alluminio

Gioielli preziosi in alluminio?




L’alluminio è stato riscoperto per la gioielleria di qualità. Ecco come pulire e conservare i gioielli in alluminio ♦︎

Lattine per le bibite, stoviglie, componenti per aeroplani: l’alluminio serve a tante cose. E sembra che anche la gioielleria stia riscoprendo questo metallo leggero e resistente. Non si tratta, infatti, di una novità: l’alluminio fu mostrato per la prima volta all’Expo di Parigi del 1855. Ma, a quel tempo, era un materiale raro: per questo era utilizzato per creare gioielli e posate di lusso. Di quel periodo, quando l’alluminio era considerato prezioso come l’oro, ne esistono ancora pochissimi pezzi. Era molto costoso e molto apprezzato: chi poteva, metteva in bella mostra una spilla in alluminio. Gioielli di alluminio annerito furono richiesti alla corte della regina Vittoria dopo la morte del suo amato Albert e divennero popolari in tutto l’Impero britannico.

Anello Ascending Shadows in oro bianco, diamante centrale brown di 12,4 carati, titanio e alluminio
Anello Ascending Shadows in oro bianco, diamante centrale brown di 12,4 carati, titanio e alluminio

Il metallo. L’alluminio è il metallo più diffuso sulla Terra e uno degli elementi chimici più comuni. Fino a circa un secolo fa, però, non era conosciuto il processo per utilizzarlo industrialmente dai minerali in cui si trova, come la bauxite. È un metallo molto leggero e resistente. Non è particolarmente tossico e non provoca allergie (tranne in rari casi). Una curiosità: l’ossido di alluminio, chiamato anche corindone, sotto forma di cristalli trasparenti è più conosciuto come zaffiro e rubino. È anche la sostanza naturale più dura dopo il diamante, con durezza relativa 9 nella scala di Mohs (che arriva a 10).

Orecchini con labirinto in alluminio e tormalina verde
Hemmerle, orecchini con labirinto in alluminio e tormalina verde

Gioielleria. Quando l’alluminio ha iniziato a essere prodotto in grandi quantità, è praticamente cessato il suo utilizzo in gioielleria, a parte nei bijoux da poco prezzo. Ma di recente questo materiale è stato riscoperto in modo creativo da Maison che ne valorizzano le qualità, spesso con lavorazioni raffinate. L’alluminio è stato utilizzato, per esempio, da Hemmerle, Vhernier, Chopard, Suzanne Syz o il giovane designer Emmanuel Tarpin. Tra i vantaggi dell’allumino c’è senza dubbio la leggerezza, che permette di realizzare gioielli con un peso ridotto al minimo. Inoltre, è un metallo molto duttile e facile da lavorare.

Orecchini a forma di punti esclamativi e interrogativi in alluminio e diamanti
Suzanne Syz, orecchini a forma di punti esclamativi e interrogativi in alluminio e diamanti

Cura dell’alluminio. L’alluminio può ossidarsi. I gioielli in alluminio possono rovinarsi a contatto con creme, saponi e sostanze acide. Bisogna fare attenzione, inoltre, a non deformare il metallo se si pratica uno sport oppure si fanno lavori domestici. Per la pulizia, se il gioiello non ha altri elementi come perle o smalti, basta immergere il gioiello in acqua tiepida in cui sono state disciolte due gocce di sapone liquido. Risciacquare bene e asciugare con un panno di cotone. Dato che il metallo è resistente, ma può essere danneggiato, è meglio conservare separatamente i gioielli in allumino, in recipienti in cui non siano a contatto con altri oggetti.

Orecchini in alluminio, oro bianco, diamanti
Orecchini in alluminio, oro bianco, diamanti by Villa Milano
Orecchini Geranium in alluminio e oro
Orecchini Geranium in alluminio e oro by Jar
Spilla vittoriana in alluminio con ametista
Spilla vittoriana in alluminio con ametista
Orecchini a forma di foglie di geranio venduti da Christie's, alluminio e diamanti
Emmanuel Tarpin, orecchini a forma di foglie di geranio venduti da Christie’s, alluminio e diamanti

Clematis, spilla con zaffiri, diamanti, alluminio, oro bianco
Hemmerle, Clematis, spilla con zaffiri, diamanti, alluminio, oro bianco







La leggerezza di Aaltas




I gioielli ultra leggeri di Aatlas.

L’alluminio è stato rivalutato come materiale per la gioielleria da prestigiose maison, da designer di avanguardia e anche da giovani intraprendenti nuovi brand. Come Sonia Lacroix, che vive e lavora a Ginevra, uno dei poli della grande gioielleria e della grande orologeria mondiale, attività per la quale la designer ha lavorato. Fa tutto da sola, progettazione e gestione artigianale della sua produzione. Alla base della quale, naturalmente, c’è la sua idea che è sintetizzata nel nome del suo brand: Aaltas.

Collana in alluminio champagne e diamanti
Collana in alluminio champagne e diamanti

Un nome che sarebbe abbastanza criptico se non fosse lei stessa a spiegarne il significato. Si tratta di un riferimento all’espressione “a altas horas”, che in spagnolo significa fare le ore piccole. Insomma, stare svegli fino a tardi. E se in spagnolo l’espressione è associata al divertimento notturno, per Sonia Lacroix significa dare sfogo alla propria creatività al di fuori dagli schemi. I gioielli di Aaltas sono semplici e complessi, con forme geometriche, ma studiate con attenzione e fantasia. Sono, come accennato, in alluminio, e quindi leggerissimi, con dettagli in oro e l’aggiunta di piccole pietre. La prima collezione si chiama Mambo, un ballo perfetto per chi vive di notte.

Orecchini della collezione Mambo in alluminio, oro 18 carati e diamanti
Orecchini della collezione Mambo in alluminio, oro 18 carati e diamanti
Mambo Light Antique Rose alumium diamonds
Orecchini della collezione Mambo in alluminio rosa antico e diamanti
Orecchini mini della collezione Mambo in alluminio e oro 18 carati
Orecchini mini della collezione Mambo in alluminio e oro 18 carati
Orecchini in alluminio turchese, oro 18 carati e rubini
Orecchini in alluminio turchese, oro 18 carati e rubini
Sonia Lacroix (da Facebook)
Sonia Lacroix (da Facebook)






 

Il fascino degli anni Cinquanta con i bijoux di Pin-Up

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Frontiere inesplorate del bijou. Ovvero: come inventare qualcosa di nuovo, ma che costi poco, pochissimo. È la storia di Pin-Up, marchio di bijoux italiano fondato da Claudia De Rosa, che ha una storia da raccontare.

«Sono nata ad Albissola, un paesino di mare nella provincia di Savona (Liguria, Italia). Dopo gli studi in Farmacia, all’età di 24 anni sono partita per l’Irlanda per fare un’esperienza di lavoro e per imparare inglese: sono rimasta 12 anni e sono diventata mamma dei miei primi due figli: Julia, che ora ha 19 anni, e Joshua, 15 anni. Dall’Irlanda sono approdata agli States e poi finalmente il ritorno in Italia. Da quattro anni vivo in Toscana, a Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo, ma più vicina a Firenze, dove sono diventata mamma per la terza volta otto mesi fa di Giorgia e ho scoperto una grande passione per la bicicletta da corsa, passione che condivido con il mio compagno. È proprio durante le nostre lunghe uscite in bicicletta che ho le idee più creative. Dopo oltre 23 anni come formatrice in ambito medico e responsabile marketing e commerciale, organizzazione eventi scientifici in Italia e all’estero, poco più di un anno fa ho deciso di cambiare vita e dedicarmi al design e creazione di gioielli».

Claudia De Rosa
Claudia De Rosa

La nascita di Pin-Up è associata anche al periodo di pandemia, racconta sempre Claudia: «Durante la gravidanza della mia terza terza figlia e lo smart working a orario ridotto, una situazione mondiale di pandemia che ha rallentato drasticamente tutte le attività legate al settore del turismo e degli eventi, ho iniziato a riflettere sul mio percorso professionale, la mia vita familiare, gli interessi e le passioni. Ho sentito il bisogno di tornare a sentirmi viva ed esprimere la mia creatività in modo libero ma, da quarantenne, anche consapevole. Ecco allora che quasi per gioco e per noia, a causa delle restrizioni sociali imposte per via del covid, ho iniziato a creare spille, orecchini e collane, anelli, bracciali, utilizzando catene e fili di alluminio. Così la scorsa estate 2021 è nato ufficialmente il brand, Pin-Up Gioielli per l’ispirazione allo stile rockabilly-pin up. Una passione quella degli accessori che ho da quando ho memoria: ho lavorato in ambiti molto maschili e rigorosi, spesso gli outfit dovevano essere monocromatici e scuri, con pochi fronzoli e molto lineari. Nel tempo ho elaborato il mio personale stile che è conseguenza della mia personalità estrosa, colorata e un sobriamente rockettara. Prima di creare io stessa i miei bijoux e accessori, ero sempre alla ricerca di gioielli che creassero quel focus stravagante e che facesse apparire lo stesso sobrio tubino ogni volta un abito diverso».

Anello Clap Clap con calamita e cristalli Swarovski
Anello Clap Clap con calamita e cristalli Swarovski

La scelta del nome, Pin-Up e il riferimento allo stile rockabilly fa pensare agli anni Cinquanta. Proprio ora che il trend è dominato da rap e hi-pop. «Non ho mai seguito le mode e i trend, ho sempre avuto un mio stile, classico, ma con un tocco stravagante e un richiamo all’eleganza dandy. Sono nata negli anni Settanta, guardando musical come Grease, serie Tv come Happy Days. Mio papà è un grande appassionato di Elvis e fin da piccola mi ha trasmesso una grande curiosità e passione per gli Stati Uniti. Il rockabilly è un genere musicale che si è sviluppato nei primi anni Cinquanta. È una fusione tra bluegrass, country, boogie woogie e jazz con un influenze gospel, una combinazione irresistibile di rhythm and blues e country. Questo stile mi rispecchia moltissimo: ho un’anima rock dolce, non amo particolarmente simboli come le croci e i teschi, sono una rocker romantica. Alle croci preferisco i cuori, ai teschi il sole e scarpe décolleté con tacco altissimo: questi sono i pendenti che più spesso utilizzo nelle mie creazioni. Considero le catene simbolo positivo di forza, determinazione e unione solida piuttosto che costrizione, legame soffocante o peggio ancora privazione della libertà. Per questo motivo ho scelto di rappresentare nei bijoux lo stile rockabilly».

Orecchini Clap Clap con cristalli Swarovski
Orecchini Clap Clap con cristalli Swarovski

Così come l’idea delle pin-up: «Proprio così. Le pin up arrivano direttamente dagli anni Cinquanta e nel 2022 ancora si parla di loro. Erano donne sensuali e femminili ma allo stesso tempo provocanti e intriganti. Lo stile pin-up è sinonimo di buon gusto, vivacità e colore, di sensualità ironica ma anche di familiarità (e questo spiega il perché un marchio come Coca-Cola ha utilizzato sin dagli albori questo tipo di immagini per entrare nelle case della gente). Le pin up sono state simbolo di coraggio e leggerezza per i soldati della Seconda Guerra Mondiale. La pin-up è senza tempo, sempre attuale, sempre vivace, intrigante ma sobria ed elegante: questo è il mio riferimento di bellezza femminile».

Collana Clap Clap con calamita e cuore in resina
Collana Clap Clap con calamita e cuore in resina
Anello Rockabilly Vortice
Anello Rockabilly Vortice
Bracciale Clap Clap con calamita e cuore in resina
Bracciale Clap Clap con calamita e cuore in resina

Bracciale a polsino Rockabilly con cristalli fucsia
Bracciale a polsino Rockabilly con cristalli fucsia







Villa Milano illumina l’estate con Lumen




Villa Milano è una gioielleria fondata nel 1876 da Benvenuto Villa, orafo, scultore e alchimista, che espose i suoi gioielli e le sue sculture alle grandi Esposizioni Mondiali dell’epoca. Ora, giunta alla quinta generazione, continua a essere una delle Maison più raffinate della città. È famosa, in particolare, per la sua vasta produzione di gemelli da polso. Ma sarebbe ingiusto trascurare la produzione di gioielli. L’estate 2022 segna, per esempio, l’arrivo in catalogo di due nuove linee di gioielli: Lumen e Botanic. Di quest’ultima parleremo in un altro articolo. Qui ci occupiamo, invece, di Lumen.

Anelli in alluminio, oro e diamanti della linea Lumen
Anelli in alluminio, oro e diamanti della linea Lumen

Anche se, come accennato, le radici di Villa Milano affondano in un passato di 150 anni, il brand non rinuncia a proporre gioielli di design e concezione contemporanei. In questa chiave va letta la linea Lumen, composta da anelli e orecchini in alluminio, oro bianco e pietre preziose. L’alluminio è un materiale riscoperto di recente da diversi gioiellieri, ma non tutti sanno che fino all’inizio del Novecento era considerato un metallo prezioso. Oggi è utilizzato per la sua facilità di lavorazione e per la possibilità di essere interpretato con colori vivaci, come nel caso della linea Lumen: verde felce, blu royal, fuxia, o più tenui come l’old rose fino ad arrivare al rosso. I gioielli sono inoltre arricchiti da diamanti, zaffiri, rubini.

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Anelli aperti in alluminio, oro e pietre preziose
La tavolozza di colori degli anelli Lumen
La tavolozza di colori degli anelli Lumen
Orecchini in alluminio, oro bianco, diamanti
Orecchini in alluminio, oro bianco, diamanti
Orecchini modello piccolo in alluminio, oro bianco, diamanti
Orecchini modello piccolo in alluminio, oro bianco, diamanti
Orecchini Lumen in alluminio, oro bianco, diamanti
Orecchini Lumen in alluminio, oro bianco, diamanti

Coppia di orecchini in alluminio, oro bianco, diamanti
Coppia di orecchini in alluminio, oro bianco, diamanti







Dal Bauhaus a Coeur de Lion

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Geometrie, colori brillanti e prezzi accessibili: i bijoux del brand tedesco Coeur de Lion ♦ ︎

Si fa presto a dire design. Ma solo le idee nuove sono capaci di infondere novità. È la storia di Coeur de Lion, che a dispetto del nome francofono è un brand di Stoccarda. Avete mai sentito parlare del Bauhaus, quel movimento di architetti e designer degli anni Trenta in Germania, che hanno inventato il concetto di design moderno? Be’, dal 1987 Carola Eckrodt e suo marito Nils hanno preso lezione (virtuale) da Gropius & c.

CollanaGeoCube con cluster rin oro e argento
CollanaGeoCube con cluster rin oro e argento

Il risultato sono gioielli realizzati con un umile metallo come l’alluminio, ma con tante idee da farlo diventare prezioso. E, soprattutto, molto divertente. Segno che c’è ancora spazio per inventare. L’idea è quella di utilizzare per i gioielli degli elementi scelti di solito per un utilizzo industriale. Le prime creazioni di questo tipo sono state presentate a Monaco di Baviera. E un couturier di Düsseldorf, Hanns Friedrichs, ha acquistato l’intera prima collezione. Dieci anni più tardi, Carola Eckrodt è riuscita ha creato la Geo Cube Collection, che non a caso si trova anche al Museo Bauhaus di Weimar, allo Smithsonian di Washington e alla Royal Academy di Londra. Oltre al metallo questi bijoux che amano la modernità includono resina Polaris, vetro bicolore rifinito a mano, e cristalli Swarovski. Insomma, il coraggio estetico non manca, da veri cuori di leone.

Bracciale multicolore GeoCube
Bracciale multicolore GeoCube
Collana Amulet con cristalli Swarovski, agata
Collana Amulet con cristalli Swarovski, agata
Anello Dancing GeoCube
Anello Dancing GeoCube
Collana multicolore GeoCube con cristalli Swarovski rosa e beige
Collana multicolore GeoCube con cristalli Swarovski rosa e beige
Collana multicolore GeoCube
Collana multicolore GeoCube
Orecchini GeoCube con cristalli Swarovski rosa e beige
Orecchini GeoCube con cristalli Swarovski rosa e beige
Orecchini Amulet con cristalli Swarovski Ametista e lepidolite
Orecchini Amulet con cristalli Swarovski Ametista e lepidolite







Questi orecchini di Anabela Chan sono fatti con un materiale sorprendente

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Primavera, natura, sostenibilità: tre idee che hanno fatto fiorire la nuova collezione di Anabela Chan. La serie di orecchini e spille della collezione Blooms sono stati creati con una idea rivoluzionaria: sono realizzati con alluminio riciclato. Il metallo è quello delle lattine delle bibite. Riutilizzato, e abbinato a oro e gemme create in laboratorio, diventa materiale per gioielli raffinati. Giudicate voi: basta osservare queste immagini per capire che riciclare anche i materiali più umili può trasformarsi in lusso sostenibile.

Orecchini della collezione Bloom, con tormalina paraiba creata in laboratorio
Orecchini della collezione Bloom, con tormalina paraiba creata in laboratorio

Il progetto, spiega la designer di Hong Kong con base a Londra, è durato due anni e mezzo, dal 2017. Prima di arrivare a questo eccezionale risultato, Anabela Chan ha sperimentato molti tentativi nei processi di fusione e raffinazione delle lattine di alluminio, scadate a una temperatura di 600 gradi centigradi. E poi, dopo essere state trasformate in barre metalliche, utilizzate in combinazione con il tradizionale metodo artigianale di fusione a cera persa. Il metallo assume colorazioni intense, a volte iridescenti.

Alluminio arcobaleno riciclato, oro 18 carati, vermeil in oro giallo 18 carati, gemme sintetiche
Alluminio arcobaleno riciclato, oro 18 carati, vermeil in oro giallo 18 carati, gemme sintetiche

I gioielli hanno quindi preso la forma di esuberanti fiori, con l’aggiunta di gemme sintetiche, ma di qualità, spesso con taglio inusuale, come quello triangolare, trilliant. Gli elementi sono stati lavorati a mano, singolarmente. Anche la scelta di utilizzare gemme sintetiche è stata decisa davvero per rispetto della natura e delle condizioni di chi lavora all’estrazione. Anabela Chan, infatti, racconta di essere rimasta scioccata dopo una visita alle miniere dello Sri Lanka.

Anabela Chan, orecchini Rainbow Bloom
Anabela Chan, orecchini Rainbow Bloom
Orecchini in alluminio color bronzo rosa
Orecchini in alluminio color bronzo rosa

Orecchini Agrumi in fiore
Orecchini Agrumi in fiore







Le nuove straordinarie creazioni di Hemmerle

Le straordinarie creazioni di Hemmerle, regina dell’alta gioielleria di design ♦︎

Non è un caso quando un matrimonio dura 22 anni. Se, poi, l’unione non è condizionata da vincoli giuridici o religiosi, il matrimonio vale ancora di più. Infatti, non è un caso che la Maison tedesca Hemmerle sia stata presente da 22 anni al Tefaf di Maastricht, raffinato appuntamento per chi ama l’antichità ma, più in generale, l’arte. Qui approdano solo pochi gioiellieri, solo quelli che fanno della propria produzione un’opera che sta alla pari con un quadro o una scultura. E Hemmerle è una di questi.

Il gioielliere di Monaco di Baviera è uno straordinario creatore di raffinati pezzi unici.

Hemmerle, orecchini in alluminio anodizzato con cavità in cui sono inserite acquamarine
Hemmerle, orecchini in alluminio anodizzato con cavità in cui sono inserite acquamarine

Nata 126 anni fa, Hemmerle è gestita ancora dalla famiglia, in particolare da Christian Hemmerle, e produce circa 200 pezzi all’anno. Pezzi unici non solo per lo stile, ma anche per l’utilizzo di materiali sorprendenti e lavorazioni d’avanguardia. Per esempio, l’alluminio. Grazie a un processo di anodizzazione, Hemmerle crea un alluminio con tonalità che ricordano i colori che si trovano in natura nelle pietre preziose. Gli orecchini presentati al Tefaf che assomigliano a piccoli asteroidi azzurri , per esempio, sono stati realizzati in alluminio anodizzato e acquamarina.

Orecchini ispirati al pittore svizzero Paul Klee. Argento annerito, filo in oro, diamanti
Orecchini ispirati al pittore svizzero Paul Klee. Argento annerito, filo in oro bianco, diamanti

Ma Hemmerle riesce a nobilitare anche l’argento, magari in lega con altri metalli fino a renderlo irriconoscibile. Al Tefaf, per esempio, il brand ha presentato due orecchini in argento annerito che si ispirano a un quadro di Paul Klee del 1927, Schwarzer Fürst, con un volto stilizzato in cui l’occhio è costituito da un diamante. Ma anche il titanio, metallo leggero e robusto, ma difficile da lavorare, è tra i materiali preferiti dalla Maison. Davvero un caso unico nel mondo della gioielleria.

Orecchini di giada su argento annerito e oro
Orecchini di giada su argento annerito e oro
Orecchini in bronzo, oro bianco e diamanti
Orecchini in bronzo, oro bianco e diamanti
Anello in alluminio, oro bianco e tsavorite
Anello in alluminio, oro bianco e tsavorite
Anello in bronzo, oro bianco e diamante brown
Anello in bronzo, oro bianco e diamante brown

 

Suzanne Syz, orecchini formato regalo

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Gli orecchini che sembrano fiocchi per i pacchi regalo di Suzanne Syz ♦︎

Chi è davvero creativo è anche spiritoso. Insomma, ogni tanto affronta la vita con leggerezza. Diciamolo: nel mondo della gioielleria la maggior parte delle aziende si prende terribilmente sul serio. Se questo significhi anche una scarsa creatività decidetelo voi. Chi, di sicuro, è brava, creativa e anche spiritosa è Suzanne Syz, designer con base a Ginevra e estimatori in tutto il mondo. In vista del Natale, Suzanne Syz invece di proporre anelli con la forma di cristalli di neve o a forma di stella, ha deciso di trasformare le sue clienti in pacco dono. Gli orecchini Wrap It Up hanno la forma di quei fiocchi che si aggiungono ai pacchi regalo assieme alla carta dorata e ai nastri che completano la confezione. Le otto paia di orecchini sono in edizione limitata e realizzate in alluminio con in diversi colori. Ogni paio di orecchini ha anche 90 diamanti bianchi per un totale di 0,83 carati. Alessia Mongrando




Suzanne Syz, orecchini in alluminio e diamanti
Suzanne Syz, orecchini in alluminio e diamanti
Bracciale con diamanti e rubini
Bracciale con diamanti e rubini
Orecchini a forma di punti esclamativi e interrogativi in alluminio e diamanti
Orecchini a forma di punti esclamativi e interrogativi in alluminio e diamanti
Anello in vetro zaffiro e diamanti
Anello in vetro zaffiro e diamanti

Anello con diamante ovale Type II taglio ovale
Anello con diamante ovale Type II taglio ovale







Suzanne Syz per tre



Gli ultimi gioielli di Suzanne Syz, tra materiali inconsueti, pop e un design sempre sorprendente ♦︎

Nata a Zurigo, cresciuta a Parigi, si trasferisce a New York negli anni Ottanta e frequenta Andy Warhol, Jean Michel Basquiat, Julian Schnabel, Francesco Clemente e Jeff Koons. Qualcuno si stupisce se Suzanne Syz definisce la sua attività come Gioielli d’arte? Fa parte, ovviamente, del suo destino, della sua attitudine, delle sue capacità. Lo testimoniano sempre più i gioielli che presenta. Gli ultimi sono stati mostrati a fine luglio all’Hotel Bergues, a Ginevra. E, come sempre, hanno saputo stupire anche chi conosce Suzanne Syz molto bene.

I gioielli potrebbero essere collocati in tre diverse tipologie: quelli dalle geometrie inconsuete, che in qualche modo sembrano alludere a volumi senza fine come Nastro di Möbius, i gioielli dal lusso esuberante, come l’anello con smalto, tormalina e diamanti, e quelli di ispirazione pop. È il caso, per esempio, dei divertenti orecchini a forma di borse di paglia, realizzati con diamanti e zaffiri. Anche per questi gioielli Suzanne Syz utilizza spesso materiali non tradizionali, come l’alluminio o il titanio. Prossima tappa: il Salon Art + Design NYC dal 9 a 13 novembre. Margherita Donato





Suzanne Syz, Basket earrings, con diamanti e zaffiri
Suzanne Syz, Basket earrings, con diamanti e zaffiri

Bracciali in titanio
Bracciali in titanio
Bracciale in alluminio anodizzato e diamanti
Bracciale in alluminio anodizzato e diamanti
Orecchini in titanio, platino, oro bianco, diamanti, tormalina
Orecchini in titanio, platino, oro bianco, diamanti, tormalina
Anello in bronzo, zaffiri rosa e tormalina rosa
Anello in bronzo, zaffiri rosa e tormalina rosa
Bracciale in alluminio con granati, peridoti, tormalina e diamanti champagne
Bracciale in alluminio con granati, peridoti, tormalina e diamanti champagne
Anello con tormalina Paraiba circondata da diamanti su titanio blu
Anello con tormalina Paraiba circondata da diamanti su titanio blu
Anello in alluminio, oro e diamanti, pezzo unico
Anello in alluminio, oro e diamanti, pezzo unico

Suzanne Syz, anello cin oro con tormalina, diamanti e smalto
Suzanne Syz, anello cin oro con tormalina, diamanti e smalto







Hemmerle stupisce ancora

Hemmerle stupisce ancora al Tefaf: i raffinati accostamenti tra orecchini egizi, bracciali, alluminio e pietre preziose ♦

Innovazione, coraggio, fantasia. Quale altra definizione manca per descrivere Hemmerle? Paradossalmente una: tradizione. Suona davvero strano che una delle maison di gioielleria più creative del mondo, ai limiti della temerarietà, sia anche il frutto di una storia ultracentenaria. Hemmerle è nata a Monaco di Baviera nel 1893, quando il Giappone ha deciso di adottare il calendario gregoriano, Rudolf Diesel brevetta il tipo di motore che porta il suo nome, l’anno in cui muore lo scrittore Guy de Maupassant. Insomma, in un’altra epoca.

Due anni dopo l’azienda lavorava già per Ludwig III di Baviera, e l’imprinting di lavorare su pezzi unici, fantasiosi, fuori dal comune, è forse la caratteristica che ha conservato meglio. Il discendente di quella schiatta di orafi d’élite, Christian Hemmerle, conduce ora con la moglie Yasmin l’azienda famosa per le sue raffinate creazioni, come quelle che ha mostrato durante il Tefaf di Maastricht (in uno stand disegnato dall’architetto olandese Tom Postma). Un’alta gioielleria insolita, dove meravigliosi zaffiri possono essere montati su un set in alluminio, un diamante marrone si accompagna con l’umile rame, oppure con orecchini in stile antico egizio. Giulia Netrese

Orecchini in alluminio, ametista e zaffiro
Orecchini in alluminio, ametista e zaffiro
Orecchini in oro bianco, alluminio, argento, acquamarina
Orecchini in oro bianco, alluminio, argento, acquamarina
Orecchini in rame, oro bianco, zaffiri e tormalina
Orecchini in rame, oro bianco, zaffiri e tormalina
Hemmerle, bracciale con acquamrina e zaffiri
Hemmerle, bracciale con acquamrina e zaffiri
Orecchini con diamanti, giada, rame
Orecchini con diamanti, giada, rame
Orecchini con micro mosaico di rame, oro rosa, zaffiri
Orecchini con micro mosaico di rame, oro rosa, zaffiri
Orecchini in oro bianco, zaffiri, demantoidi, zirconi
Orecchini in oro bianco, zaffiri, demantoidi, zirconi
Lo stand di Hemmerle al Tefaf
Lo stand di Hemmerle al Tefaf
Orecchini in rame, oro bianco, smalto, zaffiri, zirconi
Orecchini in rame, oro bianco, smalto, zaffiri, zirconi


Hemmerle, lusso in alluminio

Hemmerle, una delle grandi firme della gioielleria made in Germany (https://gioiellis.com/novemberfest-con-hemmerle/) riesce davvero a stupire. Questa volta ha preparato una collezione che si chiama The [AL] Project. Per chi non conosce la tavola periodica degli elementi (ripassare le lezioni di chimica, please) Al è il simbolo dell’alluminio. Metallo che invece di pentole e scafi di aeroplano questa volta è utilizzato per 15 coppie di orecchini e per una spilla. I gioielli sono ispirati alla natura, tra fiori e frutti. Ma, naturalmente, i gioielli non sono composti solo con alluminio. Assieme al metallo più comune ci sono pietre preziose  come diamanti, zaffiri, acquamarine e granati, assieme al classico oro. La scelta dell’alluminio, però non è casuale: è un materiale leggero e solido, resistente e con una storia glorioso (in passato era considerato prezioso). Come ha spiegato Christian Hemmerle, «la malleabilità ci ha permesso di concentrarci sull’innovazione e creare opere complesse, delicate nel design ma molto resistenti». Tra l’altro, l’uso del metallo è abbinato anche a una raffinata scelta nella tavolozza dei colori, che rieccheggia la natura tra violetti e tonalità cenere. Giulia Netrese

Clematis, spilla con zaffiri, diamanti, alluminio, oro bianco
Clematis, spilla con zaffiri, diamanti, alluminio, oro bianco
Orecchini in oro bianco e alluminio, bronzo e granati
Orecchini in oro bianco e alluminio, bronzo e granati
Orecchini in alluminio, oro e perle
Orecchini in alluminio, oro e perle
Orecchini in alluminio, oro bianco e diamanti
Orecchini in alluminio, oro bianco e diamanti
Orecchini in alluminio, oro, rame e diamanti
Orecchini in alluminio, oro, rame e diamanti
Orecchini in alluminio, oro, rame e diamanti
Orecchini in alluminio, oro, rame e diamanti

Odescalchi, l’amore è una catena

[wzslider]Nella Chainging collection di Lucia Odescalchi, le collane sono una seconda pelle e si fondono con i vestiti. Catene in alluminio leggerissime, che partono da un cerchio o da un ovale e si dilatano in mille motivi geometrici per diventare mantelle minimal, maniche rock, gilet e corpetti dal sapore vagamente medievale. Fino ad arrivare alla collana-abito fatta di 20 metri di catena che avvolge il corpo e lo segue morbidamente nel movimento. Gioiello o vestito, giorno o sera, estate o inverno? Non c’è più differenza. Tanto è l’accessorio, tra i toni del bronzo, dell’oro brunito, dell’acciaio canna di fucile, il protagonista, secondo la designer romana. A patto che sia ipercontemporaneo. La collezione comprende sei modelli Couture realizzati su misura (prezzo su richiesta) e nove invece prêt-à-porter, i cui prezzi vanno dai 180 ai 460 euro. Giulia Netrese