Ha cercato un compratore fino all’ultimo, poi si è arresa: la catena di bijoux Claire’s ha presentato istanza di fallimento, che negli Usa è contrassegnata dal Chapter 11 (che corrisponde in Italia a una sorta di concordato preventivo). È la seconda volta in sette anni che la catena alza bandiera bianca: è una brutta notizia per i creditori di un prestito di 500 milioni di dollari in scadenza a dicembre 2026, visto che l’azienda ha scelto di differire il pagamento degli interessi, sempre che poi riesca a ripagare il debito. Il rivenditore di gioielli e accessori, noto anche per i suoi servizi di piercing, ha presentato ha dichiarato che prevede di presentare istanza di fallimento anche in Canada.

Quasi tutti i bijoux sono prodotti all’estero: la mazzata finale alla società, insomma, l’hanno provocata i dazi. Per ora molti negozi nordamericani rimarranno aperti, ma l’azienda sta pianificando le prime 18 chiusure. Claire’s ha sede a Hoffman Estates, sobborgo di Chicago, Illinois, e gestisce oltre 2.750 negozi in 17 paesi tra Nord America ed Europa, oltre a 190 negozi di gioielli e accessori a marchio Icing per una clientela di età compresa tra 3 e 35 anni.

