Ci sono anche anelli leggendari. Non per la loro bellezza, per il materiale o le pietre con cui sono realizzati, ma per la loro storia. È il caso dell’anello appartenuto (assicurano) a Giovanna d’Arco. L’anello era stato rubato dal vescovo Cauchon durante il processo alla Pulzella d’Orleans, tenuto a Rouen nel 1431. Il vescovo parteggiava (forse ben retribuito) per gli inglesi. E da allora, il prezioso gioiello è rimasto nelle mani della perfida Albione. Fino ad adesso. Perché in febbraio è arrivata la notizia che l’anello sarebbe stato messo all’asta, a Londra, da Timeline Auction. A quel punto Philippe de Villiers, fondatore del Puy du Fou, in Vandea, ha iniziato una raccolta di fondi per acquistare lo storico anello. La Fondazione Puy du Fou ha così raccolto 80.000 euro, ma con l’aiuto di una schiera di donatori i fondi sono arrivati a 350.000. E all’asta il figlio del promotore, Nicolas de Villiers, è riuscito ad aggiudicarsi l’anello per 376.833 euro. L’anello, donato alla giovane Giovanna d’Arco dai suoi genitori in occasione della sua prima comunione, tornerà in Francia. Considerato una reliquia, l’anello è in ottone e decorato con tre croci. Ha inciso le lettere JM, per Gesù Maria. Secondo la leggenda, Giovanna d’Arco guardava l’anello prima di ogni battaglia.


