Progold acquisisce l’intero capitale sociale di Abi Manufacturing International, con sede a Bangkok e attiva nello stesso settore. L’azienda italiana, con sede a Trissino (Vicenza), è leader internazionale nello sviluppo e nella produzione di leghe preziose e in tecnologie additive avanzate per la gioielleria. L’operazione, si legge in un comunicato della società, rappresenta un passaggio strategico chiave per Progold, che rafforza la propria presenza in un’area geografica ad alto potenziale come quella asiatica, con l’obiettivo di consolidare la leadership globale del Gruppo nel settore delle leghe preziose e delle tecnologie additive per la gioielleria.

L’operazione ha l’obiettivo non solo di rafforzare il presidio commerciale di Progold nell’area asiatica, ma anche di potenziare le relazioni strategiche con i principali player asiatici del comparto, accelerando l’implementazione del piano industriale del Gruppo e aprendo a nuove prospettive di crescita.
Abi Manufacturing International, storico marchio statunitense fondato da Gary Ford, continuerà a operare con il proprio marchio e la propria struttura organizzativa, beneficiando dell’integrazione con le competenze tecnologiche, le risorse finanziarie e la capacità innovativa di Progold. La guida operativa resterà affidata all’attuale Ceo, Nongluck Julsuwan, e al direttore operativo Noppadon Niwattannan, garantendo così la continuità strategica. Il consiglio di amministrazione sarà ampliato con l’ingresso di Damiano Zito, Presidente e Ceo di Progold, Gemma Michelin, Deputy Ceo di Progold, e Thomas Hammershøy Nyborg, consigliere di amministrazione dell’azienda italiana.
L’acquisizione è stata attivamente sostenuta da Lbo France, società di private equity e piattaforma di investimento multi-specialista e multi-paese. Da dicembre 2021 Progold è partecipata da Lbo France attraverso il fondo Small Caps Opportunities. Progold, grazie a questa operazione, «compie un passo decisivo nel proprio percorso di sviluppo internazionale, coniugando visione strategica, eccellenza industriale e capacità di innovazione tecnologica».
