L’argento è diventato troppo caro: l’azienda danese passerà gradualmente al platino in lega con altri metalli.
L’argento costa troppo e Pandora cambia. In un anno il prezzo dell’argento è quadruplicato, fino a toccare i 121 dollari l’oncia, che equivale a circa 4 dollari al grammo. Dopo questo exploit il prezzo è sceso un po’ fino a circa 74 dollari l’oncia che equivale, comunque, a circa il doppio rispetto a un anno fa. Questa impennata dei prezzi è un grosso problema per tutti i gioiellieri che utilizzano l’argento. Come Pandora. Il gruppo danese è anche il primo marchio di gioielli al mondo per numero di pezzi venduti.

Per questa ragione Pandora ha deciso di cambiare metallo e di passare a una placcatura in platino. Anche se il platino costa molto di più dell’argento, la scelta (secondo Pandora) consentirà un risparmio, dato che questo metallo potrà essere utilizzato in piccole quantità assieme ad altri materiali meno costosi. Un’operazione non semplice, in ogni caso, dato le grandi quantità di produzione di Pandora, che è il maggiore marchio di gioielli al mondo per volumi di vendita, nella fascia di prezzo medio bassa. Ed è un ostacolo non semplice anche per Berta de Pablos-Barbier, da pochi giorni ceo di Pandora in sostituzione di Alexander Lacik. Nonostante l’annuncio di Pandora, anche il platino ha visto ribassi del 9%, ed è sceso sotto il record storico di 2.900 dollari. Le difficoltà dell’azienda legate al prezzo dell’argento si sono ripercosse sul titolo quotato in Borsa, che in poche settimane ha perso quasi un terzo del suo valore.
Dobbiamo disaccoppiare la performance della società e delle sue azioni dalla materia prima, siamo un marchio di gioielli e non un trader di argento
Berta de Pablos-Barbier, ceo di Pandora

