Il gruppo Richemont interessato a correre per conquistare il marchio sinonimo di diamanti.
Se andrà in porto sarà una delle operazioni più importanti nel mondo della gioielleria dopo la conquista di Tiffany da parte di Lvmh. Secondo l’agenzia Bloomberg, il gruppo Richemont sta studiando un’offerta per partecipare all’acquisizione di De Beers. Nel febbraio scorso i vertici di Anglo American, che controllano il marchio sinonimo di diamanti, hanno detto che intendevano vendere De Beers entro fine anno.

Il marchio famoso per aver inventato il claim «un diamante è per sempre» è diventato un peso per il gruppo minerario, anche a causa della discesa del prezzo delle gemme, insidiate dalla vendita di pietre create in laboratorio e vendute a un minor prezzo. Curiosamente, anche De Beers ha una responsabilità sulla diffusione di diamanti artificiali, dato che anni fa ha lanciato sul mercato la linea di pietre create in laboratorio Lightbox. Solo lo scorso anno De Beers ha chiuso la sua attività nei diamanti artificiali, per tornare a vendere solo gemme naturali. Ma ormai il danno era fatto.

Per questo Anglo American a inizio anno ha dimezzato il valore in bilancio di De Beers, con una maxi svalutazione da 2,3 miliardi di dollari, la terza in poco più di due anni. I conti del gruppo minerario hanno registrato una perdita netta di 3,7 miliardi nel 2025 e di 3 miliardi nell’anno precedente.

Secondo Bloomberg, per portare a termine l’operazione il gruppo Richemont, che ha base a Ginevra, Svizzera, e controlla marchi come Van Cleef & Arpels, Cartier, Piaget, Buccellati e Vhenier, si aggiungerebbe ad altri pretendenti, come il rivenditore di diamanti statunitense Signet Jewelers, e il Global Diamond Consortium, un gruppo guidato dall’ex Ceo di De Beers Gareth Penny. Quest’ultimo sarebbe in pole position per l’acquisto di De Beers da Anglo American. Il Global Diamond Consortium comprende anche gli stati di Namibia e Angola, due importanti produttori di diamanti, e avrebbe avviato trattative con il Botswana per aumentare la sua partecipazione in De Beers fino a circa il 25%.

