Beau Sancy, diamante da 34,98 carati, tagliato a pera, con una storia che risale a 400 anni. Venduto per 9,7 milioni di dollari

Vendere gioielli è un affare (per Sotheby’s)

Vendere gioielli è un affare. Di sicuro se orecchini, collane e anelli vanno all’asta. Lo dimostrano i conti di Sotheby’s, che nel 2012 ha venduto gioielli per una cifra record: 460,5 milioni dollari, circa 355 milioni di euro. La vendita di gioielli, paradossalmente, è stato aiutata da crisi, e cioè dal successo per le collezioni private messe all’incanto. Lo scorso anno Sotheby’s ha battuto diamanti e pietre preziose eccezionali, nonché gioielli storici appartenuti anche a nobili casate. La media raggiunta è niente male: 84% di venduto per lotto. E per 72 lotti è stato venduto per più di 1 milione di dollari, per sei oltre i 5 milioni. Un punto di forza è stata una vendita record di gioielli a Ginevra, nel maggio scorso, che ha totalizzato 108,4 milioni dollari. E a dicembre, a New York, ha battuto per 64,8 milioni dollari. Anche in Asia Sotheby’s ha fatto sfracelli, con 114,5 milioni dollari a Hong Kong.
Tra i risultati più brillanti, è il caso di dirlo, un diamante briolette azzurro da 10,48 carati, acquistato dal grande gioielliere londinese Laurence Graff per 10,8 milioni, cioè 1,03 milioni per carato. Sotheby’s ha anche venduto il diamante Beau Sancy, da 34,98 carati, tagliato a pera, con una storia che risale a 400 anni per 9,7 milioni. Il diamante è stato tramandato attraverso le famiglie reali di Francia, Inghilterra, Prussia e la Casa di Orange. Un anello di platino con smeraldo da 22,84 carati appartenuto a Brooke Astor è stato venduto per 1,2 milioni di dollari, e un perfetto anello di diamanti rosa della collezione di Evelyn H. Lauder, da 6,54 carati, ha fatto segnare 8,5 milioni.  

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