news — aprile 27, 2018 at 4:00 am

I gioielli italiani brillano di più





Il punto sul mercato della gioielleria in Italia: nel 2017 vendite in crescita. E boom dell’export soprattutto verso la Francia (grazie a Bulgari) ♦︎

Subito dopo le lamentele per il meteo (fa troppo caldo, troppo freddo, troppo piovoso, troppo asciutto), il secondo sport preferito degli italiani è il pessimismo. Quello degli italiani è un popolo di insoddisfatti, molto più infelice di chi vive in Paesi con meno ricchezza, meno bellezze da ammirare, meno squisiti cibi da assaggiare. Quindi, se gli orafi dicono che il 2017 è stato un anno d’oro, bisogna proprio credere loro. 

A fare il punto sul mercato della gioielleria ci ha pensato il Club degli Orafi, che cita i dati Istat sulla produzione e il fatturato del settore dell’oreficeria e bigiotteria. Nel 2017, quindi, i due settori hanno registrato in Italia una crescita rispettivamente del 15,6% e dell’8,9%. Ma siccome non bisogna esaltarsi troppo, il Club degli Orafi raffredda un po’ l’entusiasmo. Sì, è vero che gli affari sono andati meglio, ma anche grazie al miglioramento dell’economia mondiale e della domanda specifica di gioielli in oro, come decretato dal World Gold Council. Nel mondo, infatti, nel 2017 la domanda mondiale di gioielleria in oro è cresciuta del 4% in quantità, grazie soprattutto a una accelerazione a fine anno.

Piщ esportazioni

Le aziende italiane ne hanno approfittato per esportare di più. L’export verso altri Paesi è lievitato del 12% in valore per il complesso della gioielleria e bigiotteria (del 12,7% per la sola componente in metalli preziosi, che cresce anche del 6% in quantità). In particolare, sono aumentate le vendite verso la Francia (+33,0%, quasi 190 milioni in più rispetto al 2016), anche per effetto dell’entrata in produzione a Valenza del nuovo stabilimento Bulgari, parte del gruppo francese Lvmh, con Alessandria che diventa la prima provincia esportatrice superando la soglia dei 2 miliardi di euro.

Buoni i risultati dell’export anche verso la Svizzera (+15,7%, pari a 188 milioni di euro) saldamente al primo posto come destinazione, verso Hong Kong (+16,2%, 109,5 milioni di euro) e verso gli Stati Uniti (+19,5, 127,3 milioni di euro). Da segnalare il forte sviluppo delle esportazioni dirette in Turchia, che crescono del 29% (+56 milioni di euro). Continuano, invece, a calare le vendite verso gli Emirati Arabi Uniti (-3,4%): rispetto al 2013 le vendite di gioielli italiani si sono ridotte di circa il 30%, con una perdita di 380 milioni di euro. Nonostante l’incremento delle importazioni (+9,1% e +23,6% per la componente in metalli preziosi), il saldo del settore orafo è ulteriormente aumentato, superando i 4 miliardi di euro (4,4 miliardi per i gioielli in preziosi).

Il commento dell’analista

«L’accelerazione degli indici di produzione, del fatturato e delle esportazioni nel corso di tutto il 2017 testimonia l’importanza del know how e delle competenze italiane nel gioiello, in grado di attrarre nuovi investimenti e di sostenere la competitività delle numerose piccole e medie imprese che operano nel settore. Lo scenario internazionale rimane favorevole alle imprese del settore anche nel 2018, con i principali mercati di destinazione attesi rimanere in crescita», è il commento di Stefania Trenti, della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Federico Graglia





Garavelli, prime fasi di lavorazione

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Lavorazione di un cammeo

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Collana di Bulgari con gemme

Collana di Bulgari con gemme di colore

Anello Trombino con rubino burmese di 5,98 carati non riscaldato

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Il celebre bracciale serpente, in versione orologio

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Anello in oro bianco, rubino e diamanti

Bracciale in oro bianco e diamanti

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Orecchini con pendente in oro bianco della collezione Emozioni

Damiani, orecchini con pendente in oro bianco della collezione Emozioni








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