Garavelli

Tutto sul peridoto




Avete un gioiello con una pietra verde oliva? Probabilmente è un peridoto. Ecco le caratteristiche del peridoto, pietra del mese di agosto, e i consigli per la scelta ♦

Il peridoto è di gran moda. Oltre a essere la pietra del mese di agosto, è amata da quei gioiellieri a cui piacciono i colori con una forte personalità, che non possono essere confusi con altri. E il colore oliva del peridoto è senza dubbio unico. Il peridoto ha una sfumatura di verde calda: sarà quindi perfetta per chi ha una pelle abbronzata, oppure semplicemente mediterranea, oppure più scura. Ma, naturalmente, il peridoto può essere accostato ad altre gemme o incastonato in un setting molto ampio: in questo caso può risaltare anche su carnagioni dalla tonalità più fredda

David Webb anello con diamante rubino e peridoto
David Webb, anello con diamante, rubino e peridoto

Che cosa è. Il peridoto, che da un punto di vista gemmologico è un crisolito, non è una pietra molto comune. Questa pietra semi preziosa trova principalmente in profondità (anche 200-300 chilometri sotto la crosta terrestre): le gemme che si usano in gioielleria sono state portate verso la superficie terrestre nel corso del tempo, spinte da da terremoti o dalle eruzioni dei vulcani.

Orecchini con peridoto
Orecchini con peridoto

Dove si trova. Una varietà di peridoto è estratta in Arizona (sono gemme piccole e di colore più chiaro), ma se ne trovano anche nella repubblica di Myanmar (Birmania), in Sri Lanka e Cina, oltre che in Pakistan e Kenya. Una curiosità: alcuni peridoti sono stati scoperti all’interno di alcuni meteoriti.

Anello con peridoto di 9,31 carati
Anello con peridoto di 9,31 carati by Sicis

Caratteristiche. A differenza di molte altre pietre preziose, il peridoto ha una sola tonalità: il verde pallido. Può assumere però diverse sfumature, dal verde oliva, al lime, giallastro o scuro. La tonalità più richiesta è il green forest, un po’ tendente al giallo e nessuna sfumatura marrone. La profondità del verde dipende dalla quantità di ferro che è contenuto nella struttura cristallina. Non è una pietra molto dura: bisogna fare attenzione, quindi, a non graffiarla. Di solito i gioiellieri cercano di disporla in modo che sia più protetta.

Collier Nudo, in oro giallo, peridoto e tanzaniti
Collier Nudo, in oro giallo, peridoto e tsavoriti by Pomellato

Guida all’acquisto. Se volete un gioiello con un peridoto di una certa dimensione, sappiate  che la qualità commerciale è divisa nelle classi A e B. Le prime sono limpide e senza toni marrone. Quelle di qualità B hanno un colore più pallido o hanno inclusioni visibili. È anche una gemma relativamente poco costosa se il peso è sotto i 4 carati. Oltre i 10 carati il peridoto diventa molto raro e costoso.

Anello cocktail Laguna. Si ispira alle acque calme di una laguna con peridoto centrale di 22 carati circondato da un castone in oro bianco inciso a modellato e circondato da alcuni 36 diamanti taglio brillante
Anello cocktail Laguna. Si ispira alle acque calme di una laguna con peridoto centrale di 22 carati circondato da un castone in oro bianco inciso a modellato e
circondato da alcuni 36 diamanti taglio brillante by Buccellati

Perché si chiama peridoto? Non è nota con precisione l’origine del nome peridoto. Di sicuro, però, la pietra era apprezzata nell’antichità. Secondo alcuni la parola deriva un’alterazione della lingua anglo-normanna pedoretés, tradotta in latino classico con pæderot. Altri indicano invece che il nome francese peridot derivi dalla parola araba faridat, che significa gioiello. La pietra, infatti, è conosciuta da millenni: era già utilizzata dagli antichi Egizi intorno al 1500 aC, che chiamavano il peridoto «gemma del sole». Queste gemme pare piacessero anche a Cleopatra, che li ostentava.Il più grande peridoto olivina è un esemplare di 310 carati (62 grammi) nello Smithsonian Museum di Washington, DC.

Anello con peridoto burmese non scaldato
Anello con peridoto burmese non scaldato by Simone Jewels






Un dolce caos per Garavelli

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Il dolce caos della collezione di Garavelli si amplia con un nuovo bracciale in oro rosa ♦︎

La vita è fatta di alti e bassi. Ma non solo: ciò che avviene è in gran parte imprevedibile. Insomma, viviamo immersi in un confidenziale caos. Da queste considerazioni, che sembrano uscite da un libro di filosofia pre-socratica, è partita Elisabetta Molina, erede e spirito della storica Maison Garavelli, quando ha pensato per la prima volta a gioielli che condensassero il suo pensiero. Il caotico caso, infatti, è anche bellezza, varietà, movimento. Come la collezione A Little Chaos, di cui fa parte il bracciale che nel 2017 ha vinto un ambito Couture Award.

Ora Garavelli al Ja New York presenta una evoluzione di quel bracciale.

Garavelli, Little Chaos collection, rose gold and diamonds cuff
Garavelli, Little Chaos collection, rose gold and diamonds cuff

Il bracciale Little Chaos vincitore a Las Vegas è stato realizzato in oro nero e diamanti, grazie a una delicata tecnica di nanoceramica. È un sistema che permette di ricoprire la superficie del gioiello con microfilm, che una volta depositato aumenta o modifica alcune caratteristiche del gioiello senza dover sostituire il materiale di base utilizzato. Quello presentato da Garavelli all’evento di New York, invece, mantiene lo stesso fattore forma, ma è realizzato in oro rosa 18 carati e diamanti bianchi, che segue una versione in oro giallo vista a VicenzaOro. Un caos più dolce, insomma.





Anello in oro giallo e diamanti
Anello in oro giallo e diamanti

Bracciale in oro rosa e diamanti
Bracciale in oro rosa e diamanti

Bracciale in oro giallo e diamanti
Bracciale in oro giallo e diamanti
Garavelli, bracciale in oro diamanti premiato con un Couture Design Award
Garavelli, bracciale in oro diamanti premiato con un Couture Design Award







VicenzaOro, i magnifici otto della Design Room

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Chi c’è nella Design Room di VicenzaOro: debutta Alessio Boschi, trasloca Garavelli e… ♦︎

Nel conto alla rovescia in vista di VicenzaOro September, organizzato da Italian Exhibition Group e in programma a Vicenza dal 22 al 26 settembre 2018, si delinea con maggiore precisione l’ambito di una delle sezioni più attese, The Design Room. Introdotta un paio di edizioni fa, l’area è riservata a firme particolarmente significative del design del gioiello. Nella edizione di settembre 2018 l’area vede qualche conferma e parecchie novità. Innanzitutto cambia il numero di designer che espongono: dai 12 della prima edizione, a gennaio 2017, agli 11 della edizione dello scorso gennaio, agli otto di settembre 2018. Tra gli aficionados della Design Room, per questa edizione si contano Qayten, innovativa boutique bolognese che suscita sempre molto interesse, Alessa Jewellery,  brand nato dall’amore tra i designer Yuvraj Pahuja e Alessandra Robles, e la italo-brasiliana Bia Tambelli. Un esordio d’eccezione è quello dell’estroso Alessio Boschi, designer italiano di profilo mondiale, che finora è stato presente solo a Baselworld. Altre novità sono rappresentate dal marchio Cedille, creato da Carmen Aoun nel 2015, dalle collezioni esotiche di Inspiration Jewels e dalla semplicità di Syna. Trasloca nella Design Room, invece, il marchio storico Garavelli. In realtà si tratta di uno spostamento di pochi metri, perché la Maison piemontese era in precedenza collocata nell’area Icon di VicenzaOro, al cui interno si trova l’area Design Room. Non a caso lo scorso anno Garavelli ha vinto un prestigioso Design Award al Couture di Las Vegas.





Alessio Boschi
Alessio Boschi

Alessa Jewelry, anelli della Amara Collection
Alessa Jewelry, anelli della Amara Collection
Qayten, bracciale Nexus chiuso
Qayten, bracciale Nexus chiuso
Garavelli, bracciale in oro diamanti
Garavelli, bracciale in oro diamanti

Bia Tambelli, orecchini con acquamarine
Bia Tambelli, orecchini con acquamarine







Le maschere di Garavelli

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Non solo per carnevale: le maschere della collezione Face di Garavelli ♦︎

Non occorre essere seguaci di Anonymous per indossare le maschere di Guy Fawkes: per esempio, potrebbe essere divertente indossare una maschera durante il periodo di carnevale (e non solo). Ma è possibile andare a fare shopping oppure in ufficio indossando una maschera? Di sicuro no, se celate il vostro volto. Ma potete sempre optare per un’idea più elegante, come i gioielli della collezione Face di Garavelli. Non è una nuova linea di gioielli. Anzi, è ormai qualche anno che si trova nel catalogo della Maison piemontese. Ma potrebbe essere l’idea giusta per festeggiare il carnevale, senza dimenticare che indossare una maschera assume anche significati molto più seri in alcune culture, come quelle orientali. Gli anelli della collezione Face di Garavelli, in ogni caso, sono semplicemente oggetti preziosi in oro bianco o rosa, annerito, con zaffiri, oppure con pavé di diamanti neri, brown o bianchi. Oltre agli anelli la collezione comprende anche pendenti con la stessa forma di viso in tre dimensioni.




Anello in oro bianco e diamanti neri
Anello in oro bianco e diamanti neri
Anelli in oro con diamanti brown
Anelli in oro con diamanti brown
Garavelli, collezione Face
Garavelli, collezione Face

Anelli della collezione Face con diamanti bianchi, brown e neri
Anelli della collezione Face con diamanti bianchi, brown e neri







Il 2017 anno d’oro per i gioielli italiani



Alla vigilia di VicenzaOro l’Osservatorio di Ieg su oro e gioielli fotografa la situazione: aumentano le vendite. E tra Valenza, Arezzo e Vicenza vince… ♦︎

Conto alla rovescia per VicenzaOro January (19-24 gennaio). Mentre il classico modello fiera è in piena fase di trasformazione, come dimostra anche la strada originale intrapresa da Fiera Vicenza, le incertezze sono ancora molte. Quale sarà, davvero, l’esito di VicenzaOro? Le attese, sono positive, anche perché dopo qualche anno difficile per il mondo della gioielleria, a causa della crisi economica, i dati incoraggianti su consumi e trend di spesa possono far sorridere anche le aziende della filiera orafa.

I dati diffusi dall’Osservatorio sul settore orafo-gioielliero di Italian Exhibition Group (il gruppo che organizza VicenzaOro), indicano per i primi nove mesi del 2017 un incremento di produzione e fatturato. L’indice medio di fatturato totale del settore, precisa l’analisi dell’Osservatorio, è aumentata del 6,2% nei tre trimestri dello scorso anno rispetto allo stesso periodo del 2016, del 2% a livello nazionale e con una punta dell’8,2% per quanto riguarda le vendite all’estero. Ancora meglio: per la produzione l’indice medio è aumentata del 13% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Laboratorio Garavelli, la scelta delle pietre
Laboratorio Garavelli, la scelta delle pietre

 Vola l’export

In valore assoluto le esportazioni di oro e gioielli made in Italy a settembre 2017 erano a quota 5,2 miliardi di euro (5,176 miliardi di euro) pari a +13% in valore, considerando un prezzo medio dell’oro sostanzialmente simile a quello del 2016. Questo exploit si spiega con la ripartenza dei consumi in India, Russia e Usa. Gli ultimi due, in particolare, sono molto importanti per la gioielleria Made in Italy, che si inserisce in questo scenario con tassi interessanti, soprattutto per quanto riguarda il mercato statunitense. In Usa l’andamento della domanda di gioielli e bijoux made in Italy nei primi nove mesi del 2017 è salito del 21% in valore. Bene anche l’Europa, in controtendenza rispetto all’andamento globale. In Francia l’export di gioielli e oreficeria italiana è salita nei primi nove mesi del 44%, del 14% Germania e del 22% in Spagna. In Russia i gioielli italiani segnalano fatturati in aumento di oltre il 12%.

L’Osservatorio ha anche quantificato il differente business tra i poli della gioielleria. Alessandria (Valenza) nei primi nove mesi del 2017 ha registrato un valore del fatturato a 1,5 miliardi di euro, Arezzo un export a 1,4 miliardi, mentre Vicenza e dintorni è a circa 1 miliardo di euro.





Garavelli, progettazione Cad
Garavelli, progettazione Cad

Garavelli, prime fasi di lavorazione
Garavelli, prime fasi di lavorazione
Garavelli, lavorazione di un orecchino
Garavelli, lavorazione di un orecchino
Garavelli, gioiello terminato
Garavelli, gioiello terminato
L'ingresso a VicenzaOro January 2017
L’ingresso a VicenzaOro January 2017







I fiori di Garavelli



Fiori in oro e zaffiri sbocciano con il design di Garavelli ♦︎

Cullarsi sugli allori è dolce, ma non fa parte dello spirito piemontese. Così Elisabetta e Stefano Molina, anima e cuore di Garavelli, non si sono fermati dopo il prestigioso Couture Award vinto a Las Vegas nella categoria Best in Diamonds (leggi anche: Garavelli sul podio dei Couture Awards). Alla Maison di Valenza, fondata nel 1920 da Mario Garavelli, sono bastati un paio di mesi per presentarsi a VicenzaOro con alcune novità di pregio. La più sorprendente è, forse, l’anello Flowerlife. È realizzato in oro giallo o rosa e zaffiri. Ed è un vero fiore, leggero, realizzato con virtuosismo orafo. Le foglie sono in oro, mentre nei pistilli al centro sono incastonate le pietre. Inoltre, è stata utilizzata la tecnica en tremblant, che rende i petali sensibili al movimento. All’anello è abbinata un collana, sempre in oro, anch’essa con piccoli fiori a cinque petali che hanno nel centro un piccolo diamante. Altri gioielli di delicata fattura sono quelli della collezione Rinascimento. In questo caso i fili d’oro bianco sono ritorti e utilizzati per comporre bracciali, anello e pendente: da lontano possono sembrare un ricamo in stoffa tanto è minuziosa e la lavorazione. Se non fosse che il brillante pavé di diamanti utilizzato su parte della superficie elimina ogni dubbio sulla composizione del gioiello.





Garavelli, anelli della collezione Flowerlife
Garavelli, anelli della collezione Flowerlife

Garavelli, anello, pendente e bracciale in oro e diamanti
Garavelli, anello, pendente e bracciale in oro e diamanti
Pendente in oro e diamanti
Pendente in oro e diamanti

Garavelli, pendente
Garavelli, pendente







Tutti i vincitori dei Couture Design Awards

Ecco i 14 vincitori dei Couture Design Awards 2017: quattro sono italiani ♦︎

Il Couture Design Awards è una delle occasioni più ambite dai gioiellieri per il prestigio internazionale che offre il palcoscenico della rassegna a Las Vegas. Il premio assegnato nelle diverse e numerose sezioni della manifestazione, è esibito come una medaglia da designer e brand. Ecco, quindi, i vincitori del 2017. Salta subito all’occhio un aspetto: ben quattro su 14 premiati sono italiani. Una percentuale notevole, anche perché il riconoscimento riguarda delle categorie «pesanti». In particolare, Pasquale Bruni la Maison è stata premiata per la categoria Best in Haute Couture, a Giovanni Ferraris è andato il Best in Editor’s Choice, a Mariani 1878 il Best in People’s Choice e a Garavelli, il Best in Diamonds Below 20K dollars.

Il premio Best in Silver è andato, invece, a Atelier Zobel per un pendente a nido d’ape, mentre Nadine Ghosn, giovane designer che ha debuttato a Las Vegas quest’anno, ha ricevuto il premio per il Best in Innovative per il suo anello-hamburger, lusso con ironia. L’israeliana Yvel ha conquistato il riconoscimento Best in Pearls per il suo anello con perla barocca, il premio Best in Platinum è andato a Heinrich e Denzel, marchio tedesco specializzato nei gioielli con questo metallo, e Jade Trau ha ottenuto il massimo consenso per la categoria Best in Bridal. Il gioielliere di New York Cadar ha vinto il premio Best in Gold, mentre è andato ad Amali della designer Sara Freedenfeld il riconoscimento di Best in Colored Gemstones Below 20K dollars, e a John Hardy il Best in Colored Gemstones Above 20K dollars. Il premio Best in Diamonds Above 20K dollars è toccato al brasiliano Fernando Jorge e Best in Men’s Jewelry a Furrer Jacot. Infine, il Best in Debuting at Couture l’ha meritato Leyla Abdollahi London. Federico Graglia

Yvel, anello con perla barocca
Yvel, anello con perla barocca
Pasquale Bruni, collier con diamanti e smeraldo
Pasquale Bruni, collier con diamanti e smeraldo
Nadine Ghosn, anello hamburger
Nadine Ghosn, anello hamburger
Mariani 1878, pendente con diamanti
Mariani 1878, pendente con diamanti
Leyla Abdollhai London, bracciale
Leyla Abdollhai London, bracciale
John Hardy, bracciale con smeraldi
John Hardy, bracciale con smeraldi
Jade Tradu, anelli in oro e diamanti
Jade Tradu, anelli in oro e diamanti
Henrich and Denzel, bracciale e anello in platino
Henrich and Denzel, bracciale e anello in platino
Giovanni Ferraris, orecchini con diamanti
Giovanni Ferraris, orecchini con diamanti
Furrer Jacot, bracciale per uomo
Furrer Jacot, bracciale per uomo
Fernando Jorge, orecchini con diamanti
Fernando Jorge, orecchini con diamanti
Garavelli, bracciale in ceramica e diamanti
Garavelli, bracciale in oro e diamanti
Atelier Zobel, pendente in argento
Atelier Zobel, pendente in argento
Amali, collana con gemme colorate
Amali, collana con gemme colorate

 

 

Garavelli sul podio dei Couture Design Award

Garavelli vince al Couture Design Awards con un gioiello in oro e diamanti ♦︎

Lo scorso anno al Couture Design Awards non si era visto neanche un nome italiano. Quest’anno va diversamente. Tra i vincitori, infatti, c’è anche Garavelli, azienda storica di Valenza, che è risultata prima nella categoria Diamanti sotto i 20.000 dollari. A far guadagnare punti a Garavelli è stato il suo bracciale in oro e diamanti, di sicuro un gioiello di grande impatto. Il colore nero è il risultato di un procedimento chiamato nanoceramica, che però non ha nulla a che fare con le produzioni in ceramica: è una finitura, un colore, che si dà all’oro.

Garavelli, bracciale in ceramica nera e diamanti
Garavelli, bracciale in oro e diamanti

Elisabetta e Stefano Molina, designer e anima gemmologica del brand che sta per compiere cento anni (nel 2020) possono essere legittimamente soddisfatti. Il procedimento è già stato impiegato per una delle collezioni di maggior successo di Garavelli Aldo (il nome completo della Maison), come la linea di gioielli Drago, in cui l’estetica sposa la tecnologia. Nel caso del gioiello premiato, il gioello presenta un volume ondulato, definito da quadrati che sono delimitati da sottili linee composte da diamanti. Lavinia Andorno

Il bracciale vincitore ai Couture Design Awards
Il bracciale vincitore ai Couture Design Awards 20017

Anelli della collezione Abracadabra
Anelli della collezione Abracadabra
Anello in oro bianco con smeraldo
Anello in oro bianco con smeraldo
Anello con ametista e smeraldi
Anello con ametista e smeraldi
Anelli della collezione Crystal
Anelli della collezione Crystal
Garavelli, collier della collezione Drago, in oro rosa e ceramica
Garavelli, collier della collezione Drago, in oro rosa e ceramica
Anelli della collezione Dune di Garavelli
Anelli della collezione Dune di Garavelli


Las Vegas si gioca il gioiello





Las Vegas capitale del gioielli con il Jck Show e il Couture: c’è anche un pezzo di gioielleria italiana ♦

A Las Vegas è l’ora del Jck Show (5-8 giugno 2017) al Mandalay Bay Resort & Casino. È il principale evento annuale dell’industria dei gioielli di questa parte del mondo e riunisce oltre 30.000 professionisti del settore. Coinvolge aziende di gioielleria, orologi, pietre preziose, attrezzature, forniture, tecnologia, sicurezza e soluzioni di business: oltre 23.000 i rivenditori presenti e circa 9.400 negozi. Il 23% delle presenze arriva da fuori degli Stati Uniti.

Stand al Jck Show
Stand al Jck Show

VicenzaOro a Las Vegas

Tra i protagonisti c’è VicenzaOro, format di Italian Exhibition Group (società fieristica nata dall’integrazione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza), che ha portato nella città del Nevada famosa per i suoi casinò un centinaio di aziende italiane della gioielleria. Il Jck, infatti, è un’opportunità per l’industria della gioielleria e del lusso. Il padiglione italiano è posizionato  al piano nobile della manifestazione (Shoreline 2). Sono presenti brand dell’alta gioielleria e oreficeria conosciuti a livello internazionale tra cui: Biancaspina, Chrisos, Fani Gioielli, Falcinelli, Giorgio Visconti, Hasbani, Karizia, Leo Pizzo, Misis, Novecentonovantanove, Richline e Unoaerre, oltre ad aziende del packaging di settore. Accanto allo spazio espositivo, è previsto un palcoscenico per l’Osservatorio indipendente di forecasting mondiale del gioiello e dei preziosi Trendvision Jewellery + Forecasting e del nuovo Trendbook 2018+. Da questa edizione, inoltre, Trendvision Jewellery + Forecasting organizza i buying trails, workshop destinati ai buyer con l’obiettivo di supportarli e guidarli all’acquisto nei rispettivi distretti di interesse.

VicenzaOro al Jck
VicenzaOro al Jck

Il Couture

Sempre a Las Vegas c’è anche il Couture, ospitato al Wynn Resort, altra destinazione per il mercato di gioielli e orologi di lusso. Qui sono previsti oltre 4.000 buyer top per circa 200 designer e marchi di primo piano, come Bulgari, Bell & Ross, David Yurman, Victor Velyan, Stephen Webster, Sevan Bicakci, o italiani come Qayten, Antonini, Casato, Damiani, Crivelli, Dada Arrigoni, Chantecler, Federica Rettore, Garavelli, Gavello, Gucci, Maria e Luisa, Mariani, Misani, Moraglione, Officina Bernardi, Piero Milano, Picchiotti, Pasquale Bruni, Pomellato, Ponte Vecchio, Repossi, Spallanzani, Superoro, Terra Cielo Mare, Vendorafa. Federico Graglia




Gioielli con smeraldi esposti al Jck Show
Gioielli con smeraldi esposti al Jck Show
Serata al Jck Show
Serata al Jck Show

Las Vegas, Jck Show
Las Vegas, Jck Show







Garavelli a quattro colori

La formula di Garavelli (tradizione più innovazione uguale qualità) funziona: pochi gioielli per volta, con una cauta, ma sicura introduzione di nuovi pezzi, ha un riscontro positivo nelle per la Maison piemontese. Ora, per esempio, il brand che sta per raggiungere il traguardo di un secolo di storia, aggiunge alla collezione Dune quattro anelli cocktail di proporzioni considerevoli e di vivaci colori: giallo, bianco, rosa e oro annerito. Una sorpresa, se si confrontano con le collezioni ormai classiche dell’azienda guidata da Elisabetta Molina. Nonostante l’azienda sia nata e rimanga attiva in una zona dalle attitudini professionali conservative (in senso buono) come quella di Valenza, Garavelli ama la introduzione di temi tecnologici. In questo caso, per esempio, una speciale finitura galvanica con micro componenti-ceramica, cioè nano ceramica. Una tecnica che ha permesso di salvaguardare l’estetica assieme alla robustezza. Ma non solo: questo sistema, spiegano a Garavelli, permette di ripristinare il colore dopo molti anni, nel caso si sia appannato. Come per una riparazione, basterà riportare l’anello dal gioielliere per riaverlo brillante come il primo giorno. Prezzo: circa 1700 euro. Alessia Mongrando

Collezione Dune, anelli
Collezione Dune, anelli
Gli aneli Drago visti da vicino
Gli aneli Drago visti da vicino
Le proporzioni della parure della collezione Drago
Le proporzioni della parure della collezione Drago
Garavelli, bracciale Drago
Garavelli, bracciale Drago
Garavelli, edizione 2012
Garavelli, edizione 2012

Garavelli, 95 anni con il Drago

Garavelli è un nome che è sinonimo di oreficeria dal 1920. Non stupisce, quindi, che abbia deciso di festeggiare i 95 anni con una novità nel suo catalogo di gioielli. La collezione dell’anniversario si chiama Drago ed è stata anticipata a VicenzaOro Dubai 2015, e poi presentata nella sua interezza a Jck di Las Vegas. Ecco le immagini di due pezzi: il bracciale e gli anelli, come compongono la parure. Sono realizzati in oro rosa, ma non tendente troppo al rosso, con un pavé di diamanti bianchi o brown e micro-inserzioni di elementi ceramici. Garavelli sottolinea come i due gioielli, sono disegnati in una sorta di snake-style che facilita la indossabilità. Insomma, sono preziosi, ma comodi. G.N.

Le proporzioni della parure della collezione Drago
Le proporzioni della parure della collezione Drago
Garavelli, bracciale Drago
Garavelli, bracciale Drago

In 120 a Dubai con VicenzaOro

VicenzaOro si infila la djellabah, il tradizionale abito arabo che si usa a Dubai. Negli Emirati, infatti, si apre un nuovo capitolo nella storia dell’ente veneto: Vicenzaoro Dubai è un evento dedicato al comparto orafo-gioielliero internazionale al World Trade Centre (DWTC, dal 23 al 26 aprile). L’iniziativa è la concretizzazione della joint venture tra Fiera di Vicenza e DWTC, che ha dato vita alla nuova Società DV Global Link. La fiera in terra araba è ha l’obiettivo di portare a diretto contatto le imprese con i buyer e gli operatori non solo mediorientali, ma anche russi e asiatici. Sono previsti oltre 500 brand da 20 Paesi. Gli italiani sono 120, tra cui anche qualche big, come Fope, Zydo e Garavelli. Il format dell’esposizione prevede la suddivisione in quattro cluster: Global Brands & About J, Fine Jewellery & National Pavilions, Gemstones & Diamonds, and Packaging & Supply. Prima dell’apertura del nuovo Super Show del 23 aprile, Vicenzaoro Dubai sarà presentata alla Dubai Diamond Conference, che precede l’evento dedicato ai gioielli. Federico Graglia

Esame di un diamante a un precedente Dubai Jewellery Show
Esame di un diamante a un precedente Dubai Jewellery Show
Gioielli alla fiera di Dubai
Gioielli alla fiera di Dubai
Matteo Marzotto, presidente della Fiera di Vicenza, assieme a Corrado Facco, direttore generale
Matteo Marzotto, presidente della Fiera di Vicenza, assieme a Corrado Facco, direttore generale

Tre giorni di gioielli a New York

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Il mondo della gioielleria si sposta negli Usa, per il JA New York Special Delivery show (26-28 ottobre). È un appuntamento classico, giunto alla edizione numero 108. Ed è importante perché è ideato come un cash&carry: i negozianti di gioielli degli Stati Uniti arrivano ad acquistare giusto in tempo per le festività natalizie. E dato che il mercato dei gioielli negli Usa resta florido, nessuno vuole perdere l’occasione. Al JA New York Special Delivery show ci sono anche molti brand italiani, come Garavelli, lo stand istituzionale di VicenzaOro, o i romani Fraleoni. Trend segnalati come probabili: collane sottili, le iniziali, orecchini avvolgenti e anelli grandi. Se siete operatori (non è un evento aperto al pubblico) di passaggio nella Grande Mela, oppure ci abitate, potete dare un’occhiata. Qui trovate indirizzo e orari. F.G.

Javits Convention Center

655 West 34th Street at 11th Avenue
New York, NY
(T) 212-216-2000
Sunday, October 26, 2014 10:00am – 6:00pm 7:00am – 6:00pm
Monday, October 27, 2014 10:00am – 6:00pm 8:00am – 6:00pm
Tuesday, October 28, 2014 10:00am – 3:00pm 8:00am – 2:30pm 

 

 

VicenzaOro Fall vista da vicino

Molto pubblico a VicenzaOro Fall. Discreto ottimismo tra gli stand delle 1.200 aziende presenti. E, per i cultori dei trend, un esteso desiderio di aggiungere colore ai gioielli da parte di molti designer. VicenzaOro Fall vista da vicino: le prime impressioni che abbiamo raccolto sono positive. Si respira un’aria migliore rispetto a quella statica dell’edizione primaverile. Spring era stata secondo molti deprimente, Fall è tutta un’altra cosa. Con il savoir faire del presidente di Fiera Vicenza, Matteo Marzotto, che ha fatto gli onori di casa in doppiopetto grigio azzurro, scortato dal direttore generale della Fiera, Corrado Facco, la giornata di apertura è filata liscia come l’olio. Anche la inaugurazione della mostra dedicata al Gioiello sentimentale, per la verità non memorabile, ha attirato un nutrito pubblico, complice un buffet con crostini di baccalà mantecato che ha entusiasmato la platea più di una collana di Bulgari. Molte le nuove collezioni pronte per il lancio in vista del momento più delicato dell’anno, quello natalizio. Abbiamo avvistato, tra gli altri, nuove serie di bangles firmati Rosato, gioielli davvero innovativi di Athomie Jewels, bracciali dal sapore vagament indiano di Crivelli e gli anelli che si adattano alle diverse misure del dito di Garavelli. Ne parleremo diffusamente nei prossimi giorni.

Tra gli stand si respirava ottimismo, ma con qualche ombra: una riguarda la situazione geopolitica, tra conflitto in Ucraina e tensioni in Medioriente. Chi vende all’Est e nei Paesi arabi, cioè quasi tutti i produttori italiani, guarda con apprensione agli sviluppi. Ci sono stati già segnali negativi, spiegano, dietro lo schermo dell’anonimato, molti rappresentanti della pattuglia di produttori vicentini. Non sono preoccupazioni esagerate: nel secondo trimestre 2014 la domanda globale di gioielleria in oro ha registrato una diminuzione rilevante sia in termini di quantità che in termini divalore (-29,8% e -36,50% rispettoallo stesso trimestre 2013).Secondo gli analisti, il calo registrato rispetto all’anno precedente è però inparte attribuibile a una normalizzazione delladomanda dopo l’eccezionale rialzo registrato nelcorso del 2013 (anno in cui la domanda globale digioielleria ha registrato l’incremento più elevato dal1997). Nonostante la contrazione registrata, la domanda di gioielleria globale continua a mantenersi a livelli sensibilmente più elevati rispetto a quelli pre crisi.

L’altro elemento di incertezza riguarda proprio VicenzaOro. Cambierà formula e forma: è necessario, pare. Qualcuno ne è contento, perché è il momento di allinearsi alle nuove esigenze dei buyer e, forse, una fiera tradizionale non risponde più alla richiesta del mercato. Allo stesso tempo, c’è chi non nasconde le incertezze di fronte al nuovo. Come sarà la nuova VicenzaOro? Chi, da anni, si siede sempre nello stesso padiglione, nello stesso posto, si interroga. Federico Graglia, Matilde de Bounvilles

Tra gli stand di VicenzaOro Fall 2014
Tra gli stand di VicenzaOro Fall 2014

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L'inaugurazione della mostra sul Gioiello sentimentale
L’inaugurazione della mostra sul Gioiello sentimentale