente verde. Con l’aggiunta di rame diventa rosa o rosso. Ci sono, inoltre, gioiellieri che uniscono l’oro con altri metalli, con sfumature ori blu, viola, nero. Ma le possibilità sono molte.

1 Oro giallo

Più è giallo intenso, più è puro, come si trova in natura. L’oro puro al 99% è a 24 carati ed è esclusivamente giallo intenso. L’oro giallo è anche quello più utilizzato in gioielleria. Ci sono Paesi, come l’India, che prediligono l’oro di questo colore che è, poi, la sua tonalità naturale. L’oro giallo può anche essere di un colore meno intenso, specialmente se in lega con l’argento. Ovviamente l’oro giallo con meno carati, cioè in lega con altri metalli, ha un colore più facilmente meno intenso.

Collana in oro giallo di Amrapali
Collana in oro giallo di Amrapali

2 Oro bianco

È una lega con un metallo bianco. Se si tratta di gioielli vecchi spesso si tratta di nichel (che però può far insorgere allergie, in media a una persona su otto), oppure manganese, palladio, ma anche argento. La lega di oro e nichel è molto apprezzata in gioielleria perché rende il metallo più resistente per anelli e spille. L’oro con il palladio è invece più morbido e rende più facile l’incastonatura delle pietre. L’oro bianco spesso non è perfettamente bianco, ma ha sfumature di giallo, marrone o rosa.

Anello Tourbillon in oro bianco e diamanti
Vhernier, anello Tourbillon in oro bianco e diamanti

<style=”text-align: center;”>3 e 4 Oro rosa e rosso

L’oro con questi colori è in una lega che utilizza il rame. L’oro rosa è stato molto di moda in Russia nell’Ottocento ed è tornato in auge negli anni scorsi. La differenza di colore tra sfumature rosse e rosa dipende dal contenuto di rame. Per esempio, un oro rosso 18 carati utilizza il 75% oro e il 25% di rame. Un oro rosa 18 carati il 75% oro, il 20% di rame e il 5% di argento. C’è anche chi aggiunge fino al 15% di zinco per aggiungere una sfumatura giallo scuro.

Tiffany, collezione T, bracciale in oro rosa
Tiffany, collezione T, bracciale in oro rosa

5 Oro verde

L’oro verde era noto già nell’antichità: questa sfumatura si ottiene con l’aggiunta di argento. Il colore del metallo con questa lega è giallo-verdastro, a volte ottenuto anche con il cadmio, un metallo che, però, può causare allergie. La tonalità verde chiaro è ottenuta con una lega di oro al 75%, rame 23%, cadmio 2%. Il colore verde più intenso ha invece il 75% di oro, il 15% di argento, il 6% di rame e il 4% di cadmio.

Anello in oro verde con cristallo di di berillio e diamanti verdi
Anello in oro verde con cristallo di di berillio e diamanti verdi

6 Oro grigio

Il colore grigio è utilizzato specialmente per gioielli con un design moderno. Questo colore si ottiene con un mix di oro giallo e palladio oppure argento, manganese e rame. Se gli altri metalli sono aggiunti in quantità minime il colore si avvicina di più a quello dell’oro bianco.

Anello in oro grigio e diamante di Niessing
Anello in oro grigio e diamante di Niessing

7 Oro viola

L’oro viola si ottiene con una lega che comprende un particolare tipo di alluminio. Ma l’oro viola risulta più fragile di altre leghe di oro e per questo non è utilizzato spesso: un colpo secco potrebbe causare la frantumazione del metallo e, quindi, del gioiello. Spesso l’oro viola è impiegato solo per piccoli dettagli dei gioielli, assieme a oro (più robusto) con altre colorazioni.

Jens Hansen, Replica ring, in oro rosa violetto
Jens Hansen, Replica ring, in oro rosa violetto

8 Oro blu

È utilizzato piuttosto raramente, ma è senza dubbio sorprendente. L’oro di questo colore si ottiene con una lega con due metalli poco utilizzati in gioielleria: accanto al metallo giallo (46%), infatti, si aggiungono gallio o indio. nel caso, prima di acquistarlo accertatevi di non avere allergie a questi metalli.

Anello in oro blu 14 carati con zircone
Anello in oro blu 14 carati con zircone

9 Oro nero

Può essere prodotto con vari metodi: tramite galvanotecnica, con una patina di rodio o rutenio. Oppure con una patinatura che utilizza zolfo e ossigeno o con una ossidazione forzata da cromo o cobalto. Più recentemente l’oro nero è stato realizzato creando nanostrutture sulla superficie e un trattamento al laser. È un colore di forte impatto, utilizzato spesso dai gioiellieri negli ultimi dieci anni.

Dionea Orcini, anello con oro nero, diamanti neri, zaffiri rosa
Dionea Orcini, anello con oro nero, diamanti neri, zaffiri rosa

In questo schema grafico tratto da Wikipedia potete vedere il mix di metalli che aggiungono una tonalità di colore all’oro. Si va dal rosa molto profondo, che ha più rame (angolo in masso a destra) a quello bianco, di solito ottenuto con l’aggiunta di argento. La punta in alto del triangolo tende invece al giallo.

La composizione dei colori più comuni dell'oro
La composizione dei colori più comuni dell’oro

 

Come scegliere il taglio del diamante

Tondo, quadrato, a forma di cuore… Qual è la forma del diamante che piace di più? Ecco una breve guida su come scegliere il taglio di diamante giusto per l’anello ♦

Come scegliere il diamante per un anello? Piccolo o grande: dipende dai soldi a disposizione, d’accordo. Beh, certo, è un criterio importante, ma non è il principale: delle caratteristiche della pietra ne abbiamo già parlato, ora però è il momento di decidere quale taglio è più adatto. Perché, se il taglio di un diamante è perfetto, la pietra riflette la massima quantità di luce e per questo ha un grande impatto sull’aspetto finale dell’anello, che si dovrebbe adattare alla personalità che lo riceve. O all’idea di chi lo regala. E allora qual è la forma di diamante migliore? Prima di scegliere il tipo di diamante da acquistare, considerate alcuni aspetti:

Anello con diamante di 13,70 carati di Bulgari
Anello con diamante di 13,70 carati di Bulgari
  1. La qualità del diamante conta, ma in alcuni casi (specialmente per le pietre più piccole) la differenza tra le diverse classi che servono a definire l’aspetto di un diamante è impercettibile. Per questo, per esempio, ci sono anche gioielli con diamanti piccoli e poco costosi. Certo, per un diamante da 1 carato la differenza tra colore D e H si vede anche a occhio nudo.
  2. Chiede la certificazione: i diamanti devono essere garantiti da un istituto di gemmologia che attesti peso e caratteristiche della pietra.
  3. La provenienza del diamante non è un aspetto secondario: sono sempre più numerose le marche di gioielli che garantiscono che i diamanti siano estratti in modo etico e sostenibile per l’ambiente.
  4. Non aspettatevi di trovare diamanti con tagli poco comuni nei gioielli a prezzo contenuto: nella maggior parte dei casi le pietre saranno a forma circolare.
  5. Un gioiello pezzo unico con diamante è più costoso, ma probabilmente può valere di più in caso di vendita.
Salvini, anello solitaire in oro bianco e giallo, con diamante
Salvini, anello solitaire in oro bianco e giallo, con diamante taglio brillante

Taglio brillante (rotondo)

Perché: Il taglio a brillante è il più diffuso negli anelli di fidanzamento perché offre uno scintillio perfetto. Inoltre, ha una forma regolare, che si adatta bene a quella di un anello. Inoltre, il taglio circolare di un diamante non passa mai di moda. Anzi, si può dire che il taglio a brillante di un diamante sia considerato quasi naturale per questo tipo di pietra. Insomma, con un brillante non si sbaglia mai.

Per chi:  Questa forma di diamante sarà apprezzata di sicuro da chi ha un gusto classico e ama la tradizione. Ma, in realtà, nessuno storcerà mai il naso di fronte a un solitaire che monta un luminoso brillante. Spesso, inoltre un diamante rotondo è circondato da una corona di piccole pietre che servono ad aumentare i riflessi della pietra centrale: un espediente che funziona benissimo con una gemma di questo tipo.

Anello con diamante taglio princess
Anello con diamante taglio princess

Taglio princess

Perché: Il taglio princess conferisce una brillantezza superiore al taglio rotondo ed è perfetto per le signore, naturalmente eleganti, quelle che quando entrano in una stanza si notano subito. Insomma, è un taglio molto raffinato (non a caso si chiama princess), ma anche abbastanza raro. Anche perché non tutti i diamanti grezzi si prestano a essere tagliati in questo modo.

Per chi: piacerà alla donna che vuole un gioiello inconfondibile, magari abbinato a un matrimonio in grande stile, come nelle favole. Ma è anche un taglio solitamente abbastanza costoso.

Anello con diamante taglio cuscino
Anello con diamante taglio cuscino

Taglio cuscino

Perché: il taglio cuscino, o cushion, assomiglia alla forma squadrata del princess, ma è più morbido. Ha la forma di un cuscino, appunto, ed è molto apprezzato dagli inglesi per quel suo gusto un po’ vintage. Insomma, è un taglio tradizionale, che si adatta bene ad anelli con un design classico.

Per chi: la persona che indossa un anello con taglio cushion non ricerca l’attenzione a tutti i costi, ma al contrario ama una ricchezza sobria, non esibita, ma solida. Un cocktail, una sala da concerto, una festa di anniversario per il matrimonio saranno occasioni ideali per indossare un anello con diamante taglio cushion.

Anello con diamante taglio smeraldo
Anello con diamante taglio smeraldo

Taglio smeraldo

Perché: in origine il taglio smeraldo usato solo per le pietre colorate, in particolare per gli smeraldi ovviamente. Questo taglio rettangolare è stato successivamente adattato anche ai diamanti, e con un certo successo. La forma rettangolare, con un piano largo e quattro spigoli, si adatta però a pietre di un certo volume (e con un costo elevato). Un aspetto che occorre valutare con attenzione.

Per chi: il taglio smeraldo si fa notare subito. È per una donna forte e grintosa, e che ama esibire la sua ricchezza (o quella del partner).

Diamante blu da 12,11 carati, taglio marquise, montato su anello
Diamante blu da 12,11 carati, taglio marquise, montato su anello

Taglio navette o marquise

Perché: il taglio marquise (o navette) ha lo stesso numero di faccette del taglio brillante, ma è meno comune, perché più difficile da realizzare. Infatti, la zona centrale è molto più luminosa di quella verso le punte, ma se eseguito correttamente, la rifrazione della luce seppure asimmetrica, è di gran pregio. Si dice che sia stata inventato per volere del Re sole che desiderava avere una pietra della forma della bocca della Marchesa di Pompadour (per questo si chiama marquise). Di sicuro una pietra con questo taglio è stata incastonata nei gioielli di molte collezioni reali e aristocratiche. Anche perché ha il pregio di poter essere accostata ad altre gemme.

Per chi: destinato a chi vuole distinguersi dalla folla e cerca il massimo della qualità. Un anello con diamante taglio marquise farà sempre un grande effetto. Può essere la forma ideale per le donne che cercano un gioiello distintivo, raro, eccellente. E costoso.

Diamante ovale impeccabile D Color da 102,39 carati
Diamante ovale impeccabile D Color da 102,39 carati

Taglio ovale

Perché: il taglio ovale piace perché rompe la monotonia del taglio rotondo, ma senza esagerare. E una modifica del tradizionale brillante, ma ha una faccetta in meno. Il vantaggio è che, rispetto al brillante, fa apparire una pietra di eguale caratura più luminosa. Su un anello solitario riflette la luce su più dita ed è adatto alle mani piccole o medie. Non è facile da trovare in dimensioni piccole, però.

Per chi: È un tipo di taglio che va bene un po’ a tutte le donne. Non troppo diverso dal classico brillante, è adatto anche a chi ama la tradizione e la consuetudine. Allo stesso tempo, accontenta anche chi desidera un po’ di novità.

Anello con diamante a pera su platino
Anello con diamante a pera su platino

Taglio a pera

Perché: il taglio a pera è una delle forme classiche per i diamanti. Un tempo era un taglio utilizzato solo per le pietre di grosse dimensioni, ma oggi è accettata anche per le medie carature nel caso di pietra principale di un anello. Spesso il taglio a pera è utilizzato anche per comporre gioielli con pietre diverse. Per rendere al meglio il diamante deve mantenere una simmetria perfetta tra l’apice e il fondo e i lati verso la punta (il più possibile piccola e tagliente) devono avere identica curvatura.

Per chi: È un taglio piuttosto aggressivo se destinato a un’unica pietra. Un diamante a pera si fa notare subito: si indossa spesso con la punta rivolta verso l’esterno e questo conferisce un’ulteriore aspetto aggressivo, quasi fosse un’arma. Piace alle donne risolute e decise.

Anello Contrarié in oro bianco e diamanti taglio a cuore
Anello Contrarié in oro bianco e diamanti taglio a cuore di Recarlo

Taglio a cuore

Perché: Il taglio a cuore non è facile da trovare sul mercato, anche se ci sono brand specializzati in gioielli con questo tipo di taglio. Il cuore è una specie di versione romantica di un diamante ovale. La sua particolare forma è una dedica d’amore perfetta. Ma una pietra equamente proporzionata e simmetrica però può essere difficile da trovare.

Per chi: Il cuore, un tipico taglio di fantasia, sarà apprezzato da una donna sognatrice, romantica, dolce, sensibile. Ce ne sono ancora, per fortuna.

Anello con diamante a taglio marquise
Anello in oro bianco con diamante a taglio marquise

Gioielli e allergia

Avete gioielli che provocano allergia o irritazione alla pelle? Ecco come risolvere il vostro problema ed evitare una allergia da nichel ♦︎

Qualcuno sostiene che le allergie sono in aumento. Per quanto riguarda i gioielli, purtroppo, sono sempre state un problema. Il motivo è semplice: ci sono metalli che a contatto con la pelle provocano reazioni allergiche. Ma ci sono anche metalli meno pericolosi per chi soffre di allergie, come l’oro o l’acciaio.

Leggi anche: Come evitare le allergie da nichel

Per questo motivo chi soffre di allergie sceglie gioielli in oro. Il metallo giallo, infatti, è anallergico, cioè provoca raramente reazioni a contatto con la pelle. Ma, allora, perché capita anche chi indossa un gioiello in oro di soffrire per arrossamenti o irritazioni sulla parte del corpo a contatto con orecchini, bracciali o collane?

Come evitare allergie e vivere felici
Come evitare allergie e vivere felici

L’irritazione causata dai gioielli: si tratta di una reazione allergica chiamata dermatite da contatto ed è provocata quando non si utilizza oro puro. È un problema che, secondo alcuni calcoli, interessa il 10% delle donne. Questo metallo, allo stato naturale (24 carati) è troppo morbido e si deforma facilmente. Per questo motivo i gioiellieri lo hanno legato assieme ad altri metalli, come il nichel. In questo modo il gioiello d’oro diventa più resistente. In Europa, però, ormai da oltre 20 anni la Ue ha emanato una direttiva, che si è trasformata in legge nei Paesi aderenti, che riduce in modo drastico l’utilizzo del nichel nella gioielleria. Il nichel, però, continua a essere presente nei gioielli realizzati prima delle nuove regole. In Italia, per esempio, l’eventuale utilizzo del nichel, utilizzato in passato, deve essere non solo nei limiti di legge, ma anche indicato nell’etichetta.

Orecchino con allergia
Orecchino con allergia

In ogni caso, il nichel non è l’unico metallo contenuto in lega nei gioielli che può causare una allergia. Infatti, bisogna ricordare che tutti i gioielli in oro a 18, 14 oppure 9 carati, sono in lega con altri metalli. Oro a 18 carati, per esempio, significa che su 10 grammi di metallo, solo 7,5 sono in oro puro, mentre a 14 carati si scende circa al 50%.

I trucchi per evitare allergie. Come evitare l’allergia al nichel? La prima risposta è ovvia: nel caso acquistiate un gioiello vintage chiedete al gioielliere se la lega di metallo del gioiello contiene nichel.

Se a casa avete già dei gioielli che provocano irritazione alla pelle o allergia, un semplice trucco è utilizzare lo smalto per le unghie: spennellato sul gioiello eviterà il contatto del metallo con la pelle. Dovete utilizzare quello trasparente, ovvio. Questo sistema non funziona bene con le collane a catena, ma può risolvere il problema con un anello o un bracciale. Basta ricoprire la parte interna del gioiello, quella a contatto con la pelle, con lo smalto. In questo modo si evita che il nichel sia a contatto con la pelle delle mani o del polso. Naturalmente bisogna verificare nel tempo che lo smalto non si consumi con l’utilizzo del gioiello.

Gioielleria di Ponte Vecchio, a Firenze
Gioielleria di Ponte Vecchio, a Firenze

Altri metalli. Un altro modo, più costoso, per evitare allergie è scegliere gioielli in platino o in titanio, due metalli ipoallergenici. Il rame, consigliato da molti, non è certo una vera alternativa all’oro: non solo non ha la stessa lucentezza (anche se costa molto meno), ma a contatto con il sudore della pelle può rovinarsi e tingere la pelle. Anche l’argento, a patto che sia sterling (puro al 92,5%) è spesso tollerato da chi ha allergia al nichel, ma va costantemente pulito per evitare che si annerisca.

Leggi anche: I gioielli a basso prezzo sono pericolosi?

Sintomi allergici
Sintomi allergici

Come sfilare un anello dal dito

Ecco come sfilare l’anello che non esce più dal vostro dito: guardate il video per scoprire questo piccolo trucco ♦

Il sistema giusto per sfilare un anello che non vuole scivolare via dal dito. Prima o poi capita: un gonfiore improvviso, oppure i chili di troppo che si accumulano giorno dopo giorno e si accumula (anche) sulle mani.

Ma la circonferenza delle dita può cambiare da un giorno all’altro. Se sale la temperatura, per esempio, le mani tendono a gonfiarsi. Se siete stressate, la pressione del sangue può aumentare, facendo lievitare anche la dimensione delle mani. Non è strano, inoltre, accorgersi che un anello che non indossavate da tempo è diventato stretto. E se provate a infilare un anello stretto, oltre alla difficoltà, rischiate anche di impedire o rallentare la circolazione sanguigna. Non va bene.

Anello stretto
Anello stretto

Quanto stretto? A volte però, l’anello non è così stretto da non riuscire a infilarlo. Per scoprire se un anello è troppo stretto, provate a ruotarlo attorno al dito: non devono rimanere segni sulla pelle. Se l’anello lascia un segno significa che è troppo stretto. Ovviamente non dovete neppure avvertire dolore o formicolio alla base del dito quando lo sfilate. E ovviamente anche se non riuscite a sfilare l’anello significa che è troppo stretto.

Risultato: l’anello che si porta sempre, magari quello nuziale, si rifiuta di essere rimosso. Il rimedio tradizionale è il sapone, si sa. Con una saponetta passata attorno alla zona è facile che l’anello riesca a sfilarsi senza troppi problemi.

Il sapone: un metodo che spesso funziona
Il sapone: un metodo che spesso funziona

Eppure non sempre si riesce. Ci sono casi in cui l’anello resiste a qualsiasi tentativo. In questo filmato vi mostriamo come risolvere il problema. Basta un cordino, meglio se leggermente elastico, e un po’ di pazienza: ma bisogna fare in fretta per non fermare la circolazione. In sostanza si procede così: si fa passare un capo del cordino sotto l’anello, servendosi di un paio di piccole forbici o di un altro strumento di metallo. Poi si arrotola molto stretto il cordino attorno al dito, verso l’unghia. A questo punto si fa ruotare la parte terminale del cordino che è passata tra l’anello e il dito con un movimento circolare in modo da «svitare» l’anello dal dito. Funziona.  

Problema risolto!
Problema risolto!

Tutto sui diamanti taglio brillante

Una veloce guida per imparare e riconoscere le sfaccettature di un diamante con taglio brillante ♦

Il diamante con taglio brillante, rotondo, è il più richiesto specialmente per gli anelli, ma ci sono diversi aspetti che è bene conoscere prima di acquistarne uno, oppure per saperne di più su quello che si possiede già. Se siete interessati a conoscere come sono tagliati e come si chiamano i diversi punti di un diamante taglio brillante, cioè la classica gemma a forma rotonda potete considerare prima di tutto la capacità di riflettere la luce.

1 diamante taglio brillante
Diamante taglio brillante

Un diamante deve essere tagliato perfettamente per riuscire a riflettere al massimo i raggi della luce che lo colpiscono. Se un diamante non è tagliato in maniera simmetrica, per esempio, anche la sua luminosità sarà alterata. Per questo è importante la disposizione delle sfaccettature, e di conseguenza come la luce si riflette all’interno della pietra. È il motivo per cui i diamanti sono tagliati in un modo preciso, che si è evoluto nel tempo. Il taglio più comune, il brillante, cioè a forma circolare, è stato codificato solo nel secolo scorso.

Solitario con diamante taglio brillante e corona di piccoli diamanti
Solitario con diamante taglio brillante e corona di piccoli diamanti

Quindi un diamante tagliato a regola d’arte rifletterà meglio e sarà più bello. Se mostrerete di conoscere bene la pietra più desiderata del mondo farete un figurone con gli amici e, magari, riuscirete a impressionare il gioielliere che vi vuole vendere un anello. Chissà che non vi faccia uno sconto…

Come il corpo umano, ogni parte del diamante ha un nome specifico. L’anatomia della gemma è divisa in otto parti: faccette o sfaccettature (Facets), tavola (Table), diametro (diameter), corona (Crown), padiglione (Pavillon), cintura (Girdle) , profondità (Depth) e Apice (Culet). Il miglior rapporto tra brillantezza e dispersione della luce si ottiene quando i raggi riescono a penetrare nel diamante da diverse angolazioni.

Le parti del corpo del diamante
Le parti del corpo del diamante

Sfaccettature Sono le superfici piane che formano l’esterno del diamante dopo il taglio. Per il taglio brillante sono 57, oppure 58 se anche l’apice (la parte inferiore) non è a punta. Ogni sfaccettatura è angolata, sagomato e tagliata per produrre un particolare effetto di luce. Obiettivo: riflettere più efficacemente la struttura cristallina interna del diamante. Ogni tipo di taglio (brillante, cuscino, pera e così via) produce riflessi differenti. La rifrazione all’interno del diamante stesso aumenta la lucentezza e i riflessi in uscita verso la superficie del diamante.

Anello con diamante De Beers
Anello con diamante De Beers

Tavola È la sfaccettatura più larga del diamante. Si trova nella parte superiore del diamante, e serve come il principale punto di ingresso e di dispersione (fuoco) della luce. Ma, naturalmente, deve avere le giuste proporzioni per catturare il massimo della luce, ma senza ridurre la superficie delle sfaccettature laterali.

Il diamante da 102 carati taglio brillante
Diamante da 102 carati taglio brillante

Diametro La misura della larghezza del diamante nel suo punto più largo (cintura). Naturalmente il diametro deve essere proporzionato alla dimensione della pietra.

Corona La corona si riferisce alla parte del diamante sopra la cintura. È la sezione del diamante che va dal punto più largo fino alla tavola.

Padiglione Il padiglione è la controparte della corona, cioè la parte inferiore del diamante. L’area che va dalla cintura, o sezione più larga, del diamante al fondo (o culet) è definito come il padiglione.

Anello con diamanti taglio brillante
Anello con diamanti taglio brillante

Cintura È il nome per la parte più ampia del diamante, la sua circonferenza. È lì che si misura la cintura. La pratica comune oggi prevede di sfaccettare anche la cintura stessa, anche se le superfici che ne risultano non sono incluse nel conteggio finale delle sfaccettature del diamante.

Profondità È l’altezza dell’intero diamante. Si misura dalla tavola alla punta inferiore (il culet). La profondità del diamante aiuta a impostare i rapporti per il taglio della gemma. Un diamante troppo profondo rispetto alla sua dimensione avrà un riflesso che tende a essere scuro. Al contrario, un diamante troppo poco profondo, sarà poco brillante.

Anello di Harry Winston, con diamante taglio brillante
Anello di Harry Winston, con diamante taglio brillante. Scintillante, ma non trasparente come il vetro

Apice o culet È il fondo del diamante, la più piccola sfaccettatura. Il culet ha un enorme effetto sul resto del diamante: correttamente tagliata, questa parte della pietra permette alla luce che è entrata di uscire efficacemente attraverso la superficie (la tavola) e abbagliare con i suoi riflessi. Un culet tagliato troppo grande può causare un effetto negativo: se riflette troppa luce può dare l’effetto di avere un foro al suo interno. Il culet, invece, deve essere abbastanza piccolo. Ma non è raro per un diamante non avere del tutto un apice.

Anello in platino punzonato Bulgari con un diamante old cut centrale di circa 3 carati, contornato da diamanti taglio brillante e baguette per altri circa 3 carati,
Anello in platino punzonato Bulgari con un diamante old cut centrale di circa 3 carati, contornato da diamanti taglio brillante e baguette per altri circa 3 carati
Anello di fidanzamento Venus in oro giallo e diamante sintetico taglio brillante
Alessa, anello di fidanzamento Venus in oro giallo e diamante sintetico taglio brillante
Anello Maglia, ispirato alle reti dei pescatori. Diamante a taglio brillante (1,01 carati EVS1), 104 diamanti (1,16 carati), oro grigio perla
Anello Maglia, ispirato alle reti dei pescatori. Diamante a taglio brillante (1,01 carati EVS1), 104 diamanti (1,16 carati), oro grigio perla
Anello trilogy, oro bianco e diamanti taglio brillante
Anello trilogy, oro bianco e diamanti taglio brillante
Diamond map
Diamond map
tiffany
Disegno montatura Tiffany anello con diamante
Il diamante rosso De Young con taglio a brillante
Il diamante rosso De Young
Orecchini con un diamante taglio circolare, del peso di circa 22,60 e 22,31 carati, e diamanti a forma di scudo, montati in platino. Stima: 7-10 milioni dollari
Orecchini con un diamante taglio circolare, del peso di circa 22,60 e 22,31 carati, e diamanti a forma di scudo, montati in platino

Tutto sui diamanti

Sapete come distinguere i diamanti? Che cosa sono le quattro C? Come si valutano i diamanti? Ecco una veloce guida per risolvere ogni dubbio sui diamanti, che sono anche la pietra del mese di aprile

I diamanti sono considerati le pietre più preziose. Ma quanto valgono, davvero, i diamanti di un anello, orecchini o collana? Sono tutti uguali? Come riconoscerli e giudicarli? Gioiellis.com vi aiuta con questa guida, che potete stampare e conservare. Con una premessa: comprendere non significa essere in grado di compiere una perizia da soli. Per una valutazione sicura e definitiva di un diamante è meglio rivolgersi a un esperto in grado di visionare la pietra direttamente. Ma attenti a scegliere persone qualificate, non ascoltate il parere delle amiche. Solo chi ha studiato seriamente gemmologia può offrire un giudizio sicuro. Quasi sempre, almeno.

The Rock, diamante a forma di pera da 228,31 carati
The Rock, diamante a forma di pera da 228,31 carati

CHE COS’È UN DIAMANTE?

La sostanza è una delle tante forme in cui può presentarsi il carbonio. In termini scientifici, il diamante è costituito da un reticolo cristallino di atomi di carbonio disposti secondo una struttura ottaedrica. Il nome deriva dall’antico greco ἀδάμας, cioè adámas, che significa indistruttibile, giusto o anche immutabile.

I diamanti costituiscono il materiale più profondo del nostro Pianeta che ha mai raggiunto la superficie terrestre e vengono considerati una finestra aperta all’interno della Terra. Un materiale impossibile da ottenere con qualsiasi altro mezzo. Ben oltre il loro valore economico, hanno un più alto valore scientifico, perché sono in grado di raccontare molte cose sull’evoluzione della Terra.

Diamanti grezzi
Diamanti grezzi

L’ORIGINE

I diamanti esistenti per il 94% si sono formati tra 1e 3 miliardi di anni fa a profondità tra i 150 e 200 chilometri, dove il carbonio purissimo, sottoposto a enormi pressioni, ha generato queste pietre di grande fascino. Il rimanente 6% dei diamanti è ancora più interessante e ha origine nella «zona di transizione della Terra», tra i 660 e i 2.900 chilometri di profondità. Sono chiamati diamanti superprofondi.

Medaglione Ellesmere, composto da 478 diamanti
Medaglione Ellesmere, composto da 478 diamanti by De Beers

CARATTERISTICHE

Il diamante è il principe dei gioielli grazie alla dispersione della luce bianca nei colori dello spettro, una delle sue principali caratteristiche.  La durezza del diamante è l’altra sua particolarità, che lo rende utile per  molte applicazioni industriali. Oggi la produzione globale di diamanti grezzi è stimata in circa 130 milioni di carati (26 tonnellate) l’anno, di cui il 92% viene tagliato e lucidato in India, per lo più nella città di Surat. Dopo la prima lavorazione, circa l’85% dei diamanti grezzi, il 50% di diamanti tagliati, e il 40% di quelli per l’industria sono scambiati sul mercato di Anversa, in Belgio. Il motivo è che nel tardo Quattrocento ad Anversa è stata introdotta una nuova tecnica per lucidare e dare forma alle gemme. Ci sono più di 12mila tagliatori e lucidatori al lavoro nel quartiere dei diamanti.

Diamanti
Diamanti

PICCOLA STORIA

I diamanti sono conosciuti da centinaia di anni e utilizzati come elementi decorativi fin dai tempi antichi: i primi riferimenti sono stati registrati in India. Oggi l’utilizzo più comune del diamante in gioielleria è per l’anello di fidanzamento, ma pochi sanno che si tratta di una convenzione abbastanza recente, diventata popolare nella prima metà del Novecento grazie a una campagna pubblicitaria da parte della De Beers, la società leader nel commercio di diamanti. Più in generale, comunque, gli anelli di diamanti sono utilizzati almeno dal Quattrocento per simboleggiare un impegno.

Anello Dôme di Buccellati, con diamante taglio smeraldo
Anello Dôme di Buccellati, con diamante taglio smeraldo

LA VALUTAZIONE

I diamanti non sono tutti sono uguali. Per valutarli si classificano in base a  quattro «C», tenendo conto della lingua inglese: carati (carat), taglio (cut), colore (colour) e chiarezza (clarity). Ci sono però anche altre caratteristiche: per esempio, la presenza o assenza di fluorescenza, che possono influire sulla scelta nell’utilizzo per un gioiello e sul valore.

carati
La misura dei carati

CARATI (CARAT)
Il peso in carati misura la massa di un diamante. Un carato corrisponde a 200 milligrammi. Il prezzo per carato aumenta con il peso, dal momento che i diamanti più grandi sono più rari e più richiesti come pietre preziose. Al contrario, il valore non aumenta linearmente allo stesso modo con la dimensione. Per esempio, un diamante da 0,99 carati può avere un prezzo molto inferiore (sempre per carato) di un analogo 1,01 carati: la differenza è causata dalla differenza della domanda.

I gradi di trasparenza del diamante
I gradi di trasparenza del diamante

CHIAREZZA (CLARITY)
La chiarezza misura i difetti interni di un diamante, chiamati inclusioni. Le inclusioni possono consistere in cristalli di un materiale estraneo, oppure imperfezioni strutturali, come piccole crepe o, infine, come un alone biancastro. Il numero, la dimensione, il colore, la posizione relativa, l’orientamento e la visibilità delle inclusioni possono influire sulla relativa chiarezza di un diamante. Il Gemological Institute of America (Gia) e altre organizzazioni hanno sviluppato sistemi per definire il grado di chiarezza, a partire da inclusioni che sono visibili a un professionista con un diamante osservato a dieci ingrandimenti. Solo circa il 20% di tutti i diamanti estratti ha un punteggio di chiarezza sufficientemente alto per un uso in gioielleria. L’altro 80% è relegato a uso industriale. Di quel primo 20%, una quota significativa contiene una o più inclusioni visibili. Le pietre che non hanno una inclusione visibile sono conosciute come “eye-clean”, pulite allo sguardo, e sono ovviamente i pezzi preferiti. Attenzione, a volte le inclusioni sono nascoste sotto la montatura di un pezzo di gioielleria: per scoprirlo bisognerebbe destrutturare il gioiello per esaminarlo. La maggior parte delle inclusioni presenti in un diamante, in ogni caso, non influisce sull’integrità strutturale della gemma. Tuttavia, le cosiddette “nuvole” di grandi dimensioni possono influire sulla capacità di un diamante di trasmettere e diffondere la luce. E fessure grandi  vicino alla superficie aumentano la possibilità di una frattura.

Le sfumature del diamante
Le sfumature del diamante

COLORE (COLOUR)

Qual è il miglior colore per un diamante? Semplice: quello che non c’è. La varietà di diamanti più pregiata è, infatti, totalmente incolore. Anche in questo caso esiste una classificazione, che dovrebbe essere certificata da chi vende il gioiello: il diamante totalmente incolore, quindi della migliore qualità, è classificato come D. Il grado successivo, certificato con la lettera E, ha una traccia quasi invisibile di colore, che può essere osservata solo da esperti in un laboratorio di classificazione. La scala prosegue: anche i diamanti F sono pressoché trasparenti. Le pietre che, invece, mostrano tracce molto piccole di colore sono classificati come G o H. Ancora: quelli leggermente colorati sono classificati come I o J K e via fino a Z, con una colorazione giallo brillante. Questi ultimi, anche se sono alla fine della scala, risultano però abbastanza rari e quindi molto apprezzati. I diamanti con colorazione insolita a volte sono etichettati come fancy (fantasia). Alcuni, come quelli rosa, sono molto rari. Il colore di un diamante può essere causato da impurità chimiche e/o difetti strutturali nel reticolo cristallino. A seconda della tonalità e dell’intensità, il colore di un diamante può sminuire o aumentare il suo valore. Per esempio, intensi diamanti blu (come quello battezzato Hope) sono notevolmente preziosi. Si tratta, però, di pezzi eccezionali. La maggior parte dei diamanti utilizzati come gemme sono fondamentalmente trasparenti, con una piccola sfumatura, o diamanti bianchi. L’impurità più comune, l’azoto, sostituisce una piccola percentuale di atomi di carbonio nella struttura del diamante e causa un colore giallastro o brunastro.

I tipi di taglio del diamante
I tipi di taglio del diamante

TAGLIO (CUT)

Il taglio di un diamante descrive il modo in cui un diamante è stato formato e raffinato dalla sua forma di pietra grezza. Descrive, in realtà, la qualità di lavorazione e gli angoli a cui viene tagliato e spesso è confuso con il concetto di forma. Il taglio non è casuale: ci sono linee guida matematiche per determinare gli angoli e i rapporti di lunghezza al fine di riflettere la massima quantità di luce. Le tecniche per i diamanti di taglio si sono sviluppate nel corso di centinaia di anni. Ma i migliori risultati sono stati ottenuti nel 1919 dal matematico e appassionato di gemme Marcel Tolkowsky: è lui che ha sviluppato il taglio brillante, rotondo, calcolando la forma ideale per diffondere la luce. Il brillante ha 57 facce (lucidate), di cui 33 sulla corona (la parte superiore) e 24 sul padiglione (la metà inferiore). La cintura è la parte centrale sottile. La funzione della corona è di rifrangere la luce nei colori dell’iride, mentre la funzione del padiglione è riflettere la luce attraverso la parte superiore del diamante. Il culet è invece la superficie più piccola nella parte inferiore del diamante: dovrebbe essere di un diametro trascurabile, per evitare le perdite di luce dal fondo.

Il diamante battuto da Sotheby's per 13,8 milioni di dollari
Diamante battuto da Sotheby’s per 13,8 milioni di dollari

IL VALORE

Se volete essere aggiornati sul prezzo di mercato dei diamanti potete seguire  il Rapaport Diamond Report (in inglese), che è pubblicato tutte le settimane da Martin Rapaport, amministratore delegato del Rapaport Group, a New York: è considerato il punto di riferimento de facto del prezzo al dettaglio. Nel commercio all’ingrosso dei diamanti, il termine carati è spesso usato per definire una vendita o acquisto. Per esempio, un acquirente può effettuare un ordine per 100 carati (20 g) di 0.5 carati (100 mg), con determinate caratteristiche. In questo caso il Total carat weight (T.c.w.), cioè il peso totale in carati è usato per descrivere la massa totale di diamanti o pietre preziose in un pezzo di gioielleria. I diamanti «solitaire» per orecchini, per esempio, sono di solito espressi in Tcw, indicando la massa dei diamanti in entrambe orecchini e non di ogni singolo diamante. Tcw è anche ampiamente usato per collane di diamanti, bracciali e altri gioielli. Una indicazione veloce: guardate il diametro complessivo. Tipicamente un brillante rotondo da 1,0 carati (200 mg) dovrebbe avere un diametro di circa 6,5 mm. Matematicamente, il diametro in millimetri di un brillante rotondo dovrebbe corrispondere a circa 6,5 volte la radice cubica di peso in carati, di 11,1 volte la radice cubica di peso grammi, o 1,4 volte la radice cubica di peso punto. Insomma, per valutare il vero valore ci vogliono strumenti molto precisi e un buon occhio.

Modella con collana composta da 374 diamanti bianchi e gialli
Graff, modella con collana composta da 374 diamanti bianchi e gialli

Come scegliere una collana di perle vere

Volete acquistare una collana di perle vere? Volete aggiungere nel vostro cassetto una collana di perle naturali perché vi manca questo indispensabile gioiello? Ottima idea. Ma dovete fare attenzione perché le perle non sono tutte uguali. Leggete quali sono le differenze e come scegliere una collana di perle naturali.

Collana di perle naturali, diamanti e rubini
Collana di perle naturali, diamanti e rubini

Forse vi sarete accorti che in giro ci sono un sacco di gioielli che costano davvero poco e utilizzano le perle, specialmente per le collane. Di sicuro non si tratta di vere perle, ma di perle sintetiche, imitazioni create in una fabbrica di finte perle. Se volete una collana di perle vere, naturali, dovete spendere un po’ di più. Ma ne vale la pena, perché una collana di perle è un gioiello classico che ha due vantaggi: si può indossare praticamente con qualsiasi vestito e in ogni occasione. E, inoltre, manterrà o aumenterà di valore nel tempo.

Collana in oro 18 carati con diamanti colorati e perle barocche multicolori
Collana in oro 18 carati con diamanti colorati e perle barocche multicolori

Se cercate una collana di perle naturali, però, dovrete scegliere tra due diversi tipi di perle: quelle coltivate e quelle naturali. Qual è la differenza? Lo spieghiamo subito.

Cominciamo subito a dire, però, che tutte e due i tipi di perle, quelle coltivate e quelle naturali, sono autentiche perle.

Una perla coltivata è una perla in tutto e per tutto. Si forma, infatti, all’interno di un’ostrica o di un mollusco proprio come le perle non coltivate. La differenza è che nelle perle coltivate le sfere perlacee che finiranno sulla vostra collana sono il frutto di un’azione umana. Nelle grandi farm in cui sono immerse, nelle conchiglie sono inseriti dei minuscoli elementi irritanti oppure minuscole perline attorno a cui si forma poi una perla più grande. Questo sistema è nato in Giappone alla fine dell’Ottocento e a inventarlo è stato Kokichi Mikimoto, che ha poi brevettato questo processo. È un lavoro in grande stile: per esempio, un gioielliere e produttore di perle come Autore, in Australia, ricava ogni anno circa 350.000 perle dalle sue farm acquatiche.

Una farm per la coltivazione delle perle
Una farm per la coltivazione delle perle

Le perle coltivate hanno un altro vantaggio: il controllo dei produttori consente di avere ostriche che producono molto in fretta e con una maggiore costanza. Sono perle autentiche di alta qualità, con una grande varietà di colori e dimensioni, e sono vendute a un prezzo moderato (ma non pensate che siano a buon mercato).

Coltivare le perle, in acqua salata oppure in acqua dolce, consente anche di ottenere dimensioni e colori diversi più facilmente. Sono molte, infatti, le sfumature che possono avere le perle. Oltre quelle bianche esistono perle dorate, violacee, tendenti al blu, rosa. Inoltre, possono avere dimensioni e volumi differenti oltre alla classica sfera.

Perle sulla spiaggia
Perle sulla spiaggia

 Tutto sulle perle

Le perle naturali, invece, sono definite così perché sono formate senza l’intervento umano. È il caso che spinge all’interno dell’ostrica o del mollusco un granello di sabbia o un’impurità attorno a cui si forma la madreperla. Ovviamente, è un evento piuttosto raro. Inoltre, la perla si forma in un tempo più lungo rispetto alle perle coltivate. Per questa ragione le perle naturali costano molto di più di quelle coltivate. Il grande numero di navi e l’inquinamento hanno aumentato la difficoltà nell’individuare un mollusco con perla naturale: solo una conchiglia su migliaia contiene una perla che si è formata in natura. Un filo di perle naturali dei Mari del Sud, per esempio, può costare anche 100.000 euro o dollari. E il fatto che le perle naturali siano sempre più rare fa prevedere che costeranno sempre di più.

Collana di Cartier con perle naturali
Collana di Cartier con perle naturali

In conclusione: sia le perle coltivate sia le perle naturali sono perle autentiche. Ma tutte le perle, sia quelle coltivate sia quelle naturali possono essere molto diverse. È importante, quindi, acquistare una collana di perle da un venditore di fiducia, meglio se con un certificato di garanzia di un laboratorio o di un istituto gemmologico.

Collana di perle naturali grigie e diamanti
Collana di perle naturali grigie e diamanti

Come spendere meno per un anello con diamante

Come spendere il meno possibile per un anello con diamante?

Se volete acquistare un anello, ecco i consigli per non spendere troppo e scegliere bene. Quando regalate un anello di fidanzamento o, comunque, un gioiello importante alla propria compagna, fidanzata o moglie, non dovete essere taccagni. Un gioiello dura nel tempo ed è qualcosa che lei guarderà spesso, e penserà a voi ogni volta (o quasi) che lo indossa. Insomma, è meglio mettere mano al portafogli e scegliere bene. Inoltre, tenete conto che state per regalare (o acquistare) un oggetto prezioso: è un piccolo investimento che potrebbe diventare utile in caso di difficoltà. Sarà più facile vendere un anello con un bel diamante, di buona fattura, piuttosto che un anello da pochi euro o dollari.

Anello e orecchino della collezione Diva di Leo Pizzo
Anello e orecchino della collezione Diva di Leo Pizzo

Questo, però, non significa essere sciocchi. Un acquisto può essere fatto in modo intelligente, perché bisogna spendere bene i propri soldi. Ecco quindi, qualche consiglio sulla scelta dell’anello: come ottenere il massimo dal vostro budget e spendere il meno possibile. Cioè, spendere il giusto, senza buttare via i soldi. Perché ci sono aspetti che è necessario valutare quando si acquista un anello (ma vale anche per un un altro tipo di gioiello) con diamante. Ecco tre aspetti di cui tenere conto.

Crieri, Firmamento collecction worn
Crieri, Firmamento collecction

1 La scelta del metallo. Il classico oro bianco, giallo o rosa a 18 carati è il metallo più utilizzato per gli anelli. Ma se volete spendere meno, l’argento ben lucidato è una buona alternativa. Certo, tenete conto che avrà necessità di manutenzione: deve essere pulito spesso, perché si appanna più facilmente e tende a ossidarsi. E quando diventa nero o verde l’argento non fa una buona impressione. Un’alternativa è scegliere un anello in oro, ma con un minore numero di carati: si può scendere fino a 9 carati, il minimo per essere considerato ancora oro. Il prezzo, in questo caso, si abbassa notevolmente. Ma è pur sempre oro, anche se in una percentuale minore rispetto, per esempio, a 18 carati. L’oro a 9 carati è composto per 37,5% da oro puro e per il 62,5% da altri metalli, come argento o rame. Un anello in oro a 18 carati, invece, è per il 75% composto da oro puro. Attenzione, però: in realtà per un anello con diamante il costo dell’oro incide relativamente poco sul prezzo totale, quello che costa davvero tanto è il peso della pietra. Un’altra alternativa per spendere ancora meno è cercare un anello di design che abbina una pietra preziosa a un metallo poco costoso, come l’acciaio. Ma in questo caso il design deve essere davvero speciale.

Anello con solitario di Conte Diamonds
Anello con solitario di Conte Diamonds

2 I diamanti che costano meno. Diciamolo subito: non bisogna scegliere pietre scadenti. Il certificato di un istituto gemmologico, che di solito è rilasciato per pietre che pesano più di 0,3 carati, è una garanzia. Ricordatevi anche le classificazioni dei diamanti per scegliere bene (le trovate qui). Ma è possibile, comunque, cercare diamanti che siano meno costosi di altri. Per esempio, il taglio brillante (tondo) è quello più utilizzato per gli anelli solitaire, i classici da fidanzamento. È considerato, però, anche il taglio più costoso. Un diamante con un taglio meno frequente potrebbe farvi risparmiare anche il 20% del prezzo rispetto al brillante. Due consigli: il taglio a cuscino o il taglio Asscher rendono molto rispetto alla caratura e sono più convenienti. Anche tagli come marquise, ovale o smeraldo possono essere meno costosi, sempre considerando in proporzione alla caratura. Altro consiglio: scegliere una caratura che non sia un numero semplice. Per esempio, un diamante di 0,44 carati sarà un po’ più conveniente di una pietra da 0,50 carati e farà lo stesso effetto per l’occhio.

Ring by Giorgio Visconti
Ring by Giorgio Visconti

3 Il colore dei soldi. I soldi hanno un colore, quando si parla di diamanti. Se volete spendere tanto, scegliete le pietre colorate: diamanti gialli, rosa, fino a quelli rossi e blu se avete un conto in banca con nove zeri. I diamanti colorati, cosiddetti fancy, fanno colpo, ma sono costosissimi. Ma sono molto cari anche quelli incolori, specie di taglio brillante, se sono di buona qualità. Ci sono, però, diamanti che costano meno di altri. Per esempio, quelli brown, champagne, grigi, neri (quelli riscaldati, lo spieghiamo parlato qui). Il loro costo è inferiore anche del 40% rispetto ai diamanti bianchi più trasparenti e incolori. Anche in questo caso, però, tenete conto della famose «4 C»: oltre al colore contano anche il grado di chiarezza e il tipo di taglio scelto. Ancora: se volete a tutti i costi un diamante incolore, potete scegliere quelli classificati come colore G oppure H. Rispetto a quelli D, E o F, quelli G e H costano meno e utilizzati su un gioiello non sono distinguibili da chi non è un esperto gemmologo.

Anelli indossati con diamanti by Messika
Anelli indossati con diamanti by Messika

Le 10 regole per acquistare un gioiello su internet

Volete acquistare un gioiello su internet? Sappiate che non siete i soli. Nel 2020 le ricerche sul web che riguardano la gioielleria sono aumentate del 28% e le vendite online di gioielli sono previste in costante aumento. Ma è sicuro acquistare gioielli su internet? Quali sono i pericoli? Come difendersi dalle truffe?

Purtroppo, anche se la maggior parte delle persone che acquistano gioielli su internet non hanno problemi, il raggiro è sempre in agguato. Ma, per fortuna, non è così difficile evitare di essere imbrogliati. Basta seguire le regole e fare qualche piccolo controllo prima di digitare il numero della carta di credito.

Acquisti su internet
Acquisti su internet

Quali sono i pericoli che si corrono quando si acquista un gioiello su internet? Nel 2019, per esempio, negli Usa l’FBI ha ricevuto una media di 1.300 denunce di furto online al giorno (non solo riguardo i gioielli, ovviamente), per un totale di 3,5 miliardi di dollari sottratti illegalmente. La truffa peggiore è quella di acquistare un gioiello falso, magari un anello con il marchio di una famosa Maison. Oppure, semplicemente, con diamanti che non sono diamanti. Oppure diamanti creati in laboratorio e non naturali. O, ancora, gioielli d’oro che si rivelano semplicemente ricoperti da una sottile placcatura. Infine, la delusione più frequente è quella di trovarsi un gioiello che non corrisponde all’idea suggerita dal sito (o dal gioielliere) che lo ha venduto. Per esempio, con pietre minuscole, meno brillanti di quelle della fotografia e, soprattutto, di dimensioni lillipuziane.

Shopping online in tutta comodità
Shopping online in tutta comodità

Ma, allora, perché gli acquisti di gioielli su internet continuano ad aumentare? I pericoli elencati sono delle possibilità, ma per fortuna non costituiscono la regola. Inoltre, è molto comodo ricevere un anello a casa (quando non si sbaglia a scegliere la misura). Per molte persone non è semplice avvicinarsi a un negozio di gioielli per l’imbarazzo di dover ammettere la disponibilità di un budget limitato. Oppure perché, semplicemente, la marca di gioielli desiderata non è disponibile nei negozi fisici della propria città o località. Quindi, non bisogna farsi troppi problemi: seguire le regole per acquistare gioielli su internet può farvi avere i vantaggi dello shopping online senza correre pericoli.

Lavoro di hacking
Lavoro di hacking

1 Controllate chi è il venditore

Una marca nota sicuramente eviterà di vendere patacche. E non occorre che sia una delle più grandi aziende del mondo, basta che il marchio sia abbastanza grande e conosciuto a sufficienza nella zona in cui opera: difficilmente un’azienda vuole rischiare di perdere la propria credibilità. Ma è importante anche verificare che il sito su cui state per fare un acquisto sia quello affidabile, quello della marca di gioielli che volete acquistare o un sito di shopping online affidabile, Luisaviaroma, Modus Operandi, o di una azienda di gioielleria conosciuta e, soprattutto, che esiste davvero. Per evitare brutte sorprese controllate di non essere vittime di phishing.

Meglio un controllo attento
Meglio un controllo attento

2 Attenti agli errori

Sembra banale dirlo, ma uno dei pericoli che si corre è quello di scrivere male il nome dell’azienda sulla barra indirizzi del browser. Se cercate Tiffany con Google, potete stare sicuri che il motore di ricerca vi indicherà il link giusto. Ma se, per errore, scrivete Tifany (per fare un esempio) nella barra degli indirizzi, potete correre il rischio di finire su un sito che imita il famoso marchio di gioielli. O, peggio ancora, in un sito costruito per assomigliare in tutto e per tutto a quello autentico. Ovviamente per impossessarvi dei vostri dati.

Non sbagliate a digitare il nome
Non sbagliate a digitare il nome

3 Scoprite l’identità dell’azienda

Se acquistate un gioiello da un’azienda del vostro Paese sarà facile controllare sul loro sito qual è il nome della società che sta dietro il marchio. Il nome della marca di gioielli, infatti, non sempre corrisponde a quello dell’azienda che li produce. Una veloce ricerca sul web digitando il nome della società vi può confermare che l’azienda esiste davvero, l’indirizzo, il nome del proprietario. Tutte informazioni che sono una garanzia in più. Se poi volete essere ancora più sicuri, fate una telefonata in azienda.

Controllate le «impronte digitali» dell'azienda
Controllate le «impronte digitali» dell’azienda

4 Diffidate dei colpi di fortuna

Prima di fare un acquisto confrontare gioielli simili di aziende diverse. Carati dell’oro, il peso delle pietre, la qualità dei diamanti: sono tutti elementi che influiscono sul prezzo di un gioiello. Quando vi siete fatti un’idea di quanto può costare il gioiello che volete acquistare potete scartare sconti incredibili, offerte imperdibili, ribassi stratosferici che stanno per scadere su siti che non siano quelli di un produttore molto noto. Probabilmente si tratta di frodi.

Diffidate dei colpi di fortuna
Diffidate dei colpi di fortuna

5 Evitate le reti wi-fi pubbliche

State in aeroporto e avete noiose ore di fronte a voi in attesa di imbarcarvi sull’aereo. Per distrarvi, decidete di fare shopping con il vostro smartphone. Sbagliato. Se utilizzate le reti wi-fi pubbliche, il pericolo è dietro l’angolo. Nei vostri paraggi potrebbe esserci un cyber criminale che aspetta solo qualche ingenuo che digiti il numero della carta di credito. Le reti pubbliche, infatti, sono molto comode, ma anche a rischio se vi avventurate nello shopping. Per fortuna, però, c’è un rimedio: usare una Vpn: una rete privata virtuale rende impenetrabile il vostro collegamento. È un servizio che si acquista per pochi euro o dollari al mese.

Courtesy: comparitech.com
Courtesy: comparitech.com

6 Attenti alle password

Sembra incredibile, ma anche per il 2020 la password più diffusa a livello mondiale è 123456. Un invito a cena per chi vuole rubarvi i dati. Utilizzate password che sia difficile da indovinare, con un mix di numeri, lettere e simboli minuscoli e maiuscoli. Evitate date di nascita e nomi di figli e partner. Pensate a un film, a un luogo o a un libro importante per voi e partite da quello. Non usate la stessa password per siti diversi.

File che contiene alcune password criptate
File che contiene alcune password criptate

7 Attenti alla sigla in alto a sinistra

I siti di e-commerce, così come le banche o dove transitano soldi, devono avere l’indirizzo web preceduto da https:// . Queste lettere indicano che il sito è protetto con la crittografia SSL (secure socket layer). Se un sito di e-commerce inizia solo con http, vuol dire che non è sicuro e, probabilmente, è molto sospetto.

Shopping con lo smartphone
Shopping con lo smartphone

8 Meglio la carta di credito

Una carta di credito non consente al venditore di accedere direttamente al denaro del tuo conto bancario. Inoltre, la maggior parte delle carte di credito offre una responsabilità di rimborso in caso di frode. Quindi, meglio una carta di credito rispetto a una carta di debito (come il Bancomat).

Carte di credito
Carte di credito

9 Considerate una carta di credito virtuale

Per acquistare un gioiello è possibile utilizzare una carta di credito virtuale, in pratica un numero di carta temporaneo che è collegato al conto della reale carta di credito. In questo modo in caso di furto dei dati il danno sarà limitato.

Shopping online
Shopping online

10 Le dimensioni contano

Una delle delusioni maggiori è quella di ricevere un gioiello che si rivela molto più piccolo del previsto. Eppure sul sito sembrava così grande… Prima di acquistare un gioiello controllate bene le dimensioni descritte e provate a paragonarle a un gioiello che possedete già. Vi renderete conto delle differenze ed eviterete cattive sorprese.

Shopping da Tiffany
Shopping da Tiffany

 

I consigli dell’esperto per acquistare diamanti

Diamanti, rubini, smeraldi, zaffiri: quanto valgono? Come riconoscerli? C’è chi li compra per farsi perdonare qualcosa, chi per passione, chi come investimento in un bene rifugio. Qualunque sia la motivazione, il parere di un esperto è fondamentale. Soprattutto perché quando si tratta di diamanti esistono dei parametri che sono una sorta di listino di base per la quotazione, ma nel campo delle gemme colorate, come smeraldi, rubini e zaffiri la faccenda non è semplice. A che cosa stare attenti e quali criteri adottare per la scelta, lo spiega Pio Visconti, docente dell’Istituto Gemmologico Italiano, consulente di molti enti regionali e titolare del Centro analisi gemmologiche di Valenza. La prova che sia un insigne gemmologo, sta nel fatto che la sua perizia è citata come garanzia nei cataloghi delle aste, in caso di una sua certificazione del gioiello. «Come valutare una pietra? Se dovesse comprare un Rolex va dal concessionario autorizzato o si rivolge al conoscente che l’ha acquistato in metropolitana?», spiega in questa intervista a Gioiellis.com.

Pio Visconti in tenuta da golf
Pio Visconti in tenuta da golf

Domanda. Quale delle famose quattro C carati (carat), colore (colour), chiarezza (clarity) e taglio (cut), è più importante nella scelta di un diamante?

Risposta. Il criterio che deve prevalere, secondo me, è il taglio. Certo peso, colore e chiarezza sono importanti, ma poiché la spesa per una pietra IF di 40 punti e una Vs2 di 70 punti magari è abbastanza simile, rimane il fatto che il diamante quando è incastonato deve brillare sulla montatura, deve essere una montagna di luce, come dicevano gli antichi, e questo lo si ottiene solo con un buon taglio.

Fedi eternity in diamanti
Fedi eternity in diamanti

D. Ma chi non è del settore come fa a capire se si tratta di un buon lavoro? Si affida al suo senso estetico?

R. Nel certificato si leggono dei numeri che si riferiscono ai valori della tavola, ossia della parte superiore, per esempio 57%, e all’altezza della corona 14%. Al cliente non dicono nulla e per questo a fianco è scritto il giudizio dell’analista: ottimo, buono, medio, sia come proporzioni sia come accuratezza. In definitiva, io consiglierei un diamante tagliato in maniera ottima, perché gli altri criteri sono legati al prezzo.

D. Che cosa fare se la certificazione non esiste?

R. Le faccio io una domanda: se dovesse comprare un Rolex va dal concessionario autorizzato o si rivolge al conoscente che l’ha acquistato in metropolitana?

Anello Legends of Africa con diamanti bianchi e smeraldi
Anello Legends of Africa con diamanti bianchi e smeraldi

D. Molti marchi conosciuti ci tengono a evidenziare l’utilizzo esclusivo di diamanti certificati, ma non c’è il rischio di ricevere il certificato di un’altra gemma? 

R. Tutto può succedere, però rovinarsi la reputazione per un comportamento poco trasparente per gemme di poco valore non vale la pena, tanto più che basta poco a trasformarsi in una catastrofe commerciale. In casi di pietre molto rare, il diamante è sigillato con il suo certificato all’interno, addirittura negli ultimi dieci anni è sempre più frequente la richiesta dell’incisione del numero di certificato sulla cintura della pietra stessa.

D. La corsa alla certificazione non dipende anche dalla notevole evoluzione tecnologica nella produzione diamanti sintetici che derivano sì dal carbonio, ma realizzati in laboratorio, e dall’aumento del numero di pietre naturali modificate dall’uomo per farle sembrare più belle. Il Gemological Institute of America(Gia), ha addirittura messo a punto un software 3D per smascherare i falsi. Funziona? 

R. È uno strumento in più, ma da solo non basta. Il lavoro del gemmologo è quello di identificare l’autenticità della pietra con una strumentazione adatta. Inoltre, esiste un listino prezzo di massima per ognuna delle 4 C, poi il valore preciso è determinato dalla domanda e dall’offerta. I commercianti addirittura possono valutare la pietra senza nemmeno vederla perché, appunto, fa fede il certificato. Le cose invece, si complicano terribilmente con le pietre di colore: nessun ente certificatore al mondo è riuscito a identificare in maniera seria parametri che possano suggerire il valore di uno smeraldo, di un rubino e uno zaffiro. E per le pietre semipreziose è ancora peggio.

Esame di un diamante a un precedente Dubai Jewellery Show
Esame di un gioiello com diamante

D. Si dice che la provenienza delle gemme ne determini la qualità. È vero che i rubini più belli sono birmani, così come gli smeraldi devono essere colombiani?

R. È una semplificazione: si sa che un rubino birmano solitamente ha delle caratteristiche cromatiche eccezionali perché è di un bel rosso vivo, brillante, senza saturazioni di bruno o di viola, quasi la tonalità delle auto Ferrari per intendersi. Questo non vuol dire che pietre simili non si possano trovare anche nei giacimenti di altri Paesi, ma sicuramente sono più rare. Per esempio quelli tailandesi hanno un’ottima trasparenza, ma anche una sfumatura violacea, per una piccolissima saturazione blu. Lo stesso vale per gli smeraldi: alcuni esemplari, magnifici per colore e trasparenza ossia con caratteristiche tipiche dei berilli colombiani, sono stati scoperti in Brasile. Gli zaffiri del Kasmhir sono di un blu incomparabile, ma rarissimi, mentre quelli di Ceylon sono più chiari ma più caldi e, ancora, quelli del Siam sono di una tonalità molto intensa.

D. Se la provenienza non garantisce la qualità, che dire del taglio?

R. Le pietre colorate hanno dei sistemi cristallini più complicati del diamante, quello che conta è una buona simmetria e un’uniformità colore vista dall’alto, perché di profilo questo non si otterrà mai. Per questo un taglio non perfettamente centrato è accettabile negli smeraldi, rubini e zaffiri. Al contrario, è inaccettabile in un diamante.

Rubino birmano color sangue di piccione non riscaldato da 6,41 carati, montato su un anello in oro giallo e bianco di 18 carati, circondato da diamanti, progettato da Forms
Rubino birmano color sangue di piccione non riscaldato da 6,41 carati, montato su un anello in oro giallo e bianco di 18 carati, circondato da diamanti, progettato da Forms

D. E si torna sempre al taglio…

R. Sfruttare al massimo sia il peso che il colore della gemma dipende dall’abilità del tagliatore: gli zaffiri australiani molto scuri con un sovratono verdastro e per questo poco amati, sono solitamente tagliati abbastanza sottili per evitare di accentuarne la cupezza. Invece, quelli Ceylon dalla tonalità molto bella, ma poco intensa hanno un padiglione molto più ampio per rafforzarne il colore.

D. Ma allora il criterio di scelta per queste pietre è il colore?

R. Sì, deve essere il più puro possibile, rispecchiare l’idea di verde o rosso o blu che abbiamo. Ovviamente, non devo vedere inclusioni a occhio nudo, magari posso aiutarmi con occhiali da una diottria o due, perché le imperfezioni ne abbassano il valore. E se capita di voler fare shopping durante un viaggio, prima di comprare una pietra meglio passare prima da un ente certificatore del luogo.

Anello Margot con zaffiro taglio pera e diamanti
Anello Margot con zaffiro taglio pera e diamanti

D. Quali sono le contraffazioni più comuni e quelle più dannose economicamente? Si sente spesso parlare di smeraldi «No Oil» come segno di autenticità. Vale anche per rubini e zaffiri? 

R. Tra tutti i trattamenti quello citato è più innocuo e anche più antico: Plinio accenna nei suoi scritti che per rendere più belli gli smeraldi era sufficiente metterli a bagno nell’olio. Le microfratture impregnate di resina: quelle sì che sono gravi. Per gli zaffiri il metodo più clamoroso, che riduce di un decimo il valore è la termodiffusione, ossia la colorazione blu di un corindone naturale, ma completamente incolore. Risultato? Una gemma da 70 euro trattamento compreso, potrebbe essere valutata anche 1.200 euro. Mentre le radici di rubino, chiamate così perché opache, sono rubini di bassissima qualità che, con una tecnica molto sofisticata, ricevono infiltrazioni di vetro. In genere sono al piombo per aumentare l’effetto, in modo da rendere i rubini completamente trasparenti. In pratica, una pietra di 4 carati il cui costo al commercio fatica superare i 100 dollari, assume lo stesso aspetto estetico di una da 5mila dollari.

D. Quindi l’ente certificatore garantisce l’autenticità e l’origine del prodotto?

R. Sì, verifica se è naturale o sintetico e, nel primo caso, se ha subito dei trattamenti. Grazie alle inclusioni, che sono delle tracce della roccia nella quale la pietra si è formata, è possibile risalire alla zona geografica. Sul valore c’è una forbice molto ampia legata al commercio, alla moda, alla percezione personale. Monica Battistoni

Pietre di colore: zaffiro, rubino, rubellite e zaffiro giallo
Pietre di colore: zaffiro, rubino, rubellite e zaffiro giallo

Come valutare il pavé dei vostri gioielli

Sapete giudicare il pavé del vostro gioiello? Il pavé è la tecnica più utilizzata nella gioielleria, eppure pochi la conoscono davvero. Leggete come valutare i pavé di pietre sui vostri gioielli ♦

Ci sono gioielli composti da gemme così vicine l’una all’altra da sembrare una superficie continua: ecco l’effetto di un pavé fatto a regola d’arte, che trasforma un fiore, un insetto o una forma qualsiasi in un oggetto dall’armonia unica. È il risultato di tante ore di lavoro e grande abilità tecniche. Certo, riconoscere quello migliore non è difficile, basta una certa sensibilità, ma capire perché è così speciale rende l’esperienza ancora più gratificante. Ecco una serie di esempi di alta gioielleria per imparare a conoscere questa tecnica: in fondo saperne un po’ di più aiuta anche a scegliere meglio e fare un acquisto consapevole.

Plumettes, bracciale in oro bianco e pavé di diamanti by Dior
Plumettes, bracciale in oro bianco e pavé di diamanti by Dior

La tecnica

Si scavano nel metallo dei fori conici dove inserire le pietre, successivamente bloccate (incastonate) con minuscole palline ottenute incidendo con uno scalpello (bulino) il materiale di scavo ai lati della pietra. È chiaro che si tratta di un lavoro, quello svolto a mano dall’incassatore, di estrema precisione. La minore distanza tra una pietra richiede una maggiore abilità e attenzione che fanno aumentare i costi di produzione. Viceversa spazi vuoti più ampi riempiti di queste palline indicano il contrario. Ma non solo: con l’affollamento intorno alla pietra spesso si ottiene un effetto di complessiva confusione che gli addetti ai lavori definiscono con il termine sporco.

Michele della Valle, spilla con pavé di zaffiri La Rose de Bourbon
Michele della Valle, spilla con pavé di zaffiri La Rose de Bourbon

La collezione Tubetto di De Grisogono è un esempio da manuale: i diamanti neri dell’anello qui sotto pur essendo di diverse dimensioni sono tutti sullo stesso piano. È l’abilità dell’incassatore a far sì che le gemme più grandi non sporgano troppo e quelle piccole rimangano in evidenza, per cui la profondità del solco deve essere calcolata al millimetro, operazione ancora più difficile quando sono di diverse misure. Inoltre, le minuscole palline che fissano le pietre sono quasi invisibili anche in foto come questa dove l’oggetto è molto ingrandito.

Anello Tubetto con diamanti neri della ormai scomparsa Maison svizzera de Grisogono
Anello Tubetto con diamanti neri della ormai scomparsa Maison svizzera de Grisogono

Ecco altri due esempi mirabili di incassatura invisibile, il Camaleonte di Vhernier e gli orecchini a stelle e strisce di Michele della Valle. Ottenere questo tipo di qualità è molto più difficile con i diamanti incolori su oro bianco, perché con le pietre colorate, se la base è buona, si può migliorare colorando il metallo. Inoltre, in questi due casi il pavé è continuo, non ha delle lastre di metallo che lo delimitano ma avvolge la montatura. Dettaglio che aumenta la difficoltà e il tempo di esecuzione.

Vhernier, spilla Camaleonte con pavé di diamanti bianchi, sugilite, giada nera, opale arlecchino, cristallo di rocca
Vhernier, spilla Camaleonte con pavé di diamanti bianchi, sugilite, giada nera, opale arlecchino, cristallo di rocca
Michele della Valle, orecchini american flag con zaffiri, spinelli e diamanti
Michele della Valle, orecchini american flag con zaffiri, spinelli e diamanti

Qui sotto è interessante notare la raffinatezza delle palline, sono in oro giallo o nero a seconda del colore delle pietre; nella seconda immagine invece, un tecnica mista: le punte su lastra ( dei cilindri applicati sul metallo al posto delle palline incise con lo scalpello) al centro e pavé ai lati.

De Grisogono dettaglio ciondolo
De Grisogono, dettaglio ciondolo

Altri esempi di altissima artigianalità tutta italiana: gli anelli Drapes di Palmiero con pietre di identica misura nonostante il drappeggio, e  il bracciale Pom Pom di Pomellato.

Palmiero anelli Drapes
Palmiero anelli Drapes
Pomellato, bracciale PomPom
Pomellato, bracciale PomPom

Infine, sempre di Pomellato un esempio di pavé questa volta preincassato nella linea Sabbia, dove può sembrare che in fase di progettazione si sia indicato nel software gli spazi necessari per poter posizionare le pietre e i pallini, senza quindi doverli eseguire a mano e ottenere questo preciso effetto. Monica Battistoni

Pomellato, anello Sabbia
Pomellato, anello Sabbia

Come scegliere il portagioie

Come scegliere il portagioie giusto per i vostri gioielli? Se non avete ancora acquistato un jewellery box, un contenitore studiato apposta per anelli, collane, bracciali e orecchini, leggete quali sono gli aspetti a cui fare attenzione. Perché un portagioie non solo consente di custodire meglio i gioielli, ma è anche un aiuto per la loro scelta quando è il momento di indossarli. Ecco, quindi, come scegliere il portagioie più adatto a voi.

Porta gioielli in legno di Seya
Porta gioielli in legno di Seya

Il materiale. La maggior parte dei contenitori per gioielli sono in plastica o altro materiale sintetico. Non è detto, però, che siano i più adatti a voi. Di sicuro sono quelli che costano meno, ma considerate anche di scegliere un portagioie in legno. Sono più difficili da trovare e costano anche di più, in compenso hanno alcuni vantaggi. Il primo è quello di essere esteticamente gradevoli. Dopotutto un porta gioielli sarà quasi sempre appoggiato a un mobile e, dunque, ben visibile in casa. Inoltre, il legno può essere utile specialmente in ambienti un po’ umidi, perché assorbe e mantiene più asciutti i gioielli. Per contro, considerate che i portagioie in materiale sintetico sono probabilmente più comodi, perché contengono scomparti e parti mobili che possono adattarsi meglio alla tipologia e alla quantità di gioielli che avete da riporre. Ci sono anche portagioie rivestiti in pelle, un vero lusso.

Porta gioielli di E-manis
Porta gioielli di E-Manis

L’interno. I portagioie più semplici sono in pratica dei piccoli parallelepipedi che contengono cassetti e scomparti in cui infilare i gioielli. Ok, ma i gioielli non sono tutti uguali. Per esempio, per gli anelli ci sono cassetti con fessure in cui infilare il gioiello. I bracciali, invece, hanno necessità di maggiore spazio, come le collane. Gli orecchini non devono stare troppo a contatto per evitare che si aggroviglino o si graffino. Dunque, prima di scegliere un portagioie fate caso a come è strutturato all’interno ed esaminate se è adatto al numero e al tipo di gioielli che possedete (e a quelli che ancora vi devono regalare).

Jewelbox
Jewelbox da viaggio

Il rivestimento. L’interno dei cassetti di un portagioie è normalmente rivestito con una stoffa. Attenzione: il rivestimento deve essere morbido, ma abbastanza robusto da non provocare lanugine o sfilacciarsi. Nulla vieta, comunque, di riporre i vostri gioielli nei piccoli sacchetti utilizzati in gioielleria.

Portagioie di Forrica
Portagioie di Forrica

Lo stile. Sul mercato si trovano una miriade di jewellery box. Sta a voi scegliere quello che si adatta meglio non solo ai gioielli che possedete, ma anche all’arredamento della vostra casa. I portagioielli con tanti cassetti, che si sviluppano in verticale non devono coprire specchi, quadri, fotografie in cornice o altro. Quelli che assomigliano più a una valigetta e non sono molto alti, invece, dovranno avere il posto adatto per essere appoggiati senza occupare troppo spazio sui mobili.

Portagioie di Songmics con serratura
Portagioie di Songmics con serratura

Sicurezza. Diciamo la verità: un portagioie è l’oggetto più comodo di questo mondo ma, naturalmente, sarà anche la prima cosa che un ladro porterà con sé oppure svuoterà se farà visita alla vostra casa. D’altra parte, anche tenere i gioielli in un cassetto o in fondo all’armadio posticiperà solo di qualche minuto il furto. Come fare, quindi? Un’opzione è quella di acquistare un portagioie da viaggio: in questo caso potrete portarlo con voi in vacanza (ma attenti ai furti in albergo). Ma l’unica vera soluzione è dotare l’intera abitazione di un potente impianto antifurto. E se avete un gioiello particolarmente prezioso, mettetelo in cassaforte (se è abbastanza robusta) oppure in una cassetta di sicurezza in banca. Se, poi, vivete assieme ad altre persone che non sono il vostro partner, considerate di scegliere un portagioie dotato di chiusura con lucchetto. Non si sa mai.

La cassaforte per gioielli Baron
La cassaforte per gioielli Baron

Come pulire i gioielli d’argento

Come eliminare la patina che appanna i vostri gioielli in argento e il nero che si forma sulla superficie con quattro veloci mosse.

Avete gioielli d’argento che sono diventati neri? Ecco come fare per far tornare lucidi e belli i vostri gioielli d’argento. Non è difficile, basta seguire le indicazioni di questa breve guida per la pulizia dell’argento, che può essere utilizzata anche per altri oggetti realizzati con il metallo bianco. Innanzitutto, vediamo perché i gioielli si rovinano: l’appannamento avviene quando la superficie di argento del gioiello si combina con lo zolfo, una sostanza che può essere contenuta nell’aria (specie dove è più inquinata) e trasforma il metallo in solfuro d’argento, che ha il colore nero. Ma per fortuna non è difficile eliminare appannamento e colore nero.

1 Acqua calda

La prima cosa da fare per pulire l’argento annerito è versare due tazze di acqua calda, ma non bollente, in una ciotola. L’acqua deve coprire il gioiello (o i gioielli) completamente.

Tazza di acqua calda, ma non troppo
Tazza di acqua calda, ma non troppo

2 Versare il sale

Versare nell’acqua un cucchiaio di sale grosso da cucina (va bene anche quello fine). Il sale fa da detergente delicato che elimina l’ossidazione senza che si rischi una abrasione dell’argento. Rimestate delicatamente fino a quando il sale non si è sciolto del tutto. La quantità di acqua deve essere proporzionata al numero di gioielli da pulire. Questo metodo di pulizia è molto delicato, ma se sul gioiello ci sono pietre molto costose (anche se è difficile con l’argento), è preferibile portare il gioiello da un professionista, non si sa mai. Alternativa: invece del sale si può utilizzare bicarbonato di sodio.

Cucchiaio di sale
Cucchiaio di sale

3 Foglio di alluminio

Foglio di alluminio
Foglio di alluminio

Qui viene il bello: dopo aver aggiunto il sale mettete nell’acqua anche un foglio di alluminio tagliato a strisce, di quelli che si utilizzano in cucina per conservare i cibi. La combinazione di sale e alluminio reagisce all’appannamento dell’argento e crea una superficie lucida luminosa. Questo avviene perché il solfuro d’argento reagisce con l’alluminio posto in una soluzione salina. La reazione chimica che avviene trasforma il solfuro d’argento in puro argento. Controllate prima che l’acqua sia ancora calda. Lasciate a bagno i gioielli per circa 5 minuti. Se l’argento è molto appannato si può ripetere il processo fino a quando il metallo torna perfettamente luminoso.

4 Sciacquare i gioielli

Non dimenticate l’ultima cosa da fare: passare i gioielli sotto acqua corrente fredda per eliminare il sale. Infine, asciugate i gioielli d’argento con un panno morbido o un asciugamano in microfibra.

Pulizia dell'argento con un foglio di alluminio
Pulizia dell’argento con un foglio di alluminio
Un bracciale in argento che si è ossidato
Un bracciale in argento ossidato

Chi certifica i diamanti

Quando comprate un gioiello con diamante di una certa dimensione e peso è quasi obbligatorio richiedere un certificato che attesti la qualità e le caratteristiche della pietra. Lo stesso vale per i gioielli con pietre preziose di colore, come rubini, smeraldi o zaffiri. Insomma, quando la spesa per un gioiello è alta, bisogna essere sicuri di quello che si acquista. Attenzione, però. Non tutti gli istituti gemmologici che rilasciano certificati sono uguali. E non tutti i certificati sono attendibili allo stesso modo. Per le pietre di minor valore questo è un problema minore, perché una certificazione non sposterà di molto l’attendibilità dell’analisi. Ma per gemme di maggiori dimensioni affidarsi a un certificato che ha prestigio sul mercato è essenziale in caso di vendita del gioiello.

Selezione dei diamanti nel laboratorio di Antwerp (Anversa)
Selezione dei diamanti nel laboratorio Tiffany di Anversa

La gemmologia, lo studio delle pietre preziose, è un campo che richiede precisione, competenza e attenzione ai dettagli. Quando si tratta di classificare i diamanti, alcuni istituti gemmologici si distinguono per la loro formazione completa, la ricerca all’avanguardia e il riconoscimento globale. Di seguito sono riportati alcuni dei migliori istituti gemmologici rinomati per la loro esperienza nella classificazione dei diamanti. I loro certificati sono riconosciuti e affidabili. Il più famoso di tutti è il GIA, ma non è l’unico. I certificati, naturalmente, hanno un costo. I più cari sono quelli del GIA, seguito dall’HRD Anversa. Sono, però, anche gli istituti considerati più severi nel controllo della qualità dei diamanti e, quindi, più stimati.

Chi certifica i diamanti

Gemological Institute of America (GIA)
Fondato nel 1931, il GIA è uno degli istituti gemmologici più stimati a livello mondiale. È il più famoso. I suoi certificati sono considerati i migliori sia per i diamanti incolori sia per quelli fancy (colorati).
• Il GIA offre un corso completo di classificazione dei diamanti che copre le 4C (colore, purezza, taglio e peso in carati), fluorescenza e altri aspetti essenziali.
• I suoi servizi di laboratorio sono molto apprezzati e forniscono rapporti sulla classificazione dei diamanti riconosciuti in tutto il mondo.
• I diplomati del GIA ricoprono spesso posizioni prestigiose nel settore dei diamanti, a dimostrazione della credibilità dell’istituto.

Gia
Gia

Centro Mondiale dei Diamanti di Anversa (AWDC) – HRD Anversa
• HRD Antwerp, una filiale dell’Antwerp World Diamond Centre, è un’autorità leader nella certificazione e ricerca sui diamanti.
• L’istituto offre una gamma di corsi sulla classificazione dei diamanti, compresi programmi su misura per professionisti e appassionati.
• I servizi di laboratorio di HRD Anversa sono rinomati per la loro accuratezza e aderenza a rigorosi standard di classificazione.
• Con le sue radici nella capitale mondiale dei diamanti, HRD Anversa è rispettata per la sua esperienza e il suo contributo all’industria dei diamanti.
Hrd Antwerp
Hrd Antwerp

Istituto Gemmologico Internazionale (IGI)
• Fondato nel 1975, l’IGI è uno dei più grandi istituti gemmologici indipendenti, con sedi in tutto il mondo, per esempio ad Anversa.
• IGI offre corsi di classificazione dei diamanti, gemmologia e design di gioielli, rivolti sia agli appassionati che ai professionisti.
• Noto per le sue certificazioni accurate e affidabili sui diamanti, IGI gode della fiducia sia dei gioiellieri che dei consumatori.
• Le sue iniziative di ricerca contribuiscono al progresso nella tecnologia di identificazione e classificazione dei diamanti.

Igi
Igi

Laboratorio Gemmologico Europeo (EGL)
• Con laboratori in vari Paesi, EGL è stato un attore di primo piano nella classificazione dei diamanti sin dalla sua nascita negli anni Settanta in Belgio.
• EGL offre corsi completi sulla classificazione dei diamanti, incentrati sia sulle conoscenze teoriche che sulle abilità pratiche.
• Anche se gli standard di classificazione possono variare leggermente rispetto ad altri istituti, i diamanti certificati EGL sono ampiamente accettati nel settore.
• La reputazione di EGL per la classificazione coerente e approfondita ne fa la scelta preferita per la certificazione dei diamanti.
Egl
Egl

I migliori istituti di gemmologia per le pietre di colore

Oltre ai diamanti, gli istituti gemmologici specializzati in pietre colorate come rubini, smeraldi e zaffiri svolgono un ruolo cruciale nell’identificazione, classificazione e certificazione di queste gemme preziose. Ecco alcuni dei migliori istituti rinomati per la loro esperienza nella classificazione delle pietre colorate:

Istituto Gemmologico Svizzero (SSEF)
• Fondata nel 1974, SSEF è un’autorità rispettata nella ricerca e certificazione gemmologica.
• SSEF offre corsi specializzati nell’analisi delle pietre preziose colorate, concentrandosi su trattamenti, determinazione dell’origine e valutazione della qualità.
• Il laboratorio all’avanguardia dell’istituto utilizza tecniche avanzate come la spettroscopia e l’analisi delle inclusioni per una valutazione precisa delle pietre preziose.
• L’esperienza della SSEF nel campo delle pietre preziose colorate si estende sia alle varietà tradizionali che agli esemplari rari da collezione.

Ssef
Ssef

Laboratorio delle gemme di Gübelin
• Fondato nel 1923, Gübelin Gem Lab è un’autorità rinomata nell’analisi e nella certificazione delle pietre preziose colorate.
• Gübelin offre corsi specializzati nell’identificazione delle pietre preziose colorate, coprendo fattori quali colore, purezza e determinazione dell’origine.
• La tecnologia all’avanguardia dell’istituto, compresa la spettroscopia e la microscopia, consente un’accurata caratterizzazione delle pietre preziose.
• La ricerca di Gübelin in gemmologia contribuisce alla comprensione scientifica e ai progressi nell’analisi delle pietre colorate.
Gübelin
Gübelin

GRS (Gem Research Swisslab)
È un istituto di gemmologia svizzero rinomato a livello internazionale, specializzato nella valutazione e certificazione di pietre preziose.
• È statoFondata nel 1996 da Dr. Adolf Peretti e Dr. Lore Kiefert.
• L’azienda si è guadagnata una reputazione per l’eccellenza nei servizi di analisi gemmologica.
• GRS è noto per la sua competenza nel trattare con una vasta gamma di pietre preziose, incluse quelle di colore e pietre rare.
• Offre servizi di certificazione, identificazione, valutazione e consulenza per gemme naturali, sintetiche e trattate.
• La loro metodologia di lavoro si basa su una combinazione di tecnologie all’avanguardia e competenze tradizionali, garantendo risultati accurati e affidabili. GRS è una risorsa preziosa per commercianti, collezionisti, e appassionati di gioielli che cercano autenticità e qualità nelle loro pietre preziose.
Grs
Grs

Istituto Asiatico di Scienze Gemmologiche (AIGS)
• Con sede in Tailandia, AIGS è un istituto gemmologico leader specializzato in pietre preziose colorate.
• AIGS offre corsi completi di gemmologia, compresi moduli dedicati a rubini, smeraldi, zaffiri e altre pietre colorate.
• Noto per il suo approccio pratico all’identificazione delle pietre preziose, AIGS fornisce agli studenti competenze pratiche essenziali per il settore.
• Le pietre preziose certificate AIGS sono molto apprezzate nel mercato globale per la loro classificazione accurata e rapporti dettagliati.
Aigs
Aigs

Associazione Gemmologica della Gran Bretagna (Gem-A)
• Fondato nel 1908, Gem-A è uno dei più antichi istituti gemmologici, con una ricca storia nella formazione e nella ricerca sulle pietre preziose.
• Gem-A offre corsi di gemmologia che coprono un’ampia gamma di argomenti, tra cui l’identificazione e la classificazione delle pietre preziose colorate.
• Il programma per ottenere il Diploma di Gemmologia dell’istituto offre una formazione completa sull’analisi delle pietre preziose, preparando gli studenti a una carriera nel settore delle gemme e della gioielleria.
• L’impegno di Gem-A verso l’eccellenza e il rigore accademico gli è valso il riconoscimento globale come a massima autorità nell’educazione gemmologica.
Gem-A
Gem-A

In conclusione, questi istituti gemmologici si distinguono per competenza, credibilità e contributi nel campo della gemmologia. Che si tratti della classificazione dei diamanti o dell’identificazione delle pietre colorate, queste istituzioni svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento degli standard e nel progresso della conoscenza nel settore delle gemme e dei gioielli.

Anello con brillante indossato
Anello con brillante indossato di Conte Diamonds

I 10 anelli più indossati

Quale anello scegliere? Ogni forma di questo gioiello ha un suo significato e un suo nome. Leggete quali sono i 10 tipi di anelli più indossati e che cosa simboleggiano ♦

Sono tante le tipologie di anello: non ci sono solo quelli per il fidanzamento o il matrimonio. Dalla forma di un anello dipende anche su quale dito della mano indossarlo o in quale occasione è più appropriato, perché molti tipi di anelli hanno anche un significato simbolico. I gioiellieri, non a caso, propongono i loro anelli con una definizione precisa, come eternity, trilogy, solitaire, cocktail… Ecco quali sono i 10 modelli di anello più richiesti e che cosa significano le diverse forme di questo gioiello.

Anello in oro rosa con calcedonio della Namibia
Anello in oro rosa con calcedonio della Namibia

1 Solitaire. È il più diffuso e apprezzato anello per fidanzamento: ha un diamante montato da solo, senza altre pietre intorno, su una banda di metallo. Significato simbolico: un solo diamante, un solo amore. Il gambo può essere in oro, il più delle volte bianco, oppure platino, molto raramente in argento o titanio. L’anello solitaire simboleggia l’impegno di una donna che accetta di sposare l’uomo che le regala il gioiello. Ma, indossato nel tempo, rimane il segno dell’amore esclusivo. Il solitaire si può indossare anche dopo il matrimonio, assieme alla fede nuziale.

Tiffany Harmony, anello solitaire
Tiffany Harmony, anello solitaire

2 Eternity. Anello con una fascia di metallo (di solito oro bianco) e una linea continua di gemme (di solito i diamanti, ma sono proposti anche con pietre diverse, come smeraldi, rubini o zaffiri). Come indica il nome, eternity simboleggia l’amore che non finisce. È un anello regalato spesso dal marito alla moglie in occasione di un anniversario, in genere dopo dieci anni di matrimonio. Se i diamanti incastonati non seguono tutta la circonferenza, ma solo una parte (anche per rendere più comodo da indossare), è anche definito come half-eternity. Ma in questo caso il concetto è lo stesso: amore eterno (e anche una spesa minore).

Anello Live Diamond con diamanti prodotti in laboratorio
Anello eternity Live Diamond con diamanti prodotti in laboratorio

3 Fede nuziale. È il classico anello per il matrimonio, il più utilizzato. È caratterizzato da un metallo di solito liscio, il più delle volte oro giallo. La larghezza è variabile, dipende dai gusti. L’anello offre la possibilità di incidere all’interno la data del matrimonio, oppure il nome della moglie o del marito. Introdotta dagli antichi romani, la fede nuziale simboleggia l’impegno contratto con il matrimonio. La fede nuziale si indossa generalmente sulla mano sinistra al dito anulare, mentre nell’Europa Centro-Orientale, ed anche nella Penisola Iberica (tranne Catalogna), si usa metterla a destra.

Leggi anche Su quale dito indossare l’anello

Anello di Damiani con piccolo diamante all'interno
Anello di Damiani con piccolo diamante all’interno

4 Toi et Moi. È un anello con due pietre simili, ma non per forza uguali, impostate una di fronte all’altra. Un contrasto, ma anche una unione di due personalità diverse, che si completano a vicenda. È un anello che simboleggia uno stretto rapporto tra due persone. Regalare questo anello, è un po’ come dire: portami sempre con te. È anche un anello che consente a designer e gioiellieri di mettere alla prova la propria fantasia: gli anelli di questo tipo possono essere realizzati con due semplici pietre, oppure con la scelta di combinazioni audaci.

Anello in oro bianco toi et moi con diamanti
Anello in oro bianco toi et moi con diamanti di Shay

5 Falangina. Questo anello ha un diametro più piccolo rispetto a un anello normale: infatti, si indossa sulla prima o seconda falange del dito. Utilizzato nell’antichità, è tornato di moda adesso. Ma è necessario fare attenzione alla misura: deve essere della dimensione giusta per non rischiare di perderlo. Di solito è molto sottile, leggero, spesso in solo metallo, senza pietre.

Anelli firmati Ella
Anelli firmati Ella

6 Trinity. Anello ideato da Cartier nel 1924 e parecchio imitato. Consiste in tre diverse bande di metallo di colori differenti e con simbologie diverse: l’oro rosa indica l’amore, l’oro giallo è scelto come segno di fedeltà (perché ricorda l’anello nuziale) e, infine, l’oro bianco segnala l’amicizia. Le tre bande di metallo si intersecano a formare un unico anello. Molto apprezzato soprattutto dai giovani. È proposto anche con alcune varianti, per esempio, con l’utilizzo di pietre incastonate nel metallo.

Trinity ring di Cartier
Trinity ring di Cartier

7 Trilogy. Da non confondere con l’anello trinity. L’anello trilogy indica una banda di metallo con tre pietre montate, di solito diamanti. Assomiglia a un anello solitaire, ma moltiplicato per tre. Il significato? Be’, se cercate su Google ne troverete parecchi. Ma quello vero è: mia cara, non posso spendere per un anello con grande diamante, ma con tre piccoli ottengo (quasi) lo stesso effetto. Ed è proprio così.

Anello trilogy di Recarlo
Anello trilogy di Recarlo

8 Anello con segreto. Di moda nel Medioevo (erano utilizzati anche per nascondere veleno), sono ora piccole e complesse opere d’arte. Questo tipo di anello è tornato di moda in epoca Vittoriana, perché lo scomparto segreto poteva essere utilizzato per contenere un messaggio, un piccolo ritratto dell’amante, oppure un simbolo. Sembra incredibile, ma a quel tempo non esistevano i messaggi su Whastapp. Sono anelli voluminosi e lo scomparto segreto oggi riserva spesso delle sorprese.

Anelo con segreto di Theo Fennel
Anelo con segreto di Theo Fennel

9 Cocktail. Nati durante gli anni del Proibizionismo negli Stati Uniti, questi erano indossati dalle donne durante i party a base di alcol, vietato. Grandi, vistosi, con pietre colorate, sono anelli da pomeriggio o prima serata. Simboleggiano, come indica il nome, la voglia di divertirsi e un po’ anche di trasgredire. Date le dimensioni e i colori vivaci, però, non sono facili da abbinare all’abito.

Leggi anche I segreti del cocktail ring

Jacob, anello cocktail
Jacob, anello cocktail

10 Halo. Il nome indica un anello con un diamante o altra pietra centrale e una corona di gemme più piccole attorno. È un espediente dei designer di gioielli che serve ad aumentare l’impatto visivo delle pietre, senza dover ricorrere a una gemma più grande e costosa.È un tipo di montatura molto utilizzata sia per anelli impegnativi sia per quelli meno costosi.

Blue NIle, halo ring
Blue Nile, halo ring

Tutto sul platino

Volete acquistare un anello di platino? Ecco quello che dovete sapere sul platino, uno dei metalli più preziosi utilizzati in gioielleria, in particolare per gli anelli. Insomma, meglio oro o platino? ♦

«Lo preferisce in oro o in platino?». È una delle domande classiche che si sente rivolgere chi va dal gioielliere per acquistare un anello, in particolare per il fidanzamento o il matrimonio. Chi non è un esperto finisce per scegliere il metallo meno costoso: l’oro. Ma conoscere le caratteristiche di quello che è il più raro e nobile materiale, il platino, potrebbe portare a fare una scelta diversa.

Bracciale stile art déco in platino, diamanti e onice
Neil Lane, bracciale stile art déco in platino, diamanti e onice

Caratteristiche. Il nome del platino deriva dal termine spagnolo platina, che è letteralmente tradotto in «piccolo argento». È un metallo molto raro. E quindi è anche molto più costoso dell’oro. Si trova assieme a minerali di nichel e rame, principalmente in Sud Africa, dove è concentrata l’80% della produzione mondiale. Ma grandi depositi di platino sono presenti anche nello Stato del Tamil Nadu, in India.

La corona realizzata per la regina Elisabetta , moglie del re Giorgio VI, la Regina madre: ha la cornice in platino
La corona realizzata per la regina Elisabetta , moglie del re Giorgio VI, la Regina madre: ha la cornice in platino

Gioielli in platino. Il platino è uno dei metalli meno alterabili: ha notevole resistenza alla corrosione, anche a temperature elevate, ed è quindi considerato un metallo nobile. In gioielleria il platino è utilizzato per la sua duratura ed eleganza. È morbido, duttile e facilmente lavorabile, ma è anche forte e resistente. Per questo, per esempio, è molto apprezzato nei gioielli che contengono pietre preziose: le griffe in platino sono più sicure di quelle in oro. Inoltre, il colore si sposa bene con la purezza dei diamanti. Spesso è utilizzato in lega con altri metalli, come l’iridio, osmio, palladio, rodio e rutenio, ma in questo caso deve essere segnalato. Se acquistate un gioiello in platino fate attenzione che abbia la sigla «Plat»: significa che il platino è puro almeno al 95%. La cornice della corona della regina Elisabetta, conosciuta anche come la Regina madre, fabbricata per l’incoronazione come consorte del re Giorgio VI, è realizzata in platino. È stata la prima corona britannica a essere realizzata con questo particolare metallo.

Henrich and Denzel, bracciale e anello in platino
Henrich and Denzel, bracciale e anello in platino

Storia. Il platino era conosciuto già dagli antichi Egizi: gli storici hanno appurato che una sacerdotessa commissionò a un artigiano geroglifici in platino sul suo sarcofago. E oggi, 2500 dopo, i disegni sono perfettamente intatti. Anche Re Luigi XVI (fine 1700) amava i gioielli in platino. E alcuni dei diamanti più famosi del mondo sono stati inseriti in una struttura in platino, come il diamante Hope. Poiché si trova naturalmente nelle sabbie alluvionali di vari fiumi, è stato usato per la prima volta dai nativi precolombiani del Sud America per produrre artefatti. Fu menzionato negli scritti europei già nel XVI secolo, ma fu solo quando Antonio de Ulloa pubblicò un rapporto su un nuovo metallo di origine colombiana nel 1748 che iniziò a essere studiato dagli scienziati.

Chaumet, tiara in platino e diamanti
Chaumet, tiara in platino e diamanti

Come si pulisce il platino? Anche se il platino è un metallo particolarmente resistente, è necessario provvedere alla pulizia di tanto in tento. Il metodo migliore resta sempre quello di immergere l’anello o il bracciale in una ciotola con acqua calda, ma non bollente, in cui avrete sciolto qualche goccia di sapone liquido neutro. Dopo aver lasciato per una decina di minuti il gioiello a bagno, sciacquate, e poi strofinate delicatamente (specialmente se ci sono anche pietre) con uno spazzolino da denti con setole morbide. Poi, asciugate con un panno in microfibra: cotone o lana possono lasciare residui attaccati al gioiello se questo non è perfettamente liscio. Un altro metodo consiste nel mettere a bagno il gioiello di platino in una recipiente di acqua con l’aggiunta di bicarbonato di sodio. Dopo qualche minuto si versa mezzo bicchiere di aceto: l’acqua per reazione inizierà a produrre bolle. Dopo 10 minuti sciacquare il gioiello in acqua fredda.

Anello solitario in platino e diamante con il Tiffany Setting
Anello solitario in platino e diamante con il Tiffany Setting
Cartier, solitario in Platino e diamanti
Cartier, solitario in Platino e diamanti
Luois Vuitton: fede in platino della collezione Empreinte, ispirata ai chiodi dei bauli con solitario incastonato. Prezzo 1890 euro
Louis Vuitton: fede in platino della collezione Empreinte, ispirata ai chiodi dei bauli con solitario incastonato
Bracciale di platino con diamanti e rubini venduto per 149mila dollari
Bracciale con diamanti e rubini venduto per 149mila dollari
Anello in platino con diamanti del 1950 circa. Base d'asta: 1500 euro
Anello con diamanti del 1950 circa

Quanto valgono le perle nere?

Le preziose perle nere: ne avete sentito parlare? Leggete come riconoscerle e quanto valgono ♦

Per indicare qualcosa di valore si dice che è «preziosa come una perla». Se poi la perla è nera, il valore aumenta. Infatti, non tutte le perle sono bianche: quelle nere (dette anche perle di Tahiti) sono molto pregiate. In realtà non sono proprio nere, ma solo di colore più scuro, tendenti al grigio. Sono i frutti della ostrica Pinctada margaritifera (chiamata anche Ostrica delle perle nere di Tahiti), un mollusco che vive nell’Oceano Indo-Pacifico alla latitudine dei Tropici.

Collana con perla di Tahiti e diamanti
Collana con perla di Tahiti e diamanti

Le perle nere si trovano in molte sfumature, color metallo, molte sfumature di grigio (chissà, forse sono 50), ma anche verde pavone (sono considerate particolarmente preziose), o tendenti al violaceo, come le melanzane, e marrone scuro o gialle. Il colore dipende dai minerali che il mollusco ha ingerito, contenuti nel plancton, il cibo delle ostriche. Nella coltivazione di perle, però, si usa tintura o irradiate per migliorare o cambiare il loro colore. Ma non sperate di individuarle: è difficile distinguere una perla naturale da una trattata.

Il nome di queste perle è, ovviamente, legato al luogo in cui si coltivano, cioè principalmente intorno alle isole della Polinesia francese, vicino a Tahiti.

Yoko London, Aurora necklace
Yoko London, Aurora necklace

Il valore delle perle in gioielleria è determinato da una combinazione di lucentezza, colore, dimensioni, mancanza di difetti superficiali e simmetria. Una perla perfettamente rotonda è considerata più preziosa, mentre le perle allungate a forma di goccia sono spesso utilizzate nei ciondoli. Un altro aspetto da considerare è la lucentezza, che è un importante elemento di differenziazione della qualità della perla.

Anello della collezione Bubble con perle di Tahiti
Assael, anello della collezione Bubble con perle di Tahiti

Quanto valgono le perle nere?
Come abbiamo detto, dipende molto dalla dimensione e dalla qualità. Inoltre, in circolazione ci sono perle che sono semplicemente colorate di nero. Una collana non troppo lunga con un filo di vere perle nere può avere un valore che va da poche centinaia di euro o dollari, se composta da quelle più piccole e di qualità inferiore, fino qualche decina di migliaia di euro/dollari se le perle hanno una buona lucentezza, sono naturali e hanno una forma regolarmente sferica.

Se avete gioielli con perle di questo colore trattatele con cura: le perle sono delicate e possono deteriorarsi se non sono trattate bene. In ogni caso, se volete sapere come si puliscono i gioielli con perle vi consigliamo di leggere l’articolo che abbiamo già pubblicato e che spiega nel dettaglio che cosa bisogna fare per tenere puliti i gioielli con perle, ma senza rovinarle.

Collana di perle di Tahiti, oro giallo, lapislazzuli
Collana di perle di Tahiti, oro giallo, lapislazzuli

Come distinguere una perla nera di Tahiti da un’imitazione, falsa? In effetti online si trovano straordinarie offerte di gioielli a basso prezzo con perle di Tahiti. Molto probabilmente si tratta di perle di acqua dolce colorate. Purtroppo dalle immagini sul web non è facile distinguere le perle di Tahiti vere dalle imitazioni. Quelle colorate, in ogni caso, hanno di solito una tonalità uniforme, mentre le perle vere tendono ad avere variazioni di colore sulla superficie. Inoltre, spesso il colore utilizzato per rendere nere le perle si concentra maggiormente vicino al piccolo foro in cui passa il filo che lega le perle. Quindi, guardate con una lente se il foro della perla vi sembra più scuro del resto.

Le cose da sapere sui diamanti neri

Come per le gemme, anche le perle hanno valori (e costi) differenti. Le perle di Tahiti sono giudicate in base a una severa classificazione. Eccola:

1 Shape (forma): più è rotonda in modo regolare, più la perla è apprezzata. 
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2 Size (misura): più grande è, meglio è.perle-2-ok

3 Surface (qualità della superficie): è preferita quella molto liscia, senza difetti.

Collana con perle di Tahiti e chiusura in oro
Collana con perle di Tahiti e chiusura in oro

4 Luster (lucentezza): se brilla ha maggior valore.

Anello con perla nera di Tahiti e diamanti
Anello con perla nera di Tahiti con sfumatura violacea e diamanti

 

5 Nacre (madreperla): più la madreperla è spessa, più durerà nel tempo.

Anello in argento con perla tahitiana
Anello in argento con perla tahitiana

6 Color (tonalità): i colori più ricercati sono verde pavone, oppure le tonalità tendenti a blu, rosa, oro, argento, viola melanzana.

Anello Dawn, in oro nero, diamanti, perle di Tahiti, granati e citrini
Anello Dawn, in oro nero, diamanti, perle di Tahiti, granati e citrini

 

Come abbinare i gioielli con viso e pelle

Come abbinare gioielli, colore della pelle e forma del viso? Ecco alcuni consigli ♦

La chiave del successo di ogni look è l’abbinamento. E questo vale anche per i gioielli: non sono degli accessori neutri, ma vanno scelti in base all’abito, all’occasione, alla forma del viso e anche al colore della pelle. Insomma, la scelta va ponderata seguendo alcuni semplici principi, per esempio la forma dell’ovale e un altro aspetto, da molti sottovalutato, la corrispondenza tra pietre e metalli e la tonalità del vostro viso. Non è vero che l’oro giallo va sempre bene: in molti casi è l’oro bianco o rosa a valorizzare di più il vostro corpo.

Bracciale e collana indossati
Giovanni Raspini, bracciale e collana in argento indossati

Come scoprire la propria tonalità: basta avvicinare al viso struccato un foglio di carta bianco (che sia davvero bianco, non avorio) e guardare attentamente allo specchio le sfumature che si riflettono sulla carta. Se è il bianco della carta diventa leggermente rosato, il vostro viso ha una sfumatura fredda, mentre se vedete un’ombra con un accento giallo, la tonalità è più calda. Ovviamente ci so no tante sfumature in mezzo ai due estremi. Attenzione, però: dovete fare questo esperimento utilizzando una luce naturale (niente lampade a incandescenza, neon o led). Non solo: la luce naturale, quella del sole o del cielo, non deve essere quella del mattino all’alba o alla sera poco prima del tramonto, quando i raggi del sole colorano la natura con una tonalità particolarmente calda.

Prima regola: verificate il vero colore della vostra pelle
Prima regola: verificate il vero colore della vostra pelle

Oro o argento: per le pelli con una sfumatura più fredda, o neutra, meglio scegliere argento, platino oppure oro bianco. Se, invece, la tonalità è più calda, risalteranno di più l’oro giallo e rosa, ma anche il bronzo, l’ottone dorato e il rame. Certo, esistono anche colori della pelle che sono una via di mezzo: in questo caso quello che conta è l’equilibrio. Ma, attenzione: non bisogna esagerare: chi ha la pelle molto bruna, olivastra, non si deve coprire di oro giallo come un albero di Natale. Riassumendo: il metallo dei gioielli va scelto in sintonia con il colore della pelle: chi ha una tonalità molto chiara può scegliere i metalli bianchi, chi ha colorito mediterraneo oppure scuro, figurerà meglio con con metalli che hanno sfumature più intense.

Metallo bianco e pelle chiara
Metallo bianco e pelle chiara

Le pietre e i colori complementari: le tonalità fredde della pelle si combinano bene soprattutto con le perle bianche e diamanti. Nessun colore dunque? Niente paura, si possono anche indossare pietre rosa, blu, rosse e  magenta. I toni più caldi stanno bene con il corallo e con i colori della terra, quindi marrone, verde, giallo pesca, arancio e tutte le gradazioni del turchese. Attenzione, si tratta di regole generali: le combinazioni possibili sono davvero tante anche perché ci sono altri aspetti di cui tener conto come la combinazione tra colore della pelle, degli occhi e dei capelli. Inoltre, per orecchini e collane conta molto anche la forma del viso. Senza contare che un bellissimo gioiello può sempre essere indossato se vi piace, senza badare a questi aspetti.

Gioielli di corallo rosa di Rajola indossati dalla modella Federica Calemme
Gioielli di corallo rosa di Rajola indossati dalla modella Federica Calemme

Abbinare i gioielli alla forma del viso

Forma a cuore: se il vostro viso è rotondo, con un mento più sottile, cioè ha una forma a cuore, è meglio optare per orecchini non troppo larghi pendenti per evitare l’effetto di allargare il viso. Una collana girocollo, invece, è l’accessorio più adatto per attenuare la punta del mento.

Collana indossata di Evanueva
Collana indossata di Evanueva

Viso rotondo o quadrato: gli orecchini pendenti di forma ovale o geometrica, come i rettangoli possono allungare le linee del viso e offrire una simmetria più dolce. Per le collane, è preferibile scegliere quelle lunghe, anche in questo caso per snellire la forma del viso, se questa si sviluppa troppo in larghezza.

Orecchini con diamanti e smeraldi di Chopard indossati da Julienne Moore
Orecchini con diamanti e smeraldi di Chopard indossati da Julienne Moore

Viso rettangolare: gli orecchini a lobo possono dare un tocco in più e ammorbidire le linee del viso, senza creare uno squilibrio. Vanno bene anche gli orecchini a cerchio, soprattutto se di piccole dimensioni. Per quanto riguarda le collane, se il collo è bello e lungo vi starà bene un choker.

Orecchini punto luce indossati
Orecchini a bottone indossati

Viso ovale: la scelta degli orecchini è piuttosto intuitiva: non devono essere troppo lunghi ed è ancora meglio se hanno una forma geometrica, che contrasti con la regolarità del vostro viso. Non avete bisogno di addolcirlo, ma di aggiungere un elemento di rottura. Per le collane avete un’ampia libertà di scelta, anche se un collo lungo andrà bilanciato con girocollo.

Orecchini della collezione Eyes, indossati di Cora Sheibani
Orecchini della collezione Eyes, indossati di Cora Sheibani

Come vendere i vostri gioielli in cinque mosse

Volete vendere un gioiello e non sapete che cosa fare? Leggete questa breve guida su come vendere i vostri gioielli senza farvi imbrogliare ♦

Forse è un buon momento per vendere gioielli. Per questo motivo sono molti i gioiellieri che accettano di acquistare collane, anelli e bracciali, magari solo per staccare le pietre preziose, se ce ne sono, da rimontare con un design più moderno. Ma attenzione: vendere l’anello di brillanti della nonna o l’anello che vi ha regalato l’ex fidanzato non è semplice. Perlomeno: non è facile ottenere un prezzo univoco. Mentre l’oro ha delle quotazioni più o meno certe, i diamanti presentano una serie di aspetti nella valutazione che lo rendono suscettibile di proposte differenti per quanto riguarda il prezzo. Per i gioielli, poi, è ancora più complicato: contano la marca, la fattura, i carati dell’oro, oltre alla qualità delle pietre preziose o semi-preziose se ce ne sono. Sono molti gli  aspetti da considerare.

Spilla con diamanti e perle
Spilla con diamanti e perle

1. Rendetevi conto di ciò che davvero avete nel cassetto. Solo perché la nonna ha detto che il suo vecchio anello di diamanti era prezioso (un regalo del caro nonno) non vuol dire che lo sia davvero. Il valore sentimentale è una cosa, quello venale un’altra. Quindi, prima di correre dal primo gioielliere, meglio avere un quadro preciso della sua qualità e genuinità. Se si tratta di un diamante di una certa dimensione e peso, vale la pena rivolgersi a un perito qualificato, che può dare un parere imparziale delle caratteristiche e delle condizioni della pietra. E anche di mettere in evidenza gli attributi positivi che potrebbero influenzare il suo valore. Ma informatevi prima sul costo della perizia: deve valere la pena. Spesso un banco dei pegni offre un servizio simile. Meglio ancora: se volete far valutare un diamante rivolgetevi a un istituto gemmologico riconosciuto. Per un gioiello, invece, bisogna per forza rivolgersi a una gioielleria: meglio quelle con una tradizione alle spalle e con un gioielliere di esperienza.

Anello in platino con diamanti del 1950 circa. Base d'asta: 1500 euro
Anello in platino con diamanti del 1950 circa

2. Preparatevi a un prezzo realistico. Sognare è bello, ma bisogna fare i conti con la realtà. Abbiamo detto che il mercato è in un momento favorevole, ma dipende molto dal tipo di pietra. Per farvi un’idea, date un’occhiata alle vendite su eBay. Prima di rivolgersi a un venditore, infine, pensate che lui comprerà solo se è convinto di concludere un buon affare, non per farvi un favore. Non pensate di riuscire a spuntare lo stesso prezzo a cui è stato acquistato il gioiello. Di solito lo sconto richiesto è di circa il 50%, in alcuni casi ancora maggiore.

Bracciale a forma di cigno bianco, con diamanti
Bracciale a forma di cigno bianco, con diamanti

3. Considerare le opzioni di vendita. Chi acquista il vostro gioiello ha tre opzioni: vendere a sua volta il pezzo a un altro operatore del settore, direttamente al pubblico, oppure utilizzare solo il metallo del vostro anello per farne uno nuovo. Considerate la possibilità di rivolgervi a un produttore di gioielli, cioè a un’azienda che produce gioielli: probabilmente il prezzo che potete spuntare non sarà il massimo, ma in compenso di solito la vendita avviene molto velocemente. Attenti però a rivolgervi a operatori in possesso di tutti permessi di legge e con un curriculum specchiato. Le indagini su molti negozi di acquisto oro stanno a dimostrare che è facile imbattersi in commercianti di onestà dubbia. Una breve indagine su Google può essere di aiuto. A proposito: esiste anche un sito specializzato nella compravendita online tra privati (www.idonowidont.com). Il meccanismo offre una garanzia a venditore e acquirente (naturalmente si paga una commissione), ma attenzione: è in lingua inglese e potrebbero esserci eventuali problemi di dogana.

Anello con diamante taglio smeraldo e oro bianco
Anello con diamante taglio smeraldo e oro bianco

4. Siete emotivamente pronti a vendere? La cosa più difficile non è spuntare un buon prezzo, ma essere sicuri di voler vendere un gioiello che, di solito, è anche parte della vostra storia. Si tende ad aggiungere un valore emotivo a un diamante sull’anello di fidanzamento, e la delusione sul reale valore di mercato può essere uno shock. Siete davvero sicuri di voler vendere il vostro gioiello?

Anello in oro giallo con diamanti
Anello in oro giallo con diamanti

5. Considerate le aste. Se avete un gioiello di un certo valore, una strada interessante è quella di proporlo in un’asta. Oltre ai colossi Sotheby’s e Christie’s, ogni Paese ha case d’aste che organizzano periodicamente vendite all’incanto. Se il gioiello ha una foggia interessante, potrebbe spuntare un prezzo superiore a quello di una semplice vendita in gioielleria.

Un'asta condotta da David Bennett (Sotheby's)
Un’asta condotta da David Bennett (Sotheby’s)

Come scegliere un anello

Come scegliere un anello di fidanzamento? Lo chiedono in parecchi, uomini e donne. Ecco come scegliere.

A parte lo stile, la pietra (il classico diamante) e il prezzo, bisogna innanzitutto individuare bene su quale metallo puntare. Se non sai quale anello scegliere, ecco gli aspetti più importanti da sapere

Oro giallo. Una volta gli anelli di fidanzamento erano solo di oro giallo. È l’oro più tradizionale, quello che segnala il valore del metallo. Oggi, invece, un anello di fidanzamento in oro giallo ha un sapore un po’ vintage, anche se rimane sempre un classico. Qualcuno lo preferisce così, proprio per il suo sapore di gioiello di altri tempi, ma con un valore che rimarrà intatto anche per il futuro. In questo caso, comunque, meglio scegliere un disegno semplice, magari con un piccolo diamante incastonato.

Anello indossato della collezione Motion
Anello indossato della collezione Motion di PdPaola

Oro bianco. Attenti: in realtà non esiste l’oro bianco. Si tratta di oro mescolato a qualche metallo senza colore, come argento, nichel, manganese e/o (più raramente) palladio. Diffidate, quindi da chi vi propone un anello in “oro bianco puro”. Spesso è rivestito in rodio per dargli una patina più bianca e una finitura brillante. In questo caso, l’anello dopo pochi anni dovrebbe essere immerso di nuovo in una soluzione per mantenere intatto il suo colore bianco e la lucentezza e sostituire la rodiatura, altrimenti tornerà al colore del suo ingrediente principale: oro giallo. È una seccatura, ma in realtà il processo è relativamente poco costoso, e molti gioiellieri offrono questo servizio gratuitamente.

Anello con diamante a taglio marquise
Anello in oro bianco con diamante a taglio marquise

Oro rosso e rosa. L’oro rosa è stato ormai sdoganato e c’è chi lo preferisco a quello bianco o giallo. Ma esiste persino un oro verde (in lega con l’argento) e, soprattutto, l’oro rosso (in lega col rame). Non è per niente utilizzato per gli anelli di fidanzamento, a meno di complicate lavorazioni che lo abbinano all’oro bianco o giallo. Un anello di fidanzamento in oro troppo rosso, che va molto di moda per altre tipologie di gioielli, è considerato un po’ troppo vistoso, poco elegante. Naturalmente, il design dell’anello conta molto nel giudizio finale.

Anello doppio in oro rosa e diamanti indossato
Piaget, anello doppio in oro rosa e diamanti indossato

Platino. Questo sì che ha un colore naturale bianco, anche se leggermente grigiastro. Per poter essere venduto come anello di platino deve essere composto per almeno il 90-95 per cento con questo metallo. Nel corso del tempo il colore del platino non tende al giallo, come per l’oro bianco. Perde però la sua finitura lucida: a qualcuno piace perché così, per contrasto, rende il diamante ancora più scintillante. Il platino, in ogni caso, può essere lucidato professionalmente per ripristinare il suo splendore originale: un processo che è paragonabile in termini di costi di cura per l’oro bianco. In generale, i colori di oro bianco e platino sono simili, ma non sono proprio la stessa cosa: provate a infilare un anello per tipo sulla stessa mano e vedrete. L’oro bianco è più argenteo, mentre il platino è più (leggermente) sul grigio. I diamanti bianchi li completano entrambi magnificamente, ma attenzione: se il vostro anello di fidanzamento è di platino, non aggiungete una fede nuziale in oro bianco. Rimanere coordinati con il metallo scelto la prima volta è una idea migliore.

Anello in platino, morganite, diamanti
Anello in platino, morganite, diamanti di Tomasz Donocik

Il prezzo. Il più grande vantaggio dell’oro bianco rispetto al platino è sicuramente il costo. Il platino è più caro, perché è più raro dell’oro. Ogni anno sono estratte solo 160 tonnellate di platino contro le 1.500 tonnellate di oro. Inoltre, il platino è più denso del metallo giallo: la stessa dimensione di anello peserà notevolmente più in platino che in oro (e i metalli preziosi sono valutati a peso). A grandi linee, un gioiello in oro bianco costa circa la metà di un equivalente in platino. Quindi, se vi piace il bianco e volete risparmiare, scegliete l’oro.

Gioielleria Rocca a Bologna, ingresso
Gioielleria Rocca a Bologna, ingresso

Quale oro scegliere. La maggior parte degli anelli di fidanzamento in oro sono a 14 o a 18 carati, di solito segnalati con la sigla 14k o 18k. La lettera «k» sta per carati. L’oro a 14k è solo al 58,3 per cento puro. Quello a 18k è al 75 per cento puro. Maggiore è la quantità carati, più puro è l’oro, ma è anche meno resistente. L’oro nella sua forma naturale, infatti, è a 24k, ma in quello stato è troppo morbido da utilizzare per i gioielli complessi: si deforma facilmente. Deve essere in lega con altri metalli per poter indurire e diventare resistente. Per rinforzare l’oro nelle leghe si usa di solito il nichel, che però qualche volta provoca allergia. Il platino, invece, è un metallo forte, più forte e più pesante dell’oro. Tra l’altro, il platino è più puro ed è considerato ipoallergenico. È possibile, tuttavia, trovare anche oro bianco senza nichel.

Mariah Carey con l'anello di alta gioielleria in oro bianco e diamanti. Photo: Koto Bolofo
Mariah Carey con l’anello di alta gioielleria in oro bianco e diamanti di Chopard. Photo: Koto Bolofo

Simboli. L’oro indica storicamente ricchezza, saggezza, e potere divino. Ricordate le regole d’oro della Bibbia? Oppure, l’età d’oro o gli anni d’oro, che stanno a significare bei tempi. E il 50esimo anniversario di matrimonio si dice che sia quello delle nozze d’oro. L’oro è anche considerato da molti come il metallo tradizionale per fedi nuziali e di fidanzamento. Dal momento che non si ossida nel tempo, aiuta a simboleggiare la coppia di armonia eterna. Eppure adesso è il platino che sembra essere il nuovo simbolo di ricchezza e prestigio. Pensate alla «carta di credito platinum», che spesso ha migliori benefici e privilegi che la «carta di credito d’oro». A voi la scelta.

Anello con diamante a cuore indossato
Anello con diamante a cuore indossato
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