La storia del brand milanese e del designer e co-fondatore Roberto Ricci in un libro.
Il gioielliere Davide contro Big Brand Golia. Perché, secondo Roberto Ricci, che a Milano ha fondato e gestisce la piccola Rubinia, è necessario condurre una battaglia ideale per difendere la capacità orafa artigiana, che produce gioielli che hanno un’anima, rispetto a quelli sfornati in serie con macchine al laser dai grandi produttori. Probabilmente è un sogno, perché le aziende più strutturate possono mettere in campo economie di scala impossibili da raggiungere per una produzione artigianale. Che, però, ha un contatto diretto e maggiormente emotivo con chi acquista i gioielli.

Una filosofia che Ricci ha trasfuso in un libro che racconta la sua storia e quella della boutique Rubinia. Non solo. La battaglia in difesa dei creatori di gioielli artigianali è, secondo Ricci, necessaria anche per frenare il trend di chiusure dei negozi di gioielleria, che in Italia si riducono costantemente. «Fino al 1985 l’Italia era la prima produttrice al mondo di gioielleria, con poli di eccellenza a Vicenza, Napoli, Milano, Valenza, Arezzo. È ancora un business da oltre 6 miliardi l’anno (valore delle vendite nelle gioiellerie italiane) che però l’industria contribuisce a distruggere. Infatti le gioiellerie come tutti i negozi su strada hanno iniziato a chiudere. Tirano giù la serranda 20 al mese da due anni».

Secondo il designer, i gioiellieri hanno dimenticato che vendono emozioni, «non sanno più creare relazioni empatiche con il cliente». Inoltre, mancano anche gli artigiani: le scuole formano operai per l’industria. «E bisogna riconoscere che un ostacolo è pure il passaggio generazionale. I giovani non colgono il fascino di maneggiare metalli preziosi per rendere memorabili i momenti più importanti della vita di chi li indosserà».

A 40 anni dalla nascita di Rubinia, il libro di Ricci ripercorre le tappe della sua storia. Il marchio è nato da una delusione professionale, dopo essere uscito nel 2004 da Leader Line, società (ora non più attiva) che guidava e che l’aveva estromesso. Dopo una parentesi come presidente di Casato Gioielli, Ricci assieme al designer Ilario Plazzi, ha promosso l’attività di Rubinia, spostata da Santa Margherita Ligure (Genova) a Milano. Un’attività proseguita con il lancio della linea Filodamore che, nel tempo, diventa iconica di Rubinia come la linea Filodellavita dal 2007, oppure la Linea Numeri e Parole. Rubinia attualmente ha 15 dipendenti e utilizza diversi laboratori a Milano e fuori città creando indotto per circa 60 operatori. Il negozio monomarca è a Milano, in via Vincenzo Monti 26 (con annessi laboratorio proprio e uffici e laboratorio). I punti vendita in Italia sono 350 e circa 80 in Francia.

Roberto Ricci dal titolo Rubinia-Storia di un gioiello. 40 anni di amore, arte, impresa, 40 capitoli, pp 322, € 16,9, edito da Davide Falletta e in vendita da Feltrinelli, su Amazon e altre piattaforme, anche in formato eBook. Il ricavato è devoluto al progetto Cara&Bottega, hub milanese dell’artigianato orafo.
