sotheby's

Da Sotheby’s una collezione con gioielli di Andrew Grima




Una nuova asta online di gioielleria è programmata per il 9 febbraio da Sotheby’s. L’asta comprende 276 pezzi, in gran parte realizzati da celebri Maison, come Cartier, Van cleef & Arpels, Boucheron, Tiffany. Ma la vendita presenta anche un’inedita occasione per chi ama il design anni Sessanta e Settanta. In catalogo, infatti, sono presenti anche una decina di gioielli firmati Andrew Grima. È una collezione di un unico proprietario che ora è messa in vendita e che presenta gioielli del designer italo-britannico.

Orecchini in oro e rodonite, 1971

Grima, nato a Roma, ha sviluppato la sua attività a Londra ed è considerato un rivoluzionario della gioielleria. Probabilmente anche perché la formazione è stata lontana da oro e diamanti: Grima ha studiato ingegneria meccanica a Londra e ha fatto parte dei Royal Engineers durante la Seconda guerra mondiale. Una strana coincidenza lo ha portato poi a occuparsi di contabilità nell’azienda di gioielleria del padre della moglie e, da lì, al reparto design. La fantasia e le innovative soluzioni nella realizzazione dei gioielli lo hanno reso famoso e apprezzato dalla royal family, così come da celebrity dell’epoca. È stato considerato il capostipite della gioielleria moderna, non più ancorata allo stile tradizionale. Un percorso che è testimoniato dai gioielli in vendita, pezzi che restano straordinariamente all’avanguardia anche a distanza di mezzo secolo.

Andrew Grima
Andrew Grima
Orecchini in oro con perle e diamanti, 1997
Orecchini in oro con perle e diamanti, 1997
Anello con acquamarina e zaffiri
Anello con acquamarina e zaffiri, 1960
Anello con smeraldo e diamanti, 1968
Anello con smeraldo e diamanti, 1968
Spilla in oro con diamanti e perla, 1986
Spilla in oro con diamanti e perla, 1986
Spilla in oro e diamanti, 1960
Spilla in oro e diamanti, 1960







Kim Kardashian acquista la croce indossata da Diana




Sembra una notizia fatta apposta per scaldare i cuori di chi segue i social: l’Attallah Cross, indossata dalla principessa Diana, è stato venduto per 197.453 dollari a Kim Kardashian. La celebrity americana, attraverso un suo rappresentante, ha superato l’offerta di altri quattro acquirenti durante la vendita Royal and Noble di Sotheby’s. Il prezzo del gioiello rappresenta più del doppio della sua stima pre-asta. La croce, come abbiamo già raccontato qui, era di proprietà dell’ex amministratore delegato del gruppo Asprey & Garrard , Naim Attallah.

Kim Kardashian
Kim Kardashian

La croce Attallah è contraddistinta da dettagli floreali ed stata creata negli anni Venti dai gioiellieri di corte Garrard. La croce è stata acquistata negli anni Ottanta da Naim Attallah e grazie alla sua amicizia con la principessa Diana, è stato in grado di prestargliela più volte nel corso di diversi anni. La principessa Diana ha indossato il gioiello più volte, come testimonia la foto dell’ottobre 1987, in occasione di un gala di beneficenza a sostegno di Birthright, un ente di beneficenza che lavora per la tutela dei diritti umani durante la gravidanza e il parto. Dopo la sua morte il gioiello non è mai stato più vista in pubblico.
La principessa Diana indossa la croce Attallah
La principessa Diana indossa la croce Attallah

Il ciondolo a forma di croce è un pezzo audace e colorato con ametiste a taglio quadrato e accentuato da diamanti a taglio circolare. La croce ha un peso totale del diamante di circa 5,25 carati e misura circa 136 x 95 mm. La principessa Diana aveva una relazione di lunga data con Garrard, avendo scelto da loro il suo anello di fidanzamento nel 1981.

La croce, oltre alle ametiste, ha circa 5,25 carati di diamanti
La croce, oltre alle ametiste, ha circa 5,25 carati di diamanti

L'Attallah Cross
L’Attallah Cross







Tutto sul granato, pietra di gennaio




Il granato è una delle pietre più utilizzate in gioielleria. Ma sapete riconoscerlo? Ecco quello che dovete sapere sul granato, pietra del mese di gennaio, che in realtà riunisce tante tipologie diverse ♦

Si fa presto a dire granato. In realtà questa pietra è classificata in modi diversi e confusa con altre pietre dello stesso colore. Un vizio antico: in passato l’unico criterio per descrivere una pietra era, in modo generico, il colore. Così tutte le gemme rosse erano riconosciute come rubini, dal latino rubeus che significa rosso, appunto. Non stupisce, quindi, che per 700 anni la pietra centrale della corona d’Inghilterra, di 170 carati, sia stata chiamata «il rubino del Principe Nero», pur essendo un magnifico spinello, pietra che non è un granato, ma ci assomiglia. Anche alcune varietà di granato in passato sono state erroneamente categorizzate come rubini. La faccenda però si complica ulteriormente perché non solo ha altre colorazioni come viola, marrone, arancio, giallo e verde, ma spesso è venduta con il nome commerciale e non quello scientifico. Insomma, la natura abbonda pietre preziose colorate eppure non è sempre stato facile catalogarle. Come distinguerle e quali scegliere? Ecco una guida.

Pendente in oro giallo, con granati mandarino, diamanti e smalto
Pendente in oro giallo, con granati mandarino, diamanti e smalto

 Rhodolite

È una varietà di granato. Dal punto di vista geologico, la pietra è composta per il 55% di piropo e per il 37% di almandino. Il granato si differenzia dal rubino non solo per la sua composizione, ma anche per come si comporta sotto la luce: da un rubino naturale emergerà un doppio arcobaleno con varie tonalità di rosso e di blu, mentre la rhodolite risulta ancora più brillante e viva, e mostrerà un solo arcobaleno con il verde e il giallo. Attenzione: la rhodolite può essere sintetizzata in laboratorio, ma è una delle poche pietre a non essere mai trattata artificialmente. Il suo nome deriva dal greco rhodo (rosa) e lithos (pietra) e fu coniato da George Frederick Kunz per la sua somiglianza con il colore del fiore del rododendro di montagna.

Colore: rispetto agli altri granati rossi è leggermente più chiaro e per questo è confuso con il rubino, ma presenta delle sfumature viola e porpora. Non a caso le colorazioni più ricercate sono rosso-porpora e Lampone scoperta nel 1987, dalla tonalità del frutto.

Dove si trova: è stata scoperta in Carolina del Nord, ma i maggiori giacimenti si trovano in Sri Lanka, Tanzania, dove nella regione di Kangala è stata individuata la varietà Lampone e nella valle Umba quella viola pallido, Zimbabwe e Brasile. Dalla regione indiana di Orissa e solo da qui provengono le pietre color uva, simile all’ametista.

Anello con rodolite e zaffiri blu
Anello con rodolite e zaffiri blu

 Granato almandino

La presenza di metalli come manganese e calcio conferisce al granato tantissime colorazioni, ma quando la componente di almandino è predominate, l’aspetto è rosso scuro, talvolta tendente al marrone. Ed è questa la varietà più conosciuta, anche con il nome di granato del Mozambico, dal nome dal paese dell’Africa orientale da cui proviene. Citata nella mitologia greca, elogiata nella tradizione ebraica e musulmana e usata dai vichinghi per gli ornamenti funerari, è piuttosto dura e con un alto indice di rifrazione. A volte prende il nome di Granato orientale.

Dove si trova: Mozambico, India e Brasile.

Naomi Sarna, anello con granato almandino intagliato
Naomi Sarna, anello con granato almandino intagliato

 Spessartite

Il nome deriva da Spessart, località bavarese dove fu scoperta la metà dell’Ottocento. Inizialmente poco usata in gioielleria perché molto rara, dopo il rinvenimento di un altro giacimento in Namibia, la sua diffusione è cresciuta moltissimo, anche perché è la varietà di granato che ha il più alto indice di rifrazione dopo il diamante. Caratteristica che la rende una delle gemme più versatili.

Vhernier, spessartite al centro del collier Orange Velvet
Vhernier, spessartite al centro del collier Orange Velvet

Colore: dal manganese deriva il suo caratteristico colore arancio primario mentre la presenza di ferro dona le sfumature rosse e vira verso l’arancio rosso, arancio dorato, arancio giallino o rosso cupo. Il Granato mandarino è la varietà più pregiata di Spessartina, scoperta a Kunene, in Namibia.

Dove si trova: se la miniera di Spessart è ormai esaurita, la Namibia continua a essere il punto di riferimento insieme alla Nigeria, mentre altri giacimenti sono in Australia, Brasile, Kenya, Madagascar, Mozambico, Pakistan, Sri Lanka, Tanzania e Zambia.

Tsavorite

È il nome commerciale del Granato Grossularia Verde, coniato nel 1974 dal geologo britannico Campbell R. Bridges e da Henry B. Platt, due consulenti di Tiffany, in onore dello Tsavo National Park in Kenya, luogo del ritrovamento.

Colore: deve il suo colore alla presenza del vanadio e in piccola parte del cromo, gli stessi elementi che conferiscono allo smeraldo i suoi colori. Se una maggiore quantità di vanadio ne accentua il verde della Tsavorite, una sfumatura giallognola invece indica la presenza di ferro. Il verde va dal vivido e chiaro al profondo e vellutato e, come tutti i granati, ha un’ottima brillantezza, grazie all’alto indice di rifrazione. Rispetto allo smeraldo però ha meno inclusioni e può essere anche senza difetti a occhio nudo.

Selim Mouzannar, orecchini con tsavoriti, avorio, smalto, diamanti
Selim Mouzannar, orecchini con tsavoriti, avorio, smalto, diamanti

Dove si trova: più raro dello smeraldo ha due principali siti di estrazione, la miniera Scorpion vicina al Tsavo National Park in Kenya e le colline Merelani nella regione di Arusha in Tanziana. E un piccolo giacimento nella provincia di Tuléar in Madagascar.

Granato Demantoide

Varietà del Granato Andradite, scoperta negli Urali nel 1849, ha una brillantezza eccezionale e il suo nome è stato mutuato dal tedesco Demant perché simile al diamante come sfavillio. Passione del gioielliere Carl Fabergé, che appena poteva lo inseriva nelle sue creazione e contribuì alla sua fama leggendaria, era ambito da molti anche dal capo gemmologo di Tiffany, George Frederick Kunz, che si spinse fino in Russia con l’obiettivo di acquistare tutti gli esemplari sul mercato. La rivoluzione sovietica ne bloccò le mire e la commercializzazione, ma molti anni più tardi, nel 1991, grazie alla riprese delle attività mineriarie negli Urali e alla scoperta di altri giacimenti in Namibia, tornò alla ribalta.

Una varietà verde della andradite, minerale che è uno delle più preziose varietà del granato Demantoide
Una varietà verde della andradite, minerale che è uno delle più preziose tipologie del granato Demantoide

Colore: a seconda della quantità di cromo e ferro, varia dal verde intenso al giallastro a giallo verde o verde oliva. In pratica, maggiore è la presenza di ferro più gialla è la pietra. E sebbene verde foresta sia il tono di riferimento, nel caso del Demantoide ciò che davvero conta è il fuoco, ossia la varietà e l’intensità del gioco di colori quando riflette la luce.

Dove si trova: dagli Urali provengono esemplari di color verde intenso con una peculiarità, le inclusioni coda di cavallo, che le rendono speciali, mentre le pietre delle Namibia sono più chiare e senza inclusioni.

Anello con granato mandarino e zaffiri rosa
Anello con granato mandarino e zaffiri rosa
Bracciale in oro bianco, diamanti e granato
Bracciale in oro bianco, diamanti e granato
Pendente Demeter con granato mandarino e diamanti
Pendente Demeter con granato mandarino e diamanti
Anello in oro giallo con granato mandarino e smalto nero
Anello in oro giallo con granato mandarino e smalto nero
Anello con tsavorite al centro, opale di fuoco, ametista, apatite, zaffiro
Anello con tsavorite al centro, opale di fuoco, ametista, apatite, zaffiro
Anello con spessartite abochon di 32 carati, diamanti, zaffiri rosa, topazio imperiale, acquamarina, labradorite, andalusite
Anello con spessartite cabochon di 32 carati, diamanti, zaffiri rosa, topazio imperiale, acquamarina, labradorite, andalusite






 

La croce di Diana in vendita da Sotheby’s




In vendita un gioiello posseduto e indossato dalla principessa Diana. A metterlo all’asta è Sotheby’s. Il gioiello sarà battuto durante l’asta annuale Royal and Noble (6-18 gennaio) della casa d’aste, che presenta una collezione eclettica di oggetti eccezionali e cimeli di provenienza aristocratica. Non solo gioielli, sono in vendita mobili, ceramiche, oggetti decorativi e altro. Ma sarà guidato il gioiello appartenuto alla principessa ad attirare l’attenzione. Si tratta della croce Attallah, di proprietà dell’ex amministratore delegato del gruppo di Asprey & Garrard, il defunto Naim Attallah.

La croce indossata da Diana
La croce indossata da Diana. Courtesy of Sotheby’s

Secondo Ramsay Attallah, figlio di Naim e attuale proprietario della croce, la principessa Diana era amica di famiglia: l’ex moglie di re Carlo andava spesso a trovarlo nello storico negozio Garrard di Regent Street, dove si trovava il suo ufficio, e ha chiesto in prestito il ciondolo in diverse occasioni. La croce, che ha un disegno rinascimentale, è realizzata in oro, argento, ametista e diamanti ed è stata indossata da Diana in diverse occasioni, come testimoniano le fotografie che la ritraggono. Per esempio, a un ballo di beneficenza in favore di Birthright, l’ente per la salute delle donne di cui era diventata patrona nel 1984, in cui la croce era attaccata a una lunga collana di perle.
La croce, che ha un disegno rinascimentale, è realizzata in oro, argento, ametista e diamanti
La croce, che ha un disegno rinascimentale, è realizzata in oro, argento, ametista e diamanti. Courtesy of Sotheby’s

I gioielli posseduti o indossati dalla defunta principessa Diana arrivano molto raramente sul mercato, in particolare un pezzo come la croce di Attallah, che è così colorata, audace e distintiva. In una certa misura, questo insolito ciondolo è il simbolo della crescente sicurezza di sé della Principessa nelle sue scelte sartoriali e di gioielli, in quel particolare momento della sua vita. Siamo fiduciosi che questo gioiello unico degli anni ’20 di Garrard, con una provenienza così eccezionale e indossato solo dalla Principessa in persona, attirerà l’attenzione di un’ampia varietà di offerenti, inclusi collezionisti di gioielli reali e nobili, nonché fan di la principessa desiderosa di condividere parte della sua storia.
Kristian Spofforth, Head of Jewellery, Sotheby’s London

La principessa Diana indossa la croce Attallah
La principessa Diana indossa la croce Attallah. Courtesy of Sotheby’s







Come partecipare a un’asta online




Sapete partecipare a un’asta di gioielli online? Ecco che cosa bisogna sapere per fare acquisti a un’asta online ♦

Ci sono diamanti venduti all’asta a cifre stratosferiche. Ma sono eccezioni: in realtà alle aste di gioielli ci sono anche pezzi relativamente abbordabili, ottimi gioielli, anche di grandi marche nell’ordine di qualche migliaio di euro o dollari. Certo, la maggior parte delle grandi aste si svolge a Londra, Ginevra o New York, per non parlare di Hong Kong. Ma proprio per questo molte case di vendite all’incanto ora propongono anche aste online, come fanno, per esempio Christie’s o Sotheby’s, con pezzi molto interessanti, oppure in Italia Bolaffi oppure Faraone Casa d’Aste per citarne due. Per esempio, si trovano in vendita gioielli Art Deco, pezzi moderni e vintage, ma anche di grandi Maison come David Webb, Bulgari, Chanel, Van Cleef & Arpels… E spesso i prezzi sono interessanti.

L'asta Maharajas & Mughal Magnificence organizzata da Christie’s a New York
L’asta Maharajas & Mughal Magnificence organizzata da Christie’s a New York

Ma come si fa a partecipare a un’asta? Ecco le regole

Prima di tutto, bisogna registrarsi sul sito su cui si svolge l’asta. Otterrete un nome utente e una password. Tutto semplice, basta compilare il form sul sito. Dopo aver provveduto a ottenere un account, bisogna iscriversi all’asta.

Prima di fare un’offerta dal vostro computer o tablet, leggete bene le condizioni di vendita, per non avere sorprese. Ogni offerta che si fa, infatti, ha il valore di un contratto vincolante per l’acquisto alle condizioni di vendita predeterminate.

Attenzione: non è possibile annullare l’offerta una volta che è stata presentata. È possibile, tuttavia, modificare l’offerta massima.

Rossella Novarini, direttrice de Il Ponte Casa d'Aste, durante la battitura del top dell'asta di Gioielli del 26 e 27 maggio 2022, il diamante a goccia di 16,44 carati venduto a 12 milioni di euro. Courtesy Il Ponte Casa d'Aste
Rossella Novarini, direttrice de Il Ponte Casa d’Aste, durante la battitura del top dell’asta di Gioielli del 26 e 27 maggio 2022,
il diamante a goccia di 16,44 carati venduto a 12 milioni di euro. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste

Sul sito dell’asta si trovano le immagini, le descrizioni e il valore stimato dei pezzi in vendita. C’è un minimo e un massimo, che però può essere superato se molti potenziali acquirenti rilanciano la propria offerta. Si può presentare una offerta iniziale oppure un’offerta massima. Se sono state presentate due offerte massime equivalenti, prevarrà la prima in ordine di tempo.

È possibile decidere in quale valuta partecipare: basta cliccare su una piccola tendina in corrispondenza del simbolo o della sigla della moneta e scegliere, di solito euro o dollari, ma se si svolge a Ginevra o Cina, anche franchi svizzeri o dollaro di Hong Kong.

Le offerte possono essere presentate in qualsiasi momento nel corso dell’asta online: non occorre quindi, seguire i tempi di un banditore .

Quando l’asta si è chiusa vi arriva una email che notifica se la vostra offerta è stata  vincente.

Prezzo: in un’asta, anche quelle online, bisogna tenere conto di tanti fattori oltre al prezzo di aggiudicazione. Per esempio, dovete sommare anche il premio al compratore (è un costo aggiuntivo percentuale sul prezzo di aggiudicazione). Inoltre, vanno aggiunte le imposte (Iva o equivalente, tassa di importazione, dazi doganali ed eventuali tasse di sdoganamento locali applicabili per il proprio Paese), le spese di spedizione, la copertura assicurativa per eventuali danni o perdita (1% del prezzo di acquisto). Il premio del compratore è di solito il 25% del prezzo di aggiudicazione di ciascun lotto fino a 100.000 dollari. Il pagamento deve essere effettuato online con carta di credito e sarà nella valuta del luogo di vendita.
Adesso siete pronti, buona asta.

Collier con ametiste e turchesi messo all'asta
Collier con ametiste e turchesi messo all’asta
L'asta di Sotheby's a Hong Kong
Asta di Sotheby’s a Hong Kong

Gioielli all'asta da Sotheby's
Gioielli all’asta da Sotheby’s







Sotheby’s vende a Moussaief uno zaffiro record




Nella Sotheby’s Luxury Week, serie di vendite all’asta iniziata nel novembre 2020, tra Ginevra, Hong-Kong e New York era compresa la vendita di Magnificent Jewels. Risultato: 98,4% di tutti i lotti venduti al di sopra delle stime minime, e oltre il 56% al di sopra delle stime massime. Il numero complessivo di offerenti è aumentato di oltre l’80% rispetto alla stessa vendita dell’anno scorso e di oltre il 126% rispetto alla stessa vendita dell’anno scorso, ma anche le offerte telefoniche e in camera sono state più forti rispetto allo scorso anno. Inoltre, il numero di nuovi partecipanti è più che raddoppiato rispetto allo scorso anno per la vendita equivalente. Altro dato interessante: forte aumento dei partecipanti di età inferiore ai 40 anni, più del doppio del numero di coloro che hanno preso parte alla vendita equivalente nel 2021.

Zaffiro rosa con taglio cuscino di 20,58 carati
Zaffiro rosa con taglio cuscino di 20,58 carati

Premesso questo, l’asta di gioielli a Ginevra segna anche il prezzo record per carato per uno zaffiro rosa (90.622 per carato) di origine birmana taglio a cuscino e del peso di 20,58 carati. È stato venduto ad Alisa Moussaieff, mente e forza trainante della omonima Maison di gioielleria, per 1,8 milioni di dollari, triplicando la stima massima. Prezzo record per carato anche per uno zaffiro blu di origine birmana (137.525 dollari per carato) incastonato su un anello con diamanti del peso di 20,16 carati, tra spalle di diamanti firmato Cartier venduto per 2,8 milioni ad Assil, società di commercio gemme di New York.
Zaffiro di 20,16 carati e diamanti su anello firmato Cartier
Zaffiro di 20,16 carati e diamanti su anello firmato Cartier

Un altro gioiello molto apprezzato, record per i pezzi di Jean Schlumberger, è stato uno zaffiro rosa di origine Ceylon su spilla con diamanti della collezione di Fiona Thyssen Bornemisza. La gemma a cuscino a cuscino del peso di 92,01 carati ha una cornice di rami intrecciati circondata da piccoli zaffiri blu a forma pera e diamanti. Realizzato da Schlumberger negli anni Cinquanta, la spilla è stata venduta per 1,7 milioni di dollari.
Spilla di Jean Schlumberger con uno zaffiro rosa di  92 carati, diamanti e zaffiri blu
Spilla di Jean Schlumberger con uno zaffiro rosa di 92 carati, diamanti e zaffiri blu

Complessivamente, la quinta serie di aste della settimana del lusso di Ginevra di Sotheby’s ha raggiunto i 69,3 milioni di dollari, compresa la vendita all’asta di orologi per 14,2 milioni di dollari. Una curiosità: le vendite comprendevano anche il telaio della Ferrari F2003-GA di Michael Schumacher, una delle auto sportive più importanti di tutti i tempi, venduta a 14,8 milioni di dollari, il che la rende l’auto di Formula 1 dell’era moderna più preziosa mai venduta.

Anello con diamante vivid yellow di 37,50 carati, The Mouwad Empress
Anello con diamante vivid yellow di 37,50 carati, The Mouwad Empress
Anello con zaffiro di 12,73 carati e diamanti
Anello con zaffiro di 12,73 carati e diamanti
Coppia di diamanti ovali di 20.03 e 20.19 carati venduti per 4,2 milioni di dollari
Coppia di diamanti ovali di 20.03 e 20.19 carati venduti per 4,2 milioni di dollari

Anello di Cartier con diamante di 33,13 carati D Colour, VVS1 Clarity, potential Type IIA, venduto per 2,8 milioni di dollari
Anello di Cartier con diamante di 33,13 carati D Colour, VVS1 Clarity, potential Type IIA, venduto per 2,8 milioni di dollari







Record di Sotheby’s per l’asta a Milano




Ha raggiunto i 5,5 milioni di euro, il totale più alto di sempre per una vendita online di gioielli a Milano (stima 2,2-3,4 milioni di euro), l’asta online organizzata da Sotheby’s. Un risultato molto positivo, raggiunto anche grazie alla qualità dei lotti presenti nel catalogo. Il risultato è stato il 91% delle offerte che ha trovato acquirenti, con quasi tre quarti dei lotti che hanno raggiunto prezzi superiori alle loro stime.

Anello con diamanti e zaffiro birmano non trattato
Anello con diamanti e zaffiro birmano non trattato

In particolare, il top lot è risultato un anello con zaffiro e diamanti battuto a 352.800 euro contro una stima di 50-80.000. Un collier di diamanti rivière del 1938 ha spuntato 302,400, circa quattro volte la stima. Un anello con smeraldo e diamanti ha raggiunto i 252,000 euro, a metà della forchetta di offerta, una spilla con rubini e diamanti della storica Maison Illario di Valenza è arrivata a oltre 163 mila euro, così come un bracciale di Jacques Timey impreziosito da rari rubini e diamanti della Birmania.

Collier con diamanti rivière
Collier con diamanti rivière
Spilla con rubini e diamanti Illario
Spilla con rubini e diamanti Illario

Anello con smeraldo colombiano e diamanti
Anello con smeraldo colombiano e diamanti

Bracciale di Jacques Timey con diamanti e rubini birmani
Bracciale di Jacques Timey con diamanti e rubini birmani







Un canarino dorato da 303 carati




Sotheby’s ha messo il turbo. La grande casa d’aste continua a presentare pietre eccezionali. Questa volta la novità arriva da Dubai, dove Sotheby’s ha mostrato uno dei più grandi diamanti, chiamato The Golden Canary, il canarino d’oro. Si tratta di un “mostro” da 303,10 carati, ed è il più grande diamante impeccabile o internamente impeccabile mai classificato dal Gia. Insomma, una pietra eccezionale anche se il prezzo rimarrà probabilmente inferiore a quelli di diamanti rosa o blu. Le stime per The Golden Canary indicano circa 15 milioni di dollari. La pietra sarà messa all’asta da Sotheby’s New York a dicembre. Curiosamente, sarà offerto senza riserva con rilanci a partire da un solo dollaro.

The Golden Canary, diamante di 303.10 carati Fancy Deep Brownish Yellow, Courtesy: Sotheby's
The Golden Canary, diamante di 303.10 carati Fancy Deep Brownish Yellow, Courtesy: Sotheby’s

Abbiamo avuto un anno eccezionale in cui abbiamo presentato straordinari diamanti colorati alle nostre aste di gioielli globali, poiché la domanda e l’appetito per queste rarità continuano a crescere. Solo due settimane dopo la vendita da record della Williamson Pink Star per 57,7 milioni di dollari, siamo onorati di offrire il più grande diamante lucidato esistente ad apparire all’asta. Immerso nella storia, The Golden Canary è uno dei diamanti più squisiti mai scoperti, non solo per le sue dimensioni e l’intensità del colore, ma per la sua straordinaria bellezza che sicuramente affascinerà i collezionisti di tutto il mondo. Sotheby’s ha il privilegio di aiutare a scrivere il prossimo capitolo di questa gemma incomparabile e rinata.
Quig Bruning, Head of Jewelry per Sotheby’s America’s

Quig Bruning, Head of Jewelry per Sotheby's America's
Quig Bruning, Head of Jewelry per Sotheby’s America’s

The Golden Canary resta comunque una pietra eccezionale: è stata classificata come Fancy Deep Brownish-Yellow Diamond. La gemma ha anche una storia da raccontare. È stato tagliato da un gigantesco diamante grezzo di 407 carati con una forma a scudo. The Golden Canary di conseguenza è stato tagliato a forma di pera. Il diamante sarà presentato in un tour mondiale. Dopo Dubail, sarò a Taipei, Ginevra e Hong Kong.

Il diamante è staro ricavato da una pietra grezza di 407 carati
Il diamante è staro ricavato da una pietra grezza di 407 carati. Courtesy: Sotheby’s

The Golden Canary. Courtesy: Sotheby's
The Golden Canary. Courtesy: Sotheby’s







Gioielli online da Sotheby’s Milano





Gioielli online d’autore da Sotheby’s, in contemporanea con la Milano Jewellery Week. L’asta di Sotheby’s, per il piacere dei collezionisti, è centrata su gioielli di alta gamma. Per esempio, il catalogo comprende un anello di smeraldi colombiani e diamanti (stima 200.000-300.000 euro). Sempre in smeraldi e diamanti è una collana Piccini con pendente (stima 30.000-50.000 euro).

Anello con smeraldo colombiano e diamanti
Anello con smeraldo colombiano e diamanti

Tra i lotti in vendita spicca anche un bracciale di Jacques Timey impreziosito da rari rubini e diamanti della Birmania (stima: 50.000-80.000 euro). Da segnalare anche due anelli con diamanti e zaffiri non trattati di provenienza Burma e Ceylon in una tonalità di blu rarissima, un anello con diamante e zaffiro birmano (60.000-100.000 euro) e un anello con diamante e zaffiro Celyon (30.000-50.000 euro). L’asta chiude mercoledì 19 ottobre. Esposizione da Soheby’s, a Milano, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00.

Anello con diamanti e zaffiro birmano non trattato
Anello con diamanti e zaffiro birmano non trattato
Anello con zaffiro di Ceylon e diamanti
Anello con zaffiro di Ceylon e diamanti
Bracciale di Jacques Timey con diamanti e rubini birmani
Bracciale di Jacques Timey con diamanti e rubini birmani

Collana con diamanti e smeraldo Piccini
Collana con diamanti e smeraldo Piccini







La sfida dei diamanti blu





Sfide a colori per gli appassionati di diamanti (e gli investitori). Dopo i diamanti rosa da record, si preannuncia una nuova asta centrata però su una diversa sfumatura, il blu. Questa volta è Sotheby’s a presentare un gruppo di otto diamanti fancy blue, che sono stati valutati complessivamente oltre 70 milioni di dollari. I diamanti saranno i protagonisti di diverse aste di Magnificent Jewels, quest’inverno e la prossima primavera. Il nome conferito a queste gemme, The De Beers Exceptional Blue Collection, ne indica la provenienza: l’azienda specializzata nelle pietre “amiche delle donne”.

Benoit Repellin, responsabile dell'asta Magnificent Jewels di Sotheby's a Ginevra
Benoit Repellin, responsabile dell’asta Magnificent Jewels di Sotheby’s a Ginevra

Gli otto diamanti hanno diverse forme e pesi: ne fanno parte un diamante taglio brillante ovale da 1,22 carati, uno taglio a gradino da 11,29 carati, per un peso totale di 32,09 carati tra loro. Tre diamanti saranno offerti quest’anno: un fancy blue da 5,53 carati all’asta in programma a Ginevra il 9 novembre, un diamante da 3,24 carati e uno da 2,08 carati a New York il 7 dicembre. De Beers e Diacore hanno pagato un totale di 40,36 milioni di dollari per cinque diamanti blu grezzi della miniera di Cullinan del peso di 85,62 carati a novembre 2020. In quasi due anni, Diacore ha tagliato e lucidato le cinque pietre grezze per creare gli otto diamanti blu della collezione che Sotheby’s presenta ora.
La valutazione dei diamanti di questo tipo è abbastanza difficile. Basti pensare che quello da 11,29 ha una stima compresa tra 28 e 50 milioni di dollari.

La miniera di diamanti Cullinan
La miniera di diamanti Cullinan

The De Beers Exceptional Blue Collection
The De Beers Exceptional Blue Collection







La sfida dei diamanti rosa: Williamson Pink Star venduto per 57 milioni




Un diamante rosa batte tutti i record. Il campione è il Williamson Pink Star, diamante rosa vivid fancy da 11,15 carati. La pietra è stata venduta a Hong Kong da Sotheby’s per oltre 57 milioni, superando le stime di prevendita, che si erano prudentemente fermate a 21 milioni di dollari. Ad acquistare il prezioso diamante non è stato, però, un magnate cinese, ma un miliardario dalla Florida. Come è tradizione, il nuovo proprietario ha cambiato nome alla gemma, che ora si chiama The Rosenberg Williamson Pink Star.

Il diamante rosa Williamson Pink Star
Il diamante rosa Williamson Pink Star

Il diamante è stato estratto dalla miniera di Williamson, in Tanzania, e poi tagliato da Diacore. È stato anche il secondo diamante vivid pink più grande mai apparso all’asta, dopo, il CTF Pink Star, che pesa 59,6 carati ed è stato acquistato nel 2017 dal gruppo di Hong Kong Chow Tai Fook per 71,2 milioni: è la gemma più costosa mai venduto all’asta. Subito dopo, però, c’è il Williamson Pink Star, con un prezzo per carato di circa 5,2 milioni, il doppio del precedente record di 2,7 milioni per carato del Winston Pink da 18,96 carati venduto da Christie’s nel 2018.

Il diamante grezzo di 32 carati da cui è stato ricavato The Williamson Pink Star
Il diamante grezzo di 32 carati da cui è stato ricavato The Williamson Pink Star

Quanto durerà il nuovo record? Il prossimo 8 novembre, a Ginevra, Christie’s venderà un altro diamante fancy  a forma di pera da 18,18 carati, che si chiama The Fortune Pink: le stime pre-vendita indicano un valore tra 25 milioni e 35 milioni di dollari. La gara è in corso.

Il diamante The Fortune Pink, 18,18 carati
Il diamante The Fortune Pink, 18,18 carati







Il rarissimo diamante verde di Jennifer Lopez

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I diamanti verdi sono rarissimi e molto costosi. Perché hanno un segreto ♦︎

I diamanti colorati infiammano da molti anni le aste di Sotheby’s e Christie’s. Mentre un tempo i diamanti incolori, comunemente chiamati bianchi, erano le gemme più costose, ora sono i colori quelli che vengono pagati di più. I colori più apprezzati sono il giallo, il rosa e il blu. Più rari sono i diamanti rossi. Ma esistono anche diamanti di un altro colore, ancora più raro: sono quelli verdi. Rarissimi. Una delle poche donne ad avere un diamante verde nel cassetto (ma forse in cassaforte) è Jennifer Lopez, che lo ha ricevuto in regalo, montato su un anello.

L'anello con diamante verde di Jennifer Lopez
L’anello con diamante verde di Jennifer Lopez
L'anello con diamante verde ricevuto da Jennifer Lopez
L’anello con diamante verde ricevuto da Jennifer Lopez

Perché sono verdi. Il colore verde è estremamente raro nei diamanti anche perché si ritiene anche sia dovuto alla esposizione della pietra a materiali radioattivi. Ma niente paura: si possono indossare senza problemi. I diamanti verdi contenevano, millenni fa, piccole quantità di materiale come l’uranio o il torio. Ma con il tempo la radioattività è decaduta, cioè è cessata. In ogni caso queste radiazioni sono penetrate nel vicino cristallo di diamante e ne hanno modificato il colore.

Anello con un raro diamante verde e diamanti bianchi
Anello in platino con un raro diamante verde e diamanti bianchi

Verde artificiale. Visto che i diamanti verdi sono il frutto delle radiazioni, perché non ripetere in laboratorio il processo? È, infatti, quello che fanno alcuni laboratori per produrre un colore verde nei diamanti. Le pietre sono lucidate e poi colpite con un fascio di elettroni a bassa energia. Con questo stesso sistema si producono diamanti gialli. Un altro metodo consiste nell’applicare un sottile strato di silice sulla superficie dei diamanti. Ma, attenzione: il rivestimento è molto sottile e può essere perso con la normale usura.

Aurora Green, venduto da Christie's per 16,8 milioni di dollari, record d'asta mondiale
Aurora Green, venduto da Christie’s per 16,8 milioni di dollari, record d’asta mondiale

Il più grande. Il diamante chiamato Verde di Dresda è quello più grande del mondo (40,72 carati) con questa tonalità. È conservato all’interno del castello di Dresda. L’anello che vedete in queste immagini, invece, è stato venduto per 1,8 milioni di dollari nella primavera del 2014. La sua valutazione è anche dovuta al fatto che il gioiello è firmato dal mitico designer Jar. Il diamante colorato calcareo montato sull’anello pesa 2.49 carati ed è incastonato su platino, circondato da diamanti incolori. Interessante anche ricordare la storia di questa pietra: una volta apparteneva a contessa Eliza Branicka Krasińska ed era montato sul suo anello di fidanzamento con il poeta romantico conte Zygmunt Krasinski, in Polonia. I due si sposarono nel 1843 e rimasero insieme fino alla morte del conte nel 1859.

Il Verde di Dresda, custodito nel castello della città
Il Verde di Dresda, custodito nel castello della città
Un raro diamante verde contornato da bianchi e fancy pink
Un raro diamante verde contornato da bianchi e fancy pink
Diamante verde montato su anello firmato Jar. Venduto per 1,8 milioni di dollari nel 2014
Diamante verde montato su anello firmato Jar. Venduto per 1,8 milioni di dollari nel 2014
Adaline, anello con diamante verde
Adaline, anello con diamante verde
 Eliza Branicka Krasińska
Eliza Branicka Krasińska
La scala delle tonalità dei diamanti verdi
La scala delle tonalità dei diamanti verdi






Alta gioielleria di 25 designer neri da Sotheby’s




Gioiellieri e designer con la pelle più scura di altri. A loro Sotheby’s propone un nuovo appuntamento: Brilliant & Black: The Age of Enlightenment. La vendita organizzata a Londra (22 settembre 2 ottobre) segue quella organizzata a New York lo scorso anno. La curatrice della mostra è la stessa, Melanie Grant: ha selezionato gioielli di designer neri dagli anni Cinquanta a oggi. In tutto 70 pezzi di 25 diversi creatori. Erano già presenti a New York Melanie Eddy, Lola Fenhirst, Harwell Godfrey, Sheryl Jones, Vania Leles, Angie Marei, Satta Matturi, Johnny Nelson, Jariet Oloye-Oduto, Jacqueline Rabun, Catherine Sarr, Maggi Simpkins, Karen Smith, Diecimila cose, Lorraine West, Thelma West e Castro, che è deceduto improvvisamente nel luglio scorso.

Vanleles, anello con rubellite taglio pera, con rubini e diamanti
Vanleles, anello con rubellite taglio pera, con rubini e diamanti

A loro si aggiungono Disa Allsopp, Latoya Boyd, Shola Branson, Ndidi Eubia, Gina Love, Pascale Marthine Tayou, Roxanne Rajcommar-Hadden e Sewit Sium.  La mostra coincide con il Black History Month nel Regno Unito. Tutti hanno realizzato almeno un gioiello nuovo in occasione della mostra. I gioielli sono di alta gamma. E anche se designer come Satta Matturi utilizzano motivi e icone di origine africana, la maggior parte dei gioielli proposti sono del tutto indistinguibili da quelli di altri designer non neri. Sono semplicemente belli.

Angie Marei, anello con perla di Tahiti e tsavoriti
Angie Marei, anello con perla di Tahiti e tsavoriti
Maggi Simpkins, anello Peacock con diamante taglio  smeraldo, circondato da zaffiri, smeraldi e diamanti verdazzurri
Maggi Simpkins, anello Peacock con diamante taglio smeraldo, circondato da zaffiri, smeraldi e diamanti verdazzurri
Mateo, orecchini con perle e diamanti
Mateo, orecchini in oro con perle coltivate e diamanti
Matturi, orecchini con sei diamanti taglio triangolare e 150 taglio brillante, onice
Matturi, orecchini con sei diamanti taglio triangolare e 150 taglio brillante, onice
Sheryl Jones, collana con 34 peridoti taglio Asscher, zaffiri rosa, rubini, tormaline, kunzite e diamanti
Sheryl Jones, collana con 34 peridoti taglio Asscher, zaffiri rosa, rubini, tormaline, kunzite e diamanti

Shola Branson, anello con zaffiri
Shola Branson, anello con zaffiri







In vendita da Sotheby’s un diamante rosa record




Un diamante rosa di 11 carati è una gemma molto rara. Per questo l’asta di Sotheby’s che si terrà a Hong Kong il 5 ottobre è un evento speciale anche sotto il profilo del prezzo: il diamante, che è stato chiamato Williamson Pink Star, è valutato per oltre 20 milioni di dollari. Sarà venduto alla’asta a lotto singolo. Williamson Pink Star è il risultato, dopo il taglio, di un diamante che in origine era una pietra grezza di 32 carati rinvenuta nella miniera di Williamson a Mwadui, in Tanzania. È una miniera che ha già fornito diamanti con questa rara colorazione.

Williamson Pink Star, diamante rosa di 11 carati
Williamson Pink Star, diamante rosa di 11 carati

Diacore ha acquistato il diamante per 13,8 milioni di dollari, circa 427.000 per carato, dall’azienda minerario Petra Diamonds nel dicembre 2021. Il diamante è stato successivamente tagliato a forma di cuscino e montato su un anello in oro 18 carati, affiancato da diamanti taglio trapezio e rosa taglio brillante. . La gemma è di qualità impeccabile e, secondo Sotheby’s, è il secondo diamante rosa vivido fantasia più grande mai apparso in un’asta, dopo il CTF Pink Star da 59,60 carati, acquistato dalla cinese Chow Tai Fook per 71,2 milioni di dollari nell’aprile 2017.

Williamson Pink Star è montato su un anello diamanti taglio trapezio e rosa taglio brillante
Williamson Pink Star è montato su un anello diamanti taglio trapezio e rosa taglio brillante
Il diamante rosa Williamson Pink Star
Il diamante rosa Williamson Pink Star

Il diamante grezzo di 32 carati da cui è stato ricavato The Williamson Pink Star
Il diamante grezzo di 32 carati da cui è stato ricavato The Williamson Pink Star







Quanto valgono i diamanti colorati?




I diamanti fancy, cioè quelli colorati, sono sempre più richiesti. Ma quanto valgono, davvero, i diamanti colorati? ♦

Una volta l’aspetto più importante era la purezza. I diamanti dovevano essere assolutamente trasparenti e incolori, oltre che privi di impurità. Non a caso il valore dei diamanti era, ed è ancora, determinato dalle «quattro C» (Color, Clarity, Cut, e Carat). Se non sapete di che cosa stiamo parlando leggete qui. Insomma, peso e taglio, ma soprattutto assenza di inclusioni o colorazioni. In pochi anni è tutto cambiato. Ora gran parte dei diamanti top venduti alle aste sono colorati, o fancy, cioè fantasia come sono chiamati dagli esperti. Molti anni fa molti di questi diamanti sarebbero stati definiti impuri, perché gli unici diamanti considerati davvero preziosi erano quelli incolori.

Il diamante Spirit of the Rose
Il diamante Spirit of the Rose

Oggi, invece, i diamanti colorati sono portati alle stelle, anche se non tutti hanno lo stesso valore. Tempo fa un diamante arancione da 14,82 carati è stato battuto all’asta per oltre 26 milioni e Sotheby’s ha venduto il Pink Star, un diamante rosa da 59,60 carati, per 83 milioni dollari. Oltre all’exploit delle aste, anche nella gioielleria sono apparsi una valanga di diamanti brown, neri, grigi e così via. Ma questi ultimi hanno un valore nettamente inferiore a quelli blu, rosa, gialli o rossi (i più rari di tutti). Per estrema sintesi: non tutti i diamanti colorati hanno lo stesso valore. Quelli gialli, rosa, blu e rossi valgono di più di quelli marroni, neri o grigi.

Diamante tulipano fancy yellow
Vak, diamante tulipano fancy yellow

Il colore dei diamanti è determinato da minerali, per esempio il ferro, che si ossidano e danno una tonalità insolita al diamante. Insomma, sono meno puri di quelli incolori. Ma sono più rari. Senza altre sostanze di mezzo, il diamante è perfettamente trasparente. Determinare il valore di un diamante colorato è molto complesso. Come ha spiegato tempo fa al quotidiano francese Les Echos Dominique Dufermont, trader e insegnante alla scuola di Van Cleef & Arpels, per valutare un diamante colorato si devono tener conto diversi criteri, tra cui ovviamente il peso e l’intensità del suo colore, oltre al taglio, che deve essere perfetto. «Un diamante rosa può essere valutato anche 50 volte di più di uno bianco». L’esperto fa l’esempio di un diamante giallo vivo passato nel giro di due anni da una valutazione di 30.000 euro a 70.000. Anche il diamante brown, che fino a pochi anni fa valeva poco, oggi è spesso nobilitato come color cognac e può raggiungere i 2.000 euro per carato se di buona qualità.

Anello in bronzo, oro bianco e diamante brown
Anello in bronzo, oro bianco e diamante brown by Hemmerle

Al contrario dei diamanti incolori, che devono essere più trasparenti possibile, quelli fancy acquistano più valore se il loro colore è intenso. Insomma, la sfumatura di un diamante bianco, che per esempio tende al grigio o al giallo pallido, ne diminuisce il prezzo. Un diamante fancy, invece, più è colorato e più ha un prezzo alto. Anche se non mancano le eccezioni: come nei diamanti incolori, il diamante fancy è valutato anche per la purezza e la trasparenza.

Diamante blu da 12,11 carati, taglio marquise, montato su anello
Diamante blu da 12,11 carati, taglio marquise, montato su anello

In effetti, però, i diamanti puri e con colori decisi sono rari: arrivano, infatti, in gran parte dalla miniera di Argyle, in Australia. Qui è stato trovato perfino un diamante rosso, considerato un miracolo: è di 1,56 carati ed è stato venduto a oltre 2 milioni di dollari, cifra che equivale a 6 milioni per 1 grammo (1 carato equivale a 0,2 grammi). I grandi diamanti colorati sono utilizzati dai gioiellieri al top: blu, come un anello di Harry Winston, giallo come quelli montati da Dior, oppure rosa utilizzati da Bulgari e De Beers. Anche Tiffany ha puntato sui diamanti colorati. Il boom dei fancy è dovuto anche alla domanda in aumento dei Paesi emergenti, dall’India alla Cina. Per ora il fascino di queste pietre non accenna a diminuire. E durerà ancora a lungo.

Diverse sfumature di diamanti
Diverse sfumature di diamanti
Diamanti naturali nelle sfumature champagne e cognac
Anello con un diamante fancy vivid purple da 5 carati, taglio radiant, composto da 70 faccette
Anello con un diamante fancy vivid purple da 5 carati, taglio radiant, composto da 70 faccette

Anello con un raro diamante verde e diamanti bianchi
Anello in platino con un raro diamante verde e diamanti bianchi







Juno Diamond diventa Claire G per 13 milioni di dollari

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È stato venduto a New York da Sotheby’s, per 13 milioni di dollari, Juno Diamond, pietra a forma di pera di colore D da 101,41 carati internamente impeccabile. Il risultato colloca la pietra tra i prezzi più alti mai raggiunti per un diamante di colore D, Flawless o Internally Flawless di oltre 100 carati all’asta. Il diamante è stato acquistato telefonicamente da un collezionista privato in Asia. Come spesso accade, l’acquirente ha cambiato nome alla gemma, che ora si chiama Claire G Diamond, come dedica alla moglie, suscitando probabilmente non poca invidia.

Il Claire G Diamond è stato il lotto protagonista della vendita di Magnificent Jewels, che ha raggiunto un totale di 52 milioni di dollari. Insieme alla vendita di Fine Jewels di questa settimana, le aste di gioielli mondiali di Sotheby’s hanno superato i 230 milioni di dollari, con un aumento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2021.

Il Juno Diamond
Il Juno Diamond, ora ribattezzato Claire G Diamond. Courtesy Sotheby’s

Siamo entusiasti di vedere questo diamante eccezionale raggiungere un risultato così forte, la conferma che c’è una domanda continua da parte dei collezionisti ai massimi livelli del mercato. Questo diamante ha affascinato i clienti di tutto il mondo durante i nostri lunghi viaggi questa primavera, ma è stato un privilegio particolare offrirlo presso la nostra sede centrale globale, dove ora si colloca tra i primi cinque gioielli venduti nella sala vendite di Sotheby’s a New York. Compreso il risultato di oggi, solo cinque diamanti perfetti a forma di pera del peso di oltre 100 carati sono stati venduti all’asta, di cui quattro Sotheby’s.
Quig Bruning, Head of Jewels, Sotheby’s Americas

Il diamante forma di pera di colore D da 101,41 carati internamente impeccabile.
Il diamante forma di pera di colore D da 101,41 carati internamente impeccabile. Courtesy Sotheby’s

Il Claire G Diamond ha ottenuto gradazioni superlative sia nel colore (D Color – il grado più alto per un diamante bianco) che nella purezza (Internally Flawless). Come con i famosi diamanti Cullinan I e Koh-i-noor, che fanno parte dei gioielli della corona britannica, la pietra fa parte del raro sottogruppo che comprende meno del 2% di tutti i diamanti gemma, noto come tipo IIa. I diamanti di questa categoria sono i più puri chimicamente, conferendo loro un’eccezionale trasparenza ottica.

Un Fancy Grey-Violet da 3,46 carati e Fancy Intense Pink da 4,08 carati
Un Fancy Grey-Violet da 3,46 carati e Fancy Intense Pink da 4,08 carati. Courtesy Sotheby’s

Quando curiamo le nostre vendite di Magnificent Jewels, siamo continuamente alla ricerca non solo di design straordinari e senza tempo, ma anche di gioielli e pietre preziose del momento che segnalano aree di crescita del mercato. In particolare, è stato emozionante assistere all’aumento dell’interesse dei nostri clienti per le pietre oltre il canone standard di diamanti, zaffiri, rubini e smeraldi, e vedere l’evoluzione nel loro apprezzamento per le pietre campione, come la tormalina Paraiba e la collana con ciondolo di diamanti venduta per l’incredibile cifra di 1,2 milioni di dollari. Abbiamo anche ottenuto risultati eccezionali per i gioielli firmati dalle iconiche maison, tra cui una spilla Mystery-Set Ruby Holly Leaf di Van Cleef & Arpels, che è stata venduta per quasi 1 milione.
Catharine Becket, responsabile della vendita di Sotheby’s Magnificent Jewels a New York

Anello con rubino birmano da 8,80 carati e diamanti
Anello con rubino birmano da 8,80 carati e diamanti. Courtesy Sotheby’s

La vendita comprendeva diamanti colorati e splendidi zaffiri di proprietà di George C. Thomas Jr., che hanno raggiunto un totale di 7 milioni. Il gruppo era guidato da due squisiti diamanti colorati taglio antico: un Fancy Intense Pink da 4,08 carati, venduto per 3,8 milioni (stima 1,2-1,8 milioni), e un Fancy Grey-Violet da 3,46 carati, che ha raggiunto 2 milioni (stima 500-700.000).

Un magnifico anello con diamanti di tipo IIA taglio smeraldo, colore D, del peso di 26,06 carati di Kwiat, ha fruttato 2,3 milioni (stima $ 2/3 milioni). Tre offerenti hanno spinto un importante anello di diamanti e rubino birmano da 8,80 carati a 1,6 milioni (stima 1,3-2 milioni).  Una collana con ciondolo in tormalina Paraiba brasiliana eccezionalmente rara e diamante, del peso di 10,31 carati, è salita a 1,2 milioni (stima 500-700.000). I collezionisti hanno gareggiato per una collana Boreal con diamanti di Van Cleef & Arpels, venduta per 1,2 milioni (stima 1-1,5 milioni) e una collana con zaffiro e diamanti di Harry Winston, che ha realizzato 1 milione (stima 800.000-1,2 milioni).

Collana con ciondolo in tormalina Paraiba brasiliana eccezionalmente rara
Collana con ciondolo in tormalina Paraiba brasiliana eccezionalmente rara Courtesy Sotheby’s

Collana Boreal con diamanti di Van Cleef & Arpels. Courtesy SOtheby's
Collana Boreal con diamanti di Van Cleef & Arpels. Courtesy Sotheby’s







Il diamante Juno guida la vendita di Sotheby’s

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L’asta di Magnificent Jewels organizzata da Sotheby’s a New York per il 16 giugno comprende una vasta gamma di gioielli. Ma anche, dome sempre, di gemme. Tra tutte, spicca il Juno Diamond, una gemma di colore D da 101,41 carati, internamente impeccabile. Dato che l’asta di Sotheby’s si svolge in giugno, il diamante ispirato alla dea romana della luce, della giovinezza, della maternità e della fertilità, Giunone, sembra arrivare al momento giusto. È anche uno dei soli 11 diamanti perfetti ad apparire all’asta dal 1990. È stimato a partire da 7,5 milioni di dollari.

Il Juno Diamond
Il Juno Diamond

In asta anche un paio di orecchini con rari zaffiri del Kashmir, assieme a una collana di smeraldi ispirata all’epoca Moghul di Cartier e due diamanti dal taglio antico: uno Fancy Intense Pink, l’altro un notevole fantasia grigio-viola. Le collane, in ogni caso, sono un altro dei punti salienti della vendita, che comprende una collana di diamanti di Van Cleef & Arpels, un’altra di Harry Winston e un grande collier con diamanti fancy di Lorraine Schwartz.

Orecchini pendenti con diamanti e zaffiri del Kashmir
Orecchini pendenti con diamanti e zaffiri del Kashmir

In asta anche bracciali stellari, come Chimera di Cartier, composto da corallo intagliato, e un braccialetto di ametista e turchese di Van Cleef & Arpels. Altre ai classici anelli con diamanti di varie dimensioni, da segnalare anche spille di altra gamma, come quelle di Verdura o di Jar.

Bracciale di Cartier in corallo, diamanti e smeraldi
Bracciale di Cartier in corallo, diamanti e smeraldi
Collana di Cartier con diamanti e smeraldi
Collana di Cartier con diamanti e smeraldi
Collana con diamanti fancy di Lorraine Schwartz
Collana con diamanti fancy di Lorraine Schwartz
Spille con diamanti di Verdura
Spille con diamanti di Verdura
Spilla con zaffiri, diamanti e ametiste di Jar
Spilla con zaffiri, diamanti e ametiste di Jar
Bracciale di Van Cleef & Arpels con diamanti, ametista e turchese
Bracciale di Van Cleef & Arpels con diamanti, ametista e turchese

Collana di Van Cleef & Arpels con diamanti
Collana di Van Cleef & Arpels con diamanti







La tiara di Lady Diana (e altre 50) esposte a Londra da Sotheby’s




Sotheby’s ha organizzato a Londra la più grande mostra di diademi (28 maggio – 15 giugno)  mai allestita negli ultimi 20 anni. L’evento coincide anche con la Jubilee Season, i festeggiamenti per i 70 anni di regno della regina Elisabetta. E tra le tiare in mostra ce n’è una più speciale di altre: la storica Spencer Tiara, indossata da uno dei membri più influenti della Famiglia Reale: Lady Diana. La tiara risale al 1767 ed è stata tramandata di generazione in generazione all’interno della famiglia Spencer. Il gioiello è stato indossato da Lady Diana, poco più di 40 anni fa, anche in occasione del matrimonio con il principe Carlo nella cattedrale di St. Paul.

La Spencer Tiara
La Spencer Tiara

La Spencer tiara ha un design in stile ghirlanda, con un elemento centrale a forma di cuore con incastonato un diamante affiancato da volute, intervallate da fiori a forma di stella e tromba, anch’essi tempestati di diamanti, montati in argento e oro. Il diamante centrale era particolarmente amato da Lady Diana: sua nonna, Lady Cynthia Hamilton, lo ricevette come regalo di nozze per il suo matrimonio nel 1919 con Jack, il visconte Althorp, il futuro settimo conte Spencer.

La principessa Diana con la Spencer Tiara
La principessa Diana con la Spencer Tiara

Nel corso di quasi 200 anni, come spesso accade in gioielli di questo tipo, la tiara Spencer è stata aggiunta e trasformata fino a quando il gioielliere della corona, Garrard, è stato incaricato negli anni Trenta di trasformare la tiara originale nel gioiello attuale. Lady Diana era nota per essere affezionata alla Spencer Tiara, spesso indossandola in occasione di eventi speciali: l’ha scelta almeno sette volte tra il 1983 e il 1992.

Le celebrazioni del Giubileo della Regina ci hanno offerto l’occasione perfetta per esporre al pubblico un’eccezionale selezione di diademi di provenienza nobile e reale, molti dei quali non venivano esposti da decenni. L’acquisto di questi gioielli è stato un lavoro d’amore, sfociato in una mostra che mette in mostra le migliori iterazioni all’interno del registro dello stile tiara, attraverso alcune delle sue incarnazioni più famose, tra cui la tanto amata e fotografata Spencer Tiara. Questo è anche un momento meraviglioso per noi per illuminare una luce speciale sull’abbagliante maestria consegnata da generazioni di gioiellieri principalmente con sede nel Regno Unito attraverso diversi secoli di produzione di diademi.
Kristian Spofforth, Head of Jewellery di Sotheby’s London

La Derby Tiara, inizialmente creata per la Duchessa di Devonshire nel 1893
La Derby Tiara, inizialmente creata per la Duchessa di Devonshire nel 1893

Oltre alla tiara di Lady Diana, la mostra presenta una cinquantina di diademi di provenienza aristocratica e reale, con alcuni pezzi che verranno esposti pubblicamente per la prima volta. Praticamente tutti i diademi della mostra sono stati realizzati e posseduti dalla nobiltà britannica e insieme offrono una rassegna abbagliante e completa di tutti i principali stili di design dei diademi, attraverso alcuni degli esponenti più esemplari del genere.

La tiara della regina Vittoria con diamanti e smeraldi realizzata dal gioielliere Joseph Kitching nel 1845
La tiara della regina Vittoria con diamanti e smeraldi realizzata dal gioielliere Joseph Kitching nel 1845

Un certo numero di diademi nella mostra, in particolare, sono stati indossati in occasione dell’incoronazione della regina nel 1953, come la tiara Anglesey, che si pensa sia stata realizzata intorno al 1890. Oppure la Derby Tiara, inizialmente creata per la Duchessa di Devonshire nel 1893 e la Westminster Halo Tiara, commissionata ai gioiellieri parigini Lacloche Frères nel 1930 dal Duca di Westminster per la sua sposa Loelia Ponsonby. Si possono confrontare, quindi, i design più affermati all’interno del genere tiara, come lo stile Impero, Naturalismo romantico, Belle Époque, Art Deco, genere moderno e contemporaneo.

The Fitzwilliam tiara, circa 1820, esposta alla Tiaras exhibition at Sotheby’s
The Fitzwilliam tiara, circa 1820, esposta alla Tiaras exhibition at Sotheby’s

Tra i pezzi più speciali c’è anche la tiara di smeraldi e diamanti della regina Vittoria, disegnata dal principe consorte Alberto nel suo stile revival gotico nel 1845. La tiara è stata realizzato dal gioielliere della corona Joseph Kitching, per la somma principesca (a quel tempo) di 1.150 sterline. È uno dei tanti gioielli che il principe ha ideato per la regina nel corso degli anni e, secondo quanto riferito, era il preferito. È anche considerato uno dei diademi di pietre preziose colorate più eleganti e sontuose mai creati: incastonato in oro ha diamanti a forma di cuscino intervallati da smeraldi taglio a gradino allineati sulla sua base, sormontati da ulteriori diamanti e smeraldi modellati a volute e sormontati da una fila graduata di 19 smeraldi cabochon rovesciati a forma di pera, il più grande dei quali pesa 15 carati.

Tiara di Cartier, 1904
Tiara di Cartier, 1904

Questa tiara è spesso associata alle rappresentazioni di una regina Vittoria più giovane con la sua famiglia, il principale tra questi è il ritratto La famiglia reale nel 1846 di Franz Xaver Winterhalter, che raffigura la regina Vittoria con il principe Alberto circondato dai loro figli, oltre a un numero di ritratti più intimi dell’artista. La regina Vittoria è anche nota per aver indossato la tiara in diversi impegni ufficiali, inclusa una visita di stato in Francia nel 1855.

Tiara appartenuta a Giuseppina Bonaparte in oro e cammei
Tiara appartenuta a Giuseppina Bonaparte in oro e cammei

Tiara con diamanti e perle coltivate
Tiara con diamanti e perle coltivate

Tiara con diamanti, circa 1830
Tiara con diamanti, circa 1830
Diadema di Cartier con ametista, zaffiro e onice, 1920
Diadema di Cartier con ametista, zaffiro e onice, 1920
Tiara di Van Cleef & Arpels con diamanti e turchese, 1960
Tiara di Van Cleef & Arpels con diamanti e turchese, 1960
Diadema in argento placcato di Garrard
Diadema in argento placcato di Garrard
Diadema i a banda con gemme, circa 1920
Diadema i a banda con gemme, circa 1920
Tiara di diamanti di Carrington & co
Tiara di diamanti di Carrington & co

Diadema e collana della seconda metà dell'Ottocento
Diadema e collana della seconda metà dell’Ottocento







Sotheby’s vende il terzo diamante più costoso di sempre: 57,5 milioni




I 3 grammi più costosi del mondo: a Hong Kong il De Beers Cullinan Blue Diamond è stato venduto per poco meno di 57,5 milioni di dollari. Il diamante pesa 15,10 carati, che corrispondono appunto esattamente a 3,02 grammi. A vendere questa gemma è stata Sotheby’s, con un prezzo che ha superato anche la stima pre-vendita , che era di 48 milioni. Eppure non si tratta del record, che appartiene a un altro diamante, l’Oppenheimer Blue di da 14,62 carati, venduto per 57.541.779 dollari nel 2016. Si tratta, comunque di una differenza minima rispetto all’intero valore. L’acquirente? È anonimo e ha concluso l’affare per telefono.

Il De Beers Cullinan Blue Diamond
Il De Beers Cullinan Blue Diamond

Un risultato straordinario, questo diamante è considerato uno dei migliori De Beers mai visto e siamo incredibilmente orgogliosi di unire le forze con Sotheby’s per condividere questo momento decisivo nella storia.
Bruce Cleaver, CEO del gruppo De Beers

Il diamante blu, con un taglio rettangolare a gradini, pesa 15,10 carati è stato recentemente tagliato da un'eccezionale pietra grezza scoperta nell'aprile 2021
Il diamante blu, con un taglio rettangolare a gradini, pesa 15,10 carati è stato recentemente tagliato da un’eccezionale pietra grezza scoperta nell’aprile 2021

Il De Beers Cullinan Blue Diamond è diventato quindi il terzo gioiello più costoso mai venduto all’asta, dietro The Pink Star, venduto per 71,2 milioni di dollari nel 2017, sempre da Sotheby’s Hong Kong, e The Oppenheimer Blue. Il diamante battuto a Hong Kong è stato estratto nella famosa miniera di Cullinan in Sud Africa nel 2021 ed è stato ricavato da una pietra grezza da 39,34 carati.

The De Beers Cullinan Blue ha una stima di 48 milioni di dollari
The De Beers Cullinan Blue ha una stima di 48 milioni di dollari

Il diamante The De Beers Cullinan Blue
Il diamante The De Beers Cullinan Blue







Sotheby’s presenta un diamante blu da record

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Per i diamanti è tempo di record. Questa volta nella gara più preziosa del mondo è arrivata per prima Sotheby’s, che ha presentato The De Beers Cullinan Blue, nome di uno straordinario diamante naturale. La pietra è anche uno dei diamanti blu più preziosi mai offerti all’asta: il suo valore è stimato in oltre 48 milioni di dollari. Il diamante blu, con un taglio rettangolare a gradini, pesa 15,10 carati è stato recentemente tagliato da un’eccezionale pietra grezza scoperta nell’aprile 2021. Inoltre, è il più grande diamante blu vivido con taglio a gradino internamente impeccabile che il Gemological Institute of America (Gia) abbia mai classificato.

Il diamante The De Beers Cullinan Blue
Il diamante The De Beers Cullinan Blue

I diamanti blu di questo tipo e di questa qualità e peso sono eccezionalmente rari. Solo cinque esemplari che superano i 10 carati sono stati venuti all’asta, ma nessuno ha superato i 15 carati. Il De Beers Cullinan Blue è il pezzo più importante della Sotheby’s Hong Kong Luxury Week: sarà offerto in un’asta dal vivo a lotto singolo a fine aprile 2022 (la data esatta è ancora da determinare). Dato l’interesse globale per un tesoro di questa natura, il diamante sarà presentato prima in un tour mondiale a New York, Londra, Dubai, Singapore, Shanghai, Pechino, Shenzhen e Taipei.

I diamanti blu di qualsiasi tipo sono rari sul mercato, ma questo è il più raro dei rari; non è apparso nulla di calibro lontanamente simile a all’asta negli ultimi anni. Centinaia di milioni di anni nella realizzazione, questo straordinario diamante blu è sicuramente una delle migliori creazioni della natura. Ora portato alla vita abbagliante dalla mano di uno dei tagliatori più abili del mondo, è l’ultimo capolavoro – come rari e desiderabili come le più grandi opere d’arte. In un momento di domanda senza precedenti per i diamanti colorati più pregiati, di classe mondiale, siamo incredibilmente entusiasti di portare sul mercato quella che sicuramente diventerà una delle gemme più celebri del mondo.
Patti Wong, Presidente di Sotheby’s Asia

The De Beers Cullinan Blue ha una stima di 48 milioni di dollari
The De Beers Cullinan Blue ha una stima di 48 milioni di dollari

Il diamante è stato scoperto nella miniera di Cullinan in Sud Africa nel 2021, una delle pochissime fonti al mondo di diamanti blu estremamente rari. Nell’ultimo anno, De Beers ha collaborato con il suo partner, Diacore, uno dei maestri tagliatori di diamanti più esperti, per tagliare e lucidare lo straordinario diamante grezzo e dare vita a The De Beers Cullinan Blue.

Il diamante blu, con un taglio rettangolare a gradini, pesa 15,10 carati è stato recentemente tagliato da un'eccezionale pietra grezza scoperta nell'aprile 2021
Il diamante blu, con un taglio rettangolare a gradini, pesa 15,10 carati è stato recentemente tagliato da un’eccezionale pietra grezza scoperta nell’aprile 2021

Il De Beers Cullinan Blue si erge come un orgoglioso capolavoro che è stato donato dalla natura con le sfumature del cielo e del mare, perfezionato attraverso un taglio a scalino che è audace, distintivo e magistrale. Tra le pietre più rare in quello che è probabilmente il più desiderabile dei colori – potente e vivido, ma allo stesso tempo calmo e maestoso – deve sicuramente essere annoverato tra le più grandi meraviglie del mondo naturale. È letteralmente irresistibile.
Wenhao Yu, Chairman of Jewellery and Watches di Sotheby’s Asia

Mentre altri diamanti colorati possono essere trovati nelle miniere di tutto il mondo, ci sono pochissime fonti di diamanti blu, la maggior parte dei quali vengono recuperati dalla miniera di Cullinan, in Sud Africa. Cullinan ha prodotto molti dei diamanti più famosi al mondo, tra cui la Grande Stella d’Africa da 530 carati, il più grande diamante incolore sfaccettato al mondo. Cullinan continua a produrre alcuni dei tesori più straordinari del mondo, tra cui tutti i diamanti De Beers Millennium blue. In particolare, il De Beers Millennium Jewel 4, un blu Fancy Vivid di forma ovale da 10,10 carati venduto per 31,8 milioni di dollari da Sotheby’s Hong Kong a aprile 2016.

The De Beers Cullinan Blue. Solo cinque esemplari che superano i 10 carati sono stai venuti all'asta
The De Beers Cullinan Blue. Solo cinque esemplari che superano i 10 carati sono stai venuti all’asta

Questo diamante è considerato uno dei migliori che De Beers abbia mai visto. È estremamente raro e unico e, in quanto Patria dei Diamanti, De Beers è lieta di unirsi a Sotheby’s per portare questo diamante nel mondo.
Bruce Cleaver, CEO di De Beers Group







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