vetrina — agosto 10, 2017 at 4:45 am

Mattia Cielo: il mio tech-design




L’intervista rilasciata tempo fa a Gioiellis.com di uno dei designer italiani più innovativi: Mattia Cielo ♦

«Se pensate che la gioielleria sia immutabile nel tempo, figlia di antiche tradizioni e basta, vi sbagliate», esordisce Mattia Cielo. Il designer e orafo vicentino è, in effetti, quasi un’anomalia nel panorama italiano della gioielleria. A differenza della maggior parte dei suoi colleghi, infatti, non ha paura di legare il tema del lusso e del bello con quello della tecnologia. Ma la strada non è inserire l’elettronica nella collana o nell’anello: sarebbe un’idea semplice. L’idea perseguita (con successo) da Mattia Cielo, infatti, è un’altra, più complessa ma anche più affascinante. «La verità è che siamo fortunati: da Torino a Venezia è un susseguirsi di aziende capaci di utilizzare la tecnologia e innovare. Basta cercarle e andarle a trovare, verificare sul posto le loro proposte, le invenzioni, gli strumenti. Perché in molti settori l’Italia ha la leadership mondiale. Per questo ho pensato che utilizzare nuovi materiali e soluzioni d’avanguardia potesse essere una reale innovazione nella gioielleria. Per esempio, micro viti, fili in titanio o elementi che sono utilizzati nei settori aerospaziale, micromeccanica e automazione, offrono la possibilità di un design diverso e una maggiore creatività», spiega il gioielliere vicentino, che ha alle spalle una lunga storia familiare all’insegna della classica lavorazione di oro e gemme.

Mattia Cielo

Mattia Cielo

Il risultato della ricerca di Mattia Cielo è sorprendente. Uno dei primi esperimenti fu Armadillo, un anello con un’inconsueta corazza che si muove, simile a quella dell’animale a cui si ispira: delle molle interne controllano il movimento degli scudi d’oro con viti a vista che compongono l’anello. Poi venne la lega in titanio dell’industria aerospaziale, con la sua capacità di cambiare forma ma poi tornare alla posizione originaria applicata ai bracciali a spirale della collezione Rugiada. «Ecco, il movimento: solo il matrimonio tra materiali preziosi e la tecnologia più avanzata permette di raggiungere certi risultati. Ma non è facile spiegare ad aziende impegnate in settori industriali così differenti le esigenze di un orafo, come il limitato numero di pezzi, il materiale da impiegare o il design che deve rispettare ovviamente quello che rende bello e prezioso un gioiello», aggiunge Cielo. «Il confronto però, alla fine, dà i risultati giusti». Come nel caso del nuovo bracciale Pavone, formato da archetti collegati tra loro che oscillano, perfettamente sincronizzati, seguendo il movimento del corpo. O le new entry della collezione Vulcano, grandi volumi in oro 18 carati resistenti ma confortevoli sempre grazie alla tecnologia: una sorta di tessuto fatto fibre di carbonio modellato in stampi rivestiti di resina consente di realizzare gioielli sovradimensionati senza avere il problema del vuoto interno che li rende fragili o del pieno che li rende pesanti. La prova concreta sono gli ampi bracciali e le donanti collane groumette impreziositi di diamanti, piacevolissimi da guardare e da indossare. Monica Battistoni



Bracciale Ghiaccio

Bracciale Ghiaccio

Bracciale Nebula in oro rosa con elementi scorrevoli anulari in oro e diamanti della collezione Nebula

Bracciale Nebula in oro rosa con elementi scorrevoli anulari in oro e diamanti della collezione Nebula

Vulcano, bracciale in oro rosa e diamanti

Vulcano, bracciale in oro rosa e diamanti

Collana Vulcano

Collana Vulcano

Bracciale Pavone in oro rosa e diamanti

Bracciale Pavone in oro rosa e diamanti

Anello Armadillo by Mattia Cielo

Anello Armadillo by Mattia Cielo

Mattia Cielo, anelli

Mattia Cielo, bracciale con pitre

Mattia Cielo, bracciale con pitre

Mattia Cielo, bracciale in oro e diamanti

Mattia Cielo, bracciale







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