Il prezzo dell’oro e dell’argento continueranno ad aumentare anche nel 2026? Di sicuro i gioielli costeranno di più.
Ci aspetta un 2026 d’oro? A osservare quello che avviene sui mercati si direbbe di sì. Gli investitori, per i gioiellieri e per chi vuole acquistare anche un semplice anello d’oro per le nozze, si troveranno a spendere parecchio di più. La fine del 2025 con il prezzo dell’oro che ha superato i 4.500 dollari l’oncia, cioè circa 127 dollari al grammo (e fino a oltre a 120 euro) segna un record storico. Una classica fede nuziale, per esempio pesa circa tra i 3 e 10 grammi, senza pietre o diamanti. Significa che il valore intrinseco, se fosse di oro 24 carati, cioè senza essere in lega con altri metalli, da 360 a 1.200 euro. E questo per un semplice cerchio di metallo e senza contare il costo di lavorazione e di commercializzazione, oltre a quello fiscale, che aumentano ulteriormente il prezzo.

Nella realtà, però, questo non avviene, perché un anello d’oro è normalmente venduto a 18 carati, quindi con un contenuto di oro pari solo al 75% del peso del gioiello. E ancora meno quando si considerano gioielli a 14 o addirittura 9 carati: in quei casi il contenuto di oro scende drasticamente. È facile pronosticare che nel 2026 aumenterà il numero di gioielli a 14 carati. Non solo: i gioiellieri faranno a gare per rendere i gioielli sempre più leggeri (ma anche più fragili), per diminuire l’impatto del prezzo del metallo giallo. Si moltiplicheranno anche le collezioni di gioielli in titanio e in acciaio.

Probabilmente, però, saranno in difficoltà anche i gioiellieri specializzati in argento, visto che anche il prezzo di questo metallo è raddoppiato nel giro di 12 mesi. Il 2025 ha visto il costo dell’argento superare di slancio i 70 dollari l’oncia. Se, per esempio, a inizio 2025 1 grammo di argento costava circa 1 euro al grammo, alla fine dell’anno è salito a oltre 2 euro. Tra l’altro, anche il platino ha raddoppiato di valore e non costituisce, quindi, una alternativa.

E nei prossimi mesi che cosa succederà? Nessuno può prevedere il futuro, naturalmente. Ma alcuni fattori inducono a riflettere. Il dubbio di molti operatori è che i prezzi raggiunti non riflettano la realtà. L’oro, per esempio, sembra salito di prezzo a causa di fenomeni ormai definiti, come la necessità dei grandi investitori di diversificare rispetto al dollaro. Il ragionamento è: l’economi americana, nonostante i proclami della Casa Bianca, è incerta. Meglio vendere dollari o beni denominati in dollari (come i Buoni del Tesoro Usa, che con l’esplosione del debito pubblico americano finiranno col perdere valore) e acquistare un bene rifugio come l’oro. È quello che fanno, per esempio, grandi investitori e le banche centrali, per accumulare riserve auree. Insomma, si prospetto una autentica era dell’oro, ma non nel senso delle promesse elettorali.

