diamanti, news, Tiffany — gennaio 9, 2019 at 5:21 pm

Operazione trasparenza da Tiffany





Rivoluzione da Tiffany: la Maison ha deciso di rendere trasparente la provenienza dei diamanti utilizzati nei suoi gioielli ♦︎

I sondaggi lo hanno messo in luce da tempo: la platea di chi non si accontenta di acquistare un diamante a scatola chiusa si allarga, anche se la confezione è di una marca prestigiosa. Lo hanno capito le grandi marche della gioielleria, che sempre più spesso enfatizzano la provenienza “virtuosa” dei materiali impiegati per realizzare le proprie collezioni. Anche Tiffany ha deciso di imboccare la via della gioielleria sostenibile con una iniziativa forte, soprattutto considerando la grande quantità di gioielli che produce e vende. Tiffany, infatti, gestisce laboratori per la lucidatura dei diamanti in tutto il mondo, nei quali impiega più di 1.500 artigiani.

Tiffany, infatti, ha annunciato che rivelerà la provenienza dei suoi diamanti. Non solo: si impegna a fornire informazioni sulla tracciabilità delle pietre in modo completamente trasparente.

Expertise in un laboratorio Tiffany
Expertise in un laboratorio Tiffany

I fornitori di pietre dovranno anche sottoscrivere una garanzia che certifica che i diamanti non provengono da zone di conflitto, indicando esplicitamente la provenienza geografica (regione o paesi di provenienza) dei diamanti lucidati venduti a Tiffany.

I clienti della Maison americana, insomma, sapranno da quale regione o Paese provengono i diamanti. E questo è possibile anche grazie alle nuove tecnologie, che permettono una tracciabilità dei prodotti in modo più sicuro e trasparente, per esempio con l’utilizzo del sistema blockchain. Inoltre, entro il 2020 Tiffany fornirà informazioni sul processo artigianale utilizzato è questa è una novità nel settore. L’operazione sottoveste di Tiffany ha anche un nome: Diamond Source e, spiega l’azienda, è il frutto di 20 anni di investimenti volti a garantire un approccio responsabile in materia di approvvigionamento e di lavorazione artigianale dei diamanti.

I diamanti con caratura pari o superiore a 0,18 carati sono registrati singolarmente e a tutti è applicato un numero di serie unico T&Co che è inciso al laser sulla pietra, ma non visibile a occhio nudo.

Solitaire di Tiffany
Solitaire di Tiffany

Da quel numero si può risalire alla provenienza geografica specifica di ogni pietra. E questo per assicurare che le pietre siano stati estratte in miniere gestite in modo responsabile e che non provengano da zone di conflitto.

La nuova pratica di trasparenza inizia subito: nel primo trimestre del 2019 Tiffany inizierà a includere informazioni sulla provenienza nel Tiffany Diamond Certificate per i diamanti registrati singolarmente, aggiungendo anche altre specifiche, ossia informazioni che non sono riportate nelle relazioni di altri laboratori del settore o che non sono fornite da altri produttori di gioielli di lusso di importanza mondiale. Nel 2020, oltre ai dati sulla provenienza, la Maison inizierà a condividere informazioni sul processo artigianale, tra cui indicazioni sul luogo in cui sono stati realizzati il taglio e la lucidatura.

I diamanti si sono formati 3 miliardi di anni fa e sono affiorati sulla superficie terrestre per  un miracolo della natura. Simboleggiano i momenti più importanti delle nostre vite e, quando si parla di diamanti Tiffany, tutto deve essere chiaro. I nostri clienti vogliono e meritano di conoscere la provenienza dei loro preziosissimi e amatissimi gioielli con diamanti e di sapere come sono giunti fino a noi.

Alessandro Bogliolo, Ceo di Tiffany

Alessandro Bogliolo
Alessandro Bogliolo

Qualora la provenienza del diamante sia sconosciuta (come nel caso delle pietre Tiffany Heritage, che sono state utilizzate prima dell’adozione di questa politica), Tiffany confermerà che il diamante in questione sia stato estratto con le tecniche più avanzate. Gli standard di Tiffany superano i requisiti della Kimberley Process Certification (che certificano una provenienza lecita della pietra) stabiliti per i diamanti grezzi e, per le pietre lucidate, viene rispettato il Protocollo di Garanzia Diamond Source di Tiffany. Se, per esempio, un diamante appartiene a un lotto acquistato da un fornitore di fiducia ed è stato sottoposto a diverse operazioni gestite in modo responsabile, si parlerà di Tipo Botswana. In questo caso si tratta di diamanti grezzi estratti in Botswana e in miniere selezionate della Namibia, del Sudafrica o del Canada, che seguono rigorosamente il protocollo Kimberley Process Certification pur non essendo tracciabili.

Da tempo, Tiffany & Co. si impegna a garantire la tracciabilità dei diamanti e a superare le norme del settore per promuovere la protezione dell’ambiente e dei diritti umani. Una descrizione trasparente del processo di approvvigionamento responsabile riflette i molteplici vantaggi che caratterizzano ogni fase della catena di fornitura dei diamanti.

Anisa Kamadoli Costa, Chief Sustainability Officer di Tiffany & Co





Catalogazione dei diamanti
Catalogazione dei diamanti

Controllo della qualità del diamante
Controllo della qualità del diamante
Analisi in un laboratorio Tiffany
Analisi in un laboratorio Tiffany

Diamanti al microscopio
Diamanti al microscopio

Orecchini Tiffany Novo, con diamanti di oltre 5 carati l'uno
Orecchini Tiffany Novo, con diamanti di oltre 5 carati l’uno

Anelli Tiffany True in platino e oro
Anelli Tiffany True in platino e oro, diamanti bianchi e gialli







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