money — 27 декабря, 2012 at 12:50 пп

Reuters: Italia meno d’oro, è battaglia sull’export

La difficile arte del gioiello
La difficile arte del gioiello

Secondo l’agenzia Reuters, l’Italia ha perso la sua leadership di esportatore gioielli d’oro, superata da India e Stati Uniti. Non solo: rischia di scivolare ulteriormente a causa del costo elevato della produzione e per le barriere tariffarie. Per anni l’Italia è stata il più grande produttore ed esportatore mondiale di prodotti in oro. Aziende come Bulgari, Damiani e Roberto Coin sono stati (e sono ancora) marchi di lusso italiani celebrati in tutto il mondo per l’uso del metallo giallo abbinato a pietre preziose e design d’avanguardia. Ma il settore orafo italiano, secondo l’agenzia britannica, sta combattendo una dura battaglia contro i dazi punitivi imposti dai mercati come la Cina, e la concorrenza da parte dei produttori a più basso costo, che beneficiano del miglioramento delle competenze e tecnologie più avanzate.

L'Italia esporta il 70% dei gioielli d'oro che produce
L’Italia esporta il 70% dei gioielli d’oro che produce

A incidere sono stati anche l’impennata dei prezzi di oro e gli alti salari, che hanno ulteriormente gonfiato i costi. Inoltre, le vendite di gioielli d’oro in Italia sono crollate a causa della recessione. «La domanda di gioielli è una delle prime a scendere in una recessione», commenta Licia Mattioli, presidente di Federorafi, e a capo di un’azienda orafa a Torino. Le vendite di gioielli in oro in Italia sono diminuite del 15% in termini di volume (a 4,8 tonnellate) e del 9% in termini di valore (246 milioni di dollari) su base annua nel secondo trimestre, secondo i dati del World Gold Council.

Licia Mattioli
Licia Mattioli

Steven Tranquilli, direttore della Federazione Italia di distributori di gioielli, Federdettaglianti Orafi, stima che in Italia le vendite di gioielli d’oro al dettaglio siano diminuite del 20-25% in un anno. E secondo Federorafi, i ricavi totali del settore nel 2011 sono state pari a 6,3 miliardi di euro, in calo del 16% dal 2007.

Gioielli Damiani
Gioielli Damiani

Così ora India e Stati Uniti hanno superato l’Italia come esportatori, perlomeno in termini di volume. A questo si aggiunge la forte concorrenza dei Paesi a basso costo di lavorazione, come Cina continentale, Hong Kong e Thailandia. L’export soffre anche per gli alti dazi. I produttori indiani e brasiliani pagano tasse doganali basse quando esportano i loro gioielli nella Ue. Ma in quei Paesi ci sono freni all’import. Inoltre, i produttori di India e Stati Uniti beneficiano di maggiori economie di scala rispetto alla natura frammentaria del settore degli orafi italiani, aziende centrate a Vicenza, Valenza, Arezzo e Bassano del Grappa, la maggior parte a gestione familiare con piccole botteghe artigianali.

Come se ne esce? Secondo Reuters, bisogna migliorare le capacità di progettazione e la tecnologia, oltre ad abbassare il costo del lavoro. C’è poi da migliorare l’export. I produttori di gioielli d’oro si riuniscono tre volte l’anno, a gennaio, maggio e settembre, per le fiere di VicenzaOro di Vicenza, che attirano centinaia di acquirenti al dettaglio da tutto il mondo alla ricerca delle creazioni più interessanti per i loro negozi. E di fronte alle difficili sfide del mercato nazionale, i produttori italiani di gioielli stanno rivolgendo la loro attenzione sempre più verso i mercati a rapida crescita. Secondo gli ultimi dati di VicenzaOro, le principali destinazioni per la gioielleria italiana nel primo trimestre del 2012 sono stati la Svizzera (363 milioni di euro, il 22% del totale), gli Emirati Arabi Uniti (237 milioni di euro, pari al 14,3%), e gli Stati Uniti (142 milioni di euro, pari al 8,6%).

Bulgari, marchio italiano che è emigrato in Francia
Bulgari, marchio italiano che è emigrato in Francia

 L’Italia esporta circa il 70% dei propri gioielli in oro, il resto è venduto sul mercato interno. «Ma il grosso problema per le esportazioni italiane di gioielli d’oro sono i dazi all’importazione nei paesi Bric», aggiunge Mattioli, riferendosi a Brasile, Russia, India e Cina. L’industria italiana sta facendo pressione l’Unione europea per superare la sfida dei dazi, ma a Bruxelles hanno risposto che l’alta qualità delle esportazioni italiane di gioielli dovrebbe garantire la penetrazione nei mercati asiatici in rapida crescita, tra cui la Cina. «La Cina gestisce dazi all’importazione consistenti, un freno importante per affari per le imprese italiane,» commenta Mattioli. «Abbiamo bisogno di discutere a livello internazionale il problema dei dazi all’importazione». Secondo gli esperti di VicenzaOro, comunque, le esportazioni verso la Cina nel primo trimestre del 2012 sono aumentate del 52,7% a 38,2 milioni di euro, spingendo il Paese secondo posto tra le destinazioni di esportazione.

Innovazione di design e marketing sono le chiavi per il successo. A livello retail, per esempio, Damiani ha registrato un forte incremento. «Ci sono mercati esteri che sono in rapida crescita e in cui il nostro gruppo vede grandi possibilità, come la Cina, in cui Damiani è già presente con otto negozi e presto ne aprirà altri cinque, e le ex repubbliche sovietiche, dove una nuova boutique sarà inaugurata presto a Mosca «, ha confermato Guido Damiani, presidente e ceo del gruppo omonimo. Insomma, non tutto è perduto, per fortuna.

ukItalian jewel, it is time for a change

According to news agency Reuters, Italy has lost its leading exporter of gold jewelry, surpassed by India and the United States. Not only is likely to slip further because of the high cost of production and tariff barriers. For years Italy was the largest producer and exporter of gold products. Companies such as Bulgari, Damiani and Roberto Coin were ( and still are) Italian luxury brands celebrated worldwide for the use of the yellow metal combined with precious stones and avant-garde design. But the Italian jewelery sector, according to the British agency, is fighting an uphill battle against the punitive tariffs imposed by markets such as China, and competition from lower-cost producers, who benefit from the improved skills and more advanced technologies.

A were also affect the surge in gold prices and high wages, which further inflated the costs. In addition, sales of gold jewelry in Italy have fallen because of the recession. «The demand for jewelry is one of the first to fall into a recession,» said Licia Mattioli, President of Federorafi, and at the head of a goldsmith in Turin. Sales of gold jewelry in Italy decreased by 15% in terms of volume ( 4.8 tons ) and 9% in terms of value ( $ 246 million ) on an annual basis in the second quarter, according to data of the World Gold Council.

Steven Tranquilli, director of the Federation of Italian jewelery retailers, Federdettaglianti Goldsmiths, estimated that in Italy the sales of gold jewelry retail have decreased by 20-25% in a year. And according Federorafi, the total revenues of the sector in 2011 totaled € 6.3 billion, down 16% from 2007.  So now India and the United States surpassed Italy as exporters, at least in terms of volume. Added to this is the strong competition from countries with low processing cost, such as mainland China, Hong Kong and Thailand.

Exports also suffers due to high duties. Indian producers and Brazilian customs low pay taxes when they export their jewelry in the EU. But in those countries there are import brakes. In addition, the manufacturers of India and the United States benefit from greater economies of scale compared to the fragmented nature of the sector of Italian goldsmiths companies centered in Vicenza, Valenza, Arezzo and Bassano del Grappa, most family run small workshops.

What’s the answer ? According to Reuters, one must enhance the capabilities of design and technology, as well as lowering the cost of labor. There is to improve exports. The producers of gold jewelry will meet three times a year, in January, May and September, for the fairs in Vicenza Oro di Vicenza, which attract hundreds of retail buyers from all over the world in search of the most interesting creations for their shops. And faced with the difficult challenges of the domestic market, the Italian jewelry manufacturers are turning their attention more and more towards fast-growing markets. According to the latest data VicenzaOro, the main destinations for Italian jewelery in the first quarter of 2012 were Switzerland ( 363 million euro, 22% of the total), the United Arab Emirates ( 237 million euro, or 14, 3%), and the United States ( 142 million euro, equal to 8.6%).

france-flagBijou italien, il est temps pour un changement

Selon agence de nouvelles Reuters, l’Italie a perdu son premier exportateur de bijoux en or, dépassé par l’Inde et les États-Unis. Non seulement est susceptible de glisser davantage en raison du coût élevé des barrières de production et de tarif. Pendant des années, l’Italie était le plus grand producteur et exportateur de produits en or. Des sociétés telles que Bulgari, Damiani et Roberto Coin étaient (et sont encore ) les marques de luxe italiennes ont célébré dans le monde entier pour l’utilisation du métal jaune combiné avec des pierres précieuses et de design avant-gardiste. Mais le secteur de la joaillerie italienne, selon l’agence britannique, se bat contre une bataille acharnée contre les droits de douane punitifs imposés par les marchés comme la Chine, et la concurrence des producteurs à bas coût, qui bénéficient de l’ amélioration des compétences et des technologies les plus avancées.

A ont aussi une incidence sur la flambée des prix de l’or et des salaires élevés, ce qui a encore gonflé les coûts. En outre, les ventes de bijoux en or en Italie ont chuté en raison de la récession. «La demande pour les bijoux est l’un des premiers à tomber dans une récession «, a déclaré Licia Mattioli, président de Federorafi, et à la tête d’un orfèvre à Turin. Les ventes de bijoux en or en Italie ont diminué de 15 % en termes de volume ( 4,8 tonnes ) et de 9% en termes de valeur ( 246 millions de dollars ) sur une base annuelle au deuxième trimestre, selon les données du Monde gold Council.

Steven Tranquilli, directeur de la Fédération des détaillants de bijoux italiens, les orfèvres Federdettaglianti, a estimé qu’en Italie, les ventes de détail de bijoux en or ont diminué de 20-25% en un an. Et selon Federorafi, les revenus totaux du secteur en 2011 ont totalisé 6,3 milliards €, en baisse de 16% par rapport à 2007. Alors maintenant, l’Inde et les États-Unis ont dépassé l’Italie, les exportateurs, au moins en termes de volume. A cela s’ajoute la forte concurrence des pays à faible coût de traitement, tels que la Chine continentale, Hong Kong et la Thaïlande.

Les exportations souffrent aussi dû à de hautes fonctions. Producteurs indiens et coutumes brésiliennes faibles paient des impôts lorsqu’ils exportent leurs bijoux dans l’UE. Mais dans ces pays, il existe des freins à l’importation. En outre, les fabricants de l’Inde et les États -Unis bénéficient d’ économies d’échelle par rapport à la nature fragmentée du secteur des entreprises orfèvres italiens centrés à Vicenza, Valenza, Arezzo et Bassano del Grappa, plus petite et familiale ateliers.

Quelle est la réponse ? Selon Reuters, il faut renforcer les capacités de conception et de technologie, ainsi que l’abaissement du coût du travail. Il vise à améliorer les exportations. Les producteurs de bijoux en or se réunira trois fois par an, en Janvier, Mai et Septembre, pour les foires à Vicenza Oro di Vicenza, qui attirent des centaines d’acheteurs au détail de partout dans le monde à la recherche des créations les plus intéressantes pour leur commerces. Et face aux défis difficiles du marché intérieur, les fabricants de bijoux italiens se tournent leur attention de plus en plus vers les marchés à forte croissance. Selon les dernières données VicenzaOro, les principales destinations des bijoux italienne dans le premier trimestre de 2012 ont été la Suisse (363 millions d’euros, 22 % du total ), les Emirats Arabes Unis (237 millions d’euros, ou 14, 3 %) et les Etats-Unis (142 millions d’euros égale à 8,6%).

Italie exporte environ 70 % de ses bijoux en or, le reste est vendu sur le marché intérieur. » Mais le gros problème pour les exportations italiennes de bijoux en or sont les droits à l’importation dans les pays du BRIC «, a déclaré Mattioli, se référant à Brésil, Russie, Inde et Chine. L’industrie italienne est le lobbying de l’Union européenne pour relever le défi des droits, mais à Bruxelles, a répondu que la qualité des exportations italiennes de bijoux devrait assurer la pénétration sur les marchés asiatiques en forte croissance, notamment la Chine. «La Chine impose des droits d’importation cohérente, un frein majeur d’affaires pour les entreprises italiennes «, a déclaré Mattioli. «Nous devons discuter de la question au niveau international des droits d’importation. » Selon les experts VicenzaOro, toutefois, les exportations vers la Chine au cours du premier trimestre de 2012 ont augmenté de 52,7% à 38,2 M €, en poussant deuxième rang des destinations d’exportation du pays.

Innovation en matière de conception et de commercialisation sont les clés du succès. Au niveau du détail, par exemple, Damiani a connu une forte augmentation. » Il ya des marchés qui se développent rapidement et où notre groupe voit de grandes opportunités, comme la Chine, où Damiani est déjà présent avec huit magasins et nous allons bientôt ouvrir cinq autres, et les anciennes républiques soviétiques, où une nouvelle boutique sera ouvert prochainement à Moscou «, a confirmé Guido Damiani, président et PDG du groupe éponyme. Bref, tout n’est pas perdu, heureusement.

german-flagItalienisch Juwel, ist es Zeit für einen Wechsel

Laut Nachrichtenagentur Reuters hat Italien seine führende Exporteur von Goldschmuck verloren, übertroffen von Indien und den Vereinigten Staaten. Es ist nicht nur wahrscheinlich weiter rutschen wegen der hohen Kosten für die Produktion und Zollschranken. Seit Jahren war Italien der größte Produzent und Exporteur von Gold-Produkte. Firmen wie Bulgari, Damiani und Roberto Coin waren (und noch sind ) Italienisch Luxusmarken weltweit gefeiert für die Verwendung des gelben Metalls mit Edelsteinen und Avantgarde-Design kombiniert. Aber die italienische Schmuck -Sektor, nach Angaben der britischen Agentur, kämpft einen aussichtslosen Kampf gegen die Strafzölle von Märkten wie China verhängt, und die Konkurrenz aus Niedriglohnländern Produzenten, die profitieren von den verbesserten Fähigkeiten und Technologien.

A wurden auch auf den Anstieg des Goldpreises und hohe Löhne, die weiter aufgeblasen die Kosten. Darüber hinaus haben sich die Verkäufe von Goldschmuck in Italien wegen der Rezession gefallen. «Die Nachfrage nach Schmuck ist eines der ersten, die in eine Rezession fallen «, sagte Licia Mattioli, Präsident Federorafi, und an der Spitze eines Goldschmieds in Turin. Der Verkauf von Gold -Schmuck in Italien um 15 % in Bezug auf das Volumen ( 4,8 Tonnen ) und 9% in Hinblick auf den Wert ( $ 246.000.000 ) auf jährlicher Basis im zweiten Quartal nach Angaben des World Gold Council.

Steven Tranquilli, Direktor des Verbandes der italienischen Schmuck Einzelhändler, Federdettaglianti Goldsmiths, schätzt, dass in Italien die Verkäufe von Goldschmuck Einzelhandel wurden von 20-25% in einem Jahr gesunken. Und nach Federorafi beliefen sich die Gesamteinnahmen des Sektors im Jahr 2011 mit 6,3 Mrd. € um 16% gegenüber 2007 entspricht. So, jetzt Indien und den Vereinigten Staaten übertroffen Italien als Exporteure, zumindest in Bezug auf das Volumen. Hinzu kommt die starke Konkurrenz aus Ländern mit niedrigen Verarbeitungskosten, wie Festland China, Hong Kong und Thailand.

Auch der Export leidet wegen der hohen Abgaben. Indischen Hersteller und brasilianischen Zoll niedrige Steuern zahlen, wenn sie ihren Schmuck Export in die EU. Aber in diesen Ländern gibt es Import- Bremsen. Darüber hinaus sind die Hersteller von Indien und den Vereinigten Staaten profitieren von größeren Skaleneffekten zur Zersplitterung des Sektors der italienischen Goldschmiede Unternehmen in Vicenza, Valenza, Arezzo und Bassano del Grappa zentriert verglichen, laufen die meisten Familien kleine Werkstätten.

Was ist die Antwort? Laut Reuters, muss man zur Verbesserung der Leistungsfähigkeit von Design und Technologie, sowie eine Senkung der Lohnkosten. Es ist für die Ausfuhr zu verbessern. Die Hersteller von Goldschmuck trifft drei Mal im Jahr, im Januar, Mai und September, für die Messen in Vicenza Oro di Vicenza, die Hunderte von Retail- Käufer anzulocken aus der ganzen Welt auf der Suche nach den interessantesten Kreationen für ihre Geschäfte. Und angesichts der schwierigen Herausforderungen des inländischen Marktes, sind die italienischen Schmuck-Hersteller richten ihre Aufmerksamkeit mehr und mehr auf schnell wachsenden Märkten. Nach den neuesten Daten VicenzaOro waren die wichtigsten Ziele für die italienische Schmuck im ersten Quartal 2012 Schweiz ( 363.000.000 €, 22% der Gesamtmenge), den Vereinigten Arabischen Emiraten (237 Millionen Euro oder 14, 3%), und die Vereinigten Staaten (142 Millionen Euro gleich 8,6%).

Italien exportiert etwa 70 % seiner Goldschmuck, der Rest wird auf dem heimischen Markt verkauft. » Aber das große Problem für die italienischen Exporte von Gold-Schmuck die Einfuhrzölle in den BRIC-Staaten «, sagte Mattioli, die sich auf Brasilien, Russland, Indien und China. Die italienische Industrie Lobbyarbeit bei der Europäischen Union um die Herausforderung der Aufgaben zu überwinden, aber in Brüssel reagiert, dass die hohe Qualität der italienischen Exporte von Schmuck sollte das Eindringen in die schnell wachsenden asiatischen Märkten, einschließlich China zu gewährleisten. «China unterhält Einfuhrzölle konsistente, eine große Bremse für Unternehmen für italienische Unternehmen «, sagte Mattioli. «Wir müssen das Thema auf internationaler Ebene von den Einfuhrabgaben zu diskutieren. » Nach Ansicht von Experten VicenzaOro jedoch stiegen die Ausfuhren nach China im ersten Quartal 2012 um 52,7 % auf 38,2 Mio. €, die das Land der zweitgrößte Exportmarkt Destinationen.

Design- Innovation und Marketing sind die Schlüssel zum Erfolg. Auf der Ebene des Einzelhandels, zum Beispiel, hat Damiani einen starken Anstieg zu sehen. » Es gibt Märkte, die schnell wachsen und wo unsere Gruppe sieht große Chancen, wie China, wo Damiani ist bereits mit acht Filialen vorhanden und bald werden wir fünf mehr öffnen, und die ehemaligen Sowjetrepubliken, wo ein neues Boutique wird in Kürze in Moskau eröffnet werden «, bestätigt Guido Damiani, Präsident und CEO der gleichnamigen Gruppe. Kurz gesagt, ist nicht alles verloren, zum Glück.

flag-russiaИтальянская жемчужина, это время для перемен

По сообщению информационного агентства Reuters, Италия потеряла свой ведущий экспортер ювелирных изделий из золота, уступая Индии и Соединенных Штатов. Мало того, что шансов поскользнуться дальнейшем из-за высокой стоимости производства и тарифных барьеров. В течение многих лет Италия была крупнейшим производителем и экспортером золотых изделий. Такие компании, как Bulgari, Damiani и Roberto Coin были ( и остаются) итальянских брендов роскоши отмечается во всем мире за использованиежелтого металла в сочетании с драгоценными камнями и авангардный дизайн. Но итальянский сектор ювелирных изделий, по данным британского агентства, борется с тяжелой борьбе против карательные тарифы, введенные рынках, таких как Китай, и конкуренции со стороны более дешевых производителей, которые извлекают выгоду из повышения квалификации и более продвинутые технологии.

Были также влияют на рост цен на золото и высокая заработная плата, что еще больше завышенные расходы. Кроме того, продажа золотых ювелирных изделий в Италии упали из-за рецессии. «Спрос на ювелирные изделия является одним из первых попадают врецессии», сказал Licia Маттиоли, президент Federorafi, и во главе ювелира в Турине. Продажи золотых ювелирных изделий в Италии снизился на 15 % по объему ( 4,8 тонны) и 9% в стоимостном выражении ( $ 246 млн ) на ежегодной основе во втором квартале, по данным Всемирного Gold Council.

Стивен беспокойство, директор итальянской федерации розничной торговли ювелирных изделий, Federdettaglianti Голдсмит, по оценкам, в Италиипродажи золотых ювелирных розничных снизились на 20-25% в год. И в соответствии Federorafi,общие доходы отрасли в 2011 году составил € 6,3 млрд., что на 16% с 2007 года.

Так что теперь Индия и США обошла Италию в качестве экспортеров, по крайней мере с точки зрения объема. К этому следует добавитьсильную конкуренцию со стороны стран с низкой стоимостью обработки, например, материковом Китае, Гонконге и Таиланде.

Экспорт также страдает из-за высоких пошлин. Индийские и бразильские производители низких таможенных платить налоги, когда они экспортируют свои драгоценности в ЕС. Но в этих странах есть импорт тормоза. Кроме того, производители Индии и в интересах Соединенных Штатов от большей экономии за счет масштабов по сравнению с фрагментарным характером сектор итальянских компаний ювелиров в центре Виченца, Валенце, Ареццо и Бассано дель Граппа, самый семейный небольших мастерских.

Каков ответ ? По данным Reuters, нужно расширить возможности дизайна и технологии, а также снижение расходов на оплату труда. Существует для улучшения экспорта. Производителей ювелирных изделий из золота встретятся три раза в год, в январе, мае и сентябре, для ярмарки в Виченце Oro ди Виченца, которые привлекают сотни розничных покупателей со всего мира в поисках самых интересных творений для своих магазинов. И сталкивается с трудными проблемами на внутреннем рынке,итальянские производители ювелирных изделий обращают свое внимание все больше и больше в сторону быстрорастущих рынков. По последним данным VicenzaOro, главные пункты для итальянского ювелирного в первом квартале 2012 года были Швейцарии ( 363 000 000 евро, 22% от общего числа),Объединенные Арабские Эмираты ( 237 000 000 евро, или 14, 3 %) иСША ( 142 000 000 евро, равный 8,6 %).

Италия экспортирует около 70% своей золотые украшения, остальное продается на внутреннем рынке. » Нобольшой проблемой для итальянского экспорта ювелирных изделий из золота являются импортные пошлины в странах БРИК «, сказал Маттиоли, ссылаясь на Бразилию, Россию, Индию и Китай. Итальянской промышленности лоббирует Евросоюз преодолеть проблему обязанности, но в Брюсселе ответил, что высокое качество итальянского экспорта ювелирных изделий должны обеспечить проникновение в быстрорастущие азиатские рынки, включая Китай. «Китай поддерживает импортных пошлин последовательным, главный тормоз для бизнеса итальянских компаний «, сказал Маттиоли. «Мы должны обсудить этот вопрос на международном уровне импортных пошлин «. По мнению экспертов VicenzaOro, однако, экспорт в Китай в первом квартале 2012 года увеличился на 52,7 % до € 38,2 млн., толкает страну вторым по величине экспортным направлениям.

Инновационного дизайна и маркетинга являются ключами к успеху. На уровне розничной торговли, например, Damiani наблюдается резкое увеличение. «Есть рынки, которые быстро растут и где наша группа видит большие возможности, такие, как Китай, где Damiani уже присутствует с восемью магазинами и скоро мы откроем еще пять, ибывших советских республик, где новый бутик будет открыт в ближайшее время в Москве «, подтвердил Гвидо Дамиани, президент и генеральный директор одноименной группы. Короче говоря, еще не все потеряно, к счастью.

Leave a Comment

Ваш адрес email не будет опубликован.