Shopping di gioielli a Firenze
Shopping di gioielli a Firenze

La scelta del gioiello è sempre più online

Come sta il settore della gioielleria in Italia? Alla domanda risponde l’analisi dei dati 2023 dell’Osservatorio sulla gioielleria condotto da Format Research, presentato nel corso di Oroarezzo. In due incontri Federpreziosi Confcommercio ha invitato gli operatori a riflettere sullo stato del dettaglio orafo italiano e sulle realistiche prospettive. Risultato: aumentano i ricavi, diminuisce il numero di gioiellerie. Di seguito, l’analisi dell’Osservatorio.

Numero delle gioiellerie in Italia
Numero delle gioiellerie in Italia

Il settore delle gioiellerie
Le imprese del commercio al dettaglio attive in Italia sono circa 716 mila. Di queste 12.771 sono imprese del commercio al dettaglio di orologi, articoli di gioiellerie e argenteria. Oltre il 40% delle gioiellerie in Italia si concentra nelle regioni della Campania, Lombardia e Lazio.
Gli occupati del commercio al dettaglio di orologi, articoli di gioielleria e argenteria sono 33.879. Il numero degli occupati è pressoché invariato rispetto allo scorso anno ma più basso di quello degli anni pre-pandemici.
Negli ultimi anni si assiste ad una diminuzione del numero di gioiellerie attive in Italia e parallelamente a una diminuzione degli occupati del settore. Le imprese dal 2013 hanno perso 24 punti base mentre gli addetti solo 14 punti.
Nel Nord Est sono presenti il 15,6% delle gioiellerie italiane, ma il 25,8% degli addetti totali del settore. Inoltre, nel Nord Ovest sono presenti il 22,6% delle gioiellerie italiane e fatturano il 42,3% del fatturato totale delle gioiellerie italiane. Le grandi imprese (>249 addetti) sono lo 0,1% delle gioiellerie italiane e fatturano il 15,6% del fatturato totale.
Il fatturato complessivo delle gioiellerie in Italia nella prima metà del 2023 è stimato in circa 6,2 miliardi di euro. Il fatturato è in crescita rispetto al 2022 del 10,2%.

Numero degli addetti nelle gioiellerie
Numero degli addetti nelle gioiellerie

Consumatori: le scelte di consumo
Negli ultimi tre anni, il 72,5% dei consumatori italiani è entrato almeno una volta in gioielleria e ha acquistato gioielli (sia in gioielleria che online). La percentuale scende al 20,5% per coloro che sono entrati in gioielleria, ma non hanno effettuato acquisti.
Gioielli in oro (49%), in argento (47%) e gioielli con pietra (32%) sono le tipologie più acquistate dai consumatori italiani negli ultimi tre anni.
Il 41,1% dei consumatori che ha acquistato un gioiello aveva un’idea precisa dell’acquisto da fare, mentre quasi il 59% aveva solo un’idea vaga di cosa acquistare. Questa percentuale è in aumento del 19% rispetto al 2022.
Circa il 60% di coloro che avevano un’idea vaga del gioiello da acquistare si è recato in gioielleria per avere la consulenza del gioielliere. Tuttavia, è in aumento rispetto all’anno precedente la percentuale di coloro che prima si informano online e poi successivamente si recano in gioielleria.
Oltre il 48% dei consumatori ha individuato il gioiello da acquistare grazie al suggerimento del gioielliere. In aumento rispetto al 2022 la percentuale di coloro che hanno individuato il gioiello online (+8,2% rispetto all’anno precedente).
La forma, le linee, il design (54,2%) e il rapporto qualità/prezzo del gioiello (52,6%) hanno determinato la scelta del gioiello acquistato. In aumento rispetto all’anno precedente l’attenzione per i materiali del gioiello e per la lavorazione a mano.
Quasi 7 consumatori su 10 ritengono che le gioiellerie siano al passo con i tempi e capaci di cogliere le nuove tendenze dei consumatori. La percentuale è in crescita rispetto all’anno precedente (+7,9%).
L’89,6% dei consumatori ha acquistato il gioiello in questione in gioielleria (negozio fisico). Coloro che hanno acquistato il gioiello online sono aumentati rispetto all’anno 2022: nel 2023 sono il 10,4%.

Aumento delle ricerche online sulla gioielleria
Aumento delle ricerche online sulla gioielleria

Il prezzo vantaggioso rispetto al negozio fisico (55,9%) e la maggiore ampiezza dell’offerta online (45%) sono i motivi principali per i quali i consumatori acquistano i gioielli online.
La possibilità di «toccare» il gioiello (48,3%) e il valore aggiunto del gioielliere (39,5%) sono i motivi principali per i quali i consumatori acquistano gioielli e preziosi nelle gioiellerie tradizionali.

I marchi di gioielli che vendono di più online
I marchi di gioielli che vendono di più online

Andamento economico
Nel quarto trimestre dell’anno 2023, il 25% delle gioiellerie ritiene che l’andamento della propria impresa sia migliorato rispetto al trimestre precedente. Il 29,4% ritiene di aver aumentato i propri ricavi e il dato è destinato a rimanere pressoché invariato nel prossimo trimestre. L’88,2% delle gioiellerie italiane è presente online. Di queste, quasi il 62% ha un sito web e un profilo sui social network.
Le gioiellerie utilizzano il sito web principalmente per la vendita online degli stessi prodotti venduti nella gioielleria e come «vetrina», ovvero per esporre alcuni prodotti che possono essere acquistati esclusivamente in gioielleria.
Nell’ultimo anno (2023) l’85% dei gioielli è stato venduto nel negozio fisico, ovvero nella gioielleria. Il restante 15% è stato venduto online.

Vendite di gioielli in Italia
Vendite di gioielli in Italia

I commenti
I dati evidenziano una crescita di fatturato stimato del 10,2% nel 2023 rispetto al 2022. A fronte di una diminuzione delle gioiellerie attive in Italia, calano parallelamente gli occupati del settore, anche se in misura proporzionalmente inferiore. Le imprese dal 2013 hanno perso 24 punti base, mentre gli addetti solo 14 punti. Sono state perse delle occasioni, non si è agito in maniera sufficientemente incisiva; ora il tempo e le opportunità perse saranno difficili da recuperare; saranno richiesti maggior impegno, maggiore visione, maggior capacità di innovare anche attraverso una spietata autoanalisi delle risorse di cui si è realisticamente in grado di disporre. Tuttavia, le possibilità, non solo di sopravvivere, ma anche di affermare con successo la propria azienda, ci sono ancora.
Steven Tranquilli, direttore di Federpreziosi Confcommercio

Steven Tranquilli
Steven Tranquilli

Oltre ad un focus sullo stato di salute delle gioiellerie in Italia, la ricerca ha messo in luce come il negozio fisico sia ancora elemento fondamentale di attrattività per il cliente. I numeri raccontano che a fronte di un 15% venduto online, l’85% dei gioielli è stato venduto nella gioielleria, un valore in aumento rispetto all’anno precedente. Il 69,5% dei clienti ritiene che i punti vendita siano al passo con i tempi, in grado di trasmettere informazioni approfondite, fornire assistenza completa e consulenza. Insomma, del gioielliere ci si fida. Ritengo che questa sia la leva più importante su cui lavorare con il massimo impegno per far sì che i nostri negozi non solo possano mantenersi attivi, ma scelgano di investire per crescere e innovare. È questa una ricchezza inestimabile, e tutte le indagini sull’atteggiamento consumatori lo confermano, reale chiave di volta per il nostro futuro di imprenditori.
Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi Confcommercio nazionale

Stefano Andreis
Stefano Andreis

Sarà la comunicazione a giocare un ruolo importante. Si tratta di competenze su cui puntare per valorizzare le conoscenze di grande qualità presenti tra i nostri imprenditori. Abbiamo una grande responsabilità, quella di informare correttamente i clienti e nel modo più trasparente possibile. Dobbiamo avere il coraggio di farlo con sempre maggior energia perché questi valori siano visibili in ogni fase del percorso di acquisto del cliente, ancor prima che entri in negozio.
Elena Spanò, gioielliere e presidente Federpreziosi Confcommercio Firenze Arezzo

Elena Spanò
Elena Spanò

Il tema del passaggio generazionale continui ad essere per la realtà del comparto un elemento molto delicato. La necessità di innovare attraverso approcci più strutturati e manageriali e il coraggio di percorrere nuove strade senza trascurare l’esperienza di chi ci ha preceduto, sono aspetti strategici di sviluppo non più procrastinabili su cui in Italia, in particolare, scontiamo un pesantissimo ritardo.
Simone Haddad, gioielliere e vice presidente Federpreziosi Confcommercio Roma

Simone Haddad
Simone Haddad

Gloria Belloni, titolare di Studio EffeErre di Milano, particolarmente attivo nell’ambito della comunicazione orafa, ha focalizzato l’attenzione sul fatto che il negozio fisico debba e possa lavorare al meglio per diventare esso stesso brand, puntando sui valori di unicità, competenze e su investimenti modulabili, quindi accessibili, ma essenziali e di come oggi, nonostante lo scenario sia sempre più complesso, vi siano tutti gli strumenti per riuscirvi.

Gloria Belloni
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