alta gioielleria, news — 23 сентября, 2020 at 12:39 пп

(Italiano) Palmiero e la Cina vista da giovani designer 

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Un grande atelier di alta gioielleria apre le porte allo spirito creativo di giovani designer. Il risultato sono le collezioni ideate nel corso Triennale in Design del Gioiello dell’Istituto Europeo di Design di Torino, in collaborazione con Palmiero Jewellery Design, atelier-laboratorio di Valenza.

La Maison, famosa per le sue creazioni scultoree di alta gioielleria, è stato anche partner dei progetti di tesi per l’anno 2019/20. L’accordo con l’istituto aveva l’obiettivo di progettare gioielli per il mercato cinese, in particolare per un target di donne tra i 25 e i 55 anni. Lo stesso Carlo Palmiero si era confrontato con le giovani designer studentesse dell’ultimo anno di corso dello Ied Torino.

Luca Plamiero (a sinistra) con Carlo Palmiero (a destra)
Luca Plamiero (a sinistra) con Carlo Palmiero (a destra)

Il progetto in collaborazione con Ied Torino è stato un’esperienza molto interessante per la possibilità di interagire con le studentesse e la loro visione, e di portarle in un mondo lontano, quello dell’Oriente. Un progetto ben riuscito, nato dalla volontà di incentivare i giovani ad avvicinarsi a questa nobile arte, che richiede tanta creatività e innovazione per diventare maestri orafi. È importante riabilitare un concetto a cui tengo molto: l’arte del saper fare e il saper fare con arte. È stato curioso e molto emozionante vedere le diverse interpretazioni e sviluppi creativi che ogni studentessa è riuscita a realizzare nel rispetto del brief. Auguro a tutte loro buona fortuna.
Carlo Palmiero, Fondatore di Palmiero Jewellery Design

Fiore di loto della collezione Bloom di Marzia Gasparotto
Fiore di loto della collezione Bloom di Marzia Gasparotto

I gioielli realizzati si ispirano a classici topos culturali cinesi, dalla calligrafia allo zhezhi, dal mahjong al shan shui, fino alla simbologia di elementi naturali, animali e fiori.

Bracciali di Marzia Gasparotto
Bracciali di Marzia Gasparotto

Come la collezione Bloom del progetto di tesi Road to East di Marzia Gasparotto, che ha scelto come idea ispiratrice il fiore di loto: un involucro di petali in oro bianco e ametiste di varia tonalità racchiude un nucleo di opali tendente al celeste. Nella spilla e nel bracciale, un intreccio di ramificazioni dagli eleganti movimenti plastici, ornati da diamanti e perle nere dai toni bluastri, indirizza la luce cangiante in un richiamo all’ambiente acquatico in cui il fiore nasce.

Collana della collezione The Origin di Shuang Liang
Collana della collezione The Origin di Shuang Liang

La collezione The Origin di Shuang Liang parte, invece dall’antica arte calligrafica cinese. I simboli grafici hanno ispirato la collana in oro giallo (di buon auspicio nella cultura della Regno di Mezzo) assieme a orecchini, anello e spilla, in linea con il gusto del mercato orientale per le parure. Le sfumature in pavé nei toni della terra donano giochi di luce alle superfici sinuose dei gioielli, in un omaggio alle pennellate di inchiostro dei caratteri cinesi.

Orecchini di ShuangLiang
Orecchini di ShuangLiang

In rottura con la tradizione è, invece, la collezione di Francesca Azais, che ha messo al centro l’imperfezione, allontanandosi dai canoni estetici che hanno prevalso per secoli sia in Occidente che in Oriente. Concetto che ha ispirato Imperfect, una linea di gioielli che esalta diversità e imperfezione trasformandole in testimoni di unicità. Per esempio con la parure in oro bianco che utilizza l’asimmetria, con la disposizione apparentemente casuale di zaffiri, acquamarina e diamanti in taglio tondo e a navetta.

Francesca Azais, orecchino
Francesca Azais, orecchino

Altra collezione: Good Luck di Dajana Ferrara, che prende spunto dal mahjong, gioco ma anche strumento di socializzazione. Nella collezione piccole tessere sono sovrapposte l’una sull’altra, in una rotazione che abbraccia la parte del corpo per cui è pensato il gioiello. La gradazione delle pietre, incastonate sfumando dai verdi e blu di acquemarine e zaffiri ai bianchi e beige di diamanti incolore e fancy brown, enfatizza ulteriormente le sensazioni visive di volume e movimento. E tra le 13 proposte presentate, Good Luck è stata selezionata da Palmiero Jewellery Design per la realizzazione di un prototipo.

Orecchini di Dajana Ferrara. Foto: Roberto Borgo
Orecchini di Dajana Ferrara. Foto: Roberto Borgo

I progetti di tesi sono il culmine del percorso triennale dei nostri studenti, il trampolino di lancio verso il loro futuro professionale. È il momento in cui sono liberi di esprimere al massimo la loro creatività e le competenze acquisite durante gli studi. Quest’anno più che mai i nostri studenti hanno dimostrato di saper affrontare le sfide, reagendo alle difficoltà e portando a termine la progettazione con coraggio e determinazione, a volte da altri continenti. La prestigiosa collaborazione con Palmiero Jewellery Design ha permesso alle giovani designer di confrontarsi con le richieste di un’azienda eccellenza del settore e con le esigenze di un mercato estero, facendo emergere la loro personalità e passione.
Paola Zini, Direttore Ied Torino

Il packaging dei gioielli disegnati da Dajana Ferrara
Il packaging dei gioielli disegnati da Dajana Ferrara

I progetti in collaborazione con Palmiero Jewellery Design sono stati realizzati da Francesca Azais, Gaia Cozzi, Dajana Ferrara, Elena Frigierio, Marzia Gasparotto, Shuang Liang, Marzia Marangon, Giulia Milan, Arianna Orla, Delia Perna Ruggiero, Giorgia Pezzano, Gavrylyuk Yana, Ilaria Zardo, diplomate del corso Triennale in Design del Gioiello IED Torino, sotto la guida della Coordinatrice del corso Daniela Bulgarelli.

Orecchino di Dajana Ferrara indossato
Orecchino di Dajana Ferrara indossato
Anello di Shuang Liang
Anello di Shuang Liang

Collier di Francesca Azais
Collier di Francesca Azais







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