È stato uno dei gioiellieri più esclusivi di Milano, ammirato e conosciuto in tutto il mondo: Alberto Sabbadini è morto a 80 anni e lascia una grande eredità professionale. La gioielleria Sabbadini è nota anche per essere custode di una tecnica raffinata nella realizzazione della gioielleria, con incastonature invisibili e creazioni che in breve tempo sono diventate un simbolo della Maison, come le celebri spille a forma di ape create in origine per la moglie Stefania.

La storia della gioielleria affonda le radici in Spagna, dove all’inizi del secolo scorso Alberto Esquenazi aveva avviato l’attività di commerciante di diamanti. Dopo essersi trasferito a Milano nel Dopoguerra, la figlia ha sposato Bruno Sabbadini, avviando l’attività di gioielleria e pietre preziose, continuata poi dal figlio Alberto.

Il lavoro è oggi ereditato dai figli Pierandrea e Micol e continua nella boutique in via Sant’Andrea 5, all’angolo con via Monte Napoleone. Un laboratorio da cui sono usciti pezzi di alta gioielleria, oltre alla spilla disegnata negli anni Ottanta per la moglie Stefania. Pochi sanno che l’ispirazione per quel gioielli è legata alla passione per l’arte dell’era napoleonica: l’imperatore francese aveva scelto l’ape come simbolo. Ma, naturalmente, la spilla non è stato l’unico gioiello a rendere celebre e il gioielliere, che ha avuto tra i clienti le maggiori famiglie della borghesia milanese. E probabilmente continuerà ad averli.

