lab-grown

(Italiano) La scelta green di Vrai

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Da qualche anno il mondo dei gioielli è diviso in due: da una parte chi sostiene l’utilizzo dei diamanti creati artificialmente con sofisticati macchinari, dall’altra chi non vuole rinunciare ai diamanti naturali, estratti dalla terra. Vrai è un marchio di gioielli che ha scelto di utilizzate i diamanti creati in laboratorio. Alla base c’è l’iniziative di Martin Roscheisen, un imprenditore austriaco-americano. Roscheisen è stato tra i primi, alla fine degli anni Novanta, a capire le potenzialità commerciali di Internet ed è stato anche uno dei primi imprenditori della Silicon Valley a concentrarsi sulla tecnologia dell’energia verde. Nel 2015, Roscheisen ha lanciato Diamond Foundry, con il sostegno di Leonardo DiCaprio, e nel novembre 2016 Diamond Foundry ha acquistato il marchio di gioielli Vrai.

Orecchini Huggie in oro 14 carati e diamanti
Orecchini Huggie in oro 14 carati e diamanti

Il brand tiene a sottolineare l’aspetto green: i diamanti Vrai sono prodotti da Diamond Foundry a Wenatchee, nello Stato di Washington, Usa, utilizzando con il 100% di energia idroelettrica. L’azienda è certificata Carbon Neutral dal 2017. I gioielli di Vrai sono realizzati in oro 14 carati, con un design moderno, abbastanza semplice. I 14 carati assieme a diamanti di laboratorio consente di contenere i prezzi: un anello in oro con una pietra di 0,5 carati, venduto online, è proposta a circa 1500 dollari.

Orecchini pendenti in oro 14 carati e diamanti
Orecchini pendenti in oro 14 carati e diamanti
Anello chevalier in oro 14 carati e diamante lab grown
Anello chevalier in oro 14 carati e diamante lab grown
Orecchini in oro 14 carati e diamanti sintetici con diverso taglio
Orecchini in oro 14 carati e diamanti sintetici con diverso taglio
Orecchini con diamanti di laboratorio ovali e taglio smeraldo
Orecchini con diamanti di laboratorio ovali e taglio smeraldo
Anello Toi et Moi in oro 14 carati e diamanti di laboratorio
Anello Toi et Moi in oro 14 carati e diamanti di laboratorio

Anello Tori et Moi con diamanti di laboratorio a pera e taglio smeraldo
Anello Tori et Moi con diamanti di laboratorio a pera e taglio smeraldo







(Italiano) I diamanti di laboratorio sono come le Tesla?

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È giusto paragonare i diamanti sintetici alle auto Tesla? Una gemma prodotta da una fabbrica con il deposito di gas contenente carbonio è davvero green? E i diamanti sintetici hanno la patente di sostenibilità? Sono domande che seguono un’intervista dal sapore promozionale di Forbes (la trovate qui) ad Anthony Tsang, Ceo di The Future Rocks, nuovo mercato online per gioielli ideati da diversi designer, che utilizza i cosiddetti diamanti coltivati in laboratorio, cioè prodotti artificialmente. L’azienda ha sede a Hong Kong e cerca clienti tra i più giovani, Millennials e Gen-Z, cioè ventenni e trentenni. È questa fascia di età, secondo le ricerche di mercato, a essere la più sensibile al tema della sostenibilità.

Anello in oro con diamante di laboratorio disegnato da Courbet
Anello in oro con diamante di laboratorio disegnato da Courbet

Inoltre, come è noto, i diamanti di laboratorio sono anche meno costosi di quelli naturali. Ma è l’aspetto green quello sottolineato da chi li vende. In realtà, la sostenibilità delle gemme artificiali è solo relativa. I diamanti coltivati in laboratorio sono prodotti in due modi: con reattori che utilizzano un processo ad alta pressione e alta temperatura oppure con un processo chimico che consiste nel deposito del vapore di carbonio. «Non ci confrontiamo con i diamanti naturali, forniamo solo un’opzione diversa, il mercato è abbastanza grande», ha raccontato Tsang. Ok. Ma il manager si spinge più in là: «Quindici anni fa tutti ridevano di Tesla e ora anche la Ferrari sta entrando nel mercato dei veicoli elettrici».
Anello in oro e diamanti di laboratorio by Matilde
Anello in oro e diamanti di laboratorio by Matilde

Questo paragone, però, non sembra del tutto azzeccato. Innanzitutto, le auto elettriche non sono prodotti green: consumano tanta energia generalmente non rinnovabile, e la realizzazione delle loro enormi batterie richiede scavi e devastazioni del territorio per estrarre le cosiddette terre rare. Inoltre, in prospettiva queste batterie costituiranno un enorme problema di gestione alla fine del loro ciclo di vita. Oltre a costare di più, le auto elettriche necessitano anche di un’infrastruttura ancora tutta da realizzare per portare ovunque l’elettricità necessaria per la ricarica. Questo significa migliaia di chilometri di cavi in rame, che provocheranno un’enorme estrazione di minerale oltre al consumo di energia necessario per creare milioni di punti necessari alla ricarica. Quindi, le Tesla e le auto elettriche in genere non sono proprio prodotti green. Ma non è la sostenibilità delle auto elettriche il punto. Ha senso questo martellante marketing sui presunti aspetti green dei diamanti sintetici? Non sarebbe meglio limitarsi a dire che le gemme create in fabbrica costano meno e hanno la stessa proprietà chimica, anche se non il fascino, dei diamanti creati dalla Terra?

Orecchini a bottone in oro, smalto e diamanti di laboratorio disegnati da Loev
Orecchini a bottone in oro, smalto e diamanti di laboratorio disegnati da Loev
Immagine della campagna advertising di The Future Rock
Immagine della campagna advertising di The Future Rock

Orecchini a bottone in oro, smalto e diamanti di laboratorio disegnati da Rêver
Orecchini a cerchio in oro e diamanti di laboratorio disegnati da Rêver







(Italiano) La verità sui diamanti sintetici secondo Assogemme

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I diamanti prodotti con sofisticate macchine sono uguali a quelli che hanno milioni di anni e si estraggono dal profondo della Terra? È giusto definire pudicamente i diamanti creati da un’azienda con il termine “cresciuti in laboratorio”, come fossero i pomodori di serra che si acquistano al supermercato? E, ancora, in quale misura i diamanti creati con un processo industriale sono amici dell’ambiente? Tutte domande che dovrebbe porsi più spesso chi vuole acquistare un gioiello con diamante (lo stesso vale per le altre gemme). Ogni scelta ha pro e contro ma, probabilmente, è una forzatura identificare i diamanti frutto di complicati procedimenti tecnologici (che richiedono molta energia) come gemme green. Anche se lo sanno in pochi.

Il talk a Vicenzaoro. Da sinistra: Marco Carniello, direttore della divisione Jewellery & Fashion Italian Exhibition Group, Guido Damiani Grassi, presidente del Gruppo Damiani, Raffaele Ciardulli, consulente del lusso e Paolo Cesari, presidente di Assogemme e di Futurgem, Claudia Piaserico, presidente di Federorafi
Il talk a Vicenzaoro. Da sinistra: Marco Carniello, direttore della divisione Jewellery & Fashion Italian Exhibition Group, Guido Damiani Grassi, presidente del Gruppo Damiani, Raffaele Ciardulli, consulente del lusso e Paolo Cesari, presidente di Assogemme e di Futurgem, Claudia Piaserico, presidente di Federorafi

Che naturale e vero siano sinonimo di autenticità, auspicabile anche quando si sceglie un oggetto prezioso destinato a rappresentare le nostre emozioni di maggior valore come l’amore, gratitudine, celebrazione di un successo, è certo un’opinione personale, ma ritengo sia ampiamente condivisibile. È soprattutto partendo dall’utilizzo di una terminologia chiara e condivisa che è possibile raccontare in modo corretto il mondo dei diamanti ai propri clienti. L’impegno di aziende produttrici, di professionisti del settore e di associazioni di categoria già attive in tal senso dovrà essere sempre più orientato in questa direzione. Solo così si può parlare di etica dei diamanti naturali.
Guido Damiani, presidente del Gruppo Damiani e del Comitato Etico di Assogemme

Guido Damiani
Guido Damiani

Un’occasione per approfondire l’argomento l’ha fornita a Vicenzaoro il confronto organizzato da Assogemme, l’organizzazione nazionale italiana che rappresenta le aziende che abbracciano la filiera della gioielleria, composta dai principali operatori nell’ambito delle gemme di colore, pietre preziose, semipreziose e dure, diamanti e coralli. Obiettivo: chiarire un concetto che sembra banale, ma che le operazioni di marketing hanno contribuito a confondere. E cioè che c’è una differenza tra ciò che è frutto della natura, o più precisamente è il contributo di potenti sommovimenti geologici, da ciò che è il risultato di un procedimento tecnico, come fosse uno smartphone. Anche se la composizione delle due pietre, naturale e di laboratorio, è identica da un punto di vista chimico.

Controllo del reattore al plasma CVD che produce diamanti ​​in laboratorio
Controllo del reattore al plasma CVD che produce diamanti ​​in laboratorio di De Beers

Guido Damiani, per esempio, ha sottolineato che è sbagliato considerare la produzione dei diamanti sintetici come ecologicamente sostenibile. Non fosse altro che per produrre i diamanti occorrono grandi quantità di energia. E la maggior parte di queste gemme è prodotta in Cina, dove la maggior parte dell’energia elettrica è ottenuta da inquinanti centrali a carbone. Certo, non è che le miniere siano un luogo ameno e oasi naturali. Ma, dato che da anni sono finite sotto la lente dei media, hanno adottato misure di contenimento del danno ambientale e di rispetto per le tutele di chi lavora. Tra l’altro, in molti Paesi le miniere di gemme sono una fonte di sostentamento per le popolazioni locali.

Sempre nell’incontro organizzato da Assogemme è emerso un altro aspetto da non sottovalutare. Mentre un diamante naturale è un bene rifugio, cioè ha un valore che si conserva nel tempo (pur con variazioni, come per l’oro) una gemme sintetica è un prodotto artificiale che è destinato a perdere appeal economico, anche perché se ne producono quantità sempre crescenti.

Un diamante grezzo emerge dal reattore al plasma CVD
Un diamante grezzo emerge dal reattore al plasma CVD

Premesso tutto questo, qual è la soluzione? Sembra ovvia: informare di più e meglio chi vuole acquistare un gioiello con diamante. Conoscere, può aiutare a scegliere in modo consapevole, come sostiene Claudia Piaserico, presidente di Federorafi. Anche perché il boom dei diamanti cosiddetti lab grown, sostenuta da prezzi più bassi rispetto alle gemme naturali e l’equivoco che siano più attente all’ambiente, ha creato incertezza. Se poi aggiungiamo che l’azienda che si identifica con il diamante, De Beers, produce anche gemme sintetiche, la confusione è completa. Per questo Federorafi,  preme sulla European Federation of Jewellery, con l’obiettivo di ottenere regole più chiare, magari con una legge targata Ue. Sarebbe preziosa, è il caso di dirlo.

Synthesis diamond con taglio a pera
Synthesis diamond con taglio a pera, pietra creata in laboratorio







(Italiano) Chi acquista diamanti di laboratorio?

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Chi acquista i diamanti prodotti in fabbrica? I diamanti sintetici, da un punto di vista chimico del tutto identico a quelli naturali, sono una recente scommessa sul mercato della gioielleria. Mentre fino a pochi anni fa questi diamanti, prodotti con metodi diversi, erano confinati per l’utilizzo industriale (per esempio, per le macchine da taglio), ora i diamanti artificiali sono più diffusi anche in gioielleria. Chi li vende definisce queste pietre come “coltivate” o “cresciute” in laboratorio. Fateci caso: i due termini, scelti per il marketing, suggeriscono che le pietre siano come piante che crescono o sono coltivati in una specie di serra. Un’idea che è stata così associata al concetto di sostenibilità: i diamanti che escono da un impianto di produzione sono green, quelli estratti dalla terra non lo sono. Un’idea che non trova tutti d’accordo. Di sicuro, comunque, sono diamanti più economici.

Controllo del reattore al plasma CVD che produce diamanti ​​in laboratorio
Controllo del reattore al plasma CVD che produce diamanti ​​in laboratorio

In ogni caso, il marketing e l’advertising sono strumenti potenti, come certifica una ricerca di mercato condotta negli Stati Uniti da The MVEye. La ricerca ha individuato i gruppi di acquirenti che, secondo la società di analisi, stanno spingendo una crescita globale esplosiva del settore dei diamanti coltivati in laboratorio. La società ha diviso i clienti di questi diamanti sintetici in diversi gruppi. Il primo gruppo è definito come In the Know (cioè informato) ed è composto da millennial di età compresa tra 25 e 38 anni. Giovani, insomma, che hanno stabilito che i diamanti di laboratorio sono davvero green. Il gruppo, specifica l’indagine, include più etnie e coppie non tradizionali.

Orecchini con diamanti di laboratorio Lightbox di De Beers
Orecchini con diamanti di laboratorio Lightbox di De Beers

Il secondo gruppo, al contrario, è stato descritto come In the Dark (cioè sono all’oscuro). Anche questo segmento di persone è composto da millennial di età compresa tra 25 e 38 anni che, però, non hanno sentito parlare di diamanti coltivati in laboratorio. In compenso, secondo The MVEye possono essere facilmente convinti ad acquistare gioielli con diamanti sintetici. Anche questo gruppo include anche più etnie e coppie non tradizionali.

Punto luce di Lightbox
Punto luce con diamante di laboratorio Lightbox

Il terzo gruppo rilevato è quello degli Upgraders (cioè quelli che amano aggiornarsi sulle novità). Sono consumatori più maturi, di età pari o superiore a 55 anni, ma pronti ad acquistare anelli di fidanzamento (se sono arzilli) oppure più facilmente per qualche anniversario. Spesso non hanno molte conoscenze sui diamanti coltivati in laboratorio, ma potrebbero essere motivati ad acquistare un diamante di una dimensione maggiore se scoprissero che quelli artificiali sono più convenienti. Insomma, è una questione di budget. Infine, un altro gruppo è stato definito come SPF, sigla che sta per Self-purchasing females, cioè donne che acquistano gioielli per se stesse. Anche loro sarebbero, secondo la ricerca, un tipo di cliente pronto ad acquistare un diamante artificiale grazie al vantaggio di prezzo.

Un diamante grezzo emerge dal reattore al plasma CVD di De Beers
Un diamante grezzo emerge dal reattore al plasma CVD di De Beers







(Italiano) Con Aether Diamonds il diamante a impatto ambientale zero

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Diamanti sintetici che hanno un impatto ambientale nullo o addirittura migliorativo. Aether Diamonds è la prima società che può vantare una vera sostenibilità ambientale per le sue pietre prodotte in laboratorio. Un traguardo che non è, come molti credono, facile da raggiungere. I diamanti prodotti in laboratorio, cioè in fabbriche ad alta tecnologia, sono sempre proposte come gemme che non hanno impatto sull’ambiente, a differenza di quelle estratte in miniera. Peccato che non sia vero: produrre diamanti consuma un sacco di energia. E l’energia è prodotta in molti casi con carbone (per esempio in Cina gran parte delle centrali è ancora di questo tipo), oppure gas e derivati del petrolio. Solo una piccola parte di energia è prodotta grazie al vento o il sole. Insomma, i diamanti sintetici o, secondo lo storytelling del marketing, «cresciuti in laboratorio» (quasi fossero degli ortaggi) non sono a impatto zero.

Diamante di laboratorio prodotto da Aether Diamonds
Diamante di laboratorio prodotto da Aether Diamonds

Aether Diamonds, che ha sede a New York, sembra invece essere differente. È, infatti, la prima azienda al mondo che produce diamanti a ottenere la certificazione B Corp. La sigla, indicata anche come B Corporation o B Lab, è una certificazione rilasciata a società virtuose per le loro prestazioni sociali e ambientali. È conferita da B Lab, un’organizzazione no- profit globale con uffici negli Stati Uniti, Europa, Canada, Australia e Nuova Zelanda, e una partnership in America Latina con Sistema B. Per ottenere e mantenere la certificazione, le aziende devono ricevere un punteggio minimo e pagare una quota annuale basata sulle vendite annuali. Le aziende devono anche ripetere la certificare ogni tre anni.

Orecchini con diamanti di laboratorio di Aether Diamonds: sono venduti a quasi 40.000 dollari
Orecchini con diamanti di laboratorio di Aether Diamonds: sono venduti a quasi 40.000 dollari

Il B Lab ha assegnato ad Aether Diamonds un punteggio di impatto di 96,5 (il minimo è 80) dopo una lunga valutazione sull’attività dell’azienda. Aether si è impegnata a rimuovere 20 tonnellate di CO2 dall’atmosfera per ogni carato venduto, compensando efficacemente l’impronta di carbonio del cliente americano medio di 1,25 anni. Secondo Ryan Shearman, co-fondatore e Ceo di Aether, la certificazione B Corp rassicura i clienti sul fatto che acquistando un diamante Aether stanno contribuendo a creare un futuro migliore per se stessi e per il pianeta.

Synthesis diamond con taglio a pera
Synthesis diamond con taglio a pera







(Italiano) Questa collana diamanti sintetici di Brilliant Earth costa 100.000 dollari

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Domanda: comprereste una collana di diamanti sintetici che costa 100.000 dollari? Brilliant Earth, brand di San Francisco che dal 2005 propone gioielli con provenienza etica e sostenibile, crede che il prezzo sia giusto. E propone questo gioiello, che fa parte della collezione Solstice. La collana, in oro bianco e diamanti creati in laboratorio per 75 carati, con forme diverse (rotondi, a pera, marquise), è accompagnata da altri 15 gioielli, sempre realizzati con gli stessi materiali.

Collana con diamanti di laboratorio in vendita a 100.000 dollari
Collana con diamanti di laboratorio in vendita a 100.000 dollari

Brilliant Earth è stata fondata da Beth Gerstein ed Eric Grossberg è si è proposta fin dall’inizio di utilizzare diamanti conflict free, selezionati per le loro origini etiche e rispettose dell’ambiente. La Maison è stata anche tra le prime a utilizzare la blockchain per tracciare la provenienza delle pietre e fa parte del Responsible Jewelry Council, standard etico leader nel settore della gioielleria. Per realizzare le sue pietre sintetiche, Brilliant Earth utilizza un processo noto come High Pressure High Temperature (Hpht), senza post-trattamento. Questo processo, specifica l’azienda, imita in laboratorio le condizioni di formazione dei diamanti naturali.

Anello in oro con diamanti di laboratorio della collezione Solstice
Anello in oro con diamanti di laboratorio della collezione Solstice
Anello della collezione Solstice
Anello della collezione Solstice
Bracciale con diamanti sintetici
Bracciale con diamanti sintetici
Orecchini Brilliant Earth con diamanti sintetici
Orecchini Brilliant Earth con diamanti sintetici

Collana Brilliant Earth con diamanti sintetici
Collana Brilliant Earth con diamanti sintetici







(Italiano) I diamanti di laboratorio raddoppieranno in tre anni

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Paul Zimnisky Diamond Analytics è il nome di una società indipendente di analisi dei dati e consulenza specializzata nell’industria globale dei diamanti e nei relativi fondamenti. L’gha fondata Paul Zimnisky, esperto che è riconosciuto come uno dei principali analisti del settore. Le sue previsioni sono utilizzate a livello globale da istituzioni finanziarie, società pubbliche e private, società di consulenza, governi, agenzie e università. E, ovviamente, anche dal mondo della gioielleria. L’ultimo report di Paul Zimnisky, per esempio, riguarda i diamanti sintetici, creati in laboratorio o, più precisamente, in fabbriche ad alta tecnologia.

Paul Zimnisky
Paul Zimnisky

Secondo l’analista, dunque, il mercato dei gioielli con diamanti creati in laboratorio è destinato a raddoppiare entro il 2025. E mentre l’attuale mercato dei gioielli con diamanti sintetici è stimato in 2 miliardi di dollari per 3 milioni di carati, entro i prossimi tre anni il settore salirà a 3,9 miliardi di dollari. I diamanti di laboratorio, quindi, sono destinati a rappresentare una percentuale sempre maggiore nel mercato complessivo dei diamanti.

Controllo del reattore al plasma CVD che produce diamanti ​​in laboratorio
Controllo del reattore al plasma CVD che produce diamanti ​​in laboratorio

Non solo: la previsione di Zimnisky arriva a pronosticare che nel tempo si profili un sorpasso vengano tra diamanti naturali, estratti dalla terra, e quelli creati dall’uomo. Le gemme lab-grown, che hanno la stessa composizione chimica di quelli naturali, saranno utilizzati principalmente per gioielli di moda. Aziende come Lightbox (di proprietà di De Beers), Pandora e Swarovski sono già tra i marchi che puntano su questo tipo di pietre. Inoltre, i prezzi dei diamanti di laboratorio continueranno a diminuire, in particolare per quelli venduti senza alcun marchio.

Catena in argento con diamanti sintetici di Lightbox
Catena in argento con diamanti sintetici di Lightbox

L’esperto prevede anche che la fine dei diamanti sintetici venduti a prezzi alti, a migliaia di dollari., anche perché molti produttori vogliono abbassare il prezzo e migliorare la qualità. Un trend che porterà a una produzione a prezzi inferiori. Diamanti che sono destinati a un mercato vasto, con un’area di prezzo inferiore a 1.000 dollari, anche se non è escluso che qualche azienda famosa possa proporre una fascia più alta di prezzo, grazie alla forza del marchio. Questo fenomeno, inoltre, provocherà un calo della richiesta di gioielli con moissanite e zaffiro bianco.

Anelli in oro bianco e oro giallo con diamanti di laboratorio
Anelli in argento e oro giallo con diamanti di laboratorio by Pandora







(Italiano) Le onde di Lark & Berry

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Lark & Berry sottolinea di essere stato il primo brand di gioielli a proporre solo diamanti creati in laboratorio. E, naturalmente, non ha cambiato idea negli anni. Ora che le pietre artificiali sono proposte persino da chi estrae diamanti naturali nella terra (stiamo parlando di te, De Beers), l’azienda londinese fondata da Laura Chavez può fregiarsi di aver precorso i tempi. Lark & Berry fa notare, inoltre, che il modo in cui vengono prodotti i diamanti e le pietre in laboratorio è un po’ più sostenibile, meno dannoso per l’ambiente e garantito al 100% senza connessione con zone di conflitti.

Anello Wave in oro rosa e diamanti di laboratorio
Anello Wave in oro rosa e diamanti di laboratorio

Il brand ha un flagship store a Marylebone, Londra, ma i suoi gioielli sono venduti anche a New York, Los Angeles e Hong Kong, oltre che online. E ha una doppia missione: vendere, ma anche fare divulgazione sul mondo dei diamanti sintetici. I gioielli proposti sono originali, ma senza esagerare. Come nel caso della collezione Wave, in oro 14 carati e diamanti di laboratorio, che utilizza un design che ricorda il movimento dell’acqua nel mare.

Pendente ispirato al cavalluccio marino in oro rosa e diamanti lab-grown
Pendente ispirato al cavalluccio marino in oro rosa e diamanti lab-grown
Bracciale Wave, in oro rosa e diamanti lab-grown
Bracciale Wave, in oro rosa e diamanti lab-grown

Orecchini ispirati al cavalluccio marino in oro rosa 14 carati e diamanti lab-grown
Orecchini ispirati al cavalluccio marino in oro rosa 14 carati e diamanti lab-grown

Pendenente Dune Ellipse in oro rosa e pietre di laboratorio
Pendenente Dune Ellipse in oro rosa e pietre di laboratorio

Orecchini con zaffiro viola e ametista verde sintetici su oro rosa 14 carati
Orecchini con zaffiro viola e ametista verde sintetici su oro rosa 14 carati

Anello con zaffiro viola su oro rosa 14 carati
Anello con zaffiro viola su oro rosa 14 carati







(Italiano) Diamanti di laboratorio sconosciuti ai giovani

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Anche se le vendite di diamanti «cresciuti» in laboratorio, cioè sintetici, è in aumento, non è detto che il concetto di pietre artificiali sia ben chiaro tra gli acquirenti. Specialmente se i diamanti creati da macchine sono considerate green, ecologiche, verdi, biocompatibili, sostenibili. Potete aggiungere voi la definizione più rispettosa dell’ambiente chre preferite. Un sondaggio presentato a Vicenzaoro September, infatti, mette il dito nella piaga: i giovani, i  Millennials e la Generazione Z, non hanno recepito il concetto. Si può fare una colpa? Evidentemente no. È chi vende pietre sintetiche che non ha comunicato abbastanza. Inoltre, c’è un dibattito intenso su quanto le gemme sintetiche, create in buona parte in Cina, siano davvero amiche dell’ambiente. Per esempio, per essere «cresciute» in laboratorio hanno necessità di un grande utilizzo di elettricità che, in Cina, deriva in gran parte da centrali a carbone (naturale, non sintetico).

Controllo del reattore al plasma CVD che produce diamanti ​​in laboratorio
Controllo del reattore al plasma CVD che produce diamanti ​​in laboratorio

In ogni caso, a Vicenzaoro è emerso che oltre il 90% degli intervistati non conosce i temi della sostenibilità etica dei diamanti. E solo per chi ha presente il fattore ambientale considera questo aspetto come rilevante per la scelta. La maggioranza degli intervistati, inoltre, pensa che solo il diamante naturale racchiude anche un fattore emotivo, per la sua autenticità e rarità. Al contrario delle pietre costruite in laboratorio. Ma le idee dei giovani intervistati sono piuttosto confuse, visto che solo il 60% è pronto ad acquistare un diamante naturale, mentre il 35% si dice indifferente.

Orecchini con diamanti blu creati in laboratorio
Orecchini con diamanti blu creati in laboratorio

La ricerca qualitativa, curata da Laura Inghirami, imprenditrice e fondatrice di Donna Jewel, con la collaborazione di Igi (Istituto Gemmologico Italiano) è stata presentata nell’ambito dei Gem Talk assieme a Gaetano Cavalieri, presidente Cibjo, Andrea Sangalli, vice presidente di Federpreziosi. Conclusione: tutti d’accordo che gli acquirenti devono essere informati di più e meglio, con il Cibjo che ha realizzato un documento di Linee Guida scaricabile dal web. Sarà sufficiente?

Il Talk sui diamanti sintetici a Vicenzaoro
Il Talk sui diamanti sintetici a Vicenzaoro

La nuova miniera: l'impianto di produzione in Oregon di diamanti artificiali
La nuova miniera: l’impianto di produzione in Oregon di diamanti artificiali







(Italiano) Freelight Diamond, la libera interpretazione del lusso

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Dal corallo all’oro, dall’oro ai diamanti. Ma quelli creati in laboratorio. La storia di Lux Coral, azienda umbra nata nel 1986 su iniziativa di Domenico Antonio Cosentino, che è ancora il presidente, prosegue con il marchio Freelight Diamond, interamente dedicato a pietre sintetiche. Accanto ai tradizionali gioielli, quindi, l’impresa orafa ha fondato un paio di anni fail nuovo brand, con l’obiettivo di conquistare il crescente interesse nei confronti dei gioielli in oro, ma con diamanti dal prezzo più abbordabile.

Anello trilogy in oro bianco con diamanti cresciuti in laboratorio
Anello trilogy in oro bianco con diamanti cresciuti in laboratorio

Bisogna ricordare che, da un punto di vista chimico e ottico, i diamanti realizzati in laboratorio sono del tutto identici a quelli naturali, scovati nelle profondità della terra. Anche i diamanti frutto della tecnologia sono certificati Igi e descritti secondo le classiche 4C (cut, color, clarity e carat). La domanda di gioielli con diamanti che sono indistinguibili da quelli naturali, se non sono sottoposti a una accurata analisi in centri specializzati, è in crescita. Per questo Freelight Diamond si propone di soddisfare la richiesta con gioielli di tipo tradizionale, come i classici anelli con solitario, ma anche di pietre di colore come smeraldi, zaffiri e rubini, sempre creati in laboratorio.

Collana con punto luce a cuore
Collana con punto luce a cuore
Anello eternity in oro con diamanti lab grown
Anello eternity in oro con diamanti lab grown
Orecchini a bottone in oro con diamanti lab grown
Orecchini a bottone in oro con diamanti lab grown
Orecchini con diamanti e zaffiri artificiali
Orecchini con diamanti e zaffiri sintetici
Anello con solitario a cuore
Anello con solitario a cuore

Anello in oro bianco con solitario
Anello in oro bianco con solitario







(Italiano) PdPaola debutta in oro e diamanti

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PdPaola, brand spagnolo che in pochi anni è andato alla conquista del mercato europeo, sale l’ultimo gradino della qualità e affianca le sue collezioni a prezzi accessibili a una nuova linea  realizzata con gli elementi classici della gioielleria: oro e diamanti. I nuovi gioielli di PdPaola sono realizzati a mano in oro 18 carati, 100% riciclato, e con diamanti coltivati in laboratorio, cioè senza estrazione mineraria con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e, naturalmente, di mantenere prezzi più bassi rispetto ai gioielli con pietre naturali.

Anello in oro con diamanti lab grown
Anello in oro con diamanti lab grown

All’interno della collezione, che comprende anelli e orecchini con lo stile essenziale della Maison, sono comprende collane con un ciondolo a forma di lettera dell’alfabeto, che di solito coincide con quella del nome di chi la indossa: un classico della gioielleria e uno dei driver in fatto di regali. I prodotti della linea di gioielleria in oro saranno per il momento disponibili esclusivamente nel negozio online pdpaola.com, con prezzi che vanno da 100 a 1.400 euro, ma arriveranno presto anche nei negozi. Accanto a questa nuova linea, rimangono sempre disponibili le ampie collezioni in argento sterling.

Collana indossata in oro e diamanti di laboratorio con lettera
Collana indossata in oro e diamanti di laboratorio con lettera
Collana in oro e diamanti di laboratorio
Collana in oro e diamanti di laboratorio
Orecchini in oro bianco e diamanti di laboratorio
Orecchini in oro bianco e diamanti di laboratorio
Fedina in oro
Fedina in oro

Orecchini asimmetrici in oro giallo e diamanti di laboratorio
Orecchini asimmetrici in oro giallo e diamanti di laboratorio







(Italiano) Allarme truffa per i diamanti di laboratorio

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I diamanti realizzati in laboratorio, saranno anche green, come sostengono quelli che li vendono, ma di sicuro rappresentano una minaccia per i gioiellieri onesti e, non da ultimo, per gli acquirenti. Da tempo è suonato l’allarme tra i gemmologi: i produttori di diamanti sintetici sono sempre più abili nel riprodurre l’aspetto delle gemme naturali estratte dalla terra e c’è chi li vende come gemme naturali. L’ultimo esempio arriva da Bangkog: un laboratorio di gemme della capitale tailandese, infatti, ha scoperto un altro diamante prodotto in laboratorio presentato come pietra naturale. E si tratta di una gemma che sarebbe stata venduta a carissimo prezzo.

L'analisi sul diamante sintetico dell'International Gemological Institute per una gemma da 6,18 carati
L’analisi sul diamante sintetico dell’International Gemological Institute per una gemma da 6,18 carati

Si tratta, infatti, di un diamante con taglio brillante da 6,18 carati descritto come naturale, che l’International Gemological Institute ha analizzato e classificato dopo una richiesta di verifica, presumibilmente da chi lo ha acquistato come gemma vera o chi si accingeva a farlo. Il diamante si è rivelato perfetto: colore D, purezza impeccabile e triplo taglio eccellente. Con un piccolo difetto: è stato creato in laboratorio. L’aspetto più inquietante è, però, la lavorazione studiata apposta per far scambiare la pietra sintetica con una naturale. Ma i diamanti non hanno una invisibile sigla incisa con il laser che permette di identificarne l’origine? Sì, ma il problema è che il diamante in questione aveva un numero contraffatto. Insomma, i diamanti cresciuti in laboratorio non sono un problema se venduti come tali, ma rischiano di essere utilizzati anche per ingannare i semplici acquirenti.

Anello in oro bianco e diamante di laboratorio
Anello in oro bianco e diamante di laboratorio

Analisi di un diamante
Analisi di un diamante







(Italiano) Pandora cambia strategia con i diamanti di laboratorio

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Pandora cambia strategia e presenta la sua prima collezione di gioielli con diamanti sintetici. La collezione si chiama Pandora Brilliance ed è realizzata con diamanti di laboratorio. L’obiettivo è offrire prodotti a prezzo accessibili e realizzati in modo sostenibile. Pandora Brilliance sarà inizialmente lanciata nel Regno Unito e sarà distribuita in altri mercati, al momento non determinati, a partire dal 2022.

Rendering degli anelli della collezione Pandora Brilliance
Rendering degli anelli della collezione Pandora Brilliance

Pandora persegue nella sua missione di realizzare incredibili gioielli accessibili a più persone, per questo oggi sono molto orgoglioso di poter annunciare il lancio di Pandora Brilliance. Si tratta di una nuova collezione di gioielli dal design elegante caratterizzati da diamanti creati in laboratorio. Rappresentano un simbolo di innovazione e progresso tanto quanto di bellezza senza tempo e testimoniano il nostro continuo e ambizioso programma di sostenibilità. I diamanti non sono solo per sempre, ma per tutti.
Alexander Lacik, Ceo di Pandora

Bracciali della collezione Pandora Brilliance, bozzetto
Bracciali della collezione Pandora Brilliance, bozzetto

Secondo Pandora, il mercato dei gioielli con diamanti continuerà a crescere e i diamanti realizzati in laboratorio stanno superando l’incremento complessivo del settore. I diamanti creati in laboratorio sono identici ai diamanti estratti, ma sono realizzati in un impianto produttivo. Le pietre hanno le stesse caratteristiche ottiche, chimiche, termiche e fisiche e sono classificati secondo gli standard conosciuti come le 4C: cut, colour, clarity and carat (taglio, colore, purezza e caratura) prima di essere incastonati nella collezione Pandora Brilliance.

La nuova collezione comprende anelli, bracciali, collane e orecchini, ciascuno con un diamante solitario creato in laboratorio e incastonato a mano in gioielli in argento sterling, oro giallo 14 carati o oro bianco 14 carati. Come altri gioielli Pandora, i pezzi possono essere collezionati o abbinati insieme, e il leitmotiv della collezione, un simbolo dell’infinito reinterpretato, è intriso di significato. Il concept riguarda la possibilità infinita di forgiare il futuro mentre lo sviluppo creativo è basato su un’ampia ricerca di mercato realizzata in Nord America, Europa e Cina.

Anelli in oro bianco e oro giallo con diamanti di laboratorio
Anelli in oro bianco e oro giallo con diamanti di laboratorio

Certificazione carbon neutral

Pandora Brilliance è un prodotto certificato CarbonNeutral secondo il quadro di riferimento globale per la neutralità delle emissioni di carbonio. La certificazione riguarda i gioielli Pandora Brilliance, il loro imballaggio e il trasporto. I diamanti creati in laboratorio e utilizzati nella collezione sono stati coltivati con più del 60% di energia rinnovabile, mentre le emissioni di gas serra da energia non rinnovabile vengono compensate attraverso la certificazione CarbonNeutral. Il prossimo anno, quando Pandora lancerà la collezione a livello globale, i diamanti saranno realizzati utilizzando il 100% di energia rinnovabile.

È possibile acquistare Pandora Brilliance a partire dal 6 maggio solo nel Regno Unito. I prezzi partono da 250 sterline (circa 290 euro) e la varietà delle pietre va da 0,15 a un carato.







(Italiano) Sondaggio: i diamanti da laboratorio? Solo se a prezzo basso

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De Beers produce diamanti creati in laboratorio o, per meglio dire, in un impianto produttivo. I diamanti sintetici di De Beers sono commercializzati con il marchio Lightbox. Nell’idea del più grande produttore di diamanti naturali, quelli estratti in un modo o nell’altro dal terreno, le pietre cresciute in laboratorio servono per allargare il mercato a quella fascia di consumatori che non possono permettersi una gemma tradizionale. Anche se ora la stessa De Beers fa sapere che la diffidenza verso i diamanti sintetici rimane alta. L’azienda, infatti, ha riassunto il sentiment dei clienti nel sesto Diamond Insight Flash Report. L’analisi contiene un verdetto poco lusinghiero per i diamanti non naturali: solo il 6% delle persone interpellate nel sondaggio associa la parola «autentico» alle pietre coltivate in laboratorio. I diamanti naturali, invece, ottengono fiducia dal 60%, che per il 41% sono anche pietre associate al termine «romantiche». I diamanti lab grown, invece, sono romantici solo per il 6%.

Orecchini con diamanti di laboratorio Lightbox
Orecchini con diamanti di laboratorio Lightbox

Ma c’è anche un aspetto legato all’investimento: i consumatori pensano che i diamanti sintetici non manterranno il loro valore nel tempo. Insomma, un anello con diamante naturale si può rivendere facilmente, non altrettanto un gioiello con una pietra sintetica. Sette consumatori su dieci, per questo, non sono disposti a spendere più di 1.000 dollari per un gioiello con diamanti coltivati in laboratorio.

La nuova miniera: l'impianto di produzione in Oregon di diamanti artificiali
La nuova miniera: l’impianto di produzione in Oregon di diamanti artificiali
Bracciale con diamante rosa creato in laboratorio
Bracciale con diamante rosa creato in laboratorio
Catena in argento con diamanti sintetici di Lightbox
Catena in argento con diamanti sintetici di Lightbox







(Italiano) Diamanti artificiali, corsa inarrestabile

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Dimenticate le profondità delle miniere in cui nel buio brilla un diamante grezzo. Ora i diamanti sono sempre più figli di anonime macchine, procedimenti complessi e calcoli digitalizzati. Insomma, sono sempre di più i diamanti artificiali, creati in fabbrica. E fa ancora più impressione sapere che una delle aziende che spinge di più sui diamanti creati in laboratorio è il brand più noto per la vendita di gemme naturali: De Beers.

Un diamante grezzo emerge dal reattore al plasma CVD di De Beers
Un diamante grezzo emerge dal reattore al plasma CVD di De Beers

È stata una campagna pubblicitaria di De Beers, nel 1947, a inventare il claim “un diamante è per sempre”. Oggi, forse, potrebbe proporre un altro slogan: “un diamante è per tutti”. L’azienda, infatti, sta spingendo forte sui diamanti artificiali con il brand Lightbox. Anni fa ha creato ad Ascot, in Gran Bretagna, la prima fabbrica di diamanti creati in laboratorio. E oggi raddoppia con l’impianto di produzione da 94 milioni di dollari a Gresham, Oregon. La fabbrica ha già iniziato a lavorare e una volta pienamente operativa, produrrà circa 200.000 carati di diamanti coltivati in laboratorio ogni anno.

Controllo del reattore al plasma CVD che produce diamanti ​​in laboratorio
Controllo del reattore al plasma CVD che produce diamanti ​​in laboratorio

Oltre che con il marchio Lightbox, i diamanti saranno venduti con il rivenditore di gioielli online Blue Nile, in un’esclusiva collezione di gioielli. Non bisogna stupirsi: una ricerca di MVI Marketing sponsorizzata dall’International Grown Diamond Association indica che in dieci anni i diamanti coltivati in laboratorio sono passati da zero fino a diventare la categoria in più rapida crescita nel mercato dei gioielli.

La nuova miniera: l'impianto di produzione in Oregon di diamanti artificiali
La nuova miniera: l’impianto di produzione in Oregon di diamanti artificiali

I diamanti creati in fabbrica non sono stati intaccati dalle critiche di chi ritiene i diamanti naturali le uniche gemme preziose. Anche perché le pietre artificiali hanno un prezzo per carato inferiore di circa il 30% rispetto a quelle estratte dalla terra. E, dal punto di vista chimico, sono perfettamente uguali. Anzi, i diamanti artificiali sono artificialmente perfetti. Inoltre, sono sempre più conosciuti dai consumatori, perlomeno quelli americani. Risultato: oltre a De Beers, utilizzano diamanti sintetici anche altre marche, come Swarovski e Richline. Insomma, anche per i gioielli vince la tecnologia.

Ingresso della fabbrica di diamanti sintetici
Ingresso della fabbrica di diamanti sintetici

Orecchini con diamanti di laboratorio Lightbox
Orecchini con diamanti di laboratorio Lightbox

Orecchini con diamanti sviluppati in laboratorio Lightbox
Orecchini con diamanti sintetici sviluppati in laboratorio Lightbox
Orecchini con diamanti rosa sviluppati in laboratorio Lightbox
Orecchini con diamanti rosa sviluppati in laboratorio Lightbox

Pendente con diamante sviluppato in laboratorio Lightbox
Pendente con diamante sviluppato in laboratorio Lightbox