Borse di alta gioielleria. Sono state già realizzate da Mario Buccellati negli anni Venti e Trenta, e ora la Maison le ripropone con nuovi modelli. La gioielleria, insomma, è applicata a un oggetto da utilizzare per occasioni speciali. La novità è stata presentata a Parigi: le nuove bejewelled bags sono un modo per sottolineare l’abilità artigiana del marchio milanese. E anche un omaggio alle intuizioni creative di Mario Buccellati, che ha realizzato piccole trousse in tessuto, gemme e ricami in oro. Ora Andrea Buccellati ha creato una capsule collection composta da tre trousse, che prendono ispirazione dalle forme iconiche del passato.

L’ispirazione è arrivata anche grazie al riacquisto e al restauro di diverse borsette da sera che, nel 2024, sono diventate oggetto di un’intera sala della mostra The Prince of Goldsmiths. Buccellati Rediscovering The Classics, a Venezia, sull’Isola della Giudecca. La mini collezione comprende una trousse rettangolare in velluto verde cucito a effetto matelassé con ponsoir di apertura evidenziato da una rubellite cabochon, alla trousse in velluto nero con chiusura decorata con diamanti e rubelliti, ulteriormente impreziosita da un piccolo pendente Opera. C’è anche una borsetta sferica in velluto nero elasticizzato, decorata con una doppia fila di triangoli e ghirlande con brillanti e con un manico circolare in oro giallo

La Storia delle trousse da sera di Buccellati risale agli anni Venti e Trenta, quando la Maison ha proposto borse elegantemente ricamate e decorate con oro e pietre preziose, diventate di moda tra le signore che frequentavano il Teatro alla Scala, a Milano, di fianco alla bottega orafa. Mario Buccellati sceglieva velluti morbidissimi e sete orientali, poi le affidava a cucitrici esperte per trasformare un elemento funzionale come la chiusura di una borsa in un gioiello ricco di decori e creatività. Negli anni Cinquenata, Mario Buccellati ha saputo poi riproporre la borsa-gioielli per il pubblico americano, con un design più lineare e materiali diversi: trousse rigide, per lo più rettangolari, rielaborate con l’incisione a mano e superfici soffici come tessuti. In seguito, il figlio Gianmaria le ha realizzate con un design più geometrico, abolendo talvolta l’uso dei tessuti a favore di oro e argento incisi, per cui si parlava più di evening cases piuttosto che di borsette vere e proprie.


