Bracciale con maglia in oro per 62 grammi realizzata a mano, diamanti. Copyright: gioiellis.com
Bracciale con maglia in oro per 62 grammi realizzata a mano, diamanti. Copyright: gioiellis.com

Nella casa degli italiani oro per 6.480 euro

Il valore medio calcolato in base al sondaggio Ipsos Doxa – Affide sui gioielli delle famiglie.

Non è una novità che oro e gioielli siano considerati come un capitale desiderabile. Il concetto è confermato dal Rapporto Ipsos Doxa – Affide 2026 sulle famiglie italiane. Dal sondaggio condotto con 1.491 interviste, di cui 1.005 a un campione nazionale rappresentativo della popolazione italiana adulta, emerge che l’85% degli italiani considera i propri gioielli e preziosi una risorsa economica e non solo un ricordo affettivo. Il dato sorprendete è che il 15% non lo consideri in questo modo. Nel 2024 la stessa risposta era stata data dal 75% degli intervistati. Un altro dato che emerge è che gli italiani sono ricchi, almeno secondo quando dichiarano: ogni intervistato possiede in media sette oggetti preziosi, con un possesso medio di 54 grammi d’oro. Contando a ottobre 2026 un valore di di circa 120 euro al grammo, significa possedere preziosi per un valore medio di 6.480 euro.

Uno scrigno pieno di gioielli
Uno scrigno pieno di gioielli

Sono gioielli che, però, rimangono nel cassetto: il 68% ne indossa meno di cinque all’anno. Questi gioielli dimenticati generano però timori per la sicurezza: il 60% del campione si dichiara preoccupato per il rischio di furti domestici, contando che il 35% ha subito personalmente, o tramite un familiare, il furto in casa. Anche qui: curiosamente, il 40% degli italiani, invece, non si preoccupa molto.

La cassaforte per gioielli Baron
La cassaforte per gioielli Baron

La ricerca, però, ha anche un altro scopo: ricordare che i gioielli dimenticati possono trasformarsi in liquidità. La società che ha commissionato il sondaggio, cioè Affide, è grande società attiva nel settore del credito su pegno, che fa parte del gruppo austriaco Dorotheum, specializzato nelle aste. Anche perché, secondo la ricerca, il 38% dichiara di conoscere il reale valore dei propri beni, ma il 77% non ha le competenze per stimarli autonomamente. Il credito su pegno, per restare in argomento, è indicato dall’11% del campione.

Sebbene gli italiani abbiano ormai chiara la valenza economica del proprio patrimonio in preziosi, faticano ancora a stimarne il reale valore in autonomia. In questo scenario, Affide con i suoi servizi rappresenta un’opportunità straordinaria e ancora tutta da scoprire per molti: come emerge dallo studio, risponde perfettamente al duplice bisogno di ottenere liquidità immediata per progetti o imprevisti e, al contempo, di mantenere salda la proprietà e la custodia sicura dei propri beni. Inoltre, la forte spinta verso l’economia circolare e la crescente apertura verso la vendita tramite asta ci confermano che la nostra storica vocazione in questo settore va esattamente nella direzione auspicata dal mercato.
Andrea Rotunno, direttore generale di Affide

Andrea Rotunno, direttore generale di Affide
Andrea Rotunno, direttore generale di Affide

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