Una ricerca di Federpreziosi sui consumatori italiani indaga sulla propensione all’acquisto dei gioielli.
Quasi la metà degli italiani (45%) è indifferente a un gioiello. Un oggetto prezioso, insomma, non provoca nessun desiderio, ma neppure una repulsione: semplicemente è ignorato. Da che cosa dipende questo sentiment? Di sicuro non è un dato che fa piacere a chi lavora nella gioielleria. La percentuale è contenuta in una ricerca condotta da Format Research per l’Osservatorio Federpreziosi Confcommercio, sulla base della ricerca presentata Vicenzaoro January 2025, che indicava come solo il 35,8% dei consumatori prende oggi in considerazione l’acquisto di un gioiello.

Lo studio, commentato con un talk in agenda di Vicenzaoro January 2026, ha individuato quattro profili di non acquirenti di gioielli: contrari, indifferenti, possibilisti, vicini. Il risultato è che il gioiello perde attrattività non tanto per una questione di prezzo, ma perché smette di accendere la fantasia, evocare ricordi, custodire emozioni. Il valore percepito si misura, insomma, nella capacità dell’oggetto di comunicare qualcosa alle persone. L’indagine ha individuato che i contrari (10,9% del campione) sono prevalentemente over 64, concentrati soprattutto nel Nord-Ovest e caratterizzati da una visione razionale e funzionale dei consumi: per loro il gioiello è superfluo e privo di utilità concreta. E probabilmente il tempo dei regali alla fidanzata è passato da un pezzo. Il gruppo più numeroso è quello degli indifferenti (45%), in larga parte giovani tra i 25 e i 35 anni, per i quali il gioiello non viene rifiutato, ma semplicemente non viene preso in considerazione.

I possibilisti (18,7%) sono adulti tra i 25 e i 45 anni, che riconoscono il potenziale del gioiello, a patto che sia dotato di un significato personale e coerente con l’occasione. Infine, i vicini (25,3%), spesso giovani donne radicate soprattutto nel Nord-Est, culturalmente sensibili a qualità, design e relazione, attribuiscono al gioiello un valore simbolico ed emotivo pur non arrivando ancora all’acquisto. Per riattivare il potenziale del comparto, la ricerca suggerisce un cambio di paradigma: trasformare il punto vendita in uno spazio relazionale, formare i gioiellieri come narratori, costruire una proposta contemporanea in grado di connettere il prodotto all’esperienza.

