news — junio 24, 2013 at 6:40 pm

Lettere a Gioiellis

@ok

Potete scrivere a matilde@gioiellis.com o desk@gioiellis.com

Ho un anello molto pesante, che non so se vendere o no. A dire il vero non sono neppure sicura che sia d’oro. Che cosa mi consigliate?

Sissysissy, via email

Ci sono tre aspetti determinanti: il tipo di metallo, il peso e, ultimo aspetto ma non meno importante, la qualità dell’anello in questione. Per scoprire se il proprio gioiello è di vero oro, bisogna innanzitutto munirsi di una buona lente di ingrandimento. Cercate se da qualche parte è punzonata la sigla con i carati e, di solito, la città di produzione (per esempio Al per Alessandria) con una serie di numeri oltre al simbolo del produttore. Se non è oro certificato, oppure è falso, è riportata solo la sigla «750». Infatti, il punzone con numeri e sigla è di pertinenza solo di chi è iscritto al Registro orafi. La legge dice, infatti, che chiunque venda platino, palladio, oro e argento in lingotti, verghe, laminati, profilati e semilavorati in genere, fabbrichi o importi oggetti contenenti questi metalli, deve chiedere alla Camera di commercio la concessione del marchio di identificazione per metalli preziosi. C’è poi chi consiglia sistemi casalinghi, come la prova dell’acqua regia (regia, non ragia), o la cosiddetta pietra di paragone, ma sono sistemi poco precisi. Per determinare il peso, invece, occorre una bilancia. Quella da cucina non è precisa, meglio acquistarne una (nei negozi gestiti da cinesi si trovano a poche decine di euro). Magari non sarà come quella degli orafi, che è omologata, ma un’idea la dà. Infine: per giudicare la qualità di un gioiello bisogna vederlo… Su questo non possiamo essere d’aiuto.

Questa bilancia tascabile costa 39 euro. Ha una precisione fino a 0,1 grammi
Questa bilancia tascabile costa 39 euro. Ha una precisione fino a 0,1 grammi

 

Ciao Gioiellis, siete il sito migliore. Una domanda: ho anch’io una collana di perle coltivate, che mi sembra siano diventate opache. Normale secondo voi? Grazie se riuscirete a rispondere. Sara222, via e-mail

Ciao Sara222, immagino si tratti di perle coltivate, che sempre perle sono, in ogni caso. Intanto è meglio ricordare che le perle sono generate da ostriche a cui un essere umano ha inserito un corpo estraneo che provoca, appunto, il formarsi della perla. Lo spessore del rivestimento di madreperla dipende dal tipo di ostrica utilizzata, dall’acqua in cui è vissuta e per quanto tempo «l’intruso» è lasciato nella conchiglia prima di essere rimosso. Più la madreperla è spessa, maggiore è la durata della perla. Le perle coltivate, anche quelle con i rivestimenti più spessi, sono fragili e si devono utilizzare e conservare con cura. Per esempio, indossate una collana solo dopo aver già utilizzato un make-up o un profumo. Guai alla lacca per capelli: è dannosissima. E se si tratta di un anello, toglietelo prima di applicare creme o sapone sulle mani. Non esponete le perle al cloruro di una piscina o ad altri agenti. Un clima molto secco e caldo può inaridire la perla e provocare fessure: le perle odiano il clima torrido e poco umido. Fa invece bene indossarle, perché assorbono l’umidità del corpo umano. Per pulire le perle si può anche un panno morbido e privo di lanugine. Il panno può anche essere inumidito con acqua: in questo caso, lasciate poi asciugare le perle all’aria prima di riporle. Le perle sporche possono essere pulite con una soluzione di acqua e sapone neutro. Invece, non pulitele mai con soluzioni che contengono ammoniaca o detergenti aggressivi. E nemmeno mettete perle in un pulitore a ultrasuoni. Altri consigli utili: non conservate le perle con altri gioielli, perché la madreperla può essere facilmente graffiata da metallo o pietre preziose. Meglio riporre i gioielli di perle in una borsa morbida, per esempio di camoscio.

 

Una grossa perla coltivata
Una grossa perla coltivata

Parlate troppo di diamanti. Io adoro gli smeraldi e mi sembra che siano troppo sottovalutati. PippiSavxx, via e-mail

 

Hai ragione Pippi, i diamanti la fanno da padroni. A breve inseriremo anche contenuti sugli smeraldi, promesso. Intanto, se riesci a capire l’inglese, ti consiglio questo filmato che spiega come si valuta uno smeraldo. Ciao, a presto.

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