Si apre la nuova edizione della fiera dedicata al gioiello, assieme a T.Gold e Vo Vintage.
Al via Vicenzaoro September 2026 (4-8 settembre). Ieg, la società organizzatrice dell’evento, ha comunicato i dati relativi alla fiera del gioiello: 1.300 brand espositori provenienti da 40 Paesi. In aumento gli esteri (45% del totale) con provenienze europee maggiori da Germania, Belgio, Spagna, Francia, Grecia e Gran Bretagna, mentre quelle extraeuropee vedono ai primi posti Turchia, Hong Kong, Tailandia, India e Stati Uniti d’America. New entry da Corea del Sud, Ucraina e Uzbekistan. Cresce anche la delegazione di buyer ospitati: 910, il 33% in più rispetto ai 605 del settembre dello scorso anno. Arrivano da 73 Paesi, grazie alla partnership con ministero degli Affari esteri e Ice Agenzia. Le presenze maggiori provengono da Stati Uniti, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita a pari merito, Cina e Spagna. Sono 210, invece, i buyer italiani.

Una domanda internazionale che si allarga per provenienze e consistenza e che conferma la capacità di Vicenzaoro di attrarre operatori dai principali mercati mondiali. Da questa edizione noi rispondiamo a questa domanda con un riordino delle aree espositive, grazie al nuovo Padiglione 2. Dall’alto di gamma, al packaging, alle gemme, alle tecnologie, alla manifattura orafa: tutta la filiera è ora sotto lo stesso tetto e il Jewellery Boutique Show è oggi ancora più competitivo.
Matteo Farsura, a capo delle fiere orafe di Ieg

Accanto a Vicenzaoro si svolge T.Gold, nel Padiglione 4 che precedentemente ospitava la manifattura orafa italiana e internazionale, ora di casa nel nuovo Padiglione 2. T.Gold è dedicato alle tecnologie per il gioiello, con 170 brand espositori: il 60% sono aziende italiane. L’evento è accompagnata dal Jewellery Technology Forum, che avrà come tema portante Design. Print. Transform, con focus la manifattura additiva nell’industria del gioiello (lunedì 7).

Come sempre, Vicenzaoro comprende anche una serie di incontri, focus, forum: Congiuntura industriale, sentiment delle imprese e analisi dei distretti produttivi, sono i tre pilastri dell’analisi che Confindustria Federorafi presenta al pubblico, sabato 5, con le economiste Daniela Corsini, Stefania Trenti e Sara Giusti di Intesa Sanpaolo, e una tavola rotonda con quattro aziende rappresentative di ciascuno dei distretti produttivi di Vicenza, Arezzo, Valenza e Torre del Greco e con le conclusioni della presidente Federorafi Maria Cristina Squarcialupi. Modera Laura Biason di Federorafi. Allo zaffiro padparadscha è dedicato il Gem Talk dell’Istituto Gemmologico Italiano, mentre Assogemme porta a Vicenzaoro una voce tra le più autorevoli della lavorazione del corallo di Torre Del Greco: Enzo Liverino. Non manca Trendvision, l’osservatorio indipendente di Vicenzaoro diretto da Paola De Luca, che sabato presenterà il nuovo The Jewellery Trendbook 2028+.

Quest’anno la fiera del gioiello ospita anche il Congresso del centenario di Cibjo, la Confederazione Mondiale della Gioielleria presieduta da Gaetano Cavalieri. Tra i nomi di rilievo, ospite dell’evento di apertura del congresso c’è Gareth Penny, già Ceo di De Beers e oggi presidente del fondo Ninety-One che gestisce asset per 250 miliardi di dollari. E ancora, Cyrille Vigneron già presidente e Ceo di Cartier e oggi chairman di Fondazione Cartier. Infine, aperta al pubblico Vo Vintage, (registrazione su vovintage.com) dedicata al gioiello d’epoca e agli orologi.

