Dai diamanti rari agli zaffiri, le creazioni della Maison fondono il fascino del Vecchio Mondo con l’atmosfera americana.
Da Odessa (Ucraina) fino a Milano, poi a New York. Infine, ad Aspen (Colorado) passando per Sainkt Moritz (Svizzera): la strada percorsa dalla famiglia Hajibay, che ha fondato il marchio Piranesi, è lunga. Ma continua ancora a quasi due secoli di vita. Il marchio è stato fondato nel 1845 da Abraham Hajibay e per quasi un secolo ha prodotto gioielli di alta gamma per nobili e ricchi. Dopo aver operato in Italia, il brand Piranesi nel 1976 si è trasferito negli Usa sotto la guida di Sami Hajibay. La Maison si è ritagliata un posto di rilievo nel mondo della gioielleria di lusso. Una appassionata di gioielli come Elizabeth Taylor negli anni Ottanta ha anche collaborato con Piranesi firmando collezioni per il marchio italo-americano.

Scomparso Sami Hajibay nel 2017, l’azienda è ora condotta dalla moglie e designer, Miriam Hajibay, e da suo figlio Julian come amministratore delegato. La presenza di donne nello staff è molto forte: costituiscono quasi il 90% dei dipendenti. Pietre particolarmente rare e una lavorazione esclusiva caratterizzano i gioielli di Piranesi, che spesso propone pietre con un lavoro di intaglio. Per esempio, con acquamarina o ametista a forma di foglia. Un’altra caratteristica è la capacità di utilizzare il set invisibile.

Una curiosità: il nome della Maison è ispirato a Giovanni Battista Piranesi, un incisore, architetto e teorico dell’architettura italiano del Settecento. Divenne famoso anche per alcune serie di incisioni fantastiche, straordinarie e visionarie interpretazioni dell’antico, con lo scopo dichiarato di stimolare l’immaginazione degli artisti contemporanei.




