L’azienda di gioielleria esce dalle secche grazie anche al taglio dei costi e torna al profitto.
Meno fatturato, ma migliore redditività. È la sintesi del bilancio 2025 di Gismondi 1754, azienda di gioielleria genovese quotata al listino Euronext Growth Milan di Borsa Italiana. Lo scorso anno il valore della produzione dell’azienda è risultato in calo a 7,9 milioni (-7%) rispetto a 8,5 milioni dell’anno precedente. Ma, recita una nota dell’azienda, «tale diminuzione è stata più che compensata dal miglioramento delle marginalità sul prodotto quale conseguenza di un differente mix nella composizione del fatturato che ha visto un incremento del canale retail e franchising per i quali i margini sono più alti rispetto al canale wholesale».

Un risultato raggiunto anche grazie a una riduzione dei costi relativi alla pubblicità, alla diminuzione delle provvigioni passive e degli oneri di trasporto. Il risultato è un Ebitda positivo a 1 milione di euro e un utile netto a 436.563 euro, che però scende a 253.461 per il consolidato di gruppo.

