money, news — agosto 30, 2014 at 6:36 pm

L’oro di Arezzo si appanna?

Il 2014 partito sotto i migliori auspici, basati sui numeri, nel il distretto orafo di Arezzo sembra non mantenere le promesse. La causa? L’instabilità geopolitica, con le tensioni in Medioriente o Ucraina, come rileva Silvia Pieraccini nella sua analisi sul quotidiano Il Sole 24 Ore

«Il distretto orafo di Arezzo sale di nuovo sull’ottovolante, con le antenne puntate verso il nord Africa e il Medio Oriente. I venti di guerra che spirano da quell’area – la più importante per le esportazioni del distretto toscano – hanno fatto raffreddare non poco l’entusiasmo che aveva caratterizzato l’inizio d’anno. Nel primo trimestre 204 la produzione industriale orafa della provincia di Arezzo ha segnato un balzo del 25%, che segue il +1l.3% e il +4,5% degli ultimi due trimestri 2013. Sempre nei primi tre mesi dell’anno l’export orafo aretino ha fatto un balzo del 20.3% (+10% la media nazionale), confermando il record toccato nell’intero 2013 con +21.5% a sfiorare 2,1 miliardi di euro. Ma da fine aprile-inizio maggio, anche se i dati ufficiali ancora non lo certificano, produzione e fatturato hanno cominciato a rallentare di pari passo all’aumentare dei disordini geopolitici. E la doccia per le aziende orafe è stata gelata, anche perché la ripresa decollata nell’estate scorsa arrivava dopo un lustro di crisi pesante». oroi-arezzo

E così, continua l’articolo, se diminuisce la domanda dei paesi dove il consumo di gioielli è tradizionalmente più elevato che in altri, come Nord Africa e Medio Oriente, crescono i timori. Anche se un modo per far quadrare, temporaneamente, i conti c’è come dichiara un operatore del settore.

«Il 2014 è cominciato molto bene – spiega Andrea Boldi, titolare dell’azienda di gioielleria Nemesi e presidente della Consulta orafa di Arezzo, che riunisce le aziende di Confindustria, Cna, Confartigianato e Confapi, oltre che a capo di Fiera Arezzo – ma a metà maggio lo scenario è cambiato: la situazione libica è degenerata; l’Algeria, che l’anno scorso per la sola oreficeria a peso aveva realizzato un flusso commerciale di 190 milioni con lettere di credito, ha bloccato l’import dall’Italia; la situazione egiziana si è complicata; e la guerra tra Palestina e Israele stanno preoccupando i buyer dell’area. Per tutti questi motivi il secondo trimestre non potrà ripetere i risultati del primo. In questo momento c’è grande prudenza nel programmare gli acquisti, e ci sono timori per i crediti che i nostri clienti hanno in quei Paesi». A confortare, nell’immediato, ci sono i riassortimenti post – Ramadan dei clienti arabi, che faranno girare le fabbriche orafe aretine anche durante il mese di agosto: «Abbiamo chiuso solo la settimana di Ferragosto – spiega Baldi, che quest’anno prevede una crescita del 15% rispetto ai 6,1 milioni di fatturato 2013, realizzato per il 70% con produzione a marchio proprio o del cliente, e per il resto come terzista delle griffe – per far fronte alle richieste dei mercati arabi e garantire un servizio ai clienti. Le aziende aretine che hanno come riferimento l’area araba hanno limitato al massimo le ferie». 

Padiglione di OroArezzo
Padiglione di OroArezzo

 

Insomma, secondo questa analisi sarà l’autunno a smentire o confermare previsioni negative. Intanto, le aziende si stanno organizzando per trovare un nuovo posizionamento:

«L’incognita vera è per settembre. «Nelle ultime settimane si sono fermate le commesse in arrivo da Dubai, da cui passa il 40% dei flussi mondiali di oro», spiega Francesco Bernardini, responsabile del comparto oro di Banca Etruria, leader di settore, che nel primo semestre dell’anno ha incrementato gli affidamenti in oro del 15% (6% al netto dell’aumento del prezzo della materia prima). «Ma l’aspettativa – aggiunge Bernardini – è che a settembre le commesse da Dubai possano ripartire, ridando slancio al distretto aretino che è fortemente legato a quell’area». Gli Emirati Arabi, infatti, assorbono oggi la metà dell’export del distretto toscano, e hanno contribuito a farne il leader dell’industria italiana della gioielleria. Un distretto (1.100 aziende, 10mila addetti, 2.5 miliardi di fatturato) che oggi lavora, utilizzando il cosiddetto “prestito d’uso”, meno della metà dell’oro lavorato dieci anni fa (4-5 tonnellate anziché 10), sostituito da altri metalli meno preziosi, e che sta vivendo la riconversione di una fetta di aziende orafe che producevano catename nobrand in terzisti della bigiotteria di lusso griffata (ad esempio per fare catene-tracolla per borse). Il fenomeno è in atto, e 150-200 artigiani sono già entrati nelle filiere di produzione bijoux dei grandi marchi, con l’effetto di differenziare clienti e scadenze. Alla filiera dell’oro made in Italy sta guardando Fiera Arezzo per organizzare un grande evento a Milano in occasione dell’Expo, in partnership con altri distretti».

ukIt tarnishes the gold of Arezzo

2014 started under the best auspices, based on the numbers in the gold district of Arezzo does not seem to keep their promises. The reason? The geopolitical instability, with tensions in the Middle East and Ukraine, as noted by Silvia Pieraccini in her analysis on the newspaper Il Sole 24 Ore.  In the first quarter, goldsmith industrial production in the province of Arezzo has jumped by 25%, following the 11.3 +% and + 4.5% in the last two quarters of 2013.  Still in the first three months gold exports from Arezzo had made a jump of 20.3% (+ 10% national average), confirming the record touched in the entire 2013 + 21.5% to almost 2.1 billion euro. But by late April-early May, although official figures still do not certify, manufacture and sales have begun to slow down hand in hand with increasing geopolitical unrest.

And so, the article continues, if decreases the demand in the countries where the consumption of jewelry is traditionally higher than in others, such as North Africa and the Middle East, there are growing concerns. Even if a way to balance, temporarily, the accounts is as stated by an operator in the industry.

«2014 started very well – explains Andrea Boldi, Nemesis jewelry owner and president of Consulta of Arezzo, which brings together companies of Confindustria, Cna, Confartigianato and Confapi, as well as head of Arezzo’s Fair – but mid-May, the scenario has changed: the Libyan situation has degenerated; Algeria, which last year only for the goldsmith’s weight had made a trade flow of 190 million in letters of credit, has blocked the import from Italy; the Egyptian situation is complicated; and the war between Palestine and Israel worried buyers in the area. For all these reasons, the second quarter will not be able to repeat the results of the first. At this time there is great caution in planning purchases, and there are fears for credits that our customers have in those countries». Sells post Ramadan from customer Arabs, who will be running the factories Arezzo goldsmith during the month of August: «We have just closed the week of August – says Baldi, which this year includes a growth of 15% from 6.1 million in revenue in 2013, made 70% with manufacturing its own brand or client, and as a subcontractor for the rest of the jaws – to meet the demands of the Arab markets and provide a service to customers. The companies that have as reference the Arezzo area Arab limited to the maximum the vacations».

Then, according to this analysis will be autumn to confirm or deny negative predictions. Meanwhile, companies are organizing to find a new position:

«In last weeks, orders from Dubai,  which passes 40% of world flows of gold, have stopped», says Francesco Bernardini, head of the gold sector in Banca Etruria, leader in this industry, that in the first half of the year increased  gold credit lines of 15% (6% net increase in the price of raw materials). «But the expectation – adds Bernardini – is that in September the orders from Dubai can start already again, giving impetus to the district of Arezzo, which is strongly linked to that area».  The United Arab Emirates, in fact, exports account for half of today’s Tuscan district, and have helped make it the leader of the Italian jewelry. A district (1,100 companies, 10 thousand employees, 2.5 billion in revenue) now works, using the so-called “loan for use”, less than half the gold worked ten years ago (4-5 tonnes instead of 10), replaced by other less precious metals, and that is going through the conversion of a piece of jewelery companies that produced chainware nobrand in contractors for jewelery luxury branded (for example to make chains for shoulder-bags). The phenomenon is taking place, and 150-200 craftsmen have already entered into supply chains of major jewelery brands, with the effect of differentiating customers and deadlines. To gold supply chain made ​​in Italy is looking Arezzo Fair to organize a big event in Milan during the Expo, in partnership with other districts».

france-flagIl ternit l’or d’Arezzo
2014 a commencé sous les meilleurs auspices, sur la base des chiffres dans le district aurifère d’Arezzo ne semble pas tenir leurs promesses. La raison? L’instabilité géopolitique, les tensions au Moyen-Orient et de l’Ukraine, comme indiqué par Silvia Pieraccini dans son analyse sur le journal Il Sole 24 Ore. Au premier trimestre, la production industrielle orfèvre dans la province d’Arezzo a fait un bond de 25%, suite à la 11,3 +% et + 4,5% dans les deux derniers trimestres de 2013, toujours dans les trois premiers mois exportations d’or d’Arezzo avaient fait un bond de 20,3% (+ 10% de moyenne nationale), confirmant l’enregistrement touché dans l’ensemble 2013 + 21,5 % à près de 2,1 milliards d’euros. Mais à la fin Avril-début mai, bien que les chiffres officiels ne certifie pas encore, la fabrication et les ventes ont commencé à ralentir main dans la main avec l’augmentation de troubles géopolitiques.

Et donc, poursuit l’article, si la demande diminue dans les pays où la consommation de bijoux est traditionnellement plus élevé que dans d’autres, comme l’Afrique du Nord et au Moyen-Orient, il ya des préoccupations croissantes. Même si de façon à équilibrer, temporairement, les comptes sont comme indiqué par un opérateur dans l’industrie.

«2014 a très bien commencé – explique Andrea Boldi, propriétaire des bijoux de Nemesis et président de Consulta d’Arezzo, qui regroupe des entreprises de la Confindustria, Cna, Confartigianato et Confapi, ainsi que la tête de l’Exposition Arezzo – mais la mi-mai, le scénario a changé : la situation libyenne a dégénéré; Algérie, qui l’an dernier seulement pour le poids de l’orfèvre avait fait des flux d’échanges de 190 millions de lettres de crédit, a bloqué l’importation de l’Italie; la situation égyptienne est complexe; et la guerre entre la Palestine et Israël s’inquiète acheteurs de la région. Pour toutes ces raisons, le deuxième trimestre ne sera pas en mesure de répéter les résultats de la première. A ce moment là est la plus grande prudence dans les achats de planification, et il est à craindre pour les crédits que nos clients ont dans ces pays ». Propose à vendre après Ramadan de client Arabes, qui fera tourner les usines Arezzo orfèvrerie pendant le mois d’Août: “Nous avons juste fermé la semaine d’Août – dit Baldi, qui comprend cette année une croissance de 15%, passant de 6,1 millions de recettes en 2013 , fait 70% de la fabrication de sa propre marque ou du client, et en tant que sous-traitant pour le reste de la mâchoire – pour répondre aux exigences des marchés arabes et de fournir un service à la clientèle les entreprises qui ont comme référence la zone Arezzo arabe limitée à. le maximum des vacances. ”

Ensuite, selon cette analyse sera automne pour confirmer ou infirmer les prédictions négatives. Pendant ce temps, les entreprises s’organisent pour trouver un nouveau poste:

«Au cours des dernières semaines, les commandes en provenance de Dubaï, qui passe de 40% des flux mondiaux de l’or, ont cessé», explique Francesco Bernardini, responsable du secteur de l’or dans Banca Etruria, chef de file dans cette industrie, que dans la première moitié de l’année a augmenté lignes de crédit or de 15% (augmentation nette de 6% du prix des matières premières). «Mais l’attente – ajoute Bernardini – est que en Septembre les commandes en provenance de Dubaï peuvent déjà commencer à nouveau, donner un élan au quartier d’Arezzo, qui est étroitement liée à ce domaine». Les Émirats arabes unis, en fait, les exportations représentent la moitié du quartier toscan d’aujourd’hui, et ont contribué à faire le leader de la joaillerie italienne. Un district (1100 entreprises, 10 mille employés, 2,5 milliards de chiffre d’affaires) travaille maintenant, en utilisant la soi-disant «prêt à usage», moins de la moitié de l’or travaillé il ya dix ans (4-5 tonnes au lieu de 10), remplacé par d’autres métaux moins précieux, et qui passe par la conversion d’un morceau de sociétés de bijoux qui produit entrepreneurs Nobrand Chainware dans les bijoux de luxe de marque (par exemple pour faire des chaînes de l’épaule-sacs). Le phénomène se déroule, et 150-200 artisans sont déjà entrés dans les chaînes d’approvisionnement des grandes marques de bijoux, avec l’effet de différencier les clients et les délais. La chaîne d’or made ​​in Italy Arezzo Foire cherche à organiser un grand événement à Milan pendant l’Expo, en partenariat avec d’autres districts ».

german-flagEs trübt das Gold von Arezzo
2014 begann unter den besten Vorzeichen, basierend auf den Zahlen in der Gold-Distrikt von Arezzo scheint nicht ihre Versprechen zu halten. Der Grund? Die geopolitische Instabilität, mit Spannungen im Nahen Osten und in der Ukraine, wie von Silvia Pieraccini in ihrer Analyse auf die Zeitung Il Sole 24 Ore festgestellt. Im ersten Quartal hat Goldschmied Industrieproduktion in der Provinz Arezzo um 25% gestiegen, im Anschluss an die + 11,3% und + 4,5% in den letzten beiden Quartalen des Jahres 2013 noch in den ersten drei Monaten Goldexporte von Arezzo hatte einen Sprung von 20,3% (+ 10% Bundesdurchschnitt) gemacht, bestätigt die Rekord berührt in der gesamten 2.013 + 21,5 % auf knapp 2,1 Milliarden Euro zu. Aber von Ende April bis Anfang Mai, wenn auch die offiziellen Zahlen noch nicht bescheinigen, Herstellung und Vertrieb haben damit begonnen, Hand in Hand mit zunehmender geopolitischen Unruhen verlangsamen.

Und so fährt der Artikel fort, wenn sinkt die Nachfrage in den Ländern, in denen der Konsum von Schmuck ist traditionell höher als in anderen, wie Nordafrika und dem Nahen Osten, gibt es wachsende Sorge. Selbst wenn eine Möglichkeit zum Ausgleich vorübergehend die Konten als von einem Bediener in der Industrie angegeben.

«2014 begann sehr gut – erklärt Andrea Boldi, Nemesis Schmuck Inhaber und Präsident der Consulta von Arezzo, die die Unternehmen der Confindustria, CNA, Confartigianato und Confapi sowie Kopf von Arezzo Ausstellung zusammen bringt – aber Mitte Mai, das Szenario hat sich geändert : die libysche Situation ausartete; Algerien, das im vergangenen Jahr nur für die Goldschmiedegewicht hatte einen Handelsströme von 190 Millionen im Kreditbriefe, hat den Import aus Italien blockiert; der ägyptische Situation ist kompliziert; und der Krieg zwischen Palästina und Israel besorgt Käufer in der Umgebung. Aus all diesen Gründen wird die zweite Viertel nicht in der Lage, die Ergebnisse der ersten wiederholen. Zu diesem Zeitpunkt gibt es große Vorsicht bei der Planung Einkäufe, und es gibt Befürchtungen, für Kredite, die unsere Kunden in diesen Ländern ». Verkauft Post Ramadan aus Kunden Araber, die ausgeführt werden soll, die Fabriken Arezzo Goldschmied im Laufe des Monats August: “Wir haben gerade geschlossen die Woche im August – sagt Baldi, die in diesem Jahr beinhaltet ein Wachstum von 15% von 6,1 Millionen Umsatz im Jahr 2013 , machte 70% mit der Herstellung der eigenen Marke oder einen Client und als Unterauftragnehmer für den Rest der Kiefer -, um den Anforderungen der arabischen Märkte gerecht zu werden und bieten einen Service für die Kunden der Unternehmen, die als Referenz die Arezzo arabischen beschränkt haben. maximal die Ferien. ”

Dann nach dieser Analyse wird im Herbst zu bestätigen oder zu dementieren negativen Vorhersagen sein. Inzwischen sind die Unternehmen organisieren, um eine neue Position zu finden:

«In den letzten Wochen haben Aufträge aus Dubai, die 40% des Welt fließt von Gold spielt gestoppt», sagt Francesco Bernardini, Leiter der Goldsektor in Banca Etrurien, Marktführer in dieser Branche, dass in der ersten Hälfte des Jahres um Gold Kreditlinien von 15% (6% Nettoanstieg der Preise für Rohstoffe). «Aber die Erwartung – fügt Bernardini – ist, dass im September die Aufträge aus Dubai bereits wieder zu starten, Impulse zu geben, Landkreis Arezzo, die stark auf diesen Bereich verbunden ist». Die Vereinigten Arabischen Emirate, in der Tat, der Exportanteil die Hälfte der heutigen toskanischen Bezirk, und haben dazu beigetragen, dass es der Führer der italienischen Schmuck. Ein Viertel (1.100 Unternehmen, 10.000 Mitarbeitern, 2,5 Milliarden Umsatz) funktioniert nun, mit Hilfe der so genannten “Kredit für die Anwendung”, weniger als die Hälfte der Gold vor zehn Jahren gearbeitet (4-5 Tonnen statt 10), ersetzt durch andere, weniger Edelmetalle, und das wird durch die Umwandlung von einem Schmuckstück Unternehmen, die chainware nobrand Bauunternehmer in Luxus-Markenschmuck (zum Beispiel, um Ketten für Schulter-Taschen machen) produziert werde. Das Phänomen stattfindet, und 150-200 Handwerker sind bereits in Versorgungsketten der großen Schmuckmarken eingetragen, mit der Wirkung der Differenzierung Kunden und Termine. Die Goldkette in Italien Arezzo Messe gemacht sucht, um eine große Veranstaltung in Mailand während der Expo mit anderen Bezirken »zu organisieren, in Partnerschaft.

flag-russiaЭто бросает тень на золото Arezzo 

2014 начал в наилучших эгидой, на основе чисел в золотой районе Arezzo, кажется, не выполняют своих обещаний. В чем причина? Геополитическая нестабильность, с напряженности на Ближнем Востоке и в Украине, как отмечает Silvia Pieraccini в своем анализе на газету Il Sole 24 Ore. В первом квартале, ювелир промышленное производство в провинции Arezzo подскочила на 25%, после + 11,3% и + 4,5% в течение последних двух кварталов 2013 года Тем не менее в течение первых трех месяцев экспорт золота из Arezzo сделал скачок на 20,3% (+ 10% в среднем по стране), что подтверждает запись коснулся в целом 2013 + 21,5 % до почти 2,1 млрд евро. Но в конце апреля-начале мая, хотя официальные цифры еще не сертифицируют, производство и продажи начали замедляться рука об руку с ростом геополитического волнения.

И так, в статье продолжается, если уменьшается спрос в странах, где потребление ювелирных изделий традиционно выше, чем в других странах, таких как Северная Африка и Ближний Восток, есть растущая обеспокоенность. Даже если способ сбалансировать, временно, на счетах в как заявил оператор в отрасли.

«2014 начал очень хорошо, – объясняет Andrea Boldi, владелец Nemesis ювелирные изделия и президент Consulta Arezzo, который объединяет компании из Confindustria, Cna, Confartigianato и Confapi, а также главы ярмарке Arezzo – но в середине мая, сценарий изменился: Ливийская ситуация выродилась; Алжир, который в прошлом году только для веса ювелира сделал торговый поток 190000000 в аккредитивов, заблокировал импорт из Италии;Египетский ситуация сложная; и война между Палестиной и Израилем беспокоит покупателей в этом районе. По всем этим причинам, во втором квартале не сможет повторить результаты первого. В это время существует большая осторожность в покупках планирования, и есть опасения, по кредитам, что наши клиенты имеют в этих странах». Продается сообщение Рамадан от клиента арабов, которые будет работать заводы Arezzo Голдсмит в течение месяца августа: «Мы только что завершили неделю августа – говорит Baldi, который в этом году включает в себя рост 15% по сравнению с 6,1 млн дохода в 2013 , составил 70% с собственно бренд или клиента, и в качестве субподрядчика для остальной части челюстей – в соответствии с требованиями арабских рынках и предоставляют услуги клиентам компании, которые в качестве эталона область Arezzo Арабские ограничивается. максимальная отпусками».

Тогда, в соответствии с этим анализом будет осень, чтобы подтвердить или опровергнуть негативные прогнозы. Между тем, компании организуют найти новую позицию:

«В последние недели, заказы от Дубая, который проходит 40% мирового потоки золота, остановились», говорит Francesco Bernardini, руководитель сектора золотодобычи в Banca Etruria, лидером в этой отрасли, что в первом полугодии увеличился золотые кредитные линии на 15% (6% чистое увеличение в цене сырья). «Но ожидание – добавляет Bernardini – это то, что в сентябре заказы от Дубаи могут начать уже в который раз, давая импульс районе Arezzo, который сильно связан с этой области». Объединенные Арабские Эмираты, в самом деле, экспорт составляет половину сегодняшней тосканском районе, и помогли сделать его лидером итальянского ювелирного искусства. Район (1100 компаний, 10 тысяч сотрудников, 2,5 млрд выручки) в настоящее время работает, используя так называемый “кредит для использования”, меньше половины золота работал десять лет назад (4-5 тонн вместо 10), заменен другие менее драгоценные металлы, и, что переживает превращения куска ювелирных компаний, которая произвела chainware подрядчиков nobrand в ювелирной роскоши фирменных (например, чтобы сделать цепи для плечевых сумок). Это явление происходит, и 150-200 ремесленники уже вступили в цепочках поставок крупных ювелирных брендов, с эффектом дифференциации клиентов и сроки.Золотая цепочка сделано в Италии Arezzo ярмарке ищет организовать большое мероприятие в Милане во время Экспо, в партнерстве с другими районами».

 

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *