In principio fu il serpente, sotto forma di bracciale come regalo di Frédéric Boucheron alla moglie nel 1858, l’anno in cui aprì il suo negozio a Parigi nella Galerie de Valois. Da allora tanti altri animali sono entrati a far parte del serraglio fantastico della casa francese, gli ultimi sono quelli di Animaux de Collection, il bestiario creato per l’alta gioielleria e presentato nella settimana dell’alta moda parigina. I gioielli che rappresentano creature mitologiche, esotiche o rare, hanno un nome per dare un’identità precisa a ciascun pezzo, dove la cesellatura e la lucidatura del metallo definiscono forme leggere o voluminose, agili o solide. Hans il riccio, per esempio, ha gli aculei scolpiti in oro rosa o bianco secondo una tecnica molto usata da Boucheron e battezzata a punta di diamante: una miriade di basse piramidi con la punta arrotondata rende tutto l’insieme quasi morbido. Pegaso, lo si capisce dal nome è il cavallo alato della mitologia greca la cui criniera avvolge il gambo di un preziosissimo anello. Montatura e pietre, diamanti bianchi e zaffiri neri, invece caratterizzano Cypris, uno dei tanti appellativi di Venere, un cigno che rappresenta il vero amore ispirato al balletto di Tchaikovsky. E, ancora, i pavoni Hera, i pappagallini Nuri, le rondini Hirunda, gli orsi polari, le civette, perfino un elefante indiano addobbato da parata principesca e la tartaruga con corazza in occhio di tigre. Ogni pezzo è un piccolo capolavoro.









112 diamanti e 68 smeraldi tondi

Tutte le singolarità di Alexander Laut” (Modifica)”>
