Gioielli in vetrina. Copyright: gioiellis.com
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Gioielleria in punta di piedi

Indagine di Federpreziosi sulle vendite di gioielli in Italia: resistono, ma pesano prudenza e incertezza.

Il settore orafo italiano fa i conti dopo il periodo natalizio. La fotografia è scattata da Federpreziosi, con un sondaggio tra gli operatori: 524 le risposte raccolte. Gli operatori al dettaglio rappresentano la quasi totalità dei partecipanti (88,9%). Risultato: alla richiesta di valutare complessivamente l’andamento del mese di dicembre rispetto all’anno precedente, solo una minoranza ha segnalato una crescita delle vendite (18%), nella maggior parte dei casi moderata (14,9%). Una quota rilevante indica una sostanziale stabilità (26,7%), mentre la percentuale di chi ha registrato una diminuzione supera nettamente quella di chi ha visto segnali positivi, con 33,6% che parla di una flessione moderata e un ulteriore 21,8% che segnala una forte diminuzione delle vendite. Nel complesso, il Natale non ha rappresentato una spinta generalizzata per il settore: non si è assistito a un crollo, ma nemmeno a quella dinamica espansiva che in passato compensava le difficoltà degli altri mesi.

Vendite nel mese di dicembre 2025
Vendite nel mese di dicembre 2025

Il confronto con le aspettative prenatalizie rafforza questa lettura. Per quasi la metà degli operatori il risultato è stato in linea con quanto previsto (45%), mentre per oltre un terzo il periodo natalizio si è rivelato inferiore alle attese (33,1%). Questo dato è particolarmente significativo perché racconta un settore che si è avvicinato alle festività con aspettative già prudenti e che, in molti casi, ha comunque dovuto ridimensionarle. Il Natale, quindi, non ha deluso per un andamento eccezionalmente negativo, ma perché non è riuscito a invertire un clima di cautela che appare ormai strutturale. L’analisi delle categorie merceologiche conferma ulteriormente questa tendenza. I gioielli in argento emergono come la tipologia che ha riscosso il maggior successo di vendita (42,7%), seguiti da quelli con pietre preziose (35,5%). Più limitato l’interesse per i gioielli con pietre sintetiche (6,5%), mentre l’orologeria continua a rappresentare una voce marginale, segnalata come rilevante da soli 28 punti vendita.

Atteggiamento dei clienti
Atteggiamento dei clienti

La clientela si conferma prevalentemente locale (87%), con una presenza di clientela internazionale residuale (2,3%). È un dato medio che non tiene conto delle specificità dei grandi centri urbani o delle località turistiche, ma che descrive bene la realtà della maggior parte dei punti vendita, fortemente legata al proprio bacino di prossimità. Una quota significativa degli operatori, inoltre, rileva una maggiore attenzione al prezzo (32,8%) e, soprattutto, una tendenza verso acquisti più razionali e meno impulsivi (40,5%). Solo una minoranza segnala comportamenti sostanzialmente invariati rispetto al passato (15,6%), mentre una maggiore attenzione alla qualità del prodotto e al design viene evidenziata dall’11,1% del campione.

Il negozio fisico continua a rappresentare il perno centrale della vendita per la quasi totalità degli operatori (97,3%), ma il dato sui margini restituisce una realtà più complessa. Solo il 14,5% dichiara un aumento dei margini, mentre per il 42,4% risultano stabili e per il 43,1% in diminuzione. È qui che si manifesta con maggiore chiarezza la tensione del settore: le vendite tengono, ma con una redditività sempre più sotto pressione. Questo scenario si riflette inevitabilmente nel clima di fiducia verso il futuro. Quasi il 40% degli operatori manifesta perplessità rispetto all’andamento del settore nei prossimi mesi, mentre il 22,5% si colloca in una posizione di neutralità e il 19,8% si dichiara abbastanza fiducioso. Una quota non trascurabile del campione (16,4%) si dice decisamente poco fiduciosa. Eppure, quasi sei operatori su dieci dichiarano l’intenzione di investire nel 2026 (circa 60%), seppur in modo selettivo per la maggioranza di essi (49,6%), mentre il 21,4% non prevede alcun investimento. Gli ambiti verso cui si orientano questi investimenti sono distribuiti in modo equilibrato tra la scelta e l’ampliamento dell’offerta di prodotto, il marketing e la comunicazione, l’implementazione dei canali di vendita e dell’esperienza in-store.

Gioielli in vetrina. Copyright: gioiellis.com
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Gemelli da polso di Villa Milano. Copyright: gioielli.com
Gemelli da polso di Villa Milano. Copyright: gioielli.com

L’andamento dei prezzi delle materie prime rappresenta il timore più rilevante (81,7%), seguito dalla diminuzione del potere d’acquisto (56,5%) e dall’incertezza economica generale (47,7%). La concorrenza di altri settori è percepita come un rischio da quasi un terzo del campione (29,4%). Anche lo stato d’animo riflette questa complessità: il 40% degli operatori si dichiara fiducioso ma prudente, circa il 30% manifesta preoccupazione, una quota marginale si dice apertamente ottimista (2,7%), mentre 138 operatori adottano un atteggiamento attendista.

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