Richard Burton

I diamanti di Hollywood




I gioielli delle star di Hollywood, tra diamanti che suggellano il matrimonio e altri che non servono a frenare la rottura ♦

Sembra che i gioielli, in particolare quelli con i diamanti, siano i partner preferiti delle attrici e starlet di Hollywood e, più in generale, nel mondo dello spettacolo. Certo, sono compagni fedeli e ricercati anche delle altre donne, specialmente quelle che hanno una buona disponibilità economica, oppure la fortuna di stare con un partner ricco. Ma, certo, nel mondo dello spettacolo i gioielli sono più ostentati, quasi necessari per brillare ancora di più sul red carpet. Purtroppo, non sempre questi super gioielli servono a rinsaldare matrimoni e fidanzamenti. Non occorre risalire ai mitici regali della appassionata e rissosa coppia Richard Burton a Liz Taylor, a base di bracciali e anelli firmati Bulgari: i gioielli non sono mai passati di moda, come testimonia la decisione di Mariah Carey di tenere, nonostante la rottura del fidanzamento con James Packer, l’anello che lui le aveva regalato come pegno d’amore. Si tratta di un gioiello del valore di 7 milioni di dollari, per 35 carati.

Mariah Carey
Mariah Carey

Una cifra da capogiro che deve aver fatto rizzare i capelli in testa a Beyoncé: Jay-Z infatti si era rivolto a Lorraine Schwartz per un anello con diamante da 18 carati del valore di 5 milioni di dollari. Una cifra, 5 milioni, che riassumerebbe il valore totale degli anelli ricevuti da Victoria Beckham dal marito David. Per non parlare di altri anelli famosi, come quelli di Khloe Kardashian (4 milioni di dollari), Katy Perry (1,2 milioni). Ma non sempre i diamanti sono sufficienti a consolidare un rapporto. Il fidanzamento, di Lady Gaga, per esempio,  è durato poco nonostante l’anello a forma di cuore regalato nel 2015 da Taylor Kinney alla cantante-attrice, che aveva commentato su Instagram: «Mi ha dato il suo cuore a San Valentino e io ho detto SÌ!»).

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Lady Gaga (@ladygaga)

Di Kim Kardashian, rapinata dei gioielli anni fa a Parigi, abbiamo già parlato qui: l’ex marito, Kanye West, aveva disegnato con Lorraine Schwartz l’anello di fidanzamento, realizzato con un diamante da 15 carati del valore di 1,6 milioni di dollari. Non solo, giusto pochi giorni prima della rapina, il rapper aveva regalato alla star famosa per essere famosa un nuovo anello del valore di 4,8 milioni di dollari per 20 carati. Pubblicato su Facebook, la foto dell’anello ha stuzzicato i ladri parigini.

Il nuovo anello con diamante da 20 carati
Il nuovo anello con diamante da 20 carati

Un altro gioiello top è quello  ricevuto dall’attrice e modella, Blake Lively. L’attore canadese Ryan Reynolds le ha regalato una pietra da 2,5 milioni di dollari, 12 carati. Altri 2 milioni, invece, li ha spesi Ashton Kutcher per Mila Kunis. Lo stesso prezzo sborsato da Donald Trump per Melania (ma in questo caso lo spettacolo non c’entra). Un po’ meno è costato l’anello acquistato a suo tempo da Tom Cruise per Katie Holmes:  1,5 milioni di dollari. Tanto, comunque, rispetto a Michael Douglas, che ha speso «solo» 1 milione un gioiello vintage del 1920 donato alla sua Catherine Zeta-Jones.

Catherine Zeta Jones com Michael Douglas
Catherine Zeta Jones com Michael Douglas

Anelli sfortunati: Jennifer Aniston ha ricevuto un diamante da 1 milione di dollari da Justin Theroux: 8 carati ma, soprattutto, un valore doppio rispetto a quello regalato da Brad Pitt ad Angelina Jolie (altri tempi), disegnato dallo stesso attore e valutato mezzo milione di dollari. Ma, purtroppo, l’anello non è servito a evitare il divorzio. Altro anello che non ha portato fortuna: quello, citato, che Taylor Kinney aveva regalato a Lady Gaga. Disegnato da Lorraine Schwartz, aveva un diamante a forma di cuore, per un valore stimato di circa 360 mila dollari. Ma le nozze sono sfumate.

In fondo, non occorre spendere milioni: «solo» 120 mila dollari è costato ad Adam Schulman l’anello per Anne Hathaway: un po’ meno di quello a Lady Gaga ma, in compenso, dopo nove anni il matrimonio resiste.

Anne Hathaway
Anne Hathaway
Angelina Jolie
Angelina Jolie

Altri anelli: il 28 aprile 2018, l’attrice e cantante Lea Michele ha annunciato il suo fidanzamento con l’uomo d’affari Zandy Reich, con foto dell’anello pubblicata su Instagram. Si sono sposati il 9 marzo 2019 a Napa, in California.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Lea Michele (@leamichele)


Nel dicembre 2019 anche Emma Stone ha annunciato il suo fidanzamento con Dave McCary su Instagram, anche se con un anello di diamanti e perle.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da @davemccary


Sophie Belinda Jonas, attrice inglese che ha debuttato come attrice nel ruolo di Sansa Stark nell’epica serie televisiva fantasy della HBO Il Trono di Spade, ha dato la notizia del suo fidanzamento con Joe Jonas mostrando l’anello di diamanti nell’ottobre 2017.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da S O P H I E T U R N E R (@sophiet)

Lady Gaga e Taylor Kinney
Lady Gaga e Taylor Kinney
Jennifer Aniston e Justin Theroux
Jennifer Aniston e Justin Theroux
Katie Holmes e Tom Cruise
Katie Holmes e Tom Cruise
Katy Perry
Katy Perry
Khloe Kardashian
Khloe Kardashian
Ashton Kutcher e Mila Kunis
Ashton Kutcher e Mila Kunis
Beyoncé con anello
Beyoncé con anello
Blake Lively
Blake Lively
L'anello di Blake Lively
L’anello di Blake Lively
Cate Blanchett con collana di Tiffany alla premiazione degli Oscar
Cate Blanchett con collana di Tiffany alla premiazione degli Oscar






 

Bulgari con Roma a Madrid

Una mostra con 145 gioielli esplora l’influenza (strettissima) tra il design di Bulgari e i monumenti di Roma.

Tra architettura e gioielli il link è stretto. In alcuni casi, poi, è quasi ostentato. Così non sorprende la mostra Bulgari e Roma, organizzata a Madrid, al Museo Thyssen Bornemisza con 145 pezzi di gioielleria che mostrano le somiglianze tra alcuni dei capolavori della Maison e altri capolavori come monumenti e organizzazione urbanistica della Città Eterna. Alcune delle forme come la pianta Piazza San Pietro, Piazza di Spagna, Piazza Navona e Pantheon, per esempio, possono ritrovare in bracciali e collane di Bulgari. Ma persino la vecchia pavimentazione in piccoli blocchi di pietra può diventare il modello di cascate di pietre che formano un mosaico irregolare. Oppure il Colosseo, che con la sua facciata di spazi pieni e vuoti ha ispirato un bracciale del 1934 con diamanti e rubini, in perfetto stile Art Déco. E senza dimenticare che gli obelischi portati a Roma dagli imperatori duemila anni fa hanno visto i loro geroglifici trasformarsi in serpenti e simboli che hanno accompagnato le creazioni di Bulgari per tanti anni. Ricorre anche la forma ottagonale, prediletta in molti monumenti o architetture barocche: un pendente con questa geometria è stato uno dei gioielli regalati da Richard Burton a Elizabeth Taylor per i 40 anni, forse per alleviare lo shock del traguardo. La mostra ospita la Bulgari Heritage Collection, che comprende, appunto, gioielli appartenuti all’attrice americana, più alcuni disegni in prestito da collezioni private come quella della baronessa von Thyssen. Federico Graglia

Bulgari and Rome
From 30 November 2016 to 26 February 2017
Paseo del Prado, 8
28014 Madrid
http://www.museothyssen.org/



Girocollo con diamanti e rubini che riprende la forma del Colosseo
Girocollo con diamanti e rubini che riprende la forma del Colosseo
Il colosseo
Il colosseo
Collier e orecchini come una piazza con colonne
Collier e orecchini come una piazza con colonne
Collana di zaffiri che ricorda la pavimentazione di pietra
Collana di zaffiri che ricorda la pavimentazione di pietra
Collana in oro e diamanti
Collana in oro e diamanti
Bracciale serpente di ispirazione egizia
Bracciale serpente di ispirazione egizia
Bracciale che ricorda la pianta di piazza San Pietro
Bracciale che ricorda la pianta di piazza San Pietro

Bracciale che ricorda i fori imperiali
Bracciale che ricorda i fori imperiali







Torna in vendita il Taj Mahal

Tornerà in vendita uno dei gioielli più famosi (e contesi): il Taj Mahal, appartenuto a Elizabeth Taylor. È un gioiello con diamante a forma di cuore donato all’attrice americana da Richard Burton per il 40esimo compleanno. Dopo la scomparsa della musa di Hollywood, il diamante Taj Mahal è stato venduto all’asta nel dicembre 2011 per 8,8 milioni di dollari. Un prezzo determinato anche dalla storia del gioiello che in passato è stato di proprietà di un imperatore moghul in India. Ma proprio questo è diventato il pomo della discordia: alcuni mesi dopo la vendita all’asta da Christie’s, il compratore ha chiesto indietro i suoi soldi, sostenendo che il gioiello in realtà non è dal periodo Moghul come pubblicizzato. Una versione che Christie’s contesta. Dopo quattro anni, però, ora le due parti sono arrivate a un accordo: il gioiello sarà rimesso in vendita. La notizia è uno scoop del britannico Daily Mail. Secondo il quotidiano britannico, la casa d’aste spera di recuperare gli 8,8 milioni a cui è stato venduto il gioiello.

Il nome del diamante, Taj Mahal, deriva dalla attribuzione della proprietà originaria a Shah Jahan, il re della dinastia m0ghul che ha commissionato il monumento Taj Mahal di Agra, in India. Quando lo ha regalato a Liz Taylor, nel 1972, Burton aveva scherzato: «Mi sarebbe piaciuto comprare il Taj Mahal, ma sarebbe costato troppo trasportarlo». Il ciondolo di diamanti a forma di cuore è montato su una catena di Cartier, assieme a un set di rubini e diamanti. Da notare che alla prima asta la stima era tra i 300.000 e 500.000 dollari. Lavinia Andorno

Il Taj Mahal in bacheca
Il Taj Mahal in bacheca
Elizabeth Taylor assieme a Richard Burton in una foto d'epoca. Indossa il Taj Mahal
Elizabeth Taylor assieme a Richard Burton in una foto d’epoca. Indossa il Taj Mahal
Liz Taylor assieme a Andy Wharol
Liz Taylor assieme a Andy Wharol
Il Taj Mahal
Il Taj Mahal

Bulgari a Shanghai con il tesoro di Liz

Per caso siete a Shanghai o intendete andarci? Nel caso, potete fare un salto al Plaza Dept Store 66, dove Bulgari espone i mitici gioielli appartenuti a Liz Taylor. La mostra che è già stata ospitata da Pechino, si chiama A Passion for Jewelry e comprende la collezione privata di gioielli appartenuta alla grande attrice, da sempre una fan di Bulgari. Il brand italiano del gruppo Lvmh ha riacquistato i sette gioielli esposti nel 2011 a un’asta di Christie’s a New York. Sono costati cari: detengono il record di prezzo per gioielli venduti all’asta. Oltre ai gioielli sono esposti anche costumi di scena, come quelli indossati durante il film Cleopatra. Tra i gioielli in mostra, la parure di smeraldi e diamanti, per oltre 80 carati, e il ciondolo che era in origine una spilla regalata a Liz da Richard Burton per il loro fidanzamento. Un altro gioiello considerato un capolavoro è il sautoir in platino con diamanti, con uno zaffiro cabochon pendente e staccabile: l’attrice lo aveva ricevuto da Burton in occasione del suo 40esimo compleanno. Senza dubbio la fatidica data sarà stata più dolce. Federico Graglia

Collana di Bulgari appartenuta a Liz Taylor
Collana di Bulgari appartenuta a Liz Taylor
L'attrice cinese Carina Lau all'inaugurazione della mostra di Shanghai
L’attrice cinese Carina Lau all’inaugurazione della mostra di Shanghai
Spilla di Bulgari, della parure appartenuta a Liz Taylor
Spilla di Bulgari, della parure appartenuta a Liz Taylor
Spilla con grosso zaffiro montato cabochon
Spilla con grosso zaffiro montato cabochon “pan di zucchero”
Anello con smeraldo e diamanti della parure di Liz Taylor
Anello con smeraldo e diamanti della parure di Liz Taylor
Elizabeth Taylor
Elizabeth Taylor

È battaglia sul diamante di Liz Taylor

È stato uno dei gioielli più ammirati della collezione di Liz Taylor, ma ora il Taj Mahal, un diamante a forma di cuore ricevuto in dono da Richard Burton per il 40esimo compleanno, è al centro di una vera guerra tra il suo acquirente, gli eredi dell’attrice e Christie’s. Una contesa legale che rischia di diventare un boomerang economico e d’immagine. Infatti, secondo il giornale spagnolo El Mundo, l’anonimo acquirente, che all’epoca si aggiudicò la pietra con un‘offerta 20 venti volte superiore al prezzo stimato tra i 300 e i 500 mila dollari, ha preteso e ottenuto l’annullamento della vendita. Il motivo? Potrebbe trattarsi di un falso, perché sebbene il diamante riporti l’iscrizione del nome Nur Jahan, moglie dell’imperatore Shah Jahangir che ne attesterebbe l’origine, non è certo che sia effettivamente appartenuto al regnante Moghul del XVII secolo. Gli avvocati della famiglia Taylor si rifiutano di rimborsare anche solo una parte del valore finale di oltre 8 milioni di dollari, perché a loro parere non solo tale richiesta viola le clausole concordate, ma in fase di stima la casa d’aste londinese non ha provveduto a certificare l’età originale del pezzo. La reazione di Christie’s non si è fatta attendere: per cautelarsi ha trattenuto i proventi della vendita di uno degli anelli di Bulgari, del valore di 3 milioni di dollari, appartenuti all’attrice. Match finito in pari dunque? No, perché la controparte a sua volta ha denunciato il mancato pagamento di alcuni «oggetti persi», presumibilmente durante l’asta che, vale la pena ricordarlo, ha raggiunto una vendita complessiva di oltre 100 milioni di dollari. Chi vincerà? Per ora a essere sconfitte sono le associazioni per lotta contro l’Aids destinatarie di parte del ricavato, secondo le ultime volontà di Liz Taylor. Matilde de Bounvilles

Liz Taylor che indossa la collana con il diamante Taj Mahal
Liz Taylor che indossa la collana con il diamante Taj Mahal
Il diamante Taj Mahal montato da Cartier come pendente per una collana in oro e rubini
Il diamante Taj Mahal montato da Cartier come pendente per una collana in oro e rubini

 

A Roma una Domus per Bulgari

Un piccolo museo per ospitare una grande collezione: è la Domus Bulgari inaugurata in via Condotti a Roma. E per l’occasione la maison è diventata soggetto di un «corto» del regista premio Oscar Paolo Sorrentino. Al secondo piano dello storico negozio c’è l’allestimento, Roman Heritage, che ospita la storia del marchio con gioielli appartenuti alle star o «pezzi» unici di alta gioielleria. Dal sautoir con zaffiro da 50 carati di Elizabeth Taylor, regalo di Richard Burton per i 40 anni dell’attrice, alle spille in rubini e diamanti degli anni Cinquanta appartenute ad Anna Magnani, fino ai gioielli indossati da Ingrid Bergman, Anita Eckberg, Gina Lollobrigida, Sophia Loren. Tra tutti gli oggetti espostiì spicca il sautoir anni Settanta con tre monete di epoca Romana (54-68 D.C.) in argento, oro e bronzo raffiguranti l’effigie dell’imperatore Nerone. Un legame quello di Bulgari con la Città Eterna che si riflette in molte altre creazioni, per esempio la collana anni Novanta rivestita di smeraldi  ametiste, zaffiri e diamanti si ispira alla pianta di Castel S. Angelo. E, ancora, in un collier di diamanti c’è idealmente la volta del Pantheon, mentre la via Appia, lastricata di rubini, ametiste e acquemarine, splende nel bracciale Sassi. Foto e bozzetti d’epoca fanno da cornice alle pareti. Per Paolo Bulgari questa è la realizzazione di un sogno coltivato da tempo e anche un motivo di orgoglio:« Poter celebrare in questo spazio una storia lunga 130 anni fatta di Arte, Bellezza ed eccellenza italiana».  

Il soutire di Eliz esposti alla Domus Bulgari. Foto dal sito Facebook di Bulgari
Alcuni dei gioielli esposti alla Domus Bulgari. Foto dal sito Facebook di Bulgari

Bulgari in primo piano, anche per il quotidiano La Stampa, che ha pubblicato una lunga intervista al ceo di Bulgari (che ora fa parte del gruppo francese Lvmh), Jean-Christophe Babin. Ecco l’intervista di Michela Tamburrino.

Un piccolo pezzo di storia a caratura purissima che, per Bulgari, può essere solo brillante. Benvenuti nel tempio del lusso, eretto a immagine sempiterna di una Maison sulla quale mai tramonta il sole. Giusto allora che si celebri in un museo, nel cuore di Roma, nel cuore del negozio in via Condotti, nel quale tutto nacque e che ha fatto girare la testa a principi e dive. Tra marmi pregiati e salette della memoria condivisa, svettano i gioielli recuperati, quelli dell’epopea: le spille di Anna Magnani, la collana che Burton regalò a Liz Taylor. Lo spazio Domus, ovattato, è destinato alla valorizzazione della Heritage Collection della casa grazie anche alla straordinaria inventiva e certosina ricerca storica dell’architetto Peter Marino. Fermo immagine ed ecco l’incubo visionario del premio Oscar Paolo Sorrentino, che racconta in un corto da brivido, «The Dream» il Bulgari misterioso, con anime perse pronte a ritrovarsi nelle stanze del negozio, tragitti notturni dell’aldilà con Valeria Golino in veste di Beatrice. È anche questa una Grande Bellezza potrebbe dire e certamente pensa il Ceo della Maison Jean-Christophe Babin.
Interno e bozzetti Domus Bulgari.
Interno e bozzetti Domus Bulgari. Foto dal sito Facebook di Bulgari
La vostra grande bellezza in mostra. Perché?
«È il primo museo fisso nel tempio di Bulgari. Poter aggiungere al marchio commerciale anche l’aspetto museale. Ci piaceva, dopo aver accumulato 130 anni di storia, una chiave di lettura diversa. Così le creazioni di oggi si possono ammirare meglio. Comprendendo il passato si gusta di più il contemporaneo. Le radici sono importanti».
Ma oggi il lusso dove va?
«Va dove lo si apprezza nei suoi valori di autenticità e di unicità con un savoir faire particolare. Se un marchio è antico durerà ancora a lungo. Si spende con più sicurezza se si ha la percezione della solidità. Se si percepisce l’eternità. Un pezzo Bulgari tra vent’anni andrà sempre di moda. È un’affermazione ulteriore della nostra strategia».
Ma in un momento di crisi tutto cambia?
«Oggi viviamo in un mondo incerto dalla difficile lettura. Navighiamo come su una nave nella nebbia. L’importante è non dimenticare mai la direzione presa e l’obiettivo che si vuole raggiungere. Magari rallenti, farai fatica, per evitare la tempesta prenderai vie diverse, ma alla fine bisogna arrivare lì dove si deve».
È la vostra strategia?
«La forza del nostro marchio è qui. Non sappiamo nulla del 2015, ma siamo certi che investiremo più di quanto fatto nel 2013 e nel 2014. Il lusso della gioielleria ha tempi lunghi».
Come si fidelizza il cliente?
«Osando, sempre. Il cliente compra poche volte nella vita e se sei troppo timoroso rischi di perdere l’opportunità che potrebbe non ripresentarsi mai più. Perso un acquirente è per sempre. Nel lusso i cicli d’acquisto sono lenti, un marchio deve essere il primo che ti viene in mente, deve generare un’associazione spontanea categoria-marca. Con una rete di boutiques mondiali ci trovano ovunque: trecento negozi, cinquanta negli aeroporti e una pubblicità che copre tutto l’arco dell’anno, non più sotto Natale come accadeva anni fa. Prima si faceva il 30% del fatturato in sei settimane. Ora tutto è più normale. Non vendiamo panettoni».
Alla Biennale di Parigi avete presentato una collana da 17 milioni di euro. Il vostro cliente tipo appartiene solo a questa fascia di possibilità?
«No, anzi. Il grosso dei prodotti venduti si aggira tra i 1.000 e i 6.000 euro. Non bisogna mai dimenticare che tra la nostra clientela c’è gente che apprezza l’artigianalità e che magari ha risparmiato un anno per fare quell’acquisto. Ed è il cliente che io prediligo perché aggiunge un valore emozionale alla spesa e ti sarà sempre fedele».
Lei parla di gioielli non di accessori come borse e cinte?
«Certo. Il prezzo delle borse invece è superiore alla media, miriamo alla parte alta del mercato, vogliamo essere “la creme” e dare la possibilità di portare qualcosa di esclusivo».
L’integrazione con il gruppo Lvmh ha creato dei grandi cambiamenti?
«Il gruppo ha acquisito azioni Bulgari e ha lasciato a Bulgari ampia libertà d’azione, ci ha portato sinergie utilissime per ottenere posizioni migliori. Siamo un’azienda fortemente integrata, una società di diritto italiano con impianti italiani. Tutto il nostro prodotto è realizzato in Italia e in Svizzera per quanto riguarda gli orologi, il design è italiano. Possediamo manifatture e competenze per poterlo produrre in toto, vale a dire che non abbiamo fornitori esterni. Insieme siamo solo più forti. Se voglio avere uno spazio da 200 metri quadrati in una mall posso chiederlo da solo ma se con il gruppo ne chiediamo 2000 i miei 200 li otterrò a condizioni migliori. Questione di buon senso e di vantaggi di costo, aggregandoci formiamo massa critica. Ma sono libero di decidere come meglio credo».
Anche di fare acquisizioni, anche di aggregare altri marchi del lusso?
«Certo ma non è nella nostra strategia. Lvmh è a capo a 60 aziende di moda e di orologi perciò Bulgari non ha interesse ad acquisire altri marchi. Il nostro scopo principale è alimentare la nostra fama, diventare sempre più mitici. Il management deve pensare solo Bulgari come gioielli, orologi e tutto il resto. Nel ranking mondiale siamo al quindicesimo posto, siamo nella top ten dei profumi e se guardiamo al segmento di prezzo, sopra i 2.000 euro siamo nella top five».
Una mitologia che si amplifica anche attraverso il segmento alberghiero.
«Gli alberghi sono molto importanti, sono l’espressione massima della nostra filosofia. Ne abbiamo annunciati tre, altri tre li abbiamo aperti, l’ultimo a Pechino. Cinque li inaugureremo nel 2020 oltre ai 20 store aperti nelle città che hanno un grande impatto multiculturale nel mondo, vale a dire, località turistiche che incidono».
Quali sono allora le città sulle quali puntare in un futuro prossimo?
«Se parliamo di flussi, non bisogna mai dimenticare le città simbolo che sono Parigi, Milano, Londra, New York, Tokyo, Shanghai alle quali vorrei aggiungere Pechino, Dubai, San Paolo e Sydney. Ripeto, il lusso è un business a circolo lento».
Il riferimento a Pechino non è casuale.

«È un segno importante di come Bulgari si sta rafforzando. L’albergo ne è la prova del nove. Un lusso a 360 gradi è l’interpretazione integrale del brand che non è solo oggetto ma stile e filosofia di vita».

Interno Domus Bulgari. Foto dal sito Facebook di Bulgari
Interno Domus Bulgari. Foto dal sito Facebook di Bulgari