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La scelta del gioiello è sempre più online

Come sta il settore della gioielleria in Italia? Alla domanda risponde l’analisi dei dati 2023 dell’Osservatorio sulla gioielleria condotto da Format Research, presentato nel corso di Oroarezzo. In due incontri Federpreziosi Confcommercio ha invitato gli operatori a riflettere sullo stato del dettaglio orafo italiano e sulle realistiche prospettive. Risultato: aumentano i ricavi, diminuisce il numero di gioiellerie. Di seguito, l’analisi dell’Osservatorio.

Numero delle gioiellerie in Italia
Numero delle gioiellerie in Italia

Il settore delle gioiellerie
Le imprese del commercio al dettaglio attive in Italia sono circa 716 mila. Di queste 12.771 sono imprese del commercio al dettaglio di orologi, articoli di gioiellerie e argenteria. Oltre il 40% delle gioiellerie in Italia si concentra nelle regioni della Campania, Lombardia e Lazio.
Gli occupati del commercio al dettaglio di orologi, articoli di gioielleria e argenteria sono 33.879. Il numero degli occupati è pressoché invariato rispetto allo scorso anno ma più basso di quello degli anni pre-pandemici.
Negli ultimi anni si assiste ad una diminuzione del numero di gioiellerie attive in Italia e parallelamente a una diminuzione degli occupati del settore. Le imprese dal 2013 hanno perso 24 punti base mentre gli addetti solo 14 punti.
Nel Nord Est sono presenti il 15,6% delle gioiellerie italiane, ma il 25,8% degli addetti totali del settore. Inoltre, nel Nord Ovest sono presenti il 22,6% delle gioiellerie italiane e fatturano il 42,3% del fatturato totale delle gioiellerie italiane. Le grandi imprese (>249 addetti) sono lo 0,1% delle gioiellerie italiane e fatturano il 15,6% del fatturato totale.
Il fatturato complessivo delle gioiellerie in Italia nella prima metà del 2023 è stimato in circa 6,2 miliardi di euro. Il fatturato è in crescita rispetto al 2022 del 10,2%.

Numero degli addetti nelle gioiellerie
Numero degli addetti nelle gioiellerie

Consumatori: le scelte di consumo
Negli ultimi tre anni, il 72,5% dei consumatori italiani è entrato almeno una volta in gioielleria e ha acquistato gioielli (sia in gioielleria che online). La percentuale scende al 20,5% per coloro che sono entrati in gioielleria, ma non hanno effettuato acquisti.
Gioielli in oro (49%), in argento (47%) e gioielli con pietra (32%) sono le tipologie più acquistate dai consumatori italiani negli ultimi tre anni.
Il 41,1% dei consumatori che ha acquistato un gioiello aveva un’idea precisa dell’acquisto da fare, mentre quasi il 59% aveva solo un’idea vaga di cosa acquistare. Questa percentuale è in aumento del 19% rispetto al 2022.
Circa il 60% di coloro che avevano un’idea vaga del gioiello da acquistare si è recato in gioielleria per avere la consulenza del gioielliere. Tuttavia, è in aumento rispetto all’anno precedente la percentuale di coloro che prima si informano online e poi successivamente si recano in gioielleria.
Oltre il 48% dei consumatori ha individuato il gioiello da acquistare grazie al suggerimento del gioielliere. In aumento rispetto al 2022 la percentuale di coloro che hanno individuato il gioiello online (+8,2% rispetto all’anno precedente).
La forma, le linee, il design (54,2%) e il rapporto qualità/prezzo del gioiello (52,6%) hanno determinato la scelta del gioiello acquistato. In aumento rispetto all’anno precedente l’attenzione per i materiali del gioiello e per la lavorazione a mano.
Quasi 7 consumatori su 10 ritengono che le gioiellerie siano al passo con i tempi e capaci di cogliere le nuove tendenze dei consumatori. La percentuale è in crescita rispetto all’anno precedente (+7,9%).
L’89,6% dei consumatori ha acquistato il gioiello in questione in gioielleria (negozio fisico). Coloro che hanno acquistato il gioiello online sono aumentati rispetto all’anno 2022: nel 2023 sono il 10,4%.

Aumento delle ricerche online sulla gioielleria
Aumento delle ricerche online sulla gioielleria

Il prezzo vantaggioso rispetto al negozio fisico (55,9%) e la maggiore ampiezza dell’offerta online (45%) sono i motivi principali per i quali i consumatori acquistano i gioielli online.
La possibilità di «toccare» il gioiello (48,3%) e il valore aggiunto del gioielliere (39,5%) sono i motivi principali per i quali i consumatori acquistano gioielli e preziosi nelle gioiellerie tradizionali.

I marchi di gioielli che vendono di più online
I marchi di gioielli che vendono di più online

Andamento economico
Nel quarto trimestre dell’anno 2023, il 25% delle gioiellerie ritiene che l’andamento della propria impresa sia migliorato rispetto al trimestre precedente. Il 29,4% ritiene di aver aumentato i propri ricavi e il dato è destinato a rimanere pressoché invariato nel prossimo trimestre. L’88,2% delle gioiellerie italiane è presente online. Di queste, quasi il 62% ha un sito web e un profilo sui social network.
Le gioiellerie utilizzano il sito web principalmente per la vendita online degli stessi prodotti venduti nella gioielleria e come «vetrina», ovvero per esporre alcuni prodotti che possono essere acquistati esclusivamente in gioielleria.
Nell’ultimo anno (2023) l’85% dei gioielli è stato venduto nel negozio fisico, ovvero nella gioielleria. Il restante 15% è stato venduto online.

Vendite di gioielli in Italia
Vendite di gioielli in Italia

I commenti
I dati evidenziano una crescita di fatturato stimato del 10,2% nel 2023 rispetto al 2022. A fronte di una diminuzione delle gioiellerie attive in Italia, calano parallelamente gli occupati del settore, anche se in misura proporzionalmente inferiore. Le imprese dal 2013 hanno perso 24 punti base, mentre gli addetti solo 14 punti. Sono state perse delle occasioni, non si è agito in maniera sufficientemente incisiva; ora il tempo e le opportunità perse saranno difficili da recuperare; saranno richiesti maggior impegno, maggiore visione, maggior capacità di innovare anche attraverso una spietata autoanalisi delle risorse di cui si è realisticamente in grado di disporre. Tuttavia, le possibilità, non solo di sopravvivere, ma anche di affermare con successo la propria azienda, ci sono ancora.
Steven Tranquilli, direttore di Federpreziosi Confcommercio

Steven Tranquilli
Steven Tranquilli

Oltre ad un focus sullo stato di salute delle gioiellerie in Italia, la ricerca ha messo in luce come il negozio fisico sia ancora elemento fondamentale di attrattività per il cliente. I numeri raccontano che a fronte di un 15% venduto online, l’85% dei gioielli è stato venduto nella gioielleria, un valore in aumento rispetto all’anno precedente. Il 69,5% dei clienti ritiene che i punti vendita siano al passo con i tempi, in grado di trasmettere informazioni approfondite, fornire assistenza completa e consulenza. Insomma, del gioielliere ci si fida. Ritengo che questa sia la leva più importante su cui lavorare con il massimo impegno per far sì che i nostri negozi non solo possano mantenersi attivi, ma scelgano di investire per crescere e innovare. È questa una ricchezza inestimabile, e tutte le indagini sull’atteggiamento consumatori lo confermano, reale chiave di volta per il nostro futuro di imprenditori.
Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi Confcommercio nazionale

Stefano Andreis
Stefano Andreis

Sarà la comunicazione a giocare un ruolo importante. Si tratta di competenze su cui puntare per valorizzare le conoscenze di grande qualità presenti tra i nostri imprenditori. Abbiamo una grande responsabilità, quella di informare correttamente i clienti e nel modo più trasparente possibile. Dobbiamo avere il coraggio di farlo con sempre maggior energia perché questi valori siano visibili in ogni fase del percorso di acquisto del cliente, ancor prima che entri in negozio.
Elena Spanò, gioielliere e presidente Federpreziosi Confcommercio Firenze Arezzo

Elena Spanò
Elena Spanò

Il tema del passaggio generazionale continui ad essere per la realtà del comparto un elemento molto delicato. La necessità di innovare attraverso approcci più strutturati e manageriali e il coraggio di percorrere nuove strade senza trascurare l’esperienza di chi ci ha preceduto, sono aspetti strategici di sviluppo non più procrastinabili su cui in Italia, in particolare, scontiamo un pesantissimo ritardo.
Simone Haddad, gioielliere e vice presidente Federpreziosi Confcommercio Roma

Simone Haddad
Simone Haddad

Gloria Belloni, titolare di Studio EffeErre di Milano, particolarmente attivo nell’ambito della comunicazione orafa, ha focalizzato l’attenzione sul fatto che il negozio fisico debba e possa lavorare al meglio per diventare esso stesso brand, puntando sui valori di unicità, competenze e su investimenti modulabili, quindi accessibili, ma essenziali e di come oggi, nonostante lo scenario sia sempre più complesso, vi siano tutti gli strumenti per riuscirvi.

Gloria Belloni
Gloria Belloni

I vincitori di Première a Oroarezzo

Come avviene da 33 edizioni, Oroarezzo propone il contest Première, che seleziona i gioielli proposti secondo un tema assegnato. Quest’anno il tema è stato Amore e bellezza, scelto per questa edizione dall’art director Beppe Angiolini. In gara c’erano 53 creazioni, presentate da altrettante aziende ed esposte nella welcome lounge di Oroarezzo, all’ingresso di Arezzo Fiere e Congressi. Cinque le categorie premiate dalla giuria (Design, Fashion-moda, Tradizione, Sculture da indossare e Talents riservata agli under 30), con 17 aziende premiate e una menzione speciale. Ecco i premiati.

Design
Alunno & Co. con il bracciale Filamenti; Femar con il bracciale morbido in oro Insieme; Kitty con il choker in filo d’oro e smalti Bacio sul collo. Patros con Cleo self love.

Alunno & C, bracciale Filamenti
Alunno & C, bracciale Filamenti

Fashion
D’orica con la collana Rosa del deserto; Giloro con l’anello in oro e cristallo intagliato Cupido; Pronto manifattura con Curve di venere.

D’orica, collana Rosa del deserto
D’orica, collana Rosa del deserto

Tradizione
Anima, collana in oro e diamanti di ispirazione vintage; Lucchetta 1953 con volo dorato, collana d’oro con pendente a forma di gabbietta aperta; Moraglione 1922 con la collezione Anastasia; Veneroso con Venti secondi, collana in oro e smalto rosso.
Anima, collana in oro e diamanti di ispirazione vintage
Anima, collana in oro e diamanti di ispirazione vintage

Sculture da indossare
Coar by Roberto Intorre: collana Onda in argento sbiancato della collezione Riti e reti; Luiber, bracciale in argento d’orato, composta da elementi sferici di sezione diversa; Silver Light Group, anello con i simboli dell’amore.
Coar by Roberto Intorre: collana Onda in argento sbiancato della collezione Riti e reti
Coar by Roberto Intorre: collana Onda in argento sbiancato della collezione Riti e reti

Premio speciale
Per l’eccellenza creativa che ha contribuito a riconoscere nel Distretto Orafo Aretino a Graziella Braccialini con Il perdono libera l’anima e cancella la paura, collana in metallo d’orato; Unoaerre Industries con Nuances, collana con pietre naturali; Giordini per il bracciale Japanese Love, in oro.
Graziella Braccialini, Il perdono libera l’anima e cancella la paura, collana in metallo d’orato
Graziella Braccialini, Il perdono libera l’anima e cancella la paura, collana in metallo d’orato

Talents
Ex aequo per l’Istituto tecnico professionale orafo di Arezzo al bozzetto di Chiara Angeli con una elegante collana con elemento pendente Korcion, a gemma sferica. Per il Liceo artistico Giovagnoli di San Sepolcro ad Asia Barberi per il Braccianello, un bracciale con gemma centrale incastonata, da cui partono le catenelle con gli anelli. Ai vincitori sarà data la possibilità di veder realizzate le loro creazioni, a titolo gratuito, grazie alla collaborazione di aziende partner del territorio in occasione del quarto Summit del Gioiello Italiano che si terrà ad Arezzo a dicembre 2024.

Lucchetta 1953, Volo dorato, collana d’oro con pendente a forma di gabbietta aperta
Lucchetta 1953, Volo dorato, collana d’oro con pendente a forma di gabbietta aperta

Anche zaffiri del Kashmir all’asta Pandolfini

Tanti gioielli, tante gemme e molti orologi per l’asta del 29 e il 30 maggio di Pandolfini. La vendita si terrà nella sede di Milano, in via Manzoni 45. Nelle due sessioni, il capo dipartimento ella casa d’aste, Cesare Bianchi, si prepara ad aggiudicare pezzi di grande interesse. A cominciare da una collezione di tre zaffiri Kashmir (i più rari), noti per il colore blu intenso. Sono gemme naturali e prive di trattamenti termici, montate su tre anelli: uno a fascia in oro bianco 18 carati con zaffiro di 6.08 carati e diamanti (stima: 80-140.000 euro), un anello in platino con zaffiro Kashmir 4.47 carati e diamanti (50-90.000) e un anello in oro rosa con zaffiro Kashmir e diamanti (30-50.000). Un altro zaffiro, questa volta di Ceylon a taglio ottagonale, è montato su un anello a forma di fiore con zaffiro Ceylon (10-18.000). Un altro pezzo forte dell’asta è rappresentato da un bracciale Cartier London in platino con zaffiri Ceylon e diamanti (30-50.000), assieme a una spilla a forma di tralci in platino con zaffiri taglio a goccia e diamanti (8-12.000).

Anello in platino con zaffiro Kashmir 4.47 carati e diamanti. Asta Pandolfini
Anello in platino con zaffiro Kashmir 4.47 carati e diamanti

In vendita anche altre gemme di grande valore: un anello solitario in oro rosa presenta un diamante fancy taglio brillante di 9.89 carati, purezza Vvs2 (90-150.000), una collana in oro giallo con diamante fancy chameleon taglio a goccia 6.78 carati, purezza Vs1 (60-90.000) e una collana in oro bianco con diamante taglio a goccia 14.96 carati, colore H, purezza Vvs1 (140/200.000). Ancora: in catalogo ci sono un anello in platino con diamante taglio navette di 5.49 carati, colore G, purezza Vvs2 (50.000-75.000) e un bracciale a fascia in oro bianco 18 carati con diamanti taglio smeraldo (30-45.000).
Anello solitario in oro rosa con diamante fancy taglio brillante (smontato) di ct 9.89, purezza vvs2, dotato di certificato Gia
Anello solitario in oro rosa con diamante fancy taglio brillante (smontato) di ct 9.89, purezza vvs2, dotato di certificato Gia

Non mancano i gioielli di grandi Maison, come la demi parure Bulgari in oro giallo con onice, perle e smeraldi (12-18.000) e la collana Cartier Le baiser du dragon in oro bianco e diamanti taglio brillante (3-5.000). I lotti saranno esposti in anteprima dal 25 al 28 maggio.
Demi parure Bulgari in oro giallo con onice, perle e smeraldi
Demi parure Bulgari in oro giallo con onice, perle e smeraldi

Collana Cartier Le baiser du dragon in oro bianco e diamanti taglio brillante
Collana Cartier Le baiser du dragon in oro bianco e diamanti taglio brillante

Giovanni Raspini in Cina svela la strategia

Nozze di argento tra Giovanni Raspini e il mercato cinese. La Maison toscana sbarca sulla piattaforma di e-commerce Tmall, che fa parte del gruppo Alibaba. Tmall, con una base di oltre 800 milioni di utenti attivi, è una delle piattaforme di vendita al dettaglio online più influenti e popolari in Cina e offre un’opportunità di crescita per il brand Giovanni Raspini. Dopo l’attenzione riservata negli anni scorsi a un mercato come quello londinese, insommma, Giovanni Raspini punta su un’espansione globale del marchio. Come spiega a gioiellis.com Luca Padula, direttore generale della Giovanni Raspini.

Giovanni Raspini, boutique
Giovanni Raspini, boutique

Domanda. Il brand è già presente sui mercati asiatici?
Risposta. La Cina è il primo mercato asiatico che abbiamo scelto di approcciare. Il progetto nasce circa un anno fa con lo sforzo congiunto di molte persone, tra cui Gabriele Rossi, Export Director Giovanni Raspini, e Corrado Skabic, consulente e oggi partner per la Cina. Il progetto ha visto innanzitutto la ricerca di un partner industriale strategico che dimostrasse competenze sia nel mondo del retail fisico che nel retail digitale. Dopo molti mesi di trattative e definizione dei dettagli strategici siamo finalmente arrivati oggi alla parte operativa esecutiva del progetto che parte proprio con l’avvio delle vendite su Tmall, la piattaforma digitale del lusso per antonomasia in Cina, senza dimenticare una strategia per la creazione e lo sviluppo dell’identità di brand nell’area.
D. Vi siete posti dei traguardi di business, per quantità di venduto?
R. Abbiamo una roadmap già definita per i prossimi tre anni con obiettivi minimi di fatturato da raggiungere, ma soprattutto con obiettivi di visibilità e conoscenza del marchio in Cina accompagnato da alcune aperture di negozi nei principali mall del lusso.
D. Il mercato asiatico è famoso anche per clonare il design dei marchi occidentali. Non avete timore che accada?
R. Si tratta di un rischio concreto a cui siamo preparati. D’altronde, quando un marchio viene copiato è spesso sintomatico del raggiungimento di una buona notorietà, nonché del riconoscimento di appartenenza alla fascia alta della categoria del gioiello. Sappiamo quindi che saranno molti i tentativi di contraffazione a cui ovviamente risponderemo difendendoci con i mezzi legali che ci consente la legge in Cina.
D. Pensate di aprire anche punti vendita fisici in Cina?
R. L’apertura di numerosi punti vendita in Cina è parte integrante del Piano Industriale condiviso con il partner distributivo.
D. I gioielli per il mercato asiatico avranno caratteristiche diverse, per esempio dimensioni più piccole?
R. Prevediamo qualche tipo di personalizzazione, ma solo a livello di taglie e non di modello. I modelli dovranno invece rimanere fedeli agli originali.
D. Quale tipo di gioiello pensate sia più interessante per il mercato cinese?
R. Abbiamo eseguito alcune analisi preliminari di mercato e riteniamo di poter affrontare il mercato cinese partendo proprio dalle collezioni Heritage che più contraddistinguono il Dna Giovanni Raspini appartenenti al mondo Animalier, Rock e Perlage.

Giovanni Raspini, collana della collezione Butterfly
Giovanni Raspini, collana della collezione Butterfly
Anelli della collezione Color
Anelli della collezione Color

Al via Oroarezzo

Al via Oroarezzo, edizione numero 43 (11 al 14 maggio) della fiera organizzata da Italian Exhibition Group. Oroarezzo si propone come piattaforma di riferimento internazionale per la manifattura Made in Italy, in particolare la produzione unbranded o white label. Saranno presenti oltre 370 brand espositori, l’87% italiani e il 13% esteri. Per oreficeria e gioielleria, il 52% dei brand italiani proviene dalla Toscana. Altre regioni rappresentate sono Veneto, Lombardia e Piemonte. I buyer esteri ospitati e ltamente profilati grazie alla sinergia tra Ice Agenzia, ministero degli Affari esteri e i regional advisor di Ieg sono circa 400, provenienti da 60 Paesi (erano 55 nel 2023). Il rapporto è di oltre un buyer ospitato per azienda.

Una precedente edizione di Oroarezzo
Una precedente edizione di Oroarezzo

L’offerta merceologica comprende oreficeria e gioielleria, semi-lavorati e componenti, pietre preziose e semipreziose (65% dell’offerta). Tecnologie per il settore orafo (17% dell’offerta). Cash & carry (13%), visual merchandising e packaging (5%). Ieg ha potenziato l’offerta di eventi e convegni dedicati alla filiera. Tra i temi trattati ci sono le tecnologie per il trattamento delle superfici tra oreficeria e accessorio moda, il presente e il futuro del commercio al dettaglio per le gioiellerie; l’accessorio moda, e infine il Career Day, che manifesta l’impegno tangibile di IEG assieme alla Consulta, Fondazione ITS TAB Turismo, Arte e Beni culturali, l’Università di Siena per mettere in contatto domanda e offerta formativa scolastica. Oroarezzo sarà anche vetrina delle creazioni in concorso alla 33ª edizione di Première e aperto agli studenti delle scuole orafe con la categoria Talents.
Gioielli a Oroarezzo
Gioielli a OroArezzo

Arezzo nel 2023 si è confermato il distretto leader in Italia per le esportazioni di oreficeria, argenteria e gioielleria. Secondo i dati Istat elaborati dal Centro Studi Confindustria Federorafi, nel periodo gennaio-dicembre dello scorso anno l’export aretino di settore vale 3,491 mld con un +9,4% sul 2022. Il distretto vale da solo il 30,5% del totale dell’export orafo nazionale. I principali mercati di destinazione della manifattura aretina sono, per volumi: Turchia con 760,8 milioni (+109%), Emirati Arabi Uniti con 685 milioni (-6%), Stati Uniti a 471 milioni (+17,8%), Hong Kong con 235,9 milioni (+20%) e Francia con 228,5 milioni (-0,7%).
Lo scenario nazionale vede continuare il trend positivo di settore. Il fatturato 2023 registra una crescita del 10,2%, per 11,97 mld di euro. Anche l’export è cresciuto a doppia cifra: +11,1%, pari a 10,9 mld di euro, di cui 10,1 miliardi generati dalla gioielleria da indosso (+10,6%), con il +12,1% per quella in oro; stabile quella in argento (+0,4%). Favorevole la dinamica dell’occupazione: in aumento di 936 unità gli addetti (+2,9% su base annua).
Una passata edizione di OroArezzo
Una passata edizione di OroArezzo

Vhernier passa a Richemont

Alla fine a spuntarla è stato il gruppo Richemont. Da mesi si susseguivano le voci di una trattativa per la vendita di Vhernier uno dei marchi storici della gioielleria italiana, che proprio ora compie 40 anni. Vhernier, quindi, si affianca ora alle 28 Maison del gruppo svizzero, con marchi come Buccellati, Cartier e Van Cleef & Arpels. La famiglia Traglio, dal 2001 proprietaria di Vhernier con quote paritetiche dei due fratelli Carlo e Maurizio, uscirà completamente dall’azienda con la cessione del 100% del capitale. L’azienda di gioielleria che si distingue per il raffinato design è stata fondata a Valenza nel 1984, ma ha sede a Milano e uno store in via Monte Napoleone.

La famiglia di orecchini-spilla Palloncino
La famiglia di orecchini-spilla Palloncino

Collezioni come Calla o Palloncini hanno segnato la storia della gioielleria degli ultimi decenni, con linee innovative e sorprendenti, oltre a una ricerca d’avanguardia sui materiali, come l’uso di titanio e alluminio, ma anche ebano e bronzo. I gioielli sono realizzati a mano a Valenza e sono distribuiti da boutique monomarca e multimarca in Europa e Stati Uniti. L’azienda di gioielleria, inoltre, è proprietaria anche di De Vecchi Milano 1935, marchio storico italiano di argenteria per la casa, ma anche gioielli. Nonostante il suo indiscusso valore, Vhernier aveva però bisogno di nuovi mezzi per competere su un mercato occupato sempre più da gruppi del lusso. L’ingresso in casa Richemont è probabilmente un’idea azzeccata.

Bracciale Calla in titanio nero e diamanti
Bracciale in titanio nero e diamanti by Vhernier

La Maison Vhernier ha un design unico e distintivo, che unisce magnificamente forme moderne, audaci ed eleganti, con materiali non convenzionali, esaltati da un’eccezionale maestria artigianale. Questa Maison dall’estetica inequivocabile è perfettamente complementare al nostro portafoglio di rinomate Maison di gioielleria. Siamo entusiasti di accogliere il talentuoso team di Vhernier nella famiglia Richemont e di lavorare presto insieme per realizzare il pieno potenziale di questa eccezionale Maison, in un contesto di mercato fiorente per la gioielleria di marca.

Johann Rupert, Presidente di Richemont

Johann Rupert, Ceo e azionista di Richemont
Johann Rupert, Ceo e azionista di Richemont

Siamo lieti che la Maison Vhernier si unisca al Gruppo Richemont, leader indiscusso nella gioielleria di design. Crediamo fermamente che la nostra Maison accelererà il suo sviluppo con il contributo esperto ed attento di Richemont.

Carlo Traglio, presidente di Vhernier
Carlo Traglio

Carlo Traglio, presidente, e Maurizio Traglio, amministratore delegato di Vhernier
La transazione non avrà impatti finanziari rilevanti sul patrimonio netto consolidato o sul risultato operativo di Richemont per l’anno che si concluderà il 31 marzo 2025. I risultati di Vhernier saranno riportati nella business area Jewellery Maisons. Il completamento dell’operazione è soggetto a determinate condizioni e approvazione delle autorità di regolamentazione competenti.
La spilla Camaleonte con diamanti, sugilite, opale arlecchino, giada nera e cristallo di rocca
La spilla Camaleonte con diamanti, sugilite, opale arlecchino, giada nera e cristallo di rocca

Bulgari, MarinaB e Buccellati all’asta del Ponte

Gioielli all’asta a Milano il 30 e 31 maggio nell’evento organizzato da il Ponte. In tutto circa 300 pezzi, tra cui alcune grandi maison italiane come Bulgari, MarinaB e Buccellati. DI Bulgari, per esempio, è presente in catalogo un choker a tubogas in oro giallo con quattro Statere di Corinto, monete della Grecia classica che seguono il filone archeologico che ha ispirato il brand romano (stima 70.000 – 120.000 euro). Oppure, sempre legata all’antichità, la catena con gli otto Carlini in argento di Roberto d’Angiò 1309 – 1343 (stima 70.000 – 120.000 euro) o, ancora, il collier in oro e diamanti con moneta Syracuse: esemplare unico realizzato su commissione (60.000 – 80.000). Del marchio non mancano i celebri tubogas dai contorni arrotondati e priva di saldature, utilizzata per alcune collane e orologi. Altri pezzi di Bulgari comprendono due anelli con diamante solitario, un anello moi et toi con diamante e rubino Birmano, un paio di orecchini anni Sessanta, due spille e un bracciale, tutti rifiniti con diamanti e rubini birmani, oltre a clutch in oro e diamanti, un portasigarette firmato Muratti del 1970 e una  borsina in oro giallo anni Cinquanta rifinita con diamanti, zaffiri, smeraldi e rubini.

Choker Bulgari a tubogas in oro giallo con quattro Statere di Corinto, monete della Grecia classica
Choker Bulgari a tubogas in oro giallo con quattro Statere di Corinto, monete della Grecia classica. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste

Marina Bulgari, scomparsa di recente, è una designer che ha scelto la propria strada, staccandosi dalla famiglia per fondar eil suo marchio MarinaB. In asta sono presenti alcuni gioielli emblematici della sua produzione, tra cui il top lot dell’incanto: un anello disegnato su commissione con un diamante di 14.67 carati (stima 160.000 – 240.000 euro), due paia di orecchini della linea Pneu, una demi-parure della serie Cimin e un choker Simona impreziosito da un rubino cabochon e diamanti.

MarinaB orecchini Pneu
MarinaB, orecchini Pneu. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste

Di Buccellati sono presenti opere di Gianmaria, come la demi parure in oro giallo cesellato (8.500 – 12.000) e alcuni esemplari storici del fondatore Mario, tra cui un collier a foglie satinate a scalare in oro giallo e bianco rifinito con piccoli diamanti (7.500 – 12.000). Numerose le creazioni con diamanti e pietre di colore dalle importanti carature, quali l’anello firmato Sabbadini centrato da un diamante ottagonale di 6,83 carati e i numerosi zaffiri birmani di grandi dimensioni. All’asta anche perle naturali, alcune particolarmente rare, come quelle di vari colori e dimensioni di una collana (26.000 – 32.000) e le due d’acqua salata di grandi dimensioni che esaltano gli orecchini pendenti.

Giornate espositive a Palazzo Crivelli (via Pontaccio 12, Milano) 24, 25 e 26 maggio 2024 (ore 10/13 – 14/18).

Gianmario Buccellati, demi parure in oro giallo cesellato. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Gianmario Buccellati, demi parure in oro giallo cesellato. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Collana con perle di diversi colori. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Collana con perle di diversi colori. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Anello di Sabbadini con diamante ottagonale di 6,83 carati. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Anello di Sabbadini con diamante ottagonale di 6,83 carati. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Bulgari, collier in oro e diamanti con moneta Syracuse. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Bulgari, collier in oro e diamanti con moneta Syracuse. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Bulgari, catena con gli otto Carlini in argento. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Bulgari, catena con gli otto Carlini in argento. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste

Arriva la Valenza Jewelry Week

Il distretto di Valenza, in provincia di Alessandria, è il centro dell’alta gioielleria in Italia, dove hanno sede molte delle grandi Maison del settore. Un’attività che dal 16 al 18 maggio è al centro della Valenza Jewelry Week. L’evento è realizzato dal Comune di Valenza in collaborazione con Roma Jewelry Week e Fondazione Mani Intelligenti. L’obiettivo è valorizzare la cultura del gioiello e delle arti orafe, nonché del patrimonio storico e immateriale di uno dei distretti orafi più importanti d’Italia.

L’evento è stato anticipato durante la mostra Ri-Trovamenti. Il gioiello tra Roma e Valenza, realizzata al Museo Napoleonico di Roma. Ora protagonisti della Valenza Jewelry Week saranno le creazioni di artisti orafi e jewelry designer, studenti, alumni e young talent provenienti da Roma e da tutta Italia, che dialogheranno con quelle dei Maestri orafi valenzani.

Lavorazione di un anello nel laboratorio Recarlo
Lavorazione di un anello nel laboratorio Recarlo

Per l’inaugurazione, giovedì 16 maggio, sono previsti due opening delle mostre in programma, uno a Palazzo Valentino – Centro Comunale di Cultura e l’altro al Centro Espositivo dell’Arte Orafa Valenzana. Al Centro Comunale di Cultura è prevista una mostra di gioielli realizzati da aziende, maestri orafi, autori e designer provenienti da tutta Italia, che dialogheranno tra loro e con l’installazione site specific, dedicata al tema della mostra, creata dall’artista Antonio De Luca. I colori delle gemme preziose incastonate nei gioielli esposti si confronteranno con la pittura materica, delicata e al tempo stesso incisiva, proposta dal pittore. In mostra anche una selezione di opere del progetto Filodoppio curato da Lia Lenti e Domenico Maria Papa. Filo doppio segue concettualmente e rinnova aggiornandolo il progetto, intrapreso già dal 2020, di collaborazione tra artisti e aziende del distretto orafo di Valenza per la progettazione e produzione di opere uniche tra gioielli, opere d’arte da indossare e creazioni inedite sperimentando nuovi contenuti e percorsi creativi.

Con l’intento di far conoscere il patrimonio storico e culturale di Valenza e riscoprire la storia centenaria dell’arte orafa valenzana, è stato ideato un percorso con visite in alcuni laboratori presenti sul territorio, in programma per venerdì 17 maggio.

Saranno in mostra al Centro Comunale di Cultura anche le creazioni di studenti e alumni dell’Istituto Europeo di Design di Roma e di Torino e dell’Accademia Italiana. Gli alumni dello Ied Torino presenteranno alcuni progetti realizzati in collaborazione con alcune aziende presenti nel territorio. Presenti anche le scuole valenzane For.Al Vincenzo Melchiorre, IIS Benvenuto Cellini, ITS GEM i vincitori dello Jewelry Junior Program e le creazioni degli studenti delle primarie di Valenza.

La designer Antonia Ascolillo. Copyright: gioiellis.com
La designer Antonia Ascolillo. Copyright: gioiellis.com

Il focus è il Sapere Fare che viene declinato in diverse modalità dai diversi partecipanti. Le aziende valenzane rappresentano una cifra stilistica che è il risultato del lavoro e delle competenze acquisite nel tempo dagli orafi e gioiellieri locali. Artigiani che hanno saputo operare, nel tempo, nel rispetto delle tecniche tradizionali senza, però, rinunciare a guardare al futuro dando vita a creazioni sempre orientate alla alta qualità. Ancora oggi la capacità di ogni azienda di crescere ed evolversi, attraverso un connubio tra tradizione e innovazione, ha fatto si che il saper fare dell’arte orafa valenzana sia riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

La neo scuola romana del gioiello contemporaneo lo farà attraverso la storia e la tradizione del Masenza. L’Alteravanguardia – Neo Scuola Romana del gioiello contemporaneo, eredita conoscenze, linguaggi e storie dall’esperienza del gioiello d’artista del caso Masenza degli anni ‘60 e ‘70, in cui abili artigiani prestarono le loro qualità di tecnica orafa agli artisti del ‘900. Gli artisti e i designer del progetto Incinque Jewels e quelli selezionati dalla RJW provenienti da tutta Italia, coniugheranno la tecnica con l’estro creativo per rappresentare il saper fare italiano, plasmando le pietre seguendo i mutamenti della natura e della propria cifra stilistica. In questo contesto l’esperienza della galleria Incinque Open Art Monti di Roma, come residenza d’artista dedicata al gioiello contemporaneo, offre uno spunto per un ulteriore dialogo tra gli artisti stessi.

Lavorazione nel laboratorio di Vendoarafa
Lavorazione nel laboratorio di Vendoarafa

Al Centro Espositivo dell’Arte Orafa Valenzana sarà allestita una mostra dedicata alla tradizione orafa di Valenza. A quasi cento anni dall’arrivo di Caramora a Valenza, in città erano attive circa 43 aziende orafe con un totale approssimativo di 613 operai. Più di duecento anni dopo, sono 800 le aziende attive sul territorio e i lavoratori orafi sono circa 4.500.

AZIENDE
Annaratone, Carlo Barberis, Barzizza, Ceva Gioielli, Crivelli, Damiani, Fratelli Deambrogio, Digo Valentina Callegher, Giorgio Visconti, Guerci Pallavidini, Leo Pizzo, Margherita Burgener, Monile – Jewels of Italy, Moraglione, Palmiero Gioielli, Pasquale Bruni, Franco Raselli, RCM Gioielli, Recarlo, Vendorafa, Verdi Gioielli, Vhernier.

ARTISTI ORAFI e DESIGNER
Alteravanguardia – Neo Scuola Romana: Laura Abramo, Ivan Barbato, Fabio Cappelli, Glauco Cambi, Remigio Maria Caserta, Flavia Diamanti, Andrea De Luca, Michele Forlenza, Claudio e Roberto Franchi, Marco Fulli, Paolo Mangano, Fabrizio Negri, Raimondo Oliviero – a cura di Claudio Franchi

Galleria Incinque Open Art Monti: Maria Gaia Piccini (Fi), Francesco Ridolfi (RN), Simone Vera Bath, Lorella Verrillo

Roma: Cristiana Perali
Firenze: Gianni Misto, Bruno Villani
Bari: Enza de Pinto
Napoli: Marco Mormile
Cetrano (CS): Simone Cipolla
Roma-Milazzo: Antonia Ascolillo, Igor Quagliata (designer ex alunni-IED Roma)

INSTALLAZIONE SITE SPECIFIC
Antonio De Luca

SCUOLE E ACCADEMIE
Scuola Orafa For.AL “Vincenzo Melchiorre” – Studenti
IIS “Benvenuto Cellini” – Studenti
Istituto Comprensivo “Paolo e Rita Borsellino” – Studenti
ITS – GEM – Studenti
Direzione Didattica Valenza “Don Minzoni” e “7 Fratelli Cervi” – Studenti
IED – ROMA – Alumni: Lisa Dal Pont (Vincitrice della RJW), Marta Ferrara, Leonardo Funaro,Hyekyung Lee, Chiara Quatrale, Giorgia Rossi

IED – TORINO – Studenti: Angela Borracci, Edoardo Cerello, Aurora Ceretti, NoémieFuchs, Lodovica Gay, Camilla Godano, Lorenzo Mazara; Alumni: Rebecca Costantino, Alessandro Paone

ACCADEMIA ITALIANA – ROMA – Studenti: Sebastiano Cornia, Giulia Gastaldi, Cristian Imperiale, Klara Mattstedt, Francesca Pallaoro

FILO DOPPIO
14 opere-gioiello di Elizabeth Aro con Lombardi (2020), Elisa Bertaglia con Margherita Burgener (2021), Antonio De Luca con Ofir (2020), Emilia Faro con Monile – Jewels of Italy (2021), Carlo Galfione con Scuola orafa For.AL “Vincenzo Melchiorre”(2020), Gabriele Garbolino Rù (2022) e Viola Pantano (2021) con Gioj, Fukushi Ito con Il Diamante (2020), Chen Li con Gianpiero Pozzi (2023), Clara Luiselli con Etra Gioielli (2023), Giulia Nelli con HandMade (2023), Greta Penacca con Matteo Bonafede (2023), Alessandra Serra con Effemme (2023) e Alice Zanin con Ceva Gioielli (2020).

Gioielli-scultura di Giovanni Raspini in mostra

Il designer toscano Giovanni Raspini non impiega la sua creatività solo per il brand di gioielli che porta il suo nome, ma anche per sculture-gioiello che sono messi in mostra, come nel caso di Superstones / Gioielli dal cuore della Terra, evento che presenta 30 pezzi unici. Questi gioielli-scultura sostituiscono le gemme preziose tradizionalmente utilizzate in gioielleria, con pietre e minerali naturali diversi. I minerali sono posti al centro di grandi collane, maxi anelli, bracciali e una tiara. Le dimensioni sono extra large, ma non si tratta di gioielleria da indossare per andare al cinema. Le sculture rappresentano un’esercizio di ricerca sulla origine dei minerali, unita alla artigianalità della scultura e fusione a cera persa.

Bracciale Drago
Bracciale Drago

Pensavo a Superstones da molto tempo con l’idea eccentrica di sostituire, nelle mie creazioni di pezzi unici, minerali e pietre alle consuete gemme: utilizzare cristalli lucenti, minerali dai colori, dalle dimensioni e forme fantasmagoriche, pietre rare, materiali sconosciuti ai più, ma anche coralli e perle barocche. Ho così scoperto un mondo affascinante e misterioso da cui partire per creare gioielli assolutamente non convenzionali, per stile, ricchezza e dimensione. È una sfida importante quella di Superstones, poiché il decoro e la struttura stessa del gioiello tiene conto ed è in perfetta sintonia stilistica con le pietre utilizzate, che divengono frammenti narrativi. Con grande passione abbiamo cercato minerali in ogni parte del mondo, che fossero bellissimi, rari e affascinanti. Naturalmente, come per le altre mostre del brand, Superstones è anche una grande opera collettiva, che ho ideato, ma realizzata con collaboratori di alto livello che hanno portato il loro contributo concettuale e artistico.
Giovanni Raspini

Giovanni Raspini
Giovanni Raspini

Al lavoro di Giovanni Raspini ha contribuito il rapporto con l’Università di Firenze e Giovanni Pratesi, geologo e divulgatore scientifico, conservatore delle raccolte mineralogiche del Museo di storia naturale di Firenze. La mostra sarà a Milano il 24 maggio 2024, e rimarrà aperta (ingresso gratuito) fino al 2 giugno per poi trasferirsi a Roma dal 7 al 9 giugno e a Catania dal 28 al 30 giugno

Superstones / Gioielli dal cuore della Terra
Ingresso gratuito
MILANO
Fonderia Napoleonica
Via Genova Thaon di Revel, 21
24 maggio – 2 giugno – Orario: 10:00 – 19:00

ROMA
Coffee House di palazzo Colonna
Piazza dei Santi Apostoli, 67
7 – 9 giugno – Orario: 10:00 – 20:00

CATANIA
Palazzo Biscari
Via Museo Biscari, 10
28 – 30 giugno – Orari: 10:00-13:00 / 16:00-19:00

Anello Profondo Blu con azzurrite, sulla quale delicati delfini in argento dorato saltano e si rincorrono
Anello Profondo Blu con azzurrite, sulla quale delicati delfini in argento dorato saltano e si rincorrono
Collana Stone Reef
Collana Stone Reef
Collana Pappagalli
Collana Pappagalli
Collana Jaipur
Collana Jaipur
Collana Bollicine un calcedonio color violetto, con bolle sferiche realizzate in bronzo bianco e alcune luminose perle barocche
Collana Bollicine un calcedonio color violetto, con bolle sferiche realizzate in bronzo bianco e alcune luminose perle barocche

A Roma asta di 110 gioielli con Affide

Asta a Roma con oltre 110 gioielli all’asta giovedì 9 maggio nella sede di Affide (società che fa parte del gruppo Dorotheum), il Palazzo Santacroce Petrignani in Piazza del Monte di Pietà. La base d’asta complessiva è di 355.450 euro. In evidenza il lotto 118 (base d’asta 7.000 euro): una spilla e un bracciale raffiguranti il basilisco, risalenti alla seconda metà dell’Ottocento. La spilla e il bracciale, di pregevole fattura, sono realizzati con la tecnica a canna vuota in oro 750, presumibilmente di manifattura francese. La spilla presenta la foggia del corpo della mitologica creatura attorcigliato su sé stesso, con la testa del gallo finemente decorato nel piumaggio, gli occhi impreziositi da granati ed il pendente smaltato di blu metafora del globo terrestre. Il bracciale, con motivi naturalistici e impreziosito dalle due teste di gallo con occhi decorati da smeraldi, il becco aperto e la lingua aguzza evoca la potenza del suo veleno.

collana di diamanti e smeraldi realizzata in oro bianco con diamanti e brillanti di 12,8 carati totali
Collana di diamanti e smeraldi realizzata in oro bianco con diamanti e brillanti di 12,8 carati totali

tra gli altri lotti spicca il 103 (base d’asta di 23.000 euro), un anello solitario con diamante taglio brillante di 7,5 carati, in oro bianco. Il lotto 100 (base d’asta di 4.800 euro) è una collana di diamanti e smeraldi realizzata in oro bianco con diamanti e brillanti di 12,8 carati totali. La collezione è in esposizione nella sede di Affide dal martedì al sabato, dalle 10:00 alle 18:00.

Anello solitario con diamante  taglio brillante di 7,5 carati
Anello solitario con diamante taglio brillante di 7,5 carati
Spilla e bracciale ispirati al basilisco
Spilla e bracciale ispirati al basilisco

Volano i ricavi di Pandora

Il 2024 per Pandora si preannuncia come un’annata d’oro. I risultati del primo trimestre del gruppo danese di gioielleria hanno il piede pigiato sull’acceleratore. La seconda fase della strategia che Pandora ha chiamato Phoenix, secondo l’azienda hanno aumentato la desiderabilità del brand e la stessa percezione verso il marchio. Lo testimonia una crescita organica del 18%, che è dell’11% se si tiene conto dello stesso perimetro di business, visto che l’espansione del network ha portato una crescita del +5%. In termini assoluti, il fatturato è aumentato di 1 miliardo di circa 135 milioni di euro. La crescita nei principali mercati europei è del 9%, così come negli Stati Uniti, ma vola nel resto del mondo a +18%. Altri dati finanziari: il gross margin (cioè le vendite meno i costi) nel trimestre è stato del 79,4%, grazie al mix di canali di vendita, dai prezzi e da efficienze, oltre che da una spinta dei prezzi dell’argento e dei tassi di cambio esteri.

Bracciale in argento con ciondolo
Bracciale in argento con ciondolo

Questo significa, in pratica, che su un gioiello venduto a 10 euro (per esempio), il costo di produzione è di soli 20,6 euro. Se si calcola il margine Ebit (cioè il profitto prima di tasse e spesa per interessi), l’utile si riduce però al 22%, in aumento dello 0,5% rispetto all’anno precedente. I risultati del primo trimestre sono anche l’occasione per fare il punto sulla strategie di Pandora. L’obiettivo dell’azienda è centrato sull’evoluzione della percezione di Pandora in un brand di gioielleria completo, che ha avuto inizio ufficialmente con il lancio della nuova campagna di marketing multi-stagionale Be Love. La linea Timeless ha continuato il suo momento positivo con una crescita del 43% e anche Pandora Lab-Grown Diamonds ha visto un significativo progresso di crescita dell’87%. Per questi motivi Pandora prevede per il 2024 una crescita al 8-10%”.

Siamo molto soddisfatti del nostro inizio d’anno, mentre ci avviamo verso il prossimo capitolo di Phoenix. Sebbene i mercati della gioielleria intorno a noi rimangano in generale moderati, i nostri continui investimenti nel brand ci permettono di conquistare quote di mercato. Alziamo le nostre previsioni di fatturato e ci auguriamo di continuare ad alimentare la nostra crescita con interessanti iniziative strategiche nei prossimi anni.
Alexander Lacik, Presidente e Amministratore Delegato di Pandora

Alexander Lacik, ceo di Pandora
Alexander Lacik, presidente e Ceo di Pandora

Oro senza freni, a comprare è anonymous

Chi vuole acquistare un gioiello in oro, oppure venderlo, faccia attenzione: il prezzo del metallo giallo ha superato tutti i record e chissà per quanto ancora continuerà a salire. Ma perché il prezzo dell’oro ha superato i 2.400 dollari 1 oncia, misura che equivale a 31,1 grammi? I motivi sono diversi. Quello considerato principale dagli operatori sul mercato riguarda la situazione geopolitica, tra invasione dell’Ucraina e Gaza, senza dimenticare la pressione cinese su Taiwan: l’oro è il bene rifugio per antonomasia, che viene accumulato quando soffiano i venti di guerra. Ma non solo. Il prezzo dell’oro è legato anche ad altri fattori. Alla domanda di oro per gioielleria (diminuita del 2%), ma anche all’utilizzo come materia prima per l’industria (aumentato del 10%), per esempio per il mondo dell’elettronica (computer e tablet possono contenere piccole componenti di metallo giallo).

Prezzo dell'oro a 10 anni
Prezzo dell’oro a 10 anni

Inoltre, da tempo continua l’acquisto da parte delle banche centrali, che accumulano riserve auree perché temono scenari difficili nel prossimo futuro. Tutto questo, però, secondo alcuni analisti non sarebbe sufficiente a giustificare l’impennata dei prezzi. C’è anche chi punta l’indice su acquirenti misteriosi, senza volto, che fanno incetta di oro sul mercato. Secondo un’analisi, gli acquisti da parte degli anonimi compratori sono stati i veri propulsori del record. Anzi, senza questi acquisti segreti la domanda di oro per investimento sarebbe crollata provocando un ribasso del 5%. Questi acquisti sono anonimi anche perché non passano attraveri i mercati regolamentati. Sono le transazioni tecnicamente definite come Otc, over the counter, tra due soggetti privati, che garantiscono in questo modo l’assoluto anonimato.
Shopping in Cina
Shopping di gioielli in Cina

Secondo il World Gold Council, gli anonimi hanno acquistato 136 tonnellate di oro nei primi tre mesi del 2024, circa l’11% della domanda totale. In particolare, gli acquisti si sarebbero concentrati sul mercato del far asiatico, cioè la Cina, ma anche turchia e India.

Lingotti d'oro
Lingotti d’oro

Gioielli e orologi con Faraone Casa d’Aste

Gioielli di primavera nella vendita all’incanto del 28 maggio di Faraone Casa d’Aste. La società milanese propone 258 lotti, che saranno contesi nella sede di via Monte Napoleone 9, in tre tornate di gioielli, orologi nel pomeriggio e luxury good (come borse di Chanel) al mattino. Il primo dei due eventi di Faraone Casa d’Aste (l’altro sarà in prossimità del Natale) sarà anche in live streaming sulla app MyFaraone. La sessione dedicata ai gioielli comprende un raro choker firmato Bulgari collezione Monete, anni Ottanta a tre file di tubogas, in oro bicolore con moneta romana imperiale in bronzo incastonata nella parte centrale. Altro pezzo importante è uno zaffiro Burma taglio ottagonale no-heat del peso di circa 16,50 carati montato su un anello in platino e un altro zaffiro Ceylon ovale di circa 14 carati, anch’esso no-heat, montato su una spilla in oro giallo.

Anello con zaffiro taglio ottagonale
Anello con zaffiro taglio ottagonale

Sempre nel campo delle gemme di colore, montati su anello due smeraldi colombiani ovali di circa 4,90 carati totali, un anello Pederzani in oro giallo con zaffiro ovale cabochon di 22,73 carati, con zaffiri e diamanti calibrè, e un anello in platino con perla naturale d’acqua salata bianca con sfumatura grigia di circa 17 millimetri. Per i diamanti, in evidenza due solitari in platino, uno con diamante di 6,03 carati e l’altro con diamante di 6,86 carati entrambi taglio a brillante. In vendita anche un bracciale e un anello Bulgari Serpenti Viper full diamond in oro bianco, una collana Van Cleef & Arpels Vintage Alhambra caratterizzata da dieci motivi in oro giallo con malachite e diamanti, un bracciale Sabbadini serpente in ebano e diamanti, un anello serpente Illario in oro giallo, smalto e diamanti, una spilla Ravasco in platino e diamanti e una Minaudière Illario per Ventrella in oro giallo e bianco rifinita con diamanti rotondi e rubini calibrè, corredata di astuccio originale.
anello Pederzani in oro giallo con zaffiro ovale cabochon di 22,73 carati
Anello Pederzani in oro giallo con zaffiro ovale cabochon di 22,73 carati

Tra gli orologi spicca un raro Patek Philippe 3770/001 in oro giallo, modello ultra-ricercato sebbene con movimento al quarzo, nato dalla fusione negli anni Ottanta dell’elegante e raffinato Ellipse, e il Nautilus, orologio simbolo di giovane sportività. Ibrido tra il due orologi il Nautellipse, battuto in questa versione rara: è solo il quarto a comparire sul mercato internazionale delle aste. All’incanto anche due Audemars Piguet modello Royal Oak, con movimento meccanico a carica automatica, rispettivamente in oro giallo e in acciaio, entrambi corredati di scatola e garanzia. Non mancano i orologi Rolex: un Ovetto e un Ovettone entrambi degli anni Cinquanta.

Anello in platino con perla naturale d'acqua salata bianca con sfumatura grigia di circa 17 millimetri
Anello in platino con perla naturale d’acqua salata bianca con sfumatura grigia di circa 17 millimetri
Bracciale Bulgari Serpenti Viper full diamond in oro bianco
Bracciale Bulgari Serpenti Viper full diamond in oro bianco
Audemars Piguet modello Royal Oak, con movimento a carica automatica
Audemars Piguet modello Royal Oak, con movimento a carica automatica

A GemGèneve l’antica cultura Trypillia

La gioielleria dell’Ucraina sconvolta dalla guerra torna a GemGèneve, l’unico evento del settore che ha aperto uno spazio speciale per incoraggiare il settore di quel Paese. Motore dell’iniziativa è Strong and Precious Art Foundation, un organismo nato per supportare i gioiellieri ucraini, che parteciperà alla mostra Beyond Time, ispirata a Trypillia. La mostra in mostra il ricco patrimonio della cultura trypilliana, di un un periodo che va dal 5.500 a.C. circa al 2.750 a.C. Questa cultura si diffuse sul territorio di quella che oggi è l’Ucraina, fino alla Romania e alla Moldavia, e rappresenta un capitolo importante nella storia europea. La produzione del periodo trypilliano è caratterizzati da ceramiche rosse e arancioni ornate con disegni curvilinei. I popoli tripilliani praticavano l’agricoltura e si dedicavano a rituali intricati.

I Trypilliani si consideravano parte integrante della natura, adorando il concetto di femminilità e grano pionieristico tecniche di lavorazione e conservazione, il tutto vivendo in simbiosi armonia con l'ambiente circostante. Il ciondolo Dea Madre mostra il simbolo di Berehynia (Dea Madre in ucraino), incarnando l'infinito energia e resilienza femminile. Oro giallo e bianco 18 carati e diamanti
I Trypilliani si consideravano parte integrante della natura, adorando il concetto di femminilità e grano pionieristico tecniche di lavorazione e conservazione, il tutto vivendo in simbiosi armonia con l’ambiente circostante. Il ciondolo Dea Madre mostra il simbolo di Berehynia (Dea Madre in ucraino), incarnando l’infinito energia e resilienza femminile. Oro giallo e bianco 18 carati e diamanti

La nostra mostra mira a celebrare l’eredità culturale del popolo trypilliano e a mostrare il talento dei gioiellieri ucraini. Attraverso la nostra collaborazione con GemGenève, ci impegniamo a mettere in risalto il ricco patrimonio gioielliero dell’Ucraina ad un pubblico internazionale.
Olga Oleksenko fondatrice della Strong and Precious Art Foundation

Olga Oleksenko
Olga Oleksenko

La mostra presenterà progetti di designer ucraini emergenti e marchi ucraini affermati, unificati da un forte simbolismo e significato, progettati esclusivamente per l’ottava edizione di GemGenève. Komendat, Aga.te, Anton Boyko e GeO x Iryna Vasylenko parteciperanno per la prima volta al collettivo della fondazione artistica, unendosi ai designer precedentemente rappresentati Drutis, Inesa Kovalova, Iryna Karpova, Nomis e Oberig.
La Strong and Precious Art Foundation sta anche collaborando con l’artista ceramica Victoria Yakusha, con i modelli realizzati dal band di arredamento Faina.

L'albero simboleggia il legame senza tempo tra generazioni, che rappresenta la forza duratura e il sostegno della parentela. Le sue radici ci significano patrimonio ancestrale, fornendo nutrimento per l'evoluzione personale, durante la corona incarna la continuazione della bellezza e dell'abbondanza della vita, nutrendo il futuro generazioni con luce e calore. Realizzato in oro giallo 18 carati, diamanti e quarzo, questo pendente di Oberig incarna l'essenza dell'amore e dell'eredità familiare
L’albero simboleggia il legame senza tempo tra generazioni, che rappresenta la forza duratura e il sostegno della parentela. Le sue radici ci significano patrimonio ancestrale, fornendo nutrimento per l’evoluzione personale, durante la corona incarna la continuazione della bellezza e dell’abbondanza della vita, nutrendo il futuro generazioni con luce e calore. Realizzato in oro giallo 18 carati, diamanti e quarzo, questo pendente di Oberig incarna l’essenza dell’amore e dell’eredità familiare
Orecchini by Inesa Kovalova
Orecchini by Inesa Kovalova
Bracciale by Drutis
Bracciale by Drutis

Più spazio per il JGTD di Dubai

Gioielli a Dubai con la terza edizione di JGTD, che si svolgerà dal 12 al 14 novembre. La nuova data sostituisce i precedenti appuntamenti di febbraio. Ieg, società che organizza l’evento assieme a Informa Markets Jewellery negli Emirati Arabi, anticipa alcune delle caratteristiche attese per il Jewellery, Gem & Technology di Dubai. Una decina saranno le aree espositive, tra cui quattro nuovi padiglioni nazionali. La fiera è riservata agli operatori del settore, come Vicenzaoro, e si svolgerà nella sua nuova sede, i Padiglioni 1 e 2 a sud del Dubai Exhibition Centre a Expo City. Negli anni scorsi la sede era stata il Dubai World Trade Center. Il Dec è considerata una sede all’avanguardia, che si estende su 45.000 metri quadrati e può ospitare eventi personalizzabili e 14 sale espositive e multiuso.

JGTD 2023
JGTD 2023

JGTD è una destinazione premium per i mercati della gioielleria, grazie al facile accesso a Dubai. Questo evento è arricchito da una gamma ampliata di offerte, dalle sue nuove date e sede e da un forte supporto del settore. Ancora più importante, JGTD risponde alle dinamiche in evoluzione del processo di acquisto B2B, soddisfacendo l’esigenza del settore di cicli di approvvigionamento più rapidi per soddisfare le preferenze in continua evoluzione dei propri clienti in Medio Oriente, Africa, Asia e altre regioni.
Marco Carniello, Chief Business Officer di Ieg

Marco Carniello
Marco Carniello

Secondo Celine Lau, direttrice delle fiere della gioielleria presso Informa Markets Jewellery, la nuova data di novembre offre l’opportunità ai buyer di ricostituire le proprie scorte prima della fine dell’anno e dell’inizio delle festività natalizie. JGTD sarà in contemporanea con la Dubai Diamond Week, realizzata dal partner ufficiale della fiera, Dubai Multi Commodities Centre. È una piattaforma che, oltre a JGTD, comprende la sessione plenaria del Kimberley Process prevista.

JGTD, buyers
JGTD 2023, buyers

I quattro nuovi padiglioni nazionali saranno destinati a Cina, Sri Lanka, Tailandia e Stati Uniti, che si aggiungeranno ai rappresentanti di Hong Kong, India, Italia e Turchia. La fiera ha inoltre ottenuto un forte sostegno da parte del Gem & Jewellery Export Promotion Council (GJEPC), la principale organizzazione industriale indiana. Circa 400 gli espositori previsti, in rappresentanza di 25 Paesi e regioni.

JGTD edizione 2023
JGTD edizione 2023

Corner alla Rinascente Roma per Pianegonda

Pianegonda, brand che fa parte del gruppo Bros Manifatture, apre un corner e due vetrine alla Rinascente di Roma, in Via del Tritone. L’apertura è considerata una tappa significativa nell’espansione della Maison specializzata nella gioielleria in argento nel mercato del lusso: i brand ospitati nello store hanno un posizionamento medio-alto. e la scelta dello store di via del Tritone, una delle aree dello shopping del lusso a Roma, testimonia la volontà di posizionarsi nella gioielleria di alta gamma. Il corner Pianegonda e le due vetrine dedicate sono concepiti per immergere i visitatori nell’universo del brand, con le collezioni best seller in argento in versione naturale o dorata.

Pianegonda, la Rinascente, Roma
Pianegonda, la Rinascente, Roma

L’inaugurazione del corner è stata anche l’occasione della presentazione della collezione Assoluto disegnata dalla creative director Betony Vernon. Con questa apertura, Pianegonda conferma la strategia di sviluppo retail, puntando all’espansione su importanti location nazionali e internazionali nei prossimi mesi.
Bracciale rigido in argento
Bracciale rigido aperto in argento della collezione Assoluto

Settore orafo cresciuto del 7,4%, ma ora…

Nel 2023 il fatturato del settore orafo in Italia è cresciuto del 7,4%. Lo indica il Rapporto Club degli Orafi-Intesa Sanpaolo commentato durante l’assemblea annuale dell’associazione, ospitata nella sede di Unoaerre. Secondo il rapporto, il settore nel 2023 ha esportato per oltre 10 miliardi, con una crescita dell’11% in valore e del 7,1% in quantità. Primi mercati gli Usa (+7%) e la Svizzera (+20,7%). Ma il 2024si è aperto con la prospettiva di un rallentamento: secondo l’analisi, sono emersi chiari segnali di un cambio di direzione del ciclo internazionale. L’indagine del sentiment imprenditoriale svolta dal Club degli Orafi e da Intesa Sanpaolo a fine 2023 aveva già manifestato come la principale preoccupazione sia il calo degli ordini, in particolare sul mercato interno, che nel giro di pochi mesi ha superato tutte le altre criticità, anche quella del reperimento della manodopera. Gli investimenti delle aziende, però, non sembrano essere rallentati. Nelle aziende italiane si continua a investire.

Artigiani al lavoro nel laboratorio Boccadamo
Artigiani al lavoro nel laboratorio Boccadamo

Nel corso dell’assemblea si è svolto anche il passaggio di testimone tra il presidente uscente, Giorgio Villa (8853 spA) e la neo-eletta Maria Cristina Squarcialupi (Unoaerre Industries) e il vice presidente Mauro di Roberto (Bulgari).

Sono stati tre anni entusiasmanti, che hanno visto il Club degli Orafi rafforzare la propria attività in termini di promozione delle eccellenze orafe, di sviluppo di nuove idee progettuali e di momenti di incontro. Abbiamo avvicinato ancora di più il mondo del gioiello a quello dell’arte, avviato l’osservatorio sul digital marketing, ideato un progetto in risposta alle esigenze di formazione sul campo per le Aziende italiane, uno studio sulle nuove dinamiche del retail e implementato il lavoro di indagine sul settore grazie alla sempre più stretta collaborazione con Intesa Sanpaolo. Lascio alla collega Maria Cristina Squarcialupi un Club rappresentativo e riconosciuto come interlocutore privilegiato sul panorama nazionale ed estero, con la certezza che proseguirà e rafforzerà il processo di sviluppo intrapreso.
Giorgio Villa

Giorgio Villa
Giorgio Villa

Sono onorata per la fiducia accordatami dai Soci del Club e ringrazio in particolare Giorgio Villa per il suo straordinario impegno. Sono intenzionata a continuare sulla strada tracciata, lavorando per il sempre più chiaro riconoscimento delle unicità del settore orafo-gioielliero italiano. So di poter contare sull’apporto prezioso di tutti i Soci del Club e di un Consiglio Direttivo forte e rappresentativo di tutte le anime del comparto.
Maria Cristina Squarcialupi

Completano la squadra di presidenza i consiglieri Candido Operti (Antica Orologeria Candido Operti), Antonio Songa (Songa Antonio), Giorgio Villa (8853 spa), i past president Andrea Broggian, Luciano Mattioli e Augusto Ungarelli e i probiviri Francesco Bonacci, Giancarlo De Paulis e Paolo Valentini.

Lavorazione di gioielleria nell'atelier Crieri
Lavorazione di gioielleria nell’atelier Crieri

Le immagini di Buccellati in mostra a Venezia

La storia di Buccellati, una delle Maison storiche della gioielleria italiana, che oggi fa parte del gruppo Richemont, in mostra. Al brand fondato oltre un secolo fa è dedicata The Prince of Goldsmiths, Rediscovering the Classics, che comprende pezzi di alta gioielleria che riassumono la storia e l’artigianalità di Buccellati. La mostra (18 aprile-18 giugno 2024) è ospitata negli spazi di Oficine 800 sul canale della Giudecca, Venezia. Il concept creativo e la realizzazione sono di Balich Wonder Studio, mentre la cura è stata affidata ad Alba Cappellieri, che ha selezionato i preziosi gioielli realizzati con la tipica tecnica a bulino dell’oreficeria fiorentina (i Buccellati, che operano a Milano da inizio del secolo scorso, sono di origine toscana).

Una collana nella sala The Gallery of the Icons
Una collana nella sala The Gallery of the Icons

Il titolo della mostra, The Prince of Goldsmiths, il Principe degli Orafi, allude alla definizione attribuita a Gabriele d’Annunzio, uno degli scrittori e poeti italiani più influenti del Novecento, che nel 1936 aveva definito in questo modo Mario Buccellati. E, dato che lo stile di Buccellati eredita la tradizione orafa che affonda nel Rinascimento, il tema della mostra è Rediscovering the Classics, la riscoperta dei classici.

Orecchini Cockatil in oro, morganite, diamanti
Orecchini Cockatil in oro, morganite, diamanti

I classici offrono il piacere della riscoperta, evocando mondi di eleganza, arte e natura fuori del tempo. Ripercorrerli significa reinterpretare tradizioni e forme millenarie con uno sguardo sempre attuale. Questo l’obiettivo della mostra, per noi momento ancora più prezioso in quanto ospitato a Venezia.
Andrea Buccellati, direttore creativo e presidente Onorario

Andrea Buccellati, Maria Cristina Buccellati, Lucrezia Buccellati, Luca Buccellati
Andrea Buccellati, Maria Cristina Buccellati, Lucrezia Buccellati, Luca Buccellati

Buccellati non è solo gioielli. La mostra offre un panorama anche degli argenti artistici concepiti come oggetti per la casa, che hanno aggiunto lustro alla storia della Maison.

Questa mostra è una meravigliosa macchina del tempo che ci fa viaggiare dagli inizi del Novecento, quando Mario creava oggetti sublimi per Gabriele d’Annunzio e le sue muse, agli anni Settanta in cui Gianmaria modellava le tecniche orafe del Rinascimento con il colore dei suoi sontuosi gioielli cocktail. Fino al presente, che Andrea interpreta con l’eleganza contemporanea dei suoi bracciali Cuff e delle sue parure morbide. I Buccellati ci dimostrano che senza passato non c’è futuro.
Alba Cappellieri, Ordinario di Design del Gioiello al Politecnico di Milano

Alba Cappelieri
Alba Cappelieri

Uno dei gioielli simbolo è una farfalla, la Buccellati Venezia Butterfly, creata per l’occasione, e che guida ogni sezione fin dalla prima sala: da sempre simbolo della Maison e delle generazioni della famiglia che ne hanno guidato la direzione creativa, la farfalla incarna l’evoluzione e l’anima di Buccellati, rappresentando in forme diverse le sue fasi.

Venezia Butterfly
Venezia Butterfly

Per la mostra Marco Balich si è ispirato alla forma distintiva, lunga e stretta, di Oficine 800, dividendole in due sezioni parallele. Un gioco di linee e geometrie traccia una linea prospettica ideale, che diventa il percorso per il visitatore: a volte è un percorso immaginario guidato dalle videoinstallazioni, altre volte la prospettiva è infinitamente moltiplicata, grazie ad un sapiente gioco di specchi.

The Gallery of the Icons
The Gallery of the Icons

Le icone della produzione orafa di Buccellati, si sposano perfettamente con i simboli del nostro patrimonio artistico, quali Amore e Psiche. La mostra celebra in una città senza tempo la bellezza delle creazioni della Maison e delle arti classiche attraverso una lettura contemporanea e una regia emozionale, capaci di generare meraviglia.
Marco Balich, Chairman di Balich Wonder Studio

Lavorazione a bulino di Venezia Butterfly
Lavorazione a bulino di Venezia Butterfly

La prima sala, The Buccellati Generations, mostra subito il disegno delle ali della Buccellati Venezia Butterfly. La seconda sala, Manmade Wonders, rivela preziose creazioni in argento, tra cui scatole, accessori da fumo e borsette, tutte testimonianze dell’abilità artigianale della Maison. La terza sala, Natural Wonders, propone i capolavori in argento, caratteristici dello stile Buccellati, che si distingue per quella che nel Rinascimento era indicata come l’Arte Sottile, ovvero l’arte di lavorare magistralmente l’argento. Esemplifica l’abilità artigianale dei maestri di Buccellati nelle antiche tecniche di lavorazion

e, come lo sbalzo e il cesello per realizzare foglie, boccioli, conchiglie e lussureggianti creature, tra cui crostacei, animali marini, piume e pellicce magistralmente ricreate con la tecnica Furry. L’ultima sala, The Gallery of the Icons, un’infinita galleria completamente bianca, presenta una serie di colonne
dallo stile neoclassico, disposte su due file parallele e opposte, creando un effetto visivo moltiplicatore. In questo ambiente quasi surreale, i gioielli sono esposti in una sezione trasparente, praticata nelle colonne all’altezza degli occhi, quasi come fossero esseri fluttuanti. Le quattro colonne centrali della sala mostrano le principali tecniche distintive della Maison: Tulle, Pizzo, Incisione e Incatenature.

Una farfalla in oro, perla barocca e smeraldi nella sala The Buccellati Generations
Una farfalla in oro, perla barocca e smeraldi nella sala The Buccellati Generations
Gianluca Brozzetti, vicepresidente esecutivo, e Nicolas Luchsinger, Ceo di Buccellati
Gianluca Brozzetti, vicepresidente esecutivo, e Nicolas Luchsinger, Ceo di Buccellati
L'installazione alla mostra The Prince of Goldsmiths, Rediscovering the Classics
L’installazione alla mostra The Prince of Goldsmiths, Rediscovering the Classics
Boutique Buccellati in Place Vendôme, 1979
Boutique Buccellati in Place Vendôme, 1979
Una storica tiara di Buccellati in mostra a Venezia
Una storica tiara di Buccellati in mostra a Venezia

I crescita i ricavi di Gismondi 1754

Crescita del fatturato, anche grazie alle acquisizioni messe a segno lo scorso anno: il primo trimestre 2024 di Gismondi 1754, quotata sull’Euronext Growth Milan, ha reso noto su base volontaria i risultati consolidati gestionali delle vendite. Al 31 marzo Gismondi 1754 ha registrato ricavi delle vendite totali pari a 4,3 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto a ai 4,1 del primo trimestre 2023. In crescita sono il canale special sales (1,4 milioni) e in il canale Wholesale (1,5 milioni), in leggera contrazione rispetto al corrispettivo periodo 2023. Da notare che nel bilancio consolidato entra il nuovo canale production, che riguarda l’acquisizione di Hyperionlab, che ha contribuito al 7% del fatturato, mentre i punti vendita hanno evidenziato una contrazione dei consumi dovuta alla crisi geopolitica.

Orecchini della collezione Genesi in oro e zaffiri rosa
Orecchini della collezione Genesi in oro e zaffiri rosa

Sono soddisfatto di questo risultato positivo perché, come già durante il lockdown, in questo periodo di incertezza e crisi globale, la nostra filosofia di attenzione al cliente ci consente, attraverso le vendite speciali e grazie alla stabilità del wholesale americano, di presentare una crescita rispetto al primo trimestre 2023, in controtendenza rispetto ai risultati del settore gioielliero. Siamo fiduciosi di poter presentare numeri soddisfacenti, nonostante il perdurare della crisi, nella restante parte dell’anno grazie a al consolidamento dei mercati già presidiati e all’apertura di nuovi mercati. Inoltre, l’acquisizione di Hyperion garantirà il presidio della filiera produttiva con un incremento dei margini e del fatturato.
Massimo Gismondi, CEO di Gismondi 1754

Massimo Gismondi. Copyright: gioiellis.com
Massimo Gismondi. Copyright: gioiellis.com

I big presenti a Oroarezzo

Conto alla rovescia per Oroarezzo (Arezzo Fiere, 11-14 maggio), fiera dedicata alla manifattura made in Italy: dalle catene in oro o argento, ai semilavorati, dalla componentistica, alle chiusure per collane, ma anche gioielli pronti per la vendita al pubblico e al classico concorso Première, che premia le migliori creazioni orafe presentate dalle aziende espositrici. Oroarezzo è organizzata da Ieg, società che ha ormai un ambito internazionale e che in Italia propone anche Vicenzaoro.

Bracciale della collezione Dinasty di Alessi Domenico
Bracciale della collezione Dinasty di Alessi Domenico

Oroarezzo è fortemente votato all’export, con Emirati Arabi, Turchia, Stati Uniti, Hong Kong e Francia che sommano il 65% degli acquisti nel settore orafo, per un valore di 1,6 miliardi. Per questo ad Arezzo sono presenti molti big del settore, come Richline Italia, Giordini, Omega Art, Amp, Coar, Croma Catene, Quadrifoglio e Silo tra le manifatture, e poi Unoaerre, Alessi Domenico, Karizia, Chrysos, F.lli Bovo, Veneroso e D’Orica, Gold Art, Artlinea, Moraglione 1922, Giloro e New Ander. Ci sarà anche una presenza internazionale con le turche Zen Diamonds e Arpas ,la spagnola Alias Concept e la portoghese Galeiras.

Ingresso a Oroarezzo
Ingresso a Oroarezzo

Gioielli a OroArezzo
Gioielli a OroArezzo