I 1001 gioielli della designer Suzanne Syz sono ora certificati tramite la blockchain.
Quando, cinque anni fa, Suzanne Syz ha deciso di interrompere la sua produzione di gioielli, per molti collezionisti è stato un duro colpo. Ma, allo stesso tempo, anche un vantaggio, dato che chi aveva acquistato le creazioni fantasiose della designer svizzera si è trovato con gioielli che hanno immediatamente accresciuto il loro valore. In giro, in ogni caso, ci sono ancora tanti anelli e orecchini in titanio e pietre preziose progettate e realizzate da Suzanne Syz, una che è sempre stata all’avanguardia anche nelle tecniche per la gioielleria.

Anche per questo la designer, che ora si occupa prevalentemente dell’attività artistica, ha deciso che è giunto il momento di avvalersi della tecnologia anche per la gestione della sua produzione passata. Ha quindi chiesto aiuto a Origyn Foundation, azienda svizzera hi-tech, per certificare i suoi 1001 pezzi progettati in 24 anni di carriera tramite blockchain. Per chi non lo sapesse, la blockchain è un sistema software che garantisce con certezza i dati immessi. Nel caso specifico, un gioiello certificato e descritto con la blockchain garantisce autenticità, provenienza e caratteristiche in modo incontrovertibile: il documento non può essere modificato. Un aiuto ai collezionisti e anche a chi vuole acquistare uno dei gioielli di Suzanne Syz ancora in circolazione. Anche perché i pezzi prodotti dalla designer sono pezzi unici.

Suzanne Syz è forse la prima designer indipendente a utilizzare questo sistema di certificazione, che è già stato adottato da grandi aziende della gioielleria, come De Beers per i diamanti e altri marchi nel commercio delle gemme, oppure da Maison per singole collezioni, come per i gioielli della linea LV Diamonds di Louis Vuitton o Eternal Gold di Prada.

